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IL
GAZZETTINO 2005
___________________________________ Giovedì 11 Dicembre 2008 «Lo shopping di Natale è un momento al quale pochi sanno rinunciare - afferma il presidente mandamentale dell'Ascom, Giorgio Borin - e quindi abbiamo pensato di collocare in questo modo i nostri clienti. Inoltre l'iniziativa serve per attirare altre persone nel cuore di Monselice dove possono trovare interessanti proposte per i regali per le feste natalizie. Non possiamo certo fare aggio sui mercatini natalizi che si tengono nelle località montane, ma certamente puntiamo a catturare l'interesse di quelli che non si spostano da casa. Aver creato il gruppo che ha dato vita all'iniziativa di Natale - conclude Borin - è un segnale positivo. Mi auguro che alle prossime manifestazioni per la valorizzazione del commercio, altri operatori entrino nel gruppo». _____________________________________ Mercoledì 3 Dicembre 20088 mila tonnellate di scorie pericolose che da tre anni bloccano i lavori del nuovo cavalcavia saranno trasportate con i camion in Germania In Sassonia i rifiuti tossici del Camerini Il Comune anticiperà 800 mila euro e si rivarrà giudizialmente sulla ex C&C, oggi Icomez Finalmente le 8 mila tonnellate di rifiuti tossici che da tre anni paralizzano i lavori del cavalcavia Camerini saranno eliminati. «Si tratta di 4 mila metri quadrati di scorie pericolose spiega l'assessore all'Ambiente Francesco Bicciato - al centro dello scandalo della C&C di Pernumia, divenuta poi Icomez, che ha conferito sotto la falsa dicitura di agglomerato cementizio, quello che in realtà erano residui tossici industriali. Ne scaturì un'inchiesta giudiziaria, e saltò fuori che tra le vittime figuravano le Fs, che avevano usato per una linea ferroviaria quel materiale, e il Comune di Padova, che appunto stava avanzando con i lavori del cavalcavia». La realizzazione dell'infrastruttura fu immediatamente sospesa e i rifiuti furono messi in sicurezza, impacchettati in teloni che assicuravano la protezione da eventuale percolato nel terreno. «So che l'attesa ha spesso suscitato diffidenza continua l'amministratore ma mi sono rifiutato di limitarmi a vedere spostato il problema e sin dall'inizio ho preteso di sapere che fine avrebbe fatto quel materiale. Oggi che conosciamo tutta la filiera siamo tranquilli. I rifiuti verranno trasportati in Sassonia, in una discarica speciale autorizzata (in genere siti che un tempo erano saline). Prima verranno trattati e poi stoccati». La bonifica della zona chiederà l'impegno di circa 40 giorni lavorativi. Cento i bilici che porteranno oltre confine le scorie, con una media di 3 carichi al giorno. Il costo dell'operazione si aggira intorno agli 800 mila euro, cioè 100 euro a tonnellata, che saranno pagati subito dal Comune, il quale si rifarà su Icomez, attraverso una procedura giudiziaria già in corso. Uno smaltimento tutto sommato a buon mercato, secondo la valutazione di Bicciato, che aveva pronosticato il costo di 120-130 euro a tonnellata, e che ricorda la cifra sborsata da Napoli alla Germania, all'epoca della crisi speculativa scatenata sul settore: 280 euro a tonnellata. C'è da accontentarsi
davvero, dunque, soprattutto se si pensa al viaggio che i rifiuti
dovranno affondare prima di raggiungere la meta. Partiranno da via
Annibale da Bassano per raggiungere la pesa di Corso Stati Uniti dove,
come da regolamento, sarà misurata l'entità del carico. Da qui
raggiungeranno il Brennero in camion, per poi essere caricati su treni
attraverso l'Austria che, per legge, vieta il trasporto su gomma di
questo materiale. Al confine poi le scorie risaliranno su bilici per
raggiungere alla fine la discarica in Sassonia. _____________________________________ Sabato 29 Novembre 2008L'INTERVENTO Scorie tossiche, rifiuti e ora anche cemento scadente. Ci buttano di tutto nei sottofondi stradali delle cosiddette grandi opere. I controllori sono spesso gli enti pubblici come, ad esempio, Veneto Strade, società della Regione, per la nuova strada del Santo (lotti sequestrati perché inquinanti da scorie tossiche) o le società autostradali come la BS-VE in questo ultimo caso di cemento scadente nei cantieri della Valdastico Sud.Dalle diverse inchieste giudiziarie lo scenario che emerge è quello delle concussioni dei subappaltatori e non solo con le diverse mafie, del coinvolgimento anche di grossi gruppi industriali seppur mai con riscontri diretti, delle falle nei controlli più che falle voragini di chi è preposto a questo compito. Tutto ruota attorno al profitto, lauti profitti per tutta la catena che si mette in moto con l'avvio di una opera infrastrutturale. Che questa sia utile o meno, impattante per il territorio, devastante per le attività e le relazioni di vita precedenti alla sua realizzazione, non importa; che si perpetua con questa politica delle strade sopra e a fianco di altre strade senza mai un rallentamento del quantitativo di traffico su gomma non importa: quello che emerge a lato di indagini come quella di queste ore che ha portato al sequestro di cantieri della Valdastico Sud e ad una indagine su una società del gruppo Italcementi, è il giro d'affari che si intuisce dietro a queste operazioni. Profitti leciti o quanto meno consentiti come rinnovi di concessioni autostradali, sovrapedaggi, parcelle a studi tecnici, incarichi ad imprese, compra-vendita di terreni (operazione che segue immancabilmente ogni definizione di nuova infrastruttura con urbanizzazioni commerciali e produttive) e meno leciti o decisamente illeciti come, appunto, le creste sui materiali utilizzati, l'utilizzo dei fondi stradali come discariche per rifiuti tossici. Ogni volta ci sarà chi
dice di non generalizzare, che si tratta di casi isolati, fatti
all'insaputa di proponenti, dei concessionari e delle stesse ditte
appaltanti ma, se li mettiamo uno dietro l'altro, vediamo che una
qualche caratteristica di sistema questi casi la presentano. Sequestro
dell'area ex C&C di Pernumia:
forniva rifiuti tossici a cantieri piccoli e grandi, dal piazzale per
parcheggio a Granze alla TAV (Arco di Giano e così via). Sequestro di
alcuni lotti della nuova strada del Santo: si sono utilizzati rifiuti
tossici provenienti da industrie del nord italia (scorie di fonderia
sembra) come sottofondo stradale. Sequestro di alcuni lotti della
Vladastico Sud: si utilizzava cemento impoverito proveniente da società
del gruppo Italcementi.Come sempre sarà la magistratura ad accertare le
responsabilità effettive in questi casi ma non si può non sottolineare
come questi si susseguano con regolarità ogni volta che una indagine
viene svolta più approfonditamente del solito controllo sui cantieri.
Da tempo denunciamo che la pianificazione del territorio è, di fatto,
nelle mani di privati e non più delle comunità locali e il controllo
di queste, il confronto con esse è stato reciso da legislazioni e da
strumenti ad hoc (Legge Obiettivo, project financing ecc.). A guidare
spesso la pianificazione e la strategicità di opere pubbliche
infrastrutturali sono interessi non eminentemente pubblici come, ad
esempio, i rinnovi concessionari autostradali o le urbanizzazioni di
grandi dimensioni su pezzi di territorio appetibili. In questo contesto
è facile gioco l'inserimento di comportamenti illeciti e criminali. E
la confusione di ruoli tra controllato e controllore, che coinvolge le
maggiori istituzioni della nostra regione, non aiuta la trasparenza, la
chiarezza di obiettivi e il controllo effettivo sui lavori. _________________________________ Venerdì 14
Novembre 2008 Cartura _____________________________________ Sabato 11 Ottobre 2008PERNUMIA Il pm Paolo Luca chiederà il rinvio a giudizio di cinque persone per il restauro di Palazzo dei Dottori «Malversazione su Villa Griffey» Imputati due funzionari regionali e i responsabili dei lavori. Avrebbero incassato i soldi con atti falsi Padova Le indagini sono state condotte dagli investigatori della Guardia di Finanza di Venezia. È stata la Procura della Corte dei Conti ad avviare l'inchiesta, che è stata poi trasmessa a Padova perchè i reati ipotizzati sono di competenza della magistratura ordinaria. Secondo il pubblico ministero Paolo Luca sarebbero due le relazioni false, "attestanti cose non vere" (recita il capo d'imputazione), presentate il 20 febbraio 2007 alla Direzione Artigianato della Regione per il pagamento del contributo. Relazioni false, le quali attestavano che i lavori eseguiti dall'impresa immobiliare erano ultimati e, quindi, collaudabili. Il giudizio del sindaco Magarotto è in linea con il contenuto del capo d'imputazione. Ecco cosa dichiarava al nostro giornale il primo cittadino di Pernumia lo scorso luglio: «I lavori non sono stati completati. La villa versa in condizioni disastrose. Tuttavia si apre un importante questione. Urbania Spa sembra impossibilita a impegnare nuovi soldi nella realizzazione dei lavori. La Regione che deve liquidare il finanziamento comunitario attende il rendiconto e il collaudo dell'opera per versare alle casse comunali i 600 mila euro che attende la società che ha in appalto l'opera. La situazione è in stallo. L'edificio rischia di cadere a pezzi. L'amministrazione comunale non è più disposta a sopportare altri ritardi nella realizzazione dell'opera. Inoltre è a rischio il finanziamento comunitario». _______________________________________ Venerdì 19 Settembre 2008Pernumia Il palazzo dove abitano le cicogne, in soli cinque anni dieci neonati Pernumia(o.m.) In Italia il tasso di natalità è pari a zero. In contro tendenza è la natalità che a Pernumia al condominio "La Rosa", via Rivella 16. Cinque le famiglie che vi abitano, i bambini nati in cinque anni sono stati ben dieci. Aveva fatto notizia due anni fa la nascita dei tre gemelli: Edoardo, Francesco e Gabriele. Le nascite alla Rosa erano cominciate con Beatrice, 5 anni, seguita da Anna 4, Alice e Tommaso 3. Dopo il parto trigemellare sono venuti al mondo Mattia 2 anni, e Gaia di uno. L'ultima in ordine di tempo è Francesca. In via Rivella al civico 16 i fiocchi che annunciano l'arrivo della cicogna, sembrano non finire mai. _____________________________________ Domenica 17 Agosto 2008Monselice A Ferragosto nella Bassa si è scatenato un ... Monselice A
Pernumia il vento ha rischiato di scoperchiare il tetto della C&C.
