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di Pernumia (PD)

 

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IL GAZZETTINO  2009
La nostra presenza sul quotidiano, la cultura e 
le cronache politico-amministrative di Pernumia

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«Sicurezza a meno costi»
Da venerdì vigili urbani con Pernumia. Fortin: «Risparmieremo»
Mercoledì 30 Dicembre 2009,

A poche ore dal conto alla rovescia che domani notte per San Pietro Viminario segnerà la chiusura, oltre che con il 2009, anche con l'Unione Metropolis che lo unisce a Stanghella, Granze e Barbona, l'amministrazione comunale ha approvato una nuova convenzione con Pernumia, con entrata in vigore dal primo gennaio 2010 e a durata triennale, per la gestione in forma associata del servizio di polizia municipale.
      Il nuovo paese partner è in realtà un vecchio "socio", tra i fondatori nel 2002, assieme a Stanghella, di Metropolis. Poi però Pernumia si era staccato. Il riavvicinamento è motivato dalla breve distanza tra i due paesi, meno di 5 chilometri. San Pietro si porterà in dote dallo scioglimento dell'Unione un vigile comunale e la Fiat Grande Punto attrezzata per interventi in caso di incidenti. Il "corredo" potrebbe arricchirsi di ulteriori pezzi, ma questo lo si saprà con certezza solo tra qualche mese, nel corso delle operazioni di ripartizione dei beni prima condivisi tra i comuni aderenti a Metropolis.
      Tra i due, spetterà a Pernumia il ruolo di "capofila", in quanto il vigile che a sua volta metterà a disposizione come personale gode di maggiore anzianità di servizio.
      «In vista dello scioglimento consensuale dell'Unione dovevamo riorganizzarci fin da subito - precisa il sindaco, Stefano Fortin - Sottoscrivendo questa convenzione "snella" andremo a garantire lo stesso livello di servizi prima offerti con Metropolis ma ad un costo inferiore rispetto agli 83 mila euro di quest'anno. La principale spesa per ciascun comune sarà quella del proprio agente in organico. La convenzione è inoltre aperta a nuove adesioni che dovessero pervenire da altri comuni vicini, o all'utilizzo di vigili da paesi terzi, se necessario». Sono attualmente in fase di riorganizzazione anche gli altri servizi gestiti dalla scioglienda Metropolis, dai servizi sociali al Ced (Centro elaborazioni dati), dalle manutenzioni a parte dei lavori pubblici e dei tributi.

