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IL GAZZETTINO 2009
La nostra presenza sul quotidiano, la cultura
e
le cronache politico-amministrative di Pernumia
IL GAZZETTINO
cartaceo
IL
GAZZETTINO 2005
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IL GAZZETTINO 2008
IL GAZZETTINO 2010
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«Sicurezza
a meno costi»
Da venerdì vigili urbani con Pernumia. Fortin: «Risparmieremo»
Mercoledì 30 Dicembre 2009,
A poche ore dal conto alla rovescia che domani
notte per San Pietro Viminario segnerà la chiusura, oltre che con il
2009, anche con l'Unione Metropolis che lo unisce a Stanghella, Granze e
Barbona, l'amministrazione comunale ha approvato una nuova convenzione
con Pernumia, con entrata in vigore dal primo gennaio 2010 e a durata
triennale, per la gestione in forma associata del servizio di polizia
municipale.
Il nuovo paese partner è in realtà un
vecchio "socio", tra i fondatori nel 2002, assieme a
Stanghella, di Metropolis. Poi però Pernumia si era staccato. Il
riavvicinamento è motivato dalla breve distanza tra i due paesi, meno
di 5 chilometri. San Pietro si porterà in dote dallo scioglimento
dell'Unione un vigile comunale e la Fiat Grande Punto attrezzata per
interventi in caso di incidenti. Il "corredo" potrebbe
arricchirsi di ulteriori pezzi, ma questo lo si saprà con certezza solo
tra qualche mese, nel corso delle operazioni di ripartizione dei beni
prima condivisi tra i comuni aderenti a Metropolis.
Tra i due, spetterà a Pernumia il ruolo
di "capofila", in quanto il vigile che a sua volta metterà a
disposizione come personale gode di maggiore anzianità di servizio.
«In vista dello scioglimento consensuale
dell'Unione dovevamo riorganizzarci fin da subito - precisa il sindaco,
Stefano Fortin - Sottoscrivendo questa convenzione "snella"
andremo a garantire lo stesso livello di servizi prima offerti con
Metropolis ma ad un costo inferiore rispetto agli 83 mila euro di
quest'anno. La principale spesa per ciascun comune sarà quella del
proprio agente in organico. La convenzione è inoltre aperta a nuove
adesioni che dovessero pervenire da altri comuni vicini, o all'utilizzo
di vigili da paesi terzi, se necessario». Sono attualmente in fase di
riorganizzazione anche gli altri servizi gestiti dalla scioglienda
Metropolis, dai servizi sociali al Ced (Centro elaborazioni dati), dalle
manutenzioni a parte dei lavori pubblici e dei tributi.
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Mercoledì 2 Dicembre 2009,
Ceduto dal Comune per 91 mila euro alla società di
trasformazione urbana, rivenduto per un milione 400 mila euro ad una
impresa di costruzioni e ad una immobiliare. I conti non tornano. Tant’è
che proprio il procuratore regionale della Corte contabile ha voluto
vederci chiaro nell’operazione che ha come epicentro Villa Griffey. A
muovere il pubblico accusatore della Corte dei Conti veneta è stata una
dettagliata segnalazione riguardante la vendita del terreno di proprietà
comunale deliberata dalla giunta ad un prezzo - secondo gli esponenti -
di gran lunga inferiore al suo reale valore.
Il procedimento per presunto danno erariale, istruito con
l’ausilio della Guardia di Finanza delegata alle indagini, è stato
avviato nei confronti di Lucio Conforto, ex sindaco di
Pernumia, dell’ex segretario comunale
Salvatore Marino, dell’ingegnere Luca Eberrini, all’epoca responsabile
del settore comunale Tecnico, Edilizia privata e Urbanistica, degli ex
assessori Flavio Zaramella, Severino Zecchin, Andrea Molon e Leonorio
Feltresi.
Secondo il procuratore regionale della Corte tutta l’operazione si
è tradotta in un ingiusto pregiudizio erariale ai danni del Comune. Il
teorema del pubblico ministero Giancarlo Di Maio si fonda essenzialmente
sull'iter seguito dalla pubblica amministrazione che avrebbe dovuto
approvare i progetti definitivo ed esecutivo prima di procedere
all’affidamento ad Urbania la realizzazione degli interventi. Non solo
mancava l’approvazione, ma non vi era neppure traccia di una
progettazione coerente. Sicchè, secondo il pm, il Comune proprietario
delle opere non era in grado di sapere cos’avesse commissionato.