Rischio che da tempo è paventato dal consigliere comunale
dell'opposizione, Silvio Francescon. L'esponente dell'opposizione è
fortemente preoccupato di un cedimento strutturale dell'immobile dove
sono stoccate circa 20 tonnellate di rifiuti tossici della C&C.
L'azienda di Fabrizio Cappelletto che il 22 febbraio 2005 è stata posta
sotto sequestro dal Corpo forestale dello Stato, perchè produceva
conglomerati cementiti con rifiuti tossico nocivi. «L'amministrazione
comunale ha approvato il piano comunaledi protezione civile - afferma
Francescon - memore dei danni provocati dalla tromba d'aria che colpì e
danneggiò i capannoni della C&C nel 1980. Ora è fondamentale
costituire un tavolo tecnico intorno al quale devono sedere i
rappresentanti di Prefettura, Regione, Provincia. L'obiettivo è
bonificare l'area, eliminando la bomba ecologica sulla quale stanno
seduti i cittadini di Pernumia , Battaglia e Due Carrare». ________________________________ Martedì 12 Agosto 2008MONSELICE Contestate le dichiarazioni di Mamprin che aveva riportato i risultati di un monitoraggio eseguito dall’Usl 17. «Non sono un esperto, li ho soltanto letti» Dati sui tumori, il medico smentisce l'assessore Il dottor Zilio: «Dire che le neoplasie sono in calo è avventato e falso, la situazione dell’inquinamento è gravissima» Monselice Un'esternazione decisa quella di Francesco Corso che contesta a 360 gradi le affermazioni fatte dall'assessore all'Ambiente Gianni Mamprin, che ha ufficializzato i dati dell'indagine trasmessa dai servizi sanitari dell'Usl 17. Dalle indicazioni fornite dal monitoraggio, Mamprin ha dichiarato che la qualità dell'aria a Monselice è migliorata e che i tumori delle vie respiratorie e polmonari sono in diminuzione. Non è dello stesso avviso l'ex consigliere comunale e medico di famiglia Gastone Zilio che sostiene: «Nel corso della personale attività medica, nel periodo 1990-2007, ho documentato 197 tumori: 110 per i maschi e 87 per le femmine. Ho registrato un crescendo continuo dell' incidenza di neoplasie della mammella (38\%), colon-retto, prostata, polmoni (il 9\% nelle donne) e del sangue (8\%). In particolare nel periodo 2001-2007 e nell´ultimo quinquennio 2003-2007. Mi sorprendono pertanto, e non poco, le dichiarazioni dell´assessore Mamprin che, volendo rassicurare la popolazione sul rischio attuale da inquinamento, che io ritengo gravissimo, afferma che nel triennio 1999-2002 si è registrato un calo di neoplasie maligne a bronchi e polmoni rispetto al periodo 1995-1998. Sulla base della mia esperienza, quelle affermazioni sono avventate e non rispondono a verità. Temo che per Monselice e la Bassa sia elevata l'incidenza dei tumori e non esista un registro sanitario aggiornato». Non si nasconde dietro ai dati forniti dall'Usl 17, l'assessore, e precisa: «Sono elementi forniti dall'istituzione sanitaria e pertanto non manipolabili. Non essendo un esperto del settore mi sono limitato a darne lettura. Anche in questo caso, però, sono stato messo sotto processo con l'accusa di aver strumentalizzato le informazioni dell'ente sanitario. Operazione che mai e poi mai mi sari permesso di fare». _________________________________ Giovedì 07 Agosto 2008Le inchieste in corso sulla Cosecon spa impongono ... Le inchieste in corso sulla Cosecon spa impongono riflessioni attente alle istituzioni e alla politica. I fatti emersi dimostrano che in alcune aree del nostro territorio si sono diffusi comportamenti illegali nella gestione di servizi pubblici fondamentali come l'energia, i rifiuti e la programmazione urbanistica. I risultati sono drammatici: servizi di scarsa qualità a costi elevati, società a partecipazione pubblica piene di debiti che gravano sui comuni soci, privati che hanno comprato a prezzi stracciati aree strategiche. Si è arrivati a questo punto per le incapacità di molti amministratori locali e, soprattutto, per precise responsabilità della Provincia di Padova e della Regione Veneto. La Provincia, che è ente di programmazione e controllo sui rifiuti e l'urbanistica, è socia di Cosecon e ne ha condiviso ogni scelta. Non si è mai accorto di nulla il presidente Casarin? Non ha letto i bilanci e notato gli enormi debiti di Cosecon? Non ha visto i regali fatti ai privati attraverso le compravendite della Trasporti Ecologici e delle società del gas? E intanto la Regione, tramite la finanziaria Veneto Sviluppo, ha salvato nei mesi scorsi Cosecon dal fallimento. Perché? Non sarebbe stato meglio metterla in liquidazione e far rispondere in solido gli amministratori responsabili dei debiti e dei fallimenti? Perché il Presidente Galan a parole invoca le privatizzazioni ma in realtà utilizza i soldi dei cittadini, attraverso Veneto Sviluppo, per coprire i debiti e gli sprechi dei carrozzoni pubblici? Oltre a queste responsabilità politiche stanno emergendo ulteriori elementi di preoccupazione: l'utilizzo di tecniche tipiche della criminalità organizzata; la presenza di ingenti investimenti di origine sconosciuta. Risulta evidente infatti il clima di omertà e connivenza che ha consentito ad alcune persone di violare sistematicamente le leggi e risultano altrettanto evidenti l'assenza di controlli e la complicità di pubblici ufficiali e di enti preposti alle verifiche. Non bisogna dimenticare che uno dei magistrati inquirenti e alcune imprese della zona hanno ricevuto dei proiettili come inequivocabile intimidazione. Inoltre in molti comuni i documenti che riguardano Cosecon vengono secretati e viene negato o ostacolato l'accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali di minoranza. Nei settori rifiuti, gas e costruzioni si sono affermate imprese comparse dal nulla sostenendo ingenti investimenti e utilizzando manodopera, spesso straniera, in condizioni irregolari. La conferma si trova osservando come sono gestiti alcuni cantieri e come sono strutturate alcune cooperative operanti nel settore rifiuti. Questo ambito è tra i più delicati ed esposti alle infiltrazioni criminali. Basta pensare al fatto che molti rifiuti tossici vengono nascosti nelle opere pubbliche e nell'edilizia. La vicenda della C&C di Pernumia è un esempio chiarissimo di riciclaggio illecito di materiale nocivo che si svolgeva nel nostro territorio. Anche la gestione dei fondi europei deve preoccupare perché le esperienze di altre regioni insegnano che in questo settore possono manifestarsi fenomeni illeciti. E' successo con i fondi per i corsi di formazione, per l'ascensore sulla Rocca di Monselice, ora per gli insediamenti produttivi. Si è diffuso un sistema organizzato così: l'ente pubblico ottiene il finanziamento e affida il lavoro all'ultimo momento in modo da mettere fretta alla ditta che ha vinto l'appalto. Le ragioni di urgenza giustificano, per l'ente pubblico, qualsiasi procedura pur di non perdere il finanziamento. A quel punto i controlli non si fanno, o si fanno finti, e l'impresa spesso è costretta a cedere il lavoro in subappalto per rispettare i tempi. Il margine di guadagno della complessa operazione deriva dal fatto che una parte dei lavori o dei corsi di formazione non vengono eseguiti ma vengono finanziati sulla base di false certificazioni. Attenzione perché con questo meccanismo le opere pubbliche perdono le ragioni di pubblica utilità, diventano funzionali alle imprese che, senza vincere le gare, e realizzando meno del previsto, si fanno pagare. Di fronte a tutto ciò la politica e le istituzioni devono riflettere e devono reagire. Le società che hanno commesso illeciti e che sono diventate inutili carrozzoni piene di debiti, come Cosecon, devono essere sciolte e messe in liquidazione. Gli enti pubblici devono tornare a svolgere le loro funzioni. La Provincia e la Regione devono fare la programmazione e i controlli, non devono gestire direttamente i servizi. I comuni devono occuparsi di governo del territorio, affidare con gare i lavori pubblici e i servizi. Solo così è possibile rilanciare lo sviluppo del territorio.* Deputato del PD _________________________________ Giovedì 14 Agosto 2008Pernumia (O.M.)La minoranza consiliare di Pernumia da ... Pernumia ____________________________________ Domenica 27 Luglio 2008Pernumia Assemblea della Lega, Muraro nuovo segretario Pernumia (o.m.) Il nuovo segretario della Lega Nord di Pernumia è Stefano Muraro. È stato eletto con largo consenso nell'ultima seduta dell' assemblea degli iscritti. Muraro, 41 anni, odontoiatra, succede a Giacomo Travaglia. Il segretario si è già messo al lavoro e afferma: «Il mio impegno è quello di operare nel territorio garantendo la massima disponibilità ad ascoltare le problematiche dei cittadini». Eletti anche i quattro componenti del direttivo: Mario Bertin, Franca Caldaro, Tiziano Pastò e Vittorino Masin. ___________________________________ Domenica 27 Luglio 2008Pernumia «Osservo Pernumia dalla ... Pernumia L'altra azienda pericolosa è la C&C, posta sotto sequestro il 22 febbraio 2005 dalla Forestale perché produceva conglomerati cementizi con materiale tossico nocivo. «Una bomba ecologica - aggiunge Francescon - che può avere effetti devastanti. All'interno dei capannoni dove sono stivate tonnellate di rifiuti pericolosi, gli effetti si fanno sentire sui muri perimetrali, che stanno scoppiando. La bonifica dell'area richiede una decina di milioni di euro. Nessuno sembra disposto ad accollarsi la spesa. Infine la Plastotecnica. L'azienda è operativa e non possiamo prevedere gli effetti delle ricadute in caso di guasti ed incidenti del ciclo di lavorazione». Un altro esponente della minoranza, Luciano Simonetto, davanti al quadro preoccupante tracciato da Franscon afferma: «La situazione è da allarme rosso, sotto il profilo della salute umana e della tutela dell'ambiente. Il piano comunale della Protezione civile deve essere applicato e chiederò di poter intervenire anch'io in caso nel caso in cui si verificassero situazioni di pericolo in queste tre aziende». Una spada di Damocle pesa sul capo della comunità di Pernumia ed il sindaco, Giovanni Magarotto ne è consapevole. «Il piano prevede la tutela dei siti industriali pericolosi. È stato realizzato d'intesa con i volontari della Protezione civile, - sostiene - e rappresenta una pietra miliare nell'azione di prevenzione degli incidenti che possono provocare ricadute negative sulla salute della popolazione e sull'ambiente. Adesso si tratta solo di applicarlo. L'amministrazione comunale sta rodando la macchina operativa, che a breve entrerà a regime». Scettico è Sante Menin, componente del