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Mercoledì 2 Dicembre 2009, Ceduto dal Comune per 91 mila euro alla società di trasformazione urbana, rivenduto per un milione 400 mila euro ad una impresa di costruzioni e ad una immobiliare. I conti non tornano. Tant’è che proprio il procuratore regionale della Corte contabile ha voluto vederci chiaro nell’operazione che ha come epicentro Villa Griffey. A muovere il pubblico accusatore della Corte dei Conti veneta è stata una dettagliata segnalazione riguardante la vendita del terreno di proprietà comunale deliberata dalla giunta ad un prezzo - secondo gli esponenti - di gran lunga inferiore al suo reale valore.
      Il procedimento per presunto danno erariale, istruito con l’ausilio della Guardia di Finanza delegata alle indagini, è stato avviato nei confronti di Lucio Conforto, ex sindaco di
Pernumia, dell’ex segretario comunale Salvatore Marino, dell’ingegnere Luca Eberrini, all’epoca responsabile del settore comunale Tecnico, Edilizia privata e Urbanistica, degli ex assessori Flavio Zaramella, Severino Zecchin, Andrea Molon e Leonorio Feltresi.
      Secondo il procuratore regionale della Corte tutta l’operazione si è tradotta in un ingiusto pregiudizio erariale ai danni del Comune. Il teorema del pubblico ministero Giancarlo Di Maio si fonda essenzialmente sull'iter seguito dalla pubblica amministrazione che avrebbe dovuto approvare i progetti definitivo ed esecutivo prima di procedere all’affidamento ad Urbania la realizzazione degli interventi. Non solo mancava l’approvazione, ma non vi era neppure traccia di una progettazione coerente. Sicchè, secondo il pm, il Comune proprietario delle opere non era in grado di sapere cos’avesse commissionato. L’impossibilità di esercitare qualunque forma di controllo emergeva peraltro dall’assenza di documentazione contabile.
      A Conforto, in particolare, il pubblico ministero ha contestato la parte maggiore della responsabilità. In qualità di sindaco gli competeva sovrintendere e curare l’operazione di vendita. Era consapevole che il bene veniva ceduto ad Urbania ad un prezzo molto al di sotto del valore reale e che una vendita all’importo di perizia avrebbe danneggiato il Comune. Di più. Conforto era anche stato presidente di Urbania e quindi a conoscenza che la spa avrebbe rivenduto l’area ad un prezzo ben più elevato. La destinazione dell’area a edificazione privata con sfruttamento commerciale rendevano agevolmente percepibile l’incongruenza della stima peritale. Quanto a Marino, in qualità di segretario comunale ha avuto modo di occuparsi della vicenda più volte in occasione delle delibere del consiglio comunale e della giunta. Per di più è anche stato membro del consiglio di amministrazione di Urbania e quindi al corrente della rivendita del terreno.
      Fin qui la vicenda come ricostruita e accertata dal pubblico ministero contabile. Ma la Corte, presieduta da Giuseppa Maneggio, non è neppure entrata nel merito del presunto danno erariale. Perchè ha dovuto dichiarare la nullità di tutti gli atti istruttori compiuti e quindi anche degli atti processuali. Perchè? La legge sancisce che le procure della Corte dei conti possono iniziare l’attività istruttoria a fronte di una "specifica e concreta notizia di danno". Il legislatore ha voluto in tal modo disciplinare il potere del pubblico accusatore contabile circoscrivendolo a fattispecie concrete di danno erariale affinchè non si trasformasse in una sorta di attività di controllo, spettante ad altri organi. Orbene, era il 15 gennaio 2003 quando il procuratore della Corte dei conti ricevette la segnalazione proveniente da alcuni gruppi politici di opposizione all’allora sindaco Conforto. Segnalazione dalla quale non emergeva una notizia "specifica e concreta", anche perchè di un anno e mezzo precedente al contratto di vendita del terreno ad Urbania, datato 15 luglio 2004, e quindi prima che il prezzo venisse effettivamente pattuito e pagato, e prima dunque della realizzazione del fatto dannoso.
      Tutto da rifare.

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Fortin lascia la giunta: «Bilancio negativo»
Domenica 22 Novembre 2009,
 
(Ca.B.) L’assessore Lucio Fortin abbandona il suo ruolo nell’amministrazione comunale di Pernumia. La decisione è maturata in seguito alle difficoltà riscontrate dall’assessore di creare un gioco di squadra all’interno della giunta comunale. «L’amministrazione non ha saputo raggiungere gli obiettivi prefissati nel programma elettorale - ha dichiarato Lucio Fortin - In particolare per quanto riguarda i lavori pubblici e le manutenzioni. In vista dell’imminente tornata elettorale amministrativa del marzo 2010, il bilancio politico-amministrativo di questo quinquennio assume a mio avviso i connotati di una sconfitta». L’assessore Fortin, entrato in giunta in quota Udc, uscito dal partito due anni fa e da un anno sostenitore della Lega Nord, si è rammaricato anche per la mancanza di una condivisione delle decisioni. «Non ho potuto portare a termine con serenità il mio mandato. E non mi sento di condividere le scelte passate dell’amministrazione, per questo ho deciso di dimettermi da assessore».
      Ora bisognerà capire se, a quattro mesi dalle prossime elezioni amministrative, le dimissioni di Fortin mescoleranno le carte in tavola.