L’impossibilità di esercitare qualunque forma di controllo emergeva
peraltro dall’assenza di documentazione contabile.
A Conforto, in particolare, il pubblico ministero ha contestato la
parte maggiore della responsabilità. In qualità di sindaco gli competeva
sovrintendere e curare l’operazione di vendita. Era consapevole che il
bene veniva ceduto ad Urbania ad un prezzo molto al di sotto del valore
reale e che una vendita all’importo di perizia avrebbe danneggiato il
Comune. Di più. Conforto era anche stato presidente di Urbania e quindi
a conoscenza che la spa avrebbe rivenduto l’area ad un prezzo ben più
elevato. La destinazione dell’area a edificazione privata con
sfruttamento commerciale rendevano agevolmente percepibile
l’incongruenza della stima peritale. Quanto a Marino, in qualità di
segretario comunale ha avuto modo di occuparsi della vicenda più volte
in occasione delle delibere del consiglio comunale e della giunta. Per
di più è anche stato membro del consiglio di amministrazione di Urbania
e quindi al corrente della rivendita del terreno.
Fin qui la vicenda come ricostruita e accertata dal pubblico
ministero contabile. Ma la Corte, presieduta da Giuseppa Maneggio, non è
neppure entrata nel merito del presunto danno erariale. Perchè ha dovuto
dichiarare la nullità di tutti gli atti istruttori compiuti e quindi
anche degli atti processuali. Perchè? La legge sancisce che le procure
della Corte dei conti possono iniziare l’attività istruttoria a fronte
di una "specifica e concreta notizia di danno". Il legislatore ha voluto
in tal modo disciplinare il potere del pubblico accusatore contabile
circoscrivendolo a fattispecie concrete di danno erariale affinchè non
si trasformasse in una sorta di attività di controllo, spettante ad
altri organi. Orbene, era il 15 gennaio 2003 quando il procuratore della
Corte dei conti ricevette la segnalazione proveniente da alcuni gruppi
politici di opposizione all’allora sindaco Conforto. Segnalazione dalla
quale non emergeva una notizia "specifica e concreta", anche perchè di
un anno e mezzo precedente al contratto di vendita del terreno ad
Urbania, datato 15 luglio 2004, e quindi prima che il prezzo venisse
effettivamente pattuito e pagato, e prima dunque della realizzazione del
fatto dannoso.
Tutto da rifare.
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Fortin lascia la
giunta: «Bilancio negativo»
Domenica 22 Novembre 2009,
(Ca.B.) L’assessore Lucio Fortin abbandona il suo ruolo
nell’amministrazione comunale di Pernumia.
La decisione è maturata in seguito alle difficoltà riscontrate
dall’assessore di creare un gioco di squadra all’interno della giunta
comunale. «L’amministrazione non ha saputo raggiungere gli obiettivi
prefissati nel programma elettorale - ha dichiarato Lucio Fortin - In
particolare per quanto riguarda i lavori pubblici e le manutenzioni. In
vista dell’imminente tornata elettorale amministrativa del marzo 2010,
il bilancio politico-amministrativo di questo quinquennio assume a mio
avviso i connotati di una sconfitta». L’assessore Fortin, entrato in
giunta in quota Udc, uscito dal partito due anni fa e da un anno
sostenitore della Lega Nord, si è rammaricato anche per la mancanza di
una condivisione delle decisioni. «Non ho potuto portare a termine con
serenità il mio mandato. E non mi sento di condividere le scelte passate
dell’amministrazione, per questo ho deciso di dimettermi da assessore».
Ora bisognerà capire se, a quattro mesi dalle prossime elezioni
amministrative, le dimissioni di Fortin mescoleranno le carte in tavola.
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Le imprese
C&C e Digamma non li trattavano prima dell’utilizzo: invece di
risultare inertizzati erano ancora carichi di sostanze pericolose
Rifiuti tossici in edilizia, arriva la stangata
Undici condannati per complessivi 40 anni di reclusione. Risarcimenti
per Provincia e Comune di Mira
Venerdì 11 Settembre 2009,
Venezia
Quarant’anni di reclusione e un milione
di euro di provvisionale, cioè di anticipo sul risarcimento dei danni
ambientali provocati, che dovranno essere quantificati in sede civile.