comitato di via Casette, dove si trova la C&C: «Troppe le parole
spese dai politici su questa fabbrica di morte. I rappresentanti di
tutte le forze politiche si sono spesi venendo davanti ai cancelli
dell'azienda. Ma alla fine siamo rimasti solo noi a convivere con il
pericolo incombente. A tenderci la mano non c'è nessuno, dobbiamo
salvarci da soli. Lo faremo. I politici ne siano certi». ___________________________________ Sabato 26 Luglio 2008Secondo appuntamento con il Festival ... Secondo appuntamento con il Festival "Il Ruzantiano", dedicato alla figura e alla drammaturgia del grande autore pavano Angelo Beolco, detto il Ruzante, in programma per domani a Villa Maldura a Pernumia, dove, alle ore 21.15, andranno in scena "I dialoghi in lingua rustica". L'allestimento è del Cast Teatro, per la regia di Simone Toffanin. In scena Giovanna Boscarino, Fabio Comberlato, Gabriele Fanti, Marco Luise, Simone Toffanin; adattamento scenico e regia Simone Toffanin; scene e costumi Marino Bortolotti (in caso di pioggia lo spettacolo si terrà agli impianti sportivi di via Verdi). La serata è preceduta, alle 18, sempre a villa Maldura, da un incontro dibattito sul Ruzante con gli attori Toffanin e Fanti, e lo scenografo Bortolotti, che parleranno delle relazioni tra Ruzante e Pernumia e illustreranno approfondimenti sullo spettacolo serale. "I Dialoghi in lingua rustica" comprende "Il Reduce" e "Bilora", intrecciati da prologo, intermezzo ed epilogo tratti dalle opere del Ruzante. Il Reduce e il Bilora costituiscono i testi più rappresentativi del Beolco, due opere teatrali che richiedono notevole gioco attoriale. Un momento pregnante per il forte e doloroso realismo, tipico dell'autore che ha saputo leggere e tradurre come pochi la sua epoca. La messinscena continua e approfondire i temi più cari all'autore pavano, caratterizzati dalla profonda attualità degli argomenti e dei contenuti trattati e dall'esplosiva forza comica ruzantiana.Nel Bilora assistiamo alle vicende di un contadino della campagna veneta, che va a Venezia, dove la moglie Dina si è rifugiata in casa del vecchio Andronico, che, in cambio dei suoi favori, la mantiene e protegge. Dopo aver chiesto a Dina di tornare con lui, e il conseguente rifiuto, Bilora si apposta e uccide il vecchio. Poi si riprende la donna e va via. Nel "Parlamento de Ruzante che iera vegnù de campo" cambiamo completamente vicenda, ma rimaniamo sempre a Venezia. Qui Ruzante giunge di ritorno dal campo di battaglia, e incontra l'amico Menato, cui racconta gli accadimenti del campo. Segue l'incontro con la moglie Gnua, che nel frattempo si è data alla prostituzione, e che Ruzante tenta invano di convincere a tornare con lui. Quando il contadino fa per trascinarla via con la forza, entra il protettore di lei, che lo picchia selvaggiamente. Rientrato Menato, Ruzante dapprima finge di essere stato battuto da una folla, poi di essere stato vittima di un incantesimo, per cui, sebbene aggredito da uno solo, ne vedeva centinaia. Infine scoppia a ridere, e i due escono insieme. Insomma un'amara gara tra sconfitti.La manifestazione è realizzata con patrocinio e contributo della Provincia di Padova, Assessorato all'Identità Veneta, Comune di Pernumia , Abano Terme, Arquà Petrarca, e prevede tappe anche nel Lazio, a Formia, nell'ambito di un gemellaggio e reciproco scambio interculturale con la città. ___________________________________ Martedì 22 Luglio 2008CITTADELLA Miss, vince Michela Cagnin Michela Cagnin, 23 anni di Pernumia, ha vinto la selezione provinciale di Miss Italia Cittadella ospitata sabato sera in piazza Pierobon. Seconda Valentina Breda, 20 anni di Curtarolo, terza Vanessa Bonadiman, 18 anni di Campagnola di Zevio (Verona), quarta Deborah Chilò, 19 anni di Carmignano di Brenta e quinta Eleonora Munaro, 19 anni di Galzignano Terme. (m.c.) ____________________________________ Domenica 20 Luglio 2008STASERA A PERNUMIA Padre Cesare, 62 anni, il cantautore metallaro Tenersi forte: arriva il cristianesimo con le borchie, il Vangelo in versione heavy metal. Sbarca stasera alla rassegna "Metal On Earth", ospitata nello stadio comunale di Pernumia (ingresso gratuito). Quando sul palco dopo "tre giorni di metallo italiano", come recita la locandina sale anche Fratello Metallo. Un frate vero, verissimo. La lunga barba bianca, il saio marrone, non sono un trucco, una scelta di look. Il nome d'arte appartiene infatti a padre Cesare Bonizzi: religioso cappuccino nato a Offanengo (Cremona) che vive la sua esistenza regolata all'interno del convento di Musocco, vicino a Milano. Ogni tanto, però, mette la chitarra elettrica a tracolla e si scatena. Così è diventato una sorta di fenomeno: perché coniuga la sua vocazione, la sua missione, al metal. «Uso la musica e il canto per dire le cose della fede e della vita. Che c'è di strano?», si schermisce. In più, «è tutto in comunione e obbedienza ai miei confratelli e superiori». Certo, la differenza con i preti cantautori che vanno per la maggiore, melodici al punto giusto, è abissale. Qui ci sono sonorità dure e distorte. Ma padre Cesare il metallaro non si scompone più di tanto. Ha 62 anni, è entrato in convento nel 1975 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Nella sua vita ha fatto un po' di tutto: l'operaio, il bersagliere, il missionario in Costa d'Avorio, l' assistente spirituale dei tramvieri milanesi. Poi sulla sua strada ha incontrato il metal. Scrive e canta le sue canzoni dal 1990. Ha un sito internet: www.fratecesare.com . A giugno ha aperto il "Gods of Metal" di Bologna. Il suo ultimo album s'intitola "Misteri". Contiene undici
tracce che parlano di fede e perfino di sesso, senza tabù. I titoli
spaziano da "Venere" a "Dio", da "Amore
metallico" a "Maria Maiestatis". Che non ha il testo in
inglese, ma in latino. ____________________________________ Domenica 20 Luglio 2008Pernumia Paura. È quella che ha ... Pernumia Paura. È quella che ha costretto i residenti delle zona industriale di Pernumia a restare fuori dalle loro abitazione, ieri, a causa dell'incendio scoppiato all'interno della "Sicit snc" di via Brigata Julia, che ha distrutto interamente la caldaia. A destare preoccupazione e apprensione è stata soprattutto il fumo causato dal rogo. La struttura fa parte del ciclo di produzione. L'azienda, infatti, opera nel settore della produzione di conglomerati bituminosi. Da circa sette mesi ha lasciato la struttura operativa di Pernumia e si è trasferita a Este. Il processo di trasferimento sta avvenendo per stadi. Infatti nell'azienda di via Brigata Julia si continua nella lavorazione di un segmento della produzione. Ieri intorno alle 15 sul lato verso est dell'azienda si è alzato un fumo nero accompagnato da un odore persistente che irritava la gola. I componenti della famiglia che hanno l'abitazione addossata al capannone della Sicit hanno subito avvertito i vigili del fuoco di Este ed i carabinieri di Monselice. I pompieri sono intervenuti con quattro mezzi, uno dei quali era munito della scala periscopica. L'operazione di spegnimento è avvenuta in due fasi. La prima con l'acqua per spegnere le fiamme e poi con le sostanze schiumogene per ridurre gli effetti delle emissioni in aria prodotte dalla combustione. I vigili del fuoco hanno lavorato in forze per almeno due ore.Quindi è iniziata la verifica della staticità della struttura. I tecnici hanno escluso pericolo di crolli del manufatto. La gente fuori dal cancello osservava attentamente quanto avveniva all'interno. Alla fine anche sono stata rassicurati che non c'era alcun pericolo di inquinamento dell'aria. Tuttavia sembra scontato che nei prossimi giorni l'Arpav effettuerà dei controlli di routine per togliere ogni dubbio. I danni della caldaia sono ancora tutti da quantificare. Un
responsabile dell'azienda si è limitato a verificare la situazione. Si
parla comunque di alcune migliaia di euro. Tra i primi ad arrivare sul
luogo dove si è sviluppato l'incendio alcuni volontari della Protezione
Civile di Pernumia, capeggiati dal
Silvio Francescon che è il coordinatore del gruppo intercomunale
"Bassa padovana". Ironia della sorte i volontari stava facendo
poco lontano un' esercitazione antincendio con un tecnico del ministero
dell'Interno. E Francescon si è lasciato andare alla battuta: «Eravamo