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Le imprese C&C e Digamma non li trattavano prima dell’utilizzo: invece di risultare inertizzati erano ancora carichi di sostanze pericolose
Rifiuti tossici in edilizia, arriva la stangata
Undici condannati per complessivi 40 anni di reclusione. Risarcimenti per Provincia e Comune di Mira

Venerdì 11 Settembre 2009,

Venezia
      Quarant’anni di reclusione e un milione di euro di provvisionale, cioè di anticipo sul risarcimento dei danni ambientali provocati, che dovranno essere quantificati in sede civile.
      È la pesante condanna che il Tribunale di Venezia ha inflitto a 11 dei 14 imputati finiti sotto processo per il traffico illecito di rifiuti realizzato tra il 2003 e il 2005 dalle società C&C e Digamma di Mestre, con impianti a Malcontenta di Mira (Venezia) e a Pernumia (Padova).
      Nel 2005, l’inchiesta denominata "Mercante di rifiuti" aveva portato in carcere otto persone, accusate di aver utilizzato materiale altamente inquinato per la realizzazione di lavori edili e opere pubbliche, tra cui gli interventi per l’Alta velocità ferroviaria ad Arino di Dolo. Gli imputati dovranno risarcire Comune di Mira e Provincia di Venezia.
      Amadori

Venerdì 11 Settembre 2009,
Venezia

      Quarant’anni di reclusione e un milione di euro di provvisionale, cioè di anticipo sul risarcimento dei danni ambientali provocati, che dovranno essere quantificati in sede civile.
      Il Tribunale di Venezia ha usato la mano pesante nei confronti di undici dei 14 imputati finiti sotto processo per il traffico illecito di rifiuti realizzato in mezza Italia, tra il 2003 e il 2005, dalle società C&C e Digamma di Mestre, con impianti a Malcontenta di Mira,in provincia di Venezia, e a Pernumia (Padova), e con la complicità di numerose altre ditte che si occupavano del trasporto di materiali. Tre le assoluzioni, una in più rispetto a quella chiesta dal sostituto procuratore Giorgio Gava, che per chiudere il processo in tempo ha trascorso tutta l’estate in ufficio a preparare la requisitoria.
      Il collegio presieduto da Lucia Bartolini (giudici a latere Enrico Stefani e Andrea Battistuzzi) ha emesso la sentenza ieri pomeriggio alle 18, a conclusione di un processo celebrato a tempo di record, con udienze anche durante il periodo di sospensione feriale dell’attività giudiziaria, per evitare la prescrizione dei reati.
      Gli imputati, in solido con le società di cui sono i responsabili (Tre Esse srl, fratelli Busolin autotrasporti, Marco e Moreno snc, Barbetta srl, Ear srl), sono stati condannati anche al ripristino dei luoghi inquinati, nonché al pagamento di oltre 200mila euro a titolo di rifusione delle spese legali sostenute dalle amministrazioni pubbliche e dalle associazioni ambientaliste costituitesi parte civile al processo. Tra queste figurano il ministero dell’Ambiente (a cui è stata riconosciuta una provvisionale di 100mila euro), la Regione Veneto (150 mila euro), i Comuni di Padova e Pernumia (100 mila euro ciascuno), le Province di Padova e Venezia (40 mila euro ciascuna), la Provincia di Verona (30 mila euro) le Province di Treviso e Rovigo (25 mila euro ciascuna), i Comuni di Mira (80 mila euro), Cerignano e Battaglia Terme (20 mila) e Due Carrare (15 mila), Legambiente e Wwf (10 mila euro ciascuna).
      L’inchiesta sul maxi traffico illecito, denominata “Mercante di rifiuti”, nel marzo del 2005 aveva portato in carcere sei persone. Successivamente, nel 2007, il titolare della C&C, Maurizio Cappelletto, patteggiò la pena assieme ad altri otto imputati (da otto mesi a tre anni di reclusione, condonati), mentre altri 14 hanno preferito andare a dibattimento.
      Tutto prese il via da un controllo causale ad un camion che stava trasportando materiale destinato ai lavori dell’Alta velocità ferroviaria ad Arino di Dolo, a cui seguirono perquisizioni e sequestri negli stabilimenti di Malcontenta e Pernumia: gli inquirenti scoprirono che i rifiuti non venivano trattati come previsto e che, di conseguenza, invece di risultare inertizzati, erano ancora carichi di sostanze pericolose (rame, piombo, nickel, cromo, cloruri e altri), nel momento in cui venivano riutilizzati in edilizia. Altri rifiuti sarebbero stati utilizzati per il cavalcavia Camerini a Padova, e per lavori in altre località del Veneto ed Emilia Romagna.
      Nel corso della sua requisitoria, il pm Gava ha spiegato che la prova dell’illecito è documentale: nel periodo finito sotto inchiesta la C&C risulta aver acquistato percentuali troppo modeste di cemento, sabbia e reagenti vari, tali da non aver consentito la miscelazione delle tonnellate di rifiuti incamerati per la trasformazione. Il magistrato ha ricordato che il depliant pubblicitario nel quale l’azienda illustrava le sue potenzialità era stato “scopiazzato” da quello di un’altra società specializzata nel settore; mentre nel cortile dello stabilimento era depositato materiale edile che serviva da “specchietto per le allodole”: quelli esposti non erano campioni di rifiuti trattati e inertizzati, ma “cordoli” appositamente acquistati da un’azienda di materiali edili.
      E il Tribunale, a conclusione di una camera di consiglio durata un’intera giornata, ha concluso ritenendo fondate le tesi della pubblica accusa: i rifiuti sono stati smaltiti assieme a tutti i veleni che contenevano, in violazione della legge.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.
      Gianluca Amadori
     

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Martedì 4 Agosto 2009

Monselice
      (o.m.) Itinerari ciclo pedonali a carattere turistico-ludico, ricreativo-culturale e ambientale. È questa la "chilometrica" espressione usata dall’amministrazione comunale di Monselice per indicare la realizzazione delle due nuove piste ciclabili. La prima collegherà attraverso via dei Colli la frazione di Monticelli a Galzignano. La seconda si snoderà lungo le sponde del canale Bagnarolo e collegherà Monselice a Pernumia. Il costo previsto ammonta a 1,3 milioni di euro.
      Il progetto per la costruzione di due piste ciclabili è stato realizzato dall’ufficio tecnico comunale ed è frutto del protocollo d’intesa regionale che promuove la creazione di un sistema integrato di percorsi di mobilità "slow" nella Bassa. «Lo scopo è di creare la rete di collegamento ciclopedonale dei rioni comunali con il centro storico, sviluppando l’uso della bicicletta con mezzo di spostamento interno. È anche un modo di potenziare l’offerta turistica - ha detto l’assessore al Turismo, Gianni Mamprin - diversificando le proposte per il viaggiatore che vuole scoprire Monselice, ed è un mezzo per trattenerlo più a lungo nel territorio comunale». L’iniziativa trova un largo consenso anche in Francesco Miazzi, esponente dei Verdi e consigliere di minoranza: «L’amministrazione comunale ha approvato un progetto che da tempo sosteniamo. Le piste ciclabili sono una "risorsa" per la tutela dell’ambiente e nel territorio. È uno strumento di valorizzazione paesaggistica. Sarebbe opportuno dare il via ad un progetto per collegare, tra loro, le piste ciclabili già esistenti».

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Mercoledì 29 Luglio 2009

Cavalcavia Camerini, udienze
anche durante il periodo estivo

Venezia
 Udienza anche in estate per evitare che i reati si possano prescrivere. Lo ha deciso la sezione penale collegiale del Tribunale di Venezia, fissando la prosecuzione di un dibattimento durante il periodo di sospensione feriale.
Il processo da finire con urgenza è quello relativo ad un presunto traffico illecito di rifiuti avvenuto nel periodo compreso dal 2003 al 2005 tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, che ruota attorno all’attività delle società C&C e Digamma di Mestre, con impianti a Malcontenta di Mira (Venezia) e a Pernumia (Padova).
Il presidente Lucia Bartolini aveva stabilito un calendario fino alla fine di luglio, nonostante l’attività giudiziaria sia sospesa per legge da metà mese, salvo i processi con detenuti.
Ma l’infortunio occorso ad uno dei componenti del collegio giudicante ha obbligato ad un cambiamento di date.
Le prossime udienze sono state fissate per il 31 agosto e il 1 settembre, in pieno periodo di sospensione dell’attività ordinaria, che riprenderà in tutta Italia dal 16 settembre.
Il Tribunale vuole impedire che la prescrizione dei reati impedisca di giudicare gli imputati che hanno scelto di farsi processare con rito ordinario.
 Ma l’urgenza è motivata anche dall’imminente trasferimento di un giudice in altra sede.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giorgio Gava e denominata "Mercante di rifiuti", nel marzo del 2005 aveva portato in carcere sei persone.
Tra queste il titolare della C&C, il quale ha patteggiato, assieme ad altri otto imputati, una pena condonata sulla base dell’indulto del 2006.
Secondo l’ipotesi d’accusa ingenti quantità di rifiuti industriali nocivi sono state utilizzate, in violazione della legge, come materia prima per conglomerati cementizi, e quindi impiegate in numerosi cantieri, tra cui quello di Arino di Dolo per la realizzazione dei lavori alla linea ferroviaria dell’Alta velocità, e quello per il cavalcavia Camerini di Padova, messi sotto sequestro nel marzo del 2005.
Se la sentenza sarà emessa prima dell'avvenuta prescrizione dei reati, enti pubblici e società private potranno reclamare il risarcimento dei danni subiti.
      G.A.

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Mercoledì 22 Luglio 2009
Il Centro veneto servizi completerà la rete fognaria
di Maserà, Casalserugo, Due Carrare e Bovolenta


Bassa padovana
      Il Centro Veneto Servizi Spa ha approvato il progetto d’intervento sulla rete fognaria e di depurazione dei comuni di Due Carrare Maserà, Casalserugo e Bovolenta. Il progetto è frutto di una proposta avviata nell’agosto del 2002 quando la società presieduta da Loris Rossato mise in cantiere l’opera per realizzare un impianto di depurazione nel territorio di Due Carrare a servizio dell’intero comprensorio dei quattro comuni.
      Il progetto esecutivo è stato redatto nell’ottobre del 2004 e prevedeva la realizzazione di un’unica struttura centralizzata per consentire il collegamento alla rete fognaria di tutte le utenze dei quattro comuni. La mancata approvazione da parte della Regione dell’impianto di depurazione ha imposto al Cvs di mettere a punto la costruzione di reti fognarie nei quattro comuni. Siamo al terzo stralcio del progetto complessivo che ha un costo pari a 2.900.000 euro, ed il cantiere sta per essere aperto. Il presidente del CdA Loris Rossato: «A Pernumia l’intervento prevede la posa della condotta principale delle acque nere nelle vie Cornoledo e Trinità ed è prevista la realizzazione di tre impianti di sollevamento. A Due Carrare una condotta di gres ceramico sarà collocata nelle vie dell’Artigianato e, Vò di Placca. I lavori a Due Carrare prevedono anche l’interramento dello scolo Terradura».
      Nel territorio comunale di Due Carrare è previsto pure il collegamento fognario delle vie Chiodare e Gorghizzolo con il depuratore di Pernumia. In questo caso saranno realizzati quattro impianti di sollevamento delle acque nere. A Casalserugo ad essere interessati dall’estensione della rete fognaria saranno le vie Cà Ferri e Dante Alighieri. In questo caso sarà realizzato un solo impianto di sollevamento delle acque.

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Domenica 31 Maggio 2009
PERNUMIA L’appoggio alla candidatura di Fabio Conte alla Provincia mette nei guai il sindaco Giovanni Magarotto autore di una lettera spedita ai cittadini
Campagna elettorale con la carta del Comune
La missiva stampata con il logo del municipio. «Sono stato vittima di un raggiro politico», afferma il primo cittadino

Pernumia
      (O.M.) "La nostra amministrazione comunale ha bisogno di un consigliere provinciale che la conosca e Fabio Conte, (ex sindaco di Monselice, ndr), persona autorevole attenta e di buon senso, che saprà certamente portare all’attenzione del consiglio provinciale non solo le problematiche dei nostri luoghi, ma anche i punti di forza".
      Inizia così la lettera sottoscritta dal sindaco Giovanni Magarotto ed inviata ai suoi concittadini per inviarli a votare il candidato del Pdl al consiglio provinciale per il collegio di Pernumia: Fabio Conte. Ma la lettera con tanto di foto e modalità di voto a favore di Conte è stata stampata su carta intestata del Comune. Un autentico scivolone politico per il primo cittadino.
      La lettera è stata distribuita con il sistema del porta a porta nel piccolo centro, che ha dato i natali a Angelo Beolco detto il Ruzante. Venuti in possesso della missiva, gli oppositori politici di Magarotto sono partiti subito all’attacco denunciando l’accaduto alla commissione elettorale comunale.
      Magarotto ha fatto ammenda e subito ha imposto al distributore di stoppare la consegna della lettera a sostegno di Conte.
      «Sono stato vittima di un raggiro politico – ha detto infuriato Magarotto – e questo danneggia in maniera pesante la mia immagine pubblica. Io avevo sottoscritto un "candido" sostegno a Conte. L’operazione analoga a quella già fatta da alcuni colleghi sindaci. Anche loro hanno rivolto un appello agli elettori per chiedere il consenso a favore dei candidati del centro destra che aspirano ad un posto in consiglio provinciale. E quello che ho scritto è finito nella mani di una persona senza scrupoli che ha eseguito il classico copia e incolla, utilizzando il computer e poi ha stampato il mio appello a favore di Conte su carta intestata del comune. Ora sono politicamente nei guai».

   
(Vedi )

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Giovedì 19 Marzo 2009
Ristrutturazione villa Griffey, esposto alla Corte dei conti

Pernumia
      Il tormentone della vicenda legata alla ristrutturazione di villa Griffey di Pernumia e degli appartamenti realizzati nell’area antistante l’ex campo sportivo si arricchisce di un nuovo capitolo.
      Salvatore Marino, amministratore di Urbania e segretario comunale di San Pietro Viminario, nei giorni scorsi ha presentato un esposto alla Corte dei Conti sulla controversia esplosa dalla lottizzazione dell’ex campo sportivo e dal restauro dell’immobile. Le azioni legali avviate dal comune di Pernumia che hanno fatto scattare provvedimenti di carattere civile che penale, con rinvii a giudizio e richieste di risarcimenti, registrano ora la controffensiva della società Urbania, condotta dal suo direttore, nei confronti dell’amministrazione comunale presieduta da Giovanni Magarotto. Marino fa presente ai giudici contabili veneziani che l’amministrazione locale sta andando incontro al dissesto finanziario, qualunque sia l’esito della battaglia giudiziaria che ha intrapreso contro Urbania.
      «In questo caso di vittoria il comune acquisirà i condomini costruiti sul terreno dell’ex campo sportivo - sostiene Marino – che hanno un valore stimato di sette milioni e 200 mila euro. Nel rispetto dell’accordo sottoscritto da Magarotto con i legali a questi ultimi spetterebbe un milione e 200 mila euro. Il Comune, però dovrà rifondere le società immobiliari perché, oltre al terreno, hanno realizzato i due condomini, prima di rientrarne in possesso. Quindi nemmeno vendendo tutti gli appartamenti e i negozi raggiungerebbe il pareggio. Se invece l’amministrazione perderà la causa saranno le due imprese costruttrici a chiedere i danni che ammontano a circa cinque milioni di euro».
      Orfeo Meneghetti

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Processo Villa Griffey, il Comune parte civile
Giovedì 5 Marzo 2009

Pernumia
      (O.M.) Il Comune di Pernumia si è costituito parte civile nel procedimento penale relativo al finanziamento un milione e 105 mila euro concesso dalla Regione alla società Urbania per il restauro di Villa Griffey. Il processo si terrà al tribunale di Padova a maggio. Gli imputati saranno due Plinio Masi e Giovanni Matteazzi accusa di falso ideologico. Il giudice delle indagini preliminari, il pubblico ministero Claudio Marassi accogliendo l’ipotesi d’incompatibilità territoriale sollevata dal difensore dei imputati, gli imprenditori Giampaolo e Giovanni Belluco e l’architetto Loris Fontana ha chiesto che il fascicolo, ha deciso di inviare il fascicolo al tribunale di venia. Il fascicolo contiene la documentazione che regge l’impianto accusatorio di concorso in tentativo di truffa ai danni della Comunità Europea. L’organismo giudicante una volta visionato il fascicolo dovrà decidere se proseguire o archiviare il caso.

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Sabato 28 Febbraio 2009

Pernumia
      Il rinvio a giudizio chiesto dal pubblico ministero Paolo Luca per cinque persone, i funzionari regionali Giovanni Matteazzi e Plinio Masi, dell’architetto Loris Fontana, del rappresentante di Urbania Gianni Belluco e del titolare dell’impresa costruttrice Giampaolo Belluco, per quella che viene definita "l’incompiuta" di Villa Griffey a Pernumia ha scatenato le reazione di Salvatore Marino. Si tratta del direttore di Urbania, società che ha ricevuto il finanziamento dell’Unione Europea di un milione e 105 mila euro per la realizzazione dell’intervento di ristrutturazione dell’immobile. Marino, allora ricopriva anche il ruolo di segretario comunale di Pernumia e la pratica è passata per le sue mani.
      Alla decisione del magistrato l’ex segretario comunale replica così: «I lavori sono stati eseguiti al 70 – 80% e ciò risulta anche dalle relazioni che sono state inviate alla Regione. Il denaro della Ue è stato speso interamente - ha sostenuto Marino - per la sistemazione dell'immobile. Al completamento dei lavori mancano solo le tinteggiature interne i sanitari e le porte. Non sono stati ultimati perché mancavano i fondi».
      Tanto rumore sembra voler dire Marino per una vicenda giudiziaria che si annuncia lunga per i numerosi procedimenti che sono stati aperti. L’ultimo è proprio di Marino e dell’ex sindaco di Pernumia, Lucio Conforto allora al vertice di Urbania. «Abbiamo denunciato il magistrato della Corte dei Conti per abuso d’atti d’ufficio - ha commentato ancora - perché si è basato solo sulle indicazioni contenute sulla denuncia presentata dal sindaco di Pernumia, Giovanni Magarotto. Dovevano essere eseguiti delle verifiche incrociate. Di tutta la vicenda ho relazionato anche al ministro Guardasigilli Angiolino Alfano. E attendo fiducioso».  O.M.

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Mercoledì 25 Febbraio 2009
L’assessore Fortin si dimette: «Troppe pressioni dalla giunta»

Pernumia
      (O.M.) L’assessore al Bilancio e all’ambiente, Lucio Fortin, si è dimesso. Lo ha fatto nel modo che gli è più congeniale: la chiarezza. Non si è rifugiato dietro all’abusata e logora espressione "mi sono dimesso per motivi personali". No lui ha spiegato le ragioni della sua scelta, così: «L’assessorato al Bilancio, fatta eccezione per il sindaco Giovanni Magarotto, mi ha esposto a troppe pressioni da parte dei colleghi di giunta. Ho cercato di resistere, ma ho trovato tanta ostilità. La gestione dello strumento finanziario di un’amministrazione comunale, sia pur piccola come Pernumia, si basa su regole scandite dalle norme contabili e da una programmazione condivisa, che va rispettata dagli assessori nell’interesse della collettività». L’ex assessore, non intende abbandonare la maggioranza, ma ha ancora qualche sassolino da togliersi dalle scarpe: «La giunta comunale è composta da persone troppo rissose che dimenticano che l’organismo si regge sulle regole della colleggialità. Il sindaco ha il suo bel daffare a tenere uniti gli assessori, ma spesso è un dialogo tra sordi. Quindi ho preferito lasciare un incarico che era diventato troppo pesante e stressante». Il sindaco di Pernumia che si è preso una breve vacanza con la famiglia, rientra oggi e in serata incontrerà l’assessore dimissionario nel tentativo di farlo desistere dal suo proposito. La dimissioni di Fortin seguono quelle di Natalia Cichella, dimessasi un anno fa e sostituita da Emanale Ortolan.

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Strade piene di buche, un pericolo
Piovan: «Segnalato, fatto nulla»

Sabato 31 Gennaio 2009
PERNUNIA - (o.m.) La pericolosità di alcune strade ha assunto livelli inaccettabili (come si vede nella foto), come spiega il consigliere di maggioranza Silvano Piovan: «Nelle vie Rivella, Cornoledo, Trinità e Borgo delle rane la manutenzione è un ricordo. Ho segnalato il problema alla giunta comunale, ma nulla è stato fatto. Disapprovo la scelta».

 

giacomo@pernumiadelleliberta.it

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