È la pesante condanna che il Tribunale
di Venezia ha inflitto a 11 dei 14 imputati finiti sotto processo per il
traffico illecito di rifiuti realizzato tra il 2003 e il 2005 dalle
società C&C e Digamma di Mestre, con impianti a Malcontenta di Mira
(Venezia) e a Pernumia (Padova).
Nel 2005, l’inchiesta denominata
"Mercante di rifiuti" aveva portato in carcere otto persone,
accusate di aver utilizzato materiale altamente inquinato per la
realizzazione di lavori edili e opere pubbliche, tra cui gli interventi
per l’Alta velocità ferroviaria ad Arino di Dolo. Gli imputati
dovranno risarcire Comune di Mira e Provincia di Venezia.
Amadori
Venerdì 11 Settembre 2009,
Venezia
Quarant’anni di reclusione e un milione
di euro di provvisionale, cioè di anticipo sul risarcimento dei danni
ambientali provocati, che dovranno essere quantificati in sede civile.
Il Tribunale di Venezia ha usato la mano
pesante nei confronti di undici dei 14 imputati finiti sotto processo
per il traffico illecito di rifiuti realizzato in mezza Italia, tra il
2003 e il 2005, dalle società C&C e Digamma di Mestre, con impianti
a Malcontenta di Mira,in provincia di Venezia, e a Pernumia
(Padova), e con la complicità di numerose altre ditte che si occupavano
del trasporto di materiali. Tre le assoluzioni, una in più rispetto a
quella chiesta dal sostituto procuratore Giorgio Gava, che per chiudere
il processo in tempo ha trascorso tutta l’estate in ufficio a
preparare la requisitoria.
Il collegio presieduto da Lucia Bartolini
(giudici a latere Enrico Stefani e Andrea Battistuzzi) ha emesso la
sentenza ieri pomeriggio alle 18, a conclusione di un processo celebrato
a tempo di record, con udienze anche durante il periodo di sospensione
feriale dell’attività giudiziaria, per evitare la prescrizione dei
reati.
Gli imputati, in solido con le società
di cui sono i responsabili (Tre Esse srl, fratelli Busolin
autotrasporti, Marco e Moreno snc, Barbetta srl, Ear srl), sono stati
condannati anche al ripristino dei luoghi inquinati, nonché al
pagamento di oltre 200mila euro a titolo di rifusione delle spese legali
sostenute dalle amministrazioni pubbliche e dalle associazioni
ambientaliste costituitesi parte civile al processo. Tra queste figurano
il ministero dell’Ambiente (a cui è stata riconosciuta una
provvisionale di 100mila euro), la Regione Veneto (150 mila euro), i
Comuni di Padova e Pernumia (100 mila euro
ciascuno), le Province di Padova e Venezia (40 mila euro ciascuna), la
Provincia di Verona (30 mila euro) le Province di Treviso e Rovigo (25
mila euro ciascuna), i Comuni di Mira (80 mila euro), Cerignano e
Battaglia Terme (20 mila) e Due Carrare (15 mila), Legambiente e Wwf (10
mila euro ciascuna).
L’inchiesta sul maxi traffico illecito,
denominata “Mercante di rifiuti”, nel marzo del 2005 aveva portato
in carcere sei persone. Successivamente, nel 2007, il titolare della
C&C, Maurizio Cappelletto, patteggiò la pena assieme ad altri otto
imputati (da otto mesi a tre anni di reclusione, condonati), mentre
altri 14 hanno preferito andare a dibattimento.
Tutto prese il via da un controllo
causale ad un camion che stava trasportando materiale destinato ai
lavori dell’Alta velocità ferroviaria ad Arino di Dolo, a cui
seguirono perquisizioni e sequestri negli stabilimenti di Malcontenta e Pernumia:
gli inquirenti scoprirono che i rifiuti non venivano trattati come
previsto e che, di conseguenza, invece di risultare inertizzati, erano
ancora carichi di sostanze pericolose (rame, piombo, nickel, cromo,
cloruri e altri), nel momento in cui venivano riutilizzati in edilizia.
Altri rifiuti sarebbero stati utilizzati per il cavalcavia Camerini a
Padova, e per lavori in altre località del Veneto ed Emilia Romagna.
Nel corso della sua requisitoria, il pm
Gava ha spiegato che la prova dell’illecito è documentale: nel
periodo finito sotto inchiesta la C&C risulta aver acquistato
percentuali troppo modeste di cemento, sabbia e reagenti vari, tali da
non aver consentito la miscelazione delle tonnellate di rifiuti
incamerati per la trasformazione. Il magistrato ha ricordato che il
depliant pubblicitario nel quale l’azienda illustrava le sue
potenzialità era stato “scopiazzato” da quello di un’altra società
specializzata nel settore; mentre nel cortile dello stabilimento era
depositato materiale edile che serviva da “specchietto per le
allodole”: quelli esposti non erano campioni di rifiuti trattati e
inertizzati, ma “cordoli” appositamente acquistati da un’azienda
di materiali edili.
E il Tribunale, a conclusione di una
camera di consiglio durata un’intera giornata, ha concluso ritenendo
fondate le tesi della pubblica accusa: i rifiuti sono stati smaltiti
assieme a tutti i veleni che contenevano, in violazione della legge. Le
motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.
Gianluca Amadori
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Martedì 4 Agosto
2009
Monselice
(o.m.) Itinerari ciclo pedonali a
carattere turistico-ludico, ricreativo-culturale e ambientale. È questa
la "chilometrica" espressione usata dall’amministrazione
comunale di Monselice per indicare la realizzazione delle due nuove
piste ciclabili. La prima collegherà attraverso via dei Colli la
frazione di Monticelli a Galzignano. La seconda si snoderà lungo le
sponde del canale Bagnarolo e collegherà Monselice a Pernumia. Il costo
previsto ammonta a 1,3 milioni di euro.
Il progetto per la costruzione di due
piste ciclabili è stato realizzato dall’ufficio tecnico comunale ed
è frutto del protocollo d’intesa regionale che promuove la creazione
di un sistema integrato di percorsi di mobilità "slow" nella
Bassa. «Lo scopo è di creare la rete di collegamento ciclopedonale dei
rioni comunali con il centro storico, sviluppando l’uso della
bicicletta con mezzo di spostamento interno. È anche un modo di
potenziare l’offerta turistica - ha detto l’assessore al Turismo,
Gianni Mamprin - diversificando le proposte per il viaggiatore che vuole
scoprire Monselice, ed è un mezzo per trattenerlo più a lungo nel
territorio comunale». L’iniziativa trova un largo consenso anche in
Francesco Miazzi, esponente dei Verdi e consigliere di minoranza: «L’amministrazione
comunale ha approvato un progetto che da tempo sosteniamo. Le piste
ciclabili sono una "risorsa" per la tutela dell’ambiente e
nel territorio. È uno strumento di valorizzazione paesaggistica.
Sarebbe opportuno dare il via ad un progetto per collegare, tra loro, le
piste ciclabili già esistenti».
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Mercoledì 29
Luglio 2009
Cavalcavia Camerini, udienze
anche durante il periodo estivo
Venezia
Udienza anche in estate per evitare che i reati si possano
prescrivere. Lo ha deciso la sezione penale collegiale del Tribunale di
Venezia, fissando la prosecuzione di un dibattimento durante il periodo
di sospensione feriale.
Il processo da finire con urgenza è quello relativo ad un presunto
traffico illecito di rifiuti avvenuto nel periodo compreso dal 2003 al
2005 tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, che ruota attorno
all’attività delle società C&C e Digamma di Mestre, con impianti
a Malcontenta di Mira (Venezia) e a Pernumia (Padova).
Il presidente Lucia Bartolini aveva stabilito un calendario fino alla
fine di luglio, nonostante l’attività giudiziaria sia sospesa per
legge da metà mese, salvo i processi con detenuti.
Ma l’infortunio occorso ad uno dei componenti del collegio giudicante
ha obbligato ad un cambiamento di date.
Le prossime udienze sono state fissate per il 31 agosto e il 1
settembre, in pieno periodo di sospensione dell’attività ordinaria,
che riprenderà in tutta Italia dal 16 settembre.
Il Tribunale vuole impedire che la prescrizione dei reati impedisca di
giudicare gli imputati che hanno scelto di farsi processare con rito
ordinario.
Ma l’urgenza è motivata anche dall’imminente trasferimento di
un giudice in altra sede.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giorgio Gava e
denominata "Mercante di rifiuti", nel marzo del 2005 aveva
portato in carcere sei persone.
Tra queste il titolare della C&C, il quale ha patteggiato, assieme
ad altri otto imputati, una pena condonata sulla base dell’indulto del
2006.
Secondo l’ipotesi d’accusa ingenti quantità di rifiuti industriali
nocivi sono state utilizzate, in violazione della legge, come materia
prima per conglomerati cementizi, e quindi impiegate in numerosi
cantieri, tra cui quello di Arino di Dolo per la realizzazione dei
lavori alla linea ferroviaria dell’Alta velocità, e quello per il
cavalcavia Camerini di Padova, messi sotto sequestro nel marzo del 2005.
Se la sentenza sarà emessa prima dell'avvenuta prescrizione dei reati,
enti pubblici e società private potranno reclamare il risarcimento dei
danni subiti.
G.A.
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Mercoledì 22
Luglio 2009
Il Centro veneto servizi
completerà la rete fognaria
di Maserà, Casalserugo, Due Carrare e Bovolenta
Bassa padovana
Il Centro Veneto Servizi Spa ha approvato
il progetto d’intervento sulla rete fognaria e di depurazione dei
comuni di Due Carrare Maserà, Casalserugo e Bovolenta. Il progetto è
frutto di una proposta avviata nell’agosto del 2002 quando la società
presieduta da Loris Rossato mise in cantiere l’opera per realizzare un
impianto di depurazione nel territorio di Due Carrare a servizio
dell’intero comprensorio dei quattro comuni.
Il progetto esecutivo è stato redatto
nell’ottobre del 2004 e prevedeva la realizzazione di un’unica
struttura centralizzata per consentire il collegamento alla rete
fognaria di tutte le utenze dei quattro comuni. La mancata approvazione
da parte della Regione dell’impianto di depurazione ha imposto al Cvs
di mettere a punto la costruzione di reti fognarie nei quattro comuni.
Siamo al terzo stralcio del progetto complessivo che ha un costo pari a
2.900.000 euro, ed il cantiere sta per essere aperto. Il presidente del
CdA Loris Rossato: «A Pernumia l’intervento prevede la posa della
condotta principale delle acque nere nelle vie Cornoledo e Trinità ed
è prevista la realizzazione di tre impianti di sollevamento. A Due
Carrare una condotta di gres ceramico sarà collocata nelle vie
dell’Artigianato e, Vò di Placca. I lavori a Due Carrare prevedono
anche l’interramento dello scolo Terradura».
Nel territorio comunale di Due Carrare è
previsto pure il collegamento fognario delle vie Chiodare e Gorghizzolo
con il depuratore di Pernumia. In questo caso saranno realizzati quattro
impianti di sollevamento delle acque nere. A Casalserugo ad essere
interessati dall’estensione della rete fognaria saranno le vie Cà
Ferri e Dante Alighieri. In questo caso sarà realizzato un solo
impianto di sollevamento delle acque.
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Domenica 31
Maggio 2009
PERNUMIA L’appoggio alla candidatura di Fabio Conte alla Provincia
mette nei guai il sindaco Giovanni Magarotto autore di una lettera
spedita ai cittadini
Campagna elettorale con la carta del Comune
La missiva stampata con il logo del municipio. «Sono stato vittima di
un raggiro politico», afferma il primo cittadino
Pernumia
(O.M.) "La nostra amministrazione
comunale ha bisogno di un consigliere provinciale che la conosca e Fabio
Conte, (ex sindaco di Monselice, ndr), persona autorevole attenta e di
buon senso, che saprà certamente portare all’attenzione del consiglio
provinciale non solo le problematiche dei nostri luoghi, ma anche i
punti di forza".
Inizia così la lettera sottoscritta dal
sindaco Giovanni Magarotto ed inviata ai suoi concittadini per inviarli
a votare il candidato del Pdl al consiglio provinciale per il collegio
di Pernumia: Fabio Conte. Ma la lettera con tanto di foto e modalità di
voto a favore di Conte è stata stampata su carta intestata del Comune.
Un autentico scivolone politico per il primo cittadino.
La lettera è stata distribuita con il
sistema del porta a porta nel piccolo centro, che ha dato i natali a
Angelo Beolco detto il Ruzante. Venuti in possesso della missiva, gli
oppositori politici di Magarotto sono partiti subito all’attacco
denunciando l’accaduto alla commissione elettorale comunale.
Magarotto ha fatto ammenda e subito ha
imposto al distributore di stoppare la consegna della lettera a sostegno
di Conte.
«Sono stato vittima di un raggiro
politico – ha detto infuriato Magarotto – e questo danneggia in
maniera pesante la mia immagine pubblica. Io avevo sottoscritto un
"candido" sostegno a Conte. L’operazione analoga a quella già
fatta da alcuni colleghi sindaci. Anche loro hanno rivolto un appello
agli elettori per chiedere il consenso a favore dei candidati del centro
destra che aspirano ad un posto in consiglio provinciale. E quello che
ho scritto è finito nella mani di una persona senza scrupoli che ha
eseguito il classico copia e incolla, utilizzando il computer e poi ha
stampato il mio appello a favore di Conte su carta intestata del comune.
Ora sono politicamente nei guai».
(Vedi )
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Giovedì 19 Marzo 2009
Ristrutturazione
villa Griffey, esposto alla Corte dei conti
Pernumia
Il tormentone della vicenda legata alla
ristrutturazione di villa Griffey di Pernumia e degli appartamenti
realizzati nell’area antistante l’ex campo sportivo si arricchisce
di un nuovo capitolo.
Salvatore Marino, amministratore di
Urbania e segretario comunale di San Pietro Viminario, nei giorni scorsi
ha presentato un esposto alla Corte dei Conti sulla controversia esplosa
dalla lottizzazione dell’ex campo sportivo e dal restauro
dell’immobile. Le azioni legali avviate dal comune di Pernumia che
hanno fatto scattare provvedimenti di carattere civile che penale, con
rinvii a giudizio e richieste di risarcimenti, registrano ora la
controffensiva della società Urbania, condotta dal suo direttore, nei
confronti dell’amministrazione comunale presieduta da Giovanni
Magarotto. Marino fa presente ai giudici contabili veneziani che
l’amministrazione locale sta andando incontro al dissesto finanziario,
qualunque sia l’esito della battaglia giudiziaria che ha intrapreso
contro Urbania.
«In questo caso di vittoria il comune
acquisirà i condomini costruiti sul terreno dell’ex campo sportivo -
sostiene Marino – che hanno un valore stimato di sette milioni e 200
mila euro. Nel rispetto dell’accordo sottoscritto da Magarotto con i
legali a questi ultimi spetterebbe un milione e 200 mila euro. Il
Comune, però dovrà rifondere le società immobiliari perché, oltre al
terreno, hanno realizzato i due condomini, prima di rientrarne in
possesso. Quindi nemmeno vendendo tutti gli appartamenti e i negozi
raggiungerebbe il pareggio. Se invece l’amministrazione perderà la
causa saranno le due imprese costruttrici a chiedere i danni che
ammontano a circa cinque milioni di euro».
Orfeo Meneghetti
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Processo
Villa Griffey, il Comune parte civile
Giovedì 5 Marzo 2009
Pernumia
(O.M.) Il Comune di Pernumia si è
costituito parte civile nel procedimento penale relativo al
finanziamento un milione e 105 mila euro concesso dalla Regione alla
società Urbania per il restauro di Villa Griffey. Il processo si terrà
al tribunale di Padova a maggio. Gli imputati saranno due Plinio Masi e
Giovanni Matteazzi accusa di falso ideologico. Il giudice delle indagini
preliminari, il pubblico ministero Claudio Marassi accogliendo
l’ipotesi d’incompatibilità territoriale sollevata dal difensore
dei imputati, gli imprenditori Giampaolo e Giovanni Belluco e
l’architetto Loris Fontana ha chiesto che il fascicolo, ha deciso di
inviare il fascicolo al tribunale di venia. Il fascicolo contiene la
documentazione che regge l’impianto accusatorio di concorso in
tentativo di truffa ai danni della Comunità Europea. L’organismo
giudicante una volta visionato il fascicolo dovrà decidere se
proseguire o archiviare il caso.
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Sabato 28
Febbraio 2009
Pernumia
Il rinvio a giudizio chiesto dal pubblico
ministero Paolo Luca per cinque persone, i funzionari regionali Giovanni
Matteazzi e Plinio Masi, dell’architetto Loris Fontana, del
rappresentante di Urbania Gianni Belluco e del titolare dell’impresa
costruttrice Giampaolo Belluco, per quella che viene definita
"l’incompiuta" di Villa Griffey a Pernumia ha scatenato le
reazione di Salvatore Marino. Si tratta del direttore di Urbania, società
che ha ricevuto il finanziamento dell’Unione Europea di un milione e
105 mila euro per la realizzazione dell’intervento di ristrutturazione
dell’immobile. Marino, allora ricopriva anche il ruolo di segretario
comunale di Pernumia e la pratica è passata per le sue mani.
Alla decisione del magistrato l’ex
segretario comunale replica così: «I lavori sono stati eseguiti al 70
– 80% e ciò risulta anche dalle relazioni che sono state inviate alla
Regione. Il denaro della Ue è stato speso interamente - ha sostenuto
Marino - per la sistemazione dell'immobile. Al completamento dei lavori
mancano solo le tinteggiature interne i sanitari e le porte. Non sono
stati ultimati perché mancavano i fondi».
Tanto rumore sembra voler dire Marino per
una vicenda giudiziaria che si annuncia lunga per i numerosi
procedimenti che sono stati aperti. L’ultimo è proprio di Marino e
dell’ex sindaco di Pernumia, Lucio Conforto allora al vertice di
Urbania. «Abbiamo denunciato il magistrato della Corte dei Conti per
abuso d’atti d’ufficio - ha commentato ancora - perché si è basato
solo sulle indicazioni contenute sulla denuncia presentata dal sindaco
di Pernumia, Giovanni Magarotto. Dovevano essere eseguiti delle
verifiche incrociate. Di tutta la vicenda ho relazionato anche al
ministro Guardasigilli Angiolino Alfano. E attendo fiducioso». O.M.
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Mercoledì
25 Febbraio 2009
L’assessore Fortin si dimette: «Troppe pressioni
dalla giunta»
Pernumia
(O.M.) L’assessore al Bilancio e
all’ambiente, Lucio Fortin, si è dimesso. Lo ha fatto nel modo che
gli è più congeniale: la chiarezza. Non si è rifugiato dietro
all’abusata e logora espressione "mi sono dimesso per motivi
personali". No lui ha spiegato le ragioni della sua scelta, così:
«L’assessorato al Bilancio, fatta eccezione per il sindaco Giovanni
Magarotto, mi ha esposto a troppe pressioni da parte dei colleghi di
giunta. Ho cercato di resistere, ma ho trovato tanta ostilità. La
gestione dello strumento finanziario di un’amministrazione comunale,
sia pur piccola come Pernumia, si basa su
regole scandite dalle norme contabili e da una programmazione condivisa,
che va rispettata dagli assessori nell’interesse della collettività».
L’ex assessore, non intende abbandonare la maggioranza, ma ha ancora
qualche sassolino da togliersi dalle scarpe: «La giunta comunale è
composta da persone troppo rissose che dimenticano che l’organismo si
regge sulle regole della colleggialità. Il sindaco ha il suo bel
daffare a tenere uniti gli assessori, ma spesso è un dialogo tra sordi.
Quindi ho preferito lasciare un incarico che era diventato troppo
pesante e stressante». Il sindaco di Pernumia
che si è preso una breve vacanza con la famiglia, rientra oggi e in
serata incontrerà l’assessore dimissionario nel tentativo di farlo
desistere dal suo proposito. La dimissioni di Fortin seguono quelle di
Natalia Cichella, dimessasi un anno fa e sostituita da Emanale Ortolan.
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Strade
piene di buche, un pericolo
Piovan: «Segnalato, fatto nulla»
Sabato 31 Gennaio 2009
PERNUNIA - (o.m.) La pericolosità di alcune strade ha assunto livelli
inaccettabili (come si vede nella foto), come spiega il consigliere di
maggioranza Silvano Piovan: «Nelle vie Rivella, Cornoledo, Trinità e
Borgo delle rane la manutenzione è un ricordo. Ho segnalato il problema
alla giunta comunale, ma nulla è stato fatto. Disapprovo la scelta».
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