pronti ad intervenire», ha sostenuto. _________________________________ Sabato 19 Luglio 2008LA RASSEGNA È PROMOSSA DALLA PROVINCIA Nasce il festival "Il Ruzantiano": teatro e approfondimenti Ruzante nacque presumibilmente a Pernumia . In realtà, come ha ben spiegato l'attore Gabriele Fanti, i suoi natali furono presumibilmente a Padova ma, essendo figlio illegittimo del nobiluomo Beolco, venne spedito, forse appena nato, proprio dove la nonna paterna aveva dei possedimenti, a Pernumia , che sarà la sede del prossimo Festival "Il Ruzantiano". La manifestazione si svolgerà da lunedì prossimo, 21 luglio, al 2 agosto, e toccherà anche Abano Terme, Arquà Petrarca e Formia. «Dopo tanto parlare - ha spiegato l'assessore provinciale Flavio Manzolini - ecco che parte il Festival dedicato a Ruzante, per sottolineare le nostre radici e le nostre tradizioni. Ruzante ci ha lasciato un marketing territoriale». Il progetto, iniziato anni fa, vede finalmente la luce ed ha l'obiettivo di dar risalto ad un autore teatrale padovano di primissimo piano. «È una ricchezza che valorizziamo poco - ha detto il regista e direttore artistico del Festival, Simone Toffanin - e con questo festival, vogliamo mescolare più appuntamenti, sia teatrali che di approfondimento». Infatti, prima di ogni spettacolo, con inizio alle 21,15 (biglietto 8 euro), alle 18 si terranno conferenze-dibattiti per approfondire i testi e la lingua ruzantiana, con la partecipazione di attori ed esperti (ad ingresso libero). Anche Formia ospiterà due spettacoli del Festival (martedì 29 e mercoledì 30 luglio), perché è una città dove da più di 15 anni si recitano i testi di Ruzante, con adattamenti linguistici e musicali di grande interesse. «La peculiarità del Festival - ha continuato Toffanin - è proprio il gemellaggio con Formia». Le tappe avranno inizio proprio a Pernumia perchè le origini e il patrimonio teatrale che è di tutto il Veneto, partono da qui. «Ruzante - ha fatto seguito l'assessore di Pernumia , Nicoletta Montin - ha messo in scena il mondo dei nobili e dei contadini, ha colto tutti gli aspetti della vita dell'uomo, ha inventato il teatro moderno». Il via dunque a Pernumia , lunedì,
a Villa Maldura: dopo l'apertura alle 18, ci sarà la rappresentazione
di "Ruzantimando" di Nino Fausti con la compagnia del "Te.A.R"
di Formia, un libero adattamento da "Primo parlamento de Ruzante,
il reduce" e "Secondo Parlamento de Ruzante, Bilora".
Domenica 27 luglio, sempre a Pernumia
a Villa Maldura, sarà la volta de "I dialoghi in lingua
rustica" nell'allestimento di "Cast Teatro" per la regia
di Simone Toffanin. Venerdì primo agosto, la tappa sarà ad Abano, al
parco della Magnolia, ancora con "I dialoghi in lingua
rustica", preceduti al Kursaal, dall'incontro pomeridiano. Sabato 2
agosto, ad Arquà Petrarca il festival si concluderà in Veneto, in
piazza Petrarca, con il medesimo spettacolo, preceduto dall'incontro in
Biblioteca, alle 18. _____________________________________ Giovedì 17 Luglio 2008Ancora un rinvio del processo per ... Ancora un rinvio del processo per il presunto traffico illecito di rifiuti avvenuto nel periodo compreso dal 2003 al 2005 tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, che ruota attorno all'attività delle società C&C e Digamma di Mestre, con impianti a Malcontenta di Mira (Venezia) e a Pernumia (Padova). Il Tribunale di Venezia è sovraccarico di lavoro e tutti i giudici, già occupati in altri processi, non sono in grado di impegnarsi in un dibattimento che si preannuncia particolarmente lungo e complesso vista la materia e il numero degli imputati, ben ventitrè. E così, dopo una serie di differimenti intervenuti nei mesi scorsi perché tutti i magistrati inizialmente designati a far parte del collegio giudicante sono risultati incompatibili (essendosi già pronunciati sul caso in sede di riesame) ieri mattina il Tribunale presieduto da Lucia Bartolini ha disposto un ulteriore rinvio al prossimo 24 settembre, in attesa che venga applicato un nuovo giudice appositamente per questo processo. Nel frattempo si sono già prescritti i primi reati contravenzionali: l'attuale normativa, infatti, prevede che gran parte delle violazioni relative al trattamento dei rifiuti debbano essere perseguite entro cinque anni dalla commissione del reato. Un termine davvero esiguo, tenuto conto della difficoltà delle indagini in questa materia. Altri reati si prescriveranno il prossimo anno: l'unica imputazione per cui vi sarà tempo di celebrare il processo è quella di traffico illecito di rifiuti, che viene contestata agli imputati principali. L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giorgio Gava e denominata "Mercante di rifiuti", nel marzo del 2005 aveva portato in carcere sei persone, tra cui il titolare della C&C, il trevigiano Maurizio Cappelletto, 50 anni, di Montebelluna, il quale lo scorso anno ha preferito patteggiare tre anni di reclusione. Assieme a lui scelsero il patteggiamento altri otto imputati, ma le pene per tutti sono state condonate sulla base dell'indulto del 2006. Secondo l'ipotesi d'accusa formulata dal pm
Gava, ingenti quantità di
rifiuti industriali nocivi sono state utilizzate, in violazione della
legge, come materia prima per conglomerati cementizi, e quindi impiegate
in numerosi cantieri, tra cui quello di Arino di Dolo per la realizzazione
dei lavori alla linea ferroviaria dell'Alta velocità, e quello per il
cavalcavia Camerini di Padova, messi sotto sequestro nel marzo del 2005
dalla Guardia Forestale assieme agli impianti e gli automezzi utilizzati
per il trasporto dei rifiuti. Nel conglomerato cementizio utilizzato nei
lavori sono risultati superati i limiti di idrocarburi pesanti, nichel,
rame e altre sostanze tossiche. _________________________________________ Mercoledì 16 Luglio 2008LA SETTIMANA ROCK Molti i live in città e provincia. Stasera ai Giardini Sospesi (Arci), al Bastione Santa Croce in via Marghera 44, alle 22, ci sono i trevigiani Cotrino.Ato.Amiolo, a metà tra la musica d'autore e il teatro musicale. Sempre stasera, ma al Chiosco (Csen) di via Ariosto 10 si recupera alle 21 il live di Gail Muldrow, la chitarrista blues già al fianco di Sly & The Family Stone, Jerry Garcia, Chaka Khan e Prince, dopo che la data del 15 giugno era saltata per il maltempo. Si salta poi direttamente a venerdì, quando ai Giardini Sospesi (Arci) si esibisce il teatro canzone dell'Officina Francavilla e Filippo Tognazzo, nel loro spettacolo "L'ammazzacaffè", e al campo sportivo di Pernumia si apre il "Metal On Earth Festival" (gratuito), tutto dedicato ai gruppi italiani. Faranno da capofila alla serata i genovesi Necrodeath, la cui musica è un violento connubio tra thrash e black metal. Prima si loro si esibiranno Hemdale, Brainless, Murder Machine, Claustrophobia. Sabato sera, ancora ai Giardini, l'Associazione Musicale Strummer presenta la "Strummer Night" con l'electro dei Thegheio, il rock dei The Night Rabbit dept. e l'indie dei Re-Verbero, mentre alla Festa dell'Unità di Abano Terme, dopo la proiezione alle 21 del documentario "La Mal'ombra" ci sarà il concerto della Piccola Bottega Baltazar con il suo raffinato melange di canzone d'autore, folk, gipsy jazz, suggestioni mediterranee, chansonnier francesi. Sabato prosegue a Pernumia il "Metal On Earth Festival" con la più importante thrash metal band italiana, i milanesi Extrema, noti anche per la collaborazione con gli Articolo 31, come stella della serata, preceduta sul palco da Knife, G.O.D., Inversion, Oltrezona. Domenica il "Metal On Earth Festival" continua con i livornesi Strana Officina, preceduti da Twinspirits, Ivory Moon, Label Steel, Aesacus e dal nuovo fenomeno mediatico Fratello Metallo, un vero frate che ha deciso di coniugare fede e metal. Ma il concerto della settimana è a Piazzola sul Brenta, sempre domenica: arrivano i padri del trip hop Massive Attack, nella loro unica data nel Nordest che vede il ritorno sul palco di Grant Marshall, meglio noto come Daddy G, a fianco di Del Naja dopo alcuni anni di assenza. Sempre domenica altro notevole concerto, ma a Vigonza, al Castello dei Da Peraga, dove "Cantieri d'arte" offre l'indie degli emiliani Julie's Haircut, innamoratisi del kraut rock anni 70, Malazeta e Humanature.Renzo Stefanel __________________________________ Domenica 13 Luglio 2008Pernumia (O.M.) È un consiglio ... Pernumia Riguardava la prima udienza, svoltasi lo scorso 9 luglio alla sezione staccata di Este del tribunale civile di Padova, riguardante la causa di compravendita del terreno di via Vallerea e il restauro di villa Griffey. Reso noto che il giudice si è riservato di decidere sulla eccezione sollevata dai legali della società pubblico - privata Urbania e dell'immobiliare Sirio, i quali hanno sostenuto che la competenza dovrebbe essere del Tar, Magarotto è passato al successivo argomento. Lucio Conforto, consigliere di minoranza e presidente di Urbania ha chiesto d'intervenire. Negato. Il sindaco ha cominciato ad alzare il tono della voce - ricorda l'esponente dell'opposizione - e questo è un modo poco civile e democratico di gestire un consiglio comunale. Pertanto con il mio gruppo ho deciso di lasciare l'aula. La difesa di Magarotto è decisa e giustifica così la sua decisione di non lasciare spazio all'intervento di Conforto. La mia era una semplice comunicazione che non prevede repliche. Conforto voleva sollevare la questione connessa al legale che difende il comune: Ferdinando Bonon. Un problema che gli esponenti della minoranza - continua Magarotto - l'avevano già precisato in una nota già depositata al protocollo. Nelle lettera si sostiene che Bonon mi ha difeso in una causa privata che non si è ancora conclusa. Invece la mia difesa era affidata ad Emanuele Fracasso e si è conclusa con assoluzione piena in appello. Tanto basta. Il consiglio si chiuso con l'abbandono dell'aula anche dei due fuoriuscita dalla maggioranza, Silvano Piovan e Giorgio Pranzato. Ai due è stato impedito di leggere una nota nella quale dichiaravano di voler devolvere il loro gettone di presenza all'associazione Crogiolo giovani per il sociale di Pernumia. Al no opposto dal sindaco sono usciti gridando non c'è democrazia in questo consiglio". ____________________________________ Giovedì 10 Luglio 2008PERNUMIA. PRIMA UDIENZA DELLA CAUSA SULLA COMPRAVENDITA Villa Griffey, scontro in consiglio Pernumia (O.M.) La prima udienza, tenutasi ieri alla sezione staccata di Este del Tribunale Civile di Padova, relativa alla causa della compravendita del terreno di via Vallerea e il restauro di Villa Griffey di Pernumia si è conclusa con un rinvio. I legali della società pubblico-privata Urbania e dell'immobiliare Sirio hanno sollevato il difetto di giurisdizione. In tal modo hanno chiesto che sia il Tar ad occuparsi delle vicenda giudiziaria. Il giudice si è riservato di decidere. Intanto si annuncia un nuovo scontro in consiglio comunale convocato per oggi. I consiglieri di minoranza, fra cui l'ex sindaco Lucio Conforto, chiamato in causa dall'attuale sindaco Giovanni Magarotto proprio sulla compravendita del terreno dell'ex campo sportivo, hanno chiesto la convocazione urgente del consiglio comunale per discutere dell'affidamento dell'assistenza legale a Ferdinando Bonon. Avvocato di fiducia del sindaco. Si tratta, però, dello stesso legale che una decina di anni fa ha patrocinato un'altra causa di Magarotto. L'opposizione vuole vederci dentro e sapere se Bonon stia difendendo ancora il primo cittadino di Pernumia . I rappresentanti della minoranza inoltre sostengono che la delibera con la quale è stato affidato l'incarico non ha la copertura finanziaria. __________________________________ Mercoledì 9 Luglio 2008Bassa Padovana Il primo Pati ... Bassa Padovana Presente anche Renzo
Marangon - assessore regionale all'Urbanistica - che ha sottolineato
come la provincia di Padova abbia un ruolo pilota nella nostra regione,
e ha annunciato per la prossima settimana "la presentazione della
prima carta di pianificazione territoriale del Veneto che comprende le
norme per un uso razionale del territorio". __________________________________ Sabato 5 Luglio 2008Pernumia La Provincia ha disposto ... Pernumia La Provincia ha disposto l'avvio della bonifica esterna dell'area della C&C di Pernumia , l'azienda di proprietà di Fabrizio Cappelletto che produceva conglomerati cementizi con materiale tossico nocivo. L'intervento segue un'indagine del Corpo Forestale dello Stato che smascherò l'attività illecita dell'azienda di via Casette e che il 21 marzo 2005 appose i sigilli all'azienda. I consiglieri provinciali Paolo De Marchi (Verdi) e Roberto Magnarello (Rifondazione) il 30 giugno hanno presentato l'ennesima interrogazione a Palazzo Santo Stefano per sollecitare la soluzione del problema. Il documento accusava la giunta provinciale di non aver fatto nulla per bonificare la C&C. L'assessore all'Ambiente Roberto Marcato ha ora deciso di scrivere il capitolo che mancava sulla vicenda della C&C, ripercorrendo l'attività svolta dall'istituzione di palazzo Santo Stefano. "La bonifica esterna dell'area la farà la Provincia - annuncia - anche se l'intervento sarebbe di competenza dell'amministrazione comunale. Ci faremo quindi carico degli oneri di smaltimento dei rifiuti esterni ai capannoni. L'operazione è in fase di appalto e comporterà una spesa di circa 550mila euro". "L'ente provinciale - ricorda l'assessore - ha assegnato l'incarico per le indagini di caratterizzazione dei rifiuti ospitati all'interno del capannone. Il costo è di circa 85mila euro. In data 11 aprile 2006 è stata inviata una nota al Ministero dell'Ambiente e alla Regione, con la quale si chiedeva un intervento urgente. Il 28 febbraio 2008 veniva ulteriormente richiesto l'intervento della Regione per erogazione di finanziamenti per il ripristino ambientale del sito. Il successivo 13 marzo è stata presentata la richiesta di intervento straordinario da parte della Regione. La richiesta è stata inviata per conoscenza anche ai capigruppo consiliari". Così conclude Marcato: "Le accuse
dei consiglieri provinciali di minoranza Paolo De Marchi e Roberto
Magnarello sono infondate. La Provincia di Padova si è sempre attivata
sia direttamente, sia tramite prese di posizioni presso il Ministero e
la Regione per ricercare finaziamenti e risorse per smaltire i rifiuti
della C&C. Come apparte dalla documentazione agli atti, la Regione
non mai risposto alle sollecitazioni della Provincia, mentre il
Ministero ha espresso parere negativo alla rchiesta. Ad ogni buon modo
non si può non rilevae che anche dei consiglieri provinciali possono
sbagliare, spoecie se non si rivolgono agli ufici giusti". _______________________________________ Venerdì 20 Giugno 2008GRANZE Protezione civile in campo esercitazione di rischio idraulico Granze. (F.G.) Sono una settantina i volontari della Protezione civile, appartenenti a dieci gruppi della Bassa padovana, che saranno impegnati domenica in una esercitazione riguardante il rischio idraulico. Dalle 9.30 del mattino fino a sera verrà simulata a Granze una piena del fiume Gorzone, che porterà all'evacuazione di una decina di residenti della località Lavacci. Alla simulazione parteciperanno anche i mezzi ed il personale di soccorso della Croce rossa italiana. Il campo base verrà allestito nel campo sportivo della chiesa parrocchiale di Granze, mentre l'esercitazione vera e propria si svolgerà nelle vie Gorzone e Diaz. Saranno presenti i volontari di Granze, Este, Sant'Elena, Villa Estense, Boara Pisani, Stanghella, Monselice, Solesino, Vescovana e Pernumia . Le attività in programma prevedono il monitoraggio dell'argine, l'utilizzo delle motopompe e delle motoseghe, l'individuazione e l'arginatura dei fontanazzi, il contenimento arginale e l'evacuazione di civili in emergenza medica. _____________________________________ Venerdì 20 Giugno 2008Battaglia Terme Teatro, musica e mostre per cultura e per denunciare i problemi ambientali (E.M.) Una tre giorni di teatro, musica e mostre per promuovere la cultura, ma anche per denunciare gravi problemi ambientali come quello della C&C di Pernumia . L'evento, organizzato dai ragazzi dell'associazione La Vespa, si terrà oggi, domani e domenica e durante i tre giorni verrà allestita una mostra inedita sulla fabbrica dei velini di via Granzette. Si inizia stasera, alle 21, con uno spettacolo teatrale per il no al Dal Molin e si chiude la serata con il cantautore Gianluca Massaroni. Sabato sarà presente dalle 16.30 Don Albino Bizzotto e alla sera sono previsti concerti di gruppi emergenti. L'evento si concluderà domenica a partire dalle 16.30 con concerti e spettacoli musicali. Altre informazioni sono disponibili su www.lavespa.biz. «Durante i tre giorni sarà possibile vedere con i propri occhi la situazione di allarme della C&C spiegano gli organizzatori gli abitanti di Battaglia, Due Carrare e Pernumia sono costrette a vivere con la paura di un ecomostro che ospita 52 mila tonnellate di rifiuti tossico-nocivi in una struttura completamente fatiscente e dagli odori nauseabondi». ___________________________________ Mercoledì 11 Giugno 2008Codevigo (Fe.Be.) L'amministrazione ... Codevigo ___________________________________ Mercoledì 21 Maggio 2008Monselice Le nuvole che coprono ... Monselice Le nuvole che coprono il colle della Rocca a Monselice sono il segnale delle precipitazioni atmosferiche. Una situazione che dura ormai da sabato. La pioggia è caduta abbondantemente. I contadini che vivono sotto la Rocca hanno manifestato inizialmente la loro soddisfazione. Ora che si sono formati tanti piccoli specchi d'acqua nei terreni la situazione comincia a destare qualche preoccupazione. I canali sono gonfi d'acqua color marrone a causa del trascinamento della terra e del fango. Si teme la tracimazione nei punti maggiormente a rischio. In via Rovigana gli scantinati di alcune abitazioni sono stati allagati. La situazione è stata risolta dagli occupanti dei vari edifici che hanno liberato gli immobili con l'ausilio di scope, secchi e stracci. I volontari della Protezione Civile di Monselice sono fuori con i loro mezzi da alcuni giorni. «Stiamo presidiando la zona di San Cosma - afferma l'assessore Giuseppe Rangon - e poi le vie che si trovano a nord est del territorio comunale: Piave, Cavallino, Pernumia e Muraglie. Inoltre continua il monitoraggio in via Beato Liviero dove domenica scorsa siamo dovuti intervenire con le pompe per rimuovere l'acqua che aveva invaso la sede stradale». La situazione rischia di
provocare le tracimazioni di fossi e canali. In taluni casi l'acqua
scorre con difficoltà perché non è stata fatta la manutenzione delle
rive. «Tutte le squadre, a turno sono, impegnate per gestire
l'emergenza - aggiunge Rangon -. Inoltre come sede del distretto della
Protezione civile siamo pronti a correre in auto degli altri comuni
associati con mezzi e personale». Interventi sono stati effettuati dai
volontari delle sezioni di Solesino e Pernumia come spiega il
coordinatore del distretto delle Protezione civile Bassa Padovana,
Silvio Francescon: «Il gruppo di volontari è intervenuto in un
quartiere fuori del centro storico di Solesino e poi anche a Pernumia in
via Trinità dove si era formato un invaso d'acqua che rischiava di
creare qualche problema alla viabilità. Comunque tutti i gruppi sono
allertati e continuano a monitorare la situazione». Le preoccupazioni
di Francescon sono proiettate ai prossimi giorni: «I nostri canali
raccoglieranno l'acqua che scenderà dall'area del vicentino e sarà
rilevante. Una situazione che dovrà essere controllata costantemente.
In queste ore sono oggetto di verifica i livelli dei canali a Battaglia,
all'Arco di mezzo ed a Pernumia all'Acqua nera altro importante snodo
del deflusso delle acque del territorio del Monselicense». A Pozzonovo
invece il sindaco, Flavio Girotto, tira un sospiro di sollievo. Gli
interventi alla rete di deflusso delle acque piovane, realizzati negli
ultimi mesi hanno retto bene alle abbondanti precipitazioni di questi
giorni. Non ci sono stati problemi alla viabilità nelle zone sinora a
rischio di tracimazione degli scoli del territorio comunale. _________________________________ Mercoledì 14 Maggio 2008Pernumia (o.m.) Le acque già ... Pernumia _____________________________________ Sabato 10 Maggio 2008PERNUMIA. GIOVANNI MAGAROTTO GIUDICA DURAMENTE IL MANCATO COMPLETAMENTO DEI LAVORI Villa Griffey, il sindaco annuncia una nuova causa Pernumia "Villa Griffey è un altro pasticcio. Pertanto entro pochi giorni apriremo una nuova causa perché sia fatta piena luce anche su questa vicenda". Ad affermarlo è il sindaco di Permunia, Giovanni Magarotto, che si è già visto convocare per la prima udienza della causa che ha intentato con contro i rappresentanti della società Urbania Spa, per la vicenda legata alla cessione del terreno dell'ex campo sportivo di Permunia. La società (51\% a capitale pubblico, 49\% privato) che ha sede a San Pietro Viminario rivendette il terreno a privati. Un'operazione che ad avviso di Magarotto si configurava come una speculazione. Pertanto il primo cittadino di Pernumia non ha perso tempo ed è ricorso alla magistratura. Il 7 luglio la prima udienza in tribunale ad Este. Sul lotto si affaccia villa Griffey, un immobile di importante valore architettonico. Un progetto di recupero e ristrutturazione dell'immobile venne approvato dall'amministrazione comunale. La stessa per realizzare l'opera ottenne un finanziamento da parte della Comunità Europea di 1 milione e 100 mila euro. L'appalto per realizzare l'opera venne affidato a Urbania. Il tempo fissato per completare l'intervento venne fissato in cinque anni. "In questo periodo - aggiunge Magarotto - i lavori non sono stati completati. La villa versa in condizioni disastrose. Tuttavia si apre un importante questione. Urbania Spa sembra impossibilita a impegnare nuovi soldi nella realizzazione dei lavori. La Regione che deve liquidare il finanziamento comunitario attende il rendiconto e il collaudo dell'opera per versare alle casse comunali i 600 mila euro che attende la società che ha in appalto l'opera. La situazione è in stallo. L'edificio rischia di cadere a pezzi. L'amministrazione comunale non è più disposta a sopportare altri ritardi nella realizzazione dell'opera. Inoltre è a rischio il finanziamento comunitario". Preoccupa anche il costo
del progetto. "Urbania non ci ha ancora comunicato se intende un
rinnovo della concessione quinquennale scaduta opporre intende
consegnarci l'opera com'è. Inoltre - dice Magarotto - sembra che il
costo dell'opera sia lievitato a 2 milioni e 100". ____________________________________ Venerdì 9 Maggio 2008PERNUMIA La speculazione edilizia targata "Urbania" sull’ex campo sportivo mette in moto gli investigatori della Guardia di Finanza Condomini venduti senza agibilità comunale Bloccati i lavori di ristrutturazione di Villa Griffey: controversia sul finanziamento regionale non ancora erogato Pernumia La vicenda prende avvio nel 2003. Il terreno di via Vallarea, ex campo sportivo, viene privatizzato e s'avvia un processo di lottizzazione edilizia. Dal verde originario si passa al cemento. Vengono costruiti due grandi condomini, per un totale di 56 appartamenti, divisi da una piazzetta su cui si affaccia lo storico edificio di villa Griffey. Sul terreno, ceduto dal Comune alla società Urbania Spa, a capitale pubblico per 51\% e 49\% privato, si innesta così l'operazione speculativa. Urbania Spa acquista il lotto a 91.620 euro e lo rivende a due società immobiliari, Siro Costruzioni Srl con sede Monselice e Vittoria Srl di Este, per un importo complessivo di 1 milione 400 mila euro. Da tale situazione prendono avvio una causa civile nei confronti degli amministratori di Urbania e una verifica della Corte dei Conti. Intanto sette alloggi sono stati ceduti a privati cittadini. Tuttavia le costruzioni immobiliari non sono in regola con l'agilità che deve essere rilasciata dal Comune. La ragione discende dal fatto che non sono stati completati alcuni lavori della piazzetta (illuminazione esterna e pavimentazione). Nello stesso progetto di riqualificazione dell'area era stata avviata la ristrutturazione della villa. Anche in questo caso i lavori sono stati affidati ad Urbania. La vicenda giudiziaria apre un nuovo filone che riguarda villa Griffey. Qualche giorno fa in municipio a Pernumia si sono presentati i militari della Guardia di Finanza che hanno acquisito gli atti relativi all'intervento che doveva essere eseguito sulla villa. I lavori non sono ancora ultimati, come ha sostenuto recentemente l'amministratore delegato di Urbania, Gianni Belluco. Tuttavia i collaudatori nominati dalla Regione sembra abbiamo certificato da tempo il collaudo dell'opera. La situazione si complica
ulteriormente. Infatti il Comune ha già erogato circa 500 mila euro
alla società Urbania per eseguire i lavori. «La società con sede a
San Pietro Viminario non intende proseguire i lavori sino a quando la
Regione non verserà nelle casse della Spa - afferma l'assessore al
bilancio, Lucio Fortin - l'ultima tranche del finanziamento che ammonta
a circa 600 mila euro. Ma la Regione per contro verserà il contributo
nel momento in cui l'opera verrà completata definitivamente. Le
preoccupazioni dell'attuale amministrazione riguardano le lettera
sottoscritta dal ex sindaco Lucio Conforto che impegnava
l'amministrazione a finanziare con le casse comunali l'eventuale
copertura di spesa che si sarebbe resa necessaria per il completamento
dei lavori. L'attuale amministrazione comunale intende collaborare con
l'autorità giudiziaria che sta indagando sui lavori di villa Griffey». ____________________________________ Sabato 3 Maggio 2008Pernumia (o.m.) La cessione ... Pernumia __________________________________ Sabato 3 Maggio 2008Due Carrare L'appello del sindaco Sergio Vason: «La C&C va bonificata al più presto» Due Carrare - (o.m.) Allarma lo stato di inquinamento delle acque del canale Vigenzone a Due Carrare, un corso d'acqua che gli imprenditori agricoli della zona utilizzano per irrigare le colture. La preoccupazione è stata espressa dal sindaco, Sergio Vason, il quale sospetta che la situazione sia determinata dall'acqua piovana che continua a dilavare la superficie esterna della C&C, la fabbrica che realizzava conglomerati cementizi con materiali tossiconocivi. Materiale che è stato steso in quantità rilevante sulla superficie esterna dell'azienda. Nonostante le prese di posizione dei sindaci di Pernumia , Battaglia Terme e Due Carrare, Regione e Provincia non hanno provveduto ancora a finanziare l'intervento. Un problema che ormai sta generando allarme tra la popolazione. Inoltre all'interno dell'azienda c'è un'autentica bomba ecologica. Infatti nel capannone impiegato dalla C&C. sono contenute 20 mila tonnellate di materiale tossico nocivo. «Il problema C&C deve essere avviato a soluzione - afferma il primo cittadino di Due Carrare - e chiedo l'impegno dei miei collegi sindaci di Pernumia e Battaglia. Viviamo sullo stesso territorio minacciato da una bomba ecologica, è venuto il tempo di rompere gli indugi, non possiamo più aspettare. Nei prossimi giorni chiederò la disponibilità degli altri due sindaci per concordare una data per un incontro. Alla riunione porterò alcune proposte per la bonifica della C&C». _______________________________ Venerdì 11 Aprile 2008PERNUMIA. CINQUE CONSIGLIERI VIA DALL’AULA Il bilancio approvato tra i veleni Pernumia «Volevamo risposte precise da parte del sindaco su alcuni aspetti legati al bilancio - sbotta Prandato - in particolare sulla riduzione degli stanziamenti per i servizi sociali, sulla possibilità di ridurre l'Ici che è al 5,5 per mille. Nessuna risposta ci è stata fornita dall'amministrazione comunale. Gli investimenti sono solo delle pie intenzioni, visto che il bilancio potrà garantire la gestione ordinaria. Quindi abbiamo deciso di sottoscrivere un accordo con i rappresentanti del centro sinistra in chiaro dissenso con l'amministrazione comunale». Il sindaco Giovanni Magarotto difende il suo bilancio: «Non abbiamo aumentato le tasse comunali, gli investimenti ammontano a 500 mila euro e riusciremo a dare risposte concrete alla popolazione». Durissima la critica di
Paolo Merlo, capogruppo dell'opposizione di centro sinistra: «L'impegno
verso la popolazione della giunta Magarotto si misura sulla nostra
proposta, respinta, di aumentare la detrazione che dovrebbe passare da
144 a 200 euro. Mentre le spese per gli assessori sono passato dai 42
mila e 600 del 2007 ai 44 mila di quest'anno. E un comune come Pernumia
ha ben sei assessori. Uno spreco!». Anche Luciano Simonetto è molto
critico sul bilancio: «L'Amministrazione non è riuscita a costruire
nemmeno un pista ciclabile». Infine Silvio Francescon ha chiesto di
istituire una commissione per risolvere il problema dell'azienda
C&C. ____________________________________ Mercoledì 19 Marzo 2008PERNUMIA/BATTAGLIA Pernumia -Battaglia Terme. (E.M.) La bomba ecologica della C&C approda a Striscia la Notizia. Nin per il problema dei rifiuti da smaltire ma solo perchè l'ex responsabile dell'azienda di via Granzette, Fabrizio Cappelletto, ha deciso di seguire le orme di Wanna Marchi e del mago Donascimiento. Proprio come loro ha messo in piedi un'attività di cure decisamente alternative. Cappelletto è infatti il titolare di www.radio-estesia.it , un sito che promette guarigioni miracolose grazie alla pranoterapia e alla radioestesia. A denunciare il fatto nel novembre 2007, è stato il gruppo ambientalista La Vespa di Battaglia Terme. Nei giorni scorsi, in due puntate, Moreno Morello di Striscia, ha inviato una falsa ammalata da Cappelletto. La donna si è finta affetta da una forma tumorale e ha seguito le indicazioni del terapeuta che l'ha invitata ad acquistare una scatola della vita per ottenere la guarigione. Peccato che l'oggetto sia risultato una semplice scatola di cartone venduta su www.flowersoflife.it a soli... 480 euro. _____________________________________ Mercoledì 19 Marzo 2008CARBONERA Una troupe e l'inviato di Striscia di nuovo dal "pranoradio guaritore" Carbonera Nella puntata precedente l'inviato aveva raccontato la visita di un "gancio": una ragazza che era andata dal guaritore di Carbonera chiedendo aiuto per una malattia. In quel caso il pranoradio guaritore aveva consigliato alla paziente di disporre nella propria abitazione la "Scatola della vita". Si tratta di un congegno, che, come ha svelato Morello è fatto di cartone: dovrebbe aiutare nella "pulizia energetica" e nella "bonifica ambientale". Il tutto al modico prezzo di listino di 560 euro. Ma il "pranoradio guaritore" di Carbonera è un nome noto alle cronache, soprattutto a quelle padovane. È lui l'ex responsabile della "C&C" di Pernumia (nel Padovano), l'azienda coinvolta nello scandalo di qualche tempo fa dei fondi stradali tossici. L'uomo 50 anni originario di Montebelluna era finito anche in carcere per quella vicenda. Ma da subito aveva iniziato a pensare al suo nuovo lavoro. Proprio in cella aveva iniziato a studiare la pranoterapia. Ed ora eccolo a Carbonera e a Striscia la notizia. La sua attività è visibile su www.radio-estesia.it , dove sono presentati anche molti presunti casi risolti di malattia. _____________________________ Domenica 24 Febbraio 2008PERNUMIA-BATTAGLIA-DUE CARRARE Per smantellare 50 mila tonnellate di rifiuti tossici servono 12 milioni, 718 euro ad abitante Bonifica "C&C", balletto di biblici ritardi Andata deserta la gara indetta dalla Provincia per l’appalto del risanamento esterno. Tre sindaci sul piede di guerra La struttura si trova in un'area a cavallo di tre comuni. Pernumia (3852 abitanti), Battaglia( 4154), Due Carrare (8700). Facendo i conti della serva, i 16.706 abitanti del territorio per garantire la copertura della spesa di bonifica dovrebbero versare 718 euro ciascuno, neonati compresi. Oltre al danno sarebbe la beffa. La pachidermia burocrazia continua a lasciare esposta al rischio sanitario la popolazione. Inoltre non sono da trascurare i danni rilevanti all'ecosistema locale. Intanto sono paradossali le ultime vicende legate ai tentativi di bonifica dell'area esterna. «Due settimane fa la gara per l'assegnazione dell'appalto è andata deserta - afferma l'assessore provinciale all'Ambiente Roberto Marcato - perché nessuna ditta ha presentato un'offerta. L'importo a base d'asta era di 300 mila euro. L'importo è quello della fiudejussione versata alla Provincia dal titolare della "C & C" all'atto del rilascio della concessione per lo svolgimento dell'attività». Resta comunque il problema dei biblici ritardi. «I risultati della caratterizzazione realizzata attraverso i sondaggi del terreno hanno permesso di verificare percentuali e materiali inquinati presenti. I dati mi sono stati forniti solo in ottobre. Immediatamente ho girato la richiesta d'intervento urgente al ministro per l'Ambiente, Alfonso Pecoraio Scanio. La risposta è stata: non ci sono soldi. A questo punto la Regione dovrà mettere mano al portafoglio. La bonifica della "C & C." s'impone». Il sindaco di Pernumia Giovanni Magarotto, che suo malgrado deve gestire la vicenda, visto che la ditta si trova nel suo territorio, è pronto ad aprire un tavolo con i colleghi di Due Carrare e Battaglia. «La proposta del sindaco di Pernumia di fare quadrato per disinnescare la bomba ecologica è certamente condivisibile - afferma il primo cittadino di Due Carrare, Sergio Vason - e l'ho invitato ad essere più incisivo. Ho proposto di andare in delegazione a Roma non appena si sarà insediato il nuovo Governo. È necessario mettere fine a quello che potrebbe trasformarsi in un disastro ambientale per la nostra zona». Preoccupato il sindaco di Battaglia, Velia Bevilacqua. «Stiamo cercando di adottare delle soluzioni a livello locale. Non sarà facile, ma è giusto che cerchiamo di "sfangarci" da soli questo che è un problema che sembra non intessi a nessuno. Siamo pronti a mobilitarci ed a coinvolgere anche le popolazioni dei tre comuni. Non è pensabile che tre piccoli comuni come i nostri riescano a trovare una montagna di denaro per bonificare l'area. Non è stata una decisione di un sindaco la scelta di autorizzare l'insediamento dell'azienda in via Casette a Pernumia ». Intanto c'è da registrare l'azione dei
consiglieri provinciali Paolo De Marchi (Verdi) e Roberto Magnarello
(Rifondazione Comunista), i quali hanno sollecitato una presa di
posizione urgente e forte da parte dell'assemblea consiliare di palazzo
Santo Stefano per aprire un tavolo di lavoro con la Regione, a cui
partecipino le amministrazioni comunali interessate». Lo scopo è di
rastrellare i finanziamenti necessari e avviare le procedure per lo
smaltimento dei rifiuti pericolosi e la bonifica dell'area.
Sollecitazione che si concretizzerà nella presentazione di una mozione
in consiglio provinciale domani. __________________________________ Domenica 24 Febbraio 2008Pernumia Il 22 febbraio 2005 ... Pernumia ________________________________ Martedì 12 Febbraio 2008PERNUMIA Torna a galla la questione della bonifica della "C&C", l’azienda che produceva conglomerati di cemento con rifiuti tossico nocivi «Una bomba ecologica davanti la porta di casa» Il consigliere Paolo De Marchi: il trasporto del materiale in una discarica speciale costa una enormità. Solo la Regione può farlo Pernumia In via Casette restano ammassate 50 mila tonnellate di rifiuti pericolosi. Il costo preventivato per il trasporto in una discarica speciale per il trattamento del materiale oscilla da 9 a 12 milioni di euro: una cifra enorme. Un onere che non può essere sostenuto dalle amministrazioni comunali e neanche dalla Provincia. Con il denaro della polizza fidejussoria della C & C la Provincia riuscirebbe a smaltire solo il materiale tossico nocivo ammassato all'esterno e provvedere alla successiva sistemazione dell'area. La situazione preoccupa il gruppo dei Verdi. A farsene interprete è il consigliere provinciale, Paolo De Marchi, che afferma: "Tempo se ne è perso molto. Solo la protesta dei cittadini, dei comitati e la cocciutaggine di alcuni consiglieri comunali e provinciali hanno portato la Provincia, in un primo momento non disponibile ad alcun intervento diretto, ad attivarsi per la caratterizzazione e bonifica dell'area. Però - continua - ricordo le bocciature del presidente Vittorio Casarin ai miei emendamenti volti a impegnare parte del bilancio provinciale per dare soluzione al problema ambientale creato dalla C & C. Gli impegni economici decisi dalla Provincia sono insufficienti. Ai confini dei comuni di Battaglia Terme, Pernumia e Due Carrare c'è una vera e propria "bomba ecologica" che mette a rischio la tutela della salute dei cittadini e l'eco sistema ambientale". La soluzione può venire solamente dalla
Regione come sostiene l'esponente del Sole che ride: "Solo un
intervento regionale può garantire la copertura dei costi per la
bonifica" continua De Marchi che poi lancia una frecciata contro la
giunta di palazzo Santo Stefano: "La Provincia, così solerte
quando si tratta di chiedere finanziamenti per opere viarie - conclude -
deve dimostrare altrettanta capacità di persuasione perché si finanzi
una delle opere pubbliche più necessarie e urgenti della Bassa
padovana: trasferire in discarica speciale i rifiuti pericolosissimi
della C & C e bonificare l'area per dare sicurezza ai cittadini di
questo territorio non è solo un impegno, un dovere ma prima ancora un
obbligo". ___________________________________ Venerdì 1 Febbraio 2008L'INTERVENTO Il Sindaco di Abano ha avuto uno scatto di ribellione di fronte alla prospettiva, indicata nelle carte del PATI dell'area metropolitana di Padova, di realizzare 3 interventi, come la "direttissima"dalla curva Boston a v. Battisti, il collegamento tra le aree produttive di Abano e Montegrotto e la "gronda sud". Interventi che più che togliere, porterebbero traffico attorno al centro termale. Sacrosanto, quasi incredibile; ma purtroppo una eccezione rispetto a chi, Provincia in testa, smania per sempre nuove infrastrutture. Dove resiste qualche brandello di paesaggio agrario, si può stare certi che su di esso pende una qualche micidiale spada di Damocle. Soprattutto attorno proprio alla città termale, e più in generale in tutta l'area ai piedi dei Colli Euganei. Proprio in questi giorni questa spada si è minacciosamente abbassata su un sito strategico per l'immagine dei Colli e delle Terme: l'area della Mincana, all'uscita delle Terme Euganee. Si dà ormai per scontato, anche qui, un nuovo centro commerciale, uno dei più grandi del Veneto. Chi esce adesso dall'autostrada, a parte la sciatta invasione di cartelli pubblicitari, si trova davanti a un tipico paesaggio euganeo (e quale miglior biglietto da visita per questo ingresso alle Terme e al Parco?), con villa Mincana e il suo contesto e sullo sfondo, dietro il Cataio, i profili dei rilievi collinari. Forse fa troppo poco Nordest, meglio inserirci un po' di capannoni e negozi. E non solo. Proprio per quest'area (che qualcuno avrebbe voluto fosse inclusa nel Parco) deve passare la nuova autostrada parallela a quella esistente (è la "complanare", che da Padova sud arriva praticamente fin quasi Rovigo). E poco più in là deve arrivare, col suo enorme svincolo sul canale Battaglia, il tratto finale della circonvallazione delle Terme (quella temuta dal sindaco di Abano). Squasserà, questo tratto, col suo tracciato principale e le varie diramazioni previste, quella anacronistica area agricola, prevalentemente a vigneto, che resiste subito a sud della città termale. Ma in questo versante, e restando solo agli interventi di maggior rilievo, ci sono, su altrettante aree verdi, le spade di Damocle dei 150.000 mc a Monteortone, dei 200.000 di Regazzoni, dei 90.000 delle Valli Selvatiche (non è affatto scampato, purtroppo, neanche questo pericolo), dei 300.000 dei capannoni davanti a Ca' Grimani, tra Battaglia e Pernumia. Che se poi ci si sposta appena un poco più a sud, nel bel mezzo tra Monselice ed Este (che già stanno espandendosi l'una verso l'altra con le rispettive aree industriali) dovrà nascere, su una trentina di ettari, a saturare il tutto, il complesso del nuovo ospedale della Bassa (altri 400.000 mc). Per non dire poi della fascia a ovest dei Colli, dove la nuova Pirubi sta già scatenando famelici appetiti (del resto non è stata pensata proprio per questo?). E avanti allora con nuove aree produttive e gli immancabili centri commerciali, magari camuffati da "Parco turistico ricettivo", come gli oltre 350.000 mq previsti all'uscita del nuovo casello di Lozzo. Bisognerebbe allestire
una grande mappa dove evidenziare con opportuni segnali luminosi tutte
le nuove previsioni (che non sono certo solo quelle sopra citate). E
bisognerebbe che ogni cittadino potesse vederle nel loro insieme e
ragionarci su. Forse sarebbero in pochi a dar credito alla bella favola
del nuovo Veneto che starebbe per affermarsi: il "Terzo
Veneto", quello della cultura del paesaggio. Forse di fronte a
quello che in realtà si sta profilando, più di qualcuno si
iscriverebbe magari al "partito del no"! _________________________________ Domenica 27 Gennaio 2008MONSELICE/PERNUMIA Lo propongono i consiglieri di minoranza nella manovra finanziaria regionale, insieme ad altre emergenze ecologiche Dieci milioni per risanare l'area della famigerata C&C Monselice/ Pernumia Il consiglieri di minoranza propongono che siano stanziati 56 milioni di euro per le bonifiche per le discariche di rifiuti speciali "Tiretta" ed ex SEV, "Vaston" e "Ecodrojet"di Paese, nel trevigiano; all'area interessata dall'inquinamento di cromo esavalente di Tezze sul Brenta, Rosà, Cittadella e Galliera Veneta e all'area ex C&C di Pernumia . Per quest'ultimo caso è previsto uno stanziamento di 10 milioni. Qui la situazione dopo tre anni è ancora bloccata all'atto in cui l'azienda è stata posta sotto sequestro da parte del Corpo Forestale dello Stato. Il materiale tossico nocivo accatastato all'interno è rimasto al suo posto. E c'è il problema del degrado del capannone. L'area esterna doveva essere bonificata, ma si è assistito solo ad una "parata" di buone intenzioni, di cui è lastricato l'inferno, in questo caso quella della C&C. Il secondo aspetto riguarda il finanziamento di indagini epidemiologiche sulle popolazioni attorno all'area dei cementifici di Monselice e Este. Un intervento richiesto a più riprese dalle associazioni ambientaliste, ma mai varato. Ancora un volta si caldeggia l'avvio dell'indagine ed a forza di riproporla è possibile che alla fine venga approvata. ____________________________________
___________________________________ Mercoledì 23 Gennaio 2008Presentato il conto alla Nuova Esa Sul processo incombe la prescrizione, sono a rischio risarcimenti milionari Per denaro non si sono fatti scrupoli di inquinare mezza Italia, "riciclando" illecitamente rifiuti tossico-nocici e pericolosi perfino per realizzare compost, poi utilizzato per la concimazione di terreni agricoli. Parte dei rifiuti sono finiti in Campania, tra le province di Napoli e Caserta; altri in Veneto, tra Paese, Roncade, Malcontenta e Pernumia. È uno scenario agghiacciante quello che emerge dal processo sull'attività della Nuova Esa di Marcon, arrivato alle battute finali in questi giorni, dopo un processo durato oltre un anno. La scorsa settimana, il sostituto procuratore Giorgio Gava ha concluso la sua requisitoria chiedendo cinque anni di reclusione per il principale responsabile, il rappresentante legale della società, il settantaduenne milanese Gianni Giommi. E l'avvocato dello Stato, Giampaolo Schiesaro, ha chiesto la sua condanna ad un risarcimento danni di 4,5 milioni di euro, che dovranno andare al ministero dell'Ambiente. Questa mattina e domani l'udienza prosegue con le arringhe dei legali di parte civile, costituitesi contro la Nuova Esa: innanzitutto gli abitanti di Marcon (avvocato Elio Zaffalon) che per lungo tempo hanno subìto l'inquinamento dell'azienda; ma anche i comuni di Venezia e Marcon, la Provincia di Venezia e quella di Napoli, Legambiente. Un secondo troncone riguarda i reati contestati agli amministratori della società Servizi Costieri di Marghera, sempre per lo smaltimento illegale di rifiuti, per i quali il pm Gava ha chiesto pene comprese tra 9 e 15 mesi di reclusione. L'Avvocatura da loro pretende un risarcimento di 1,5 milioni di euro. I difensori degli imputati prenderanno la parola la prossima settimana: il Tribunale dovrebbe entrare in camera di consiglio la prima settimana di febbraio. La sentenza è attesa per il 6. Il processo è stata una vera e propria corsa contro il tempo per il collegio presieduto da Sergio Trentanovi (giudici a latere Chiara Bitozzi e Barbara Lancieri): a metà febbraio, infatti, incombe la prescrizione, in quanto per i reati ambientali, seppure di estrema gravità per la pubblica incolumità, il legislatore ha previsto tempi brevissimi, il che rende di fatto impossibile, in quasi tutte le inchieste, giungere ad una condanna definitiva. Se però la sentenza di primo grado arriverà prima della scadenza dei termini massimi, sarà possibile rivendicare il risarcimento del danno subìto, anche se la pena detentiva verrà cancellata dalla prescrizione. E in ballo vi sono cifre da capogiro: parecchi milioni di euro. Nel 2006, davanti al giudice per le indagini preliminari Stefano Manduzio, era già sfilata una parte degli imputati: sei avevano scelto il patteggiamento, tre erano stati condannati a complessivi dieci anni di carcere. L'inchiesta è partita nel 2003 con il sequestro di una cava-discarica in provincia di Rieti: attraverso le analisi del materiale - sostanze altamente inquinanti - i carabinieri del Noe riuscirono a risalire alla Nuova Esa, ora accusata di aver smaltito in mezza Italia materiali ritenuti pericolosi attraverso la presunta falsificazione della documentazione. Secondo il pm Gava, la
società di Marcon avrebbe realizzato profitti compresi tra il 1700 e
il 5000 per cento attraverso l'illecita gestione dei rifiuti: da un
lato si faceva pagare fior di quattrini per smaltire amianto,
alluminio, idrocarburi, mercurio, cloruri, nitrati e altri veleni
provenienti dalle industrie di tutto il Nord; dall'altro li mescolava
a terra, ghiaia e altro materiale inerte e, dopo aver falsificato i
risultati delle analisi, li rivendeva per uso edilizio, per bonifiche
ambientali, per attività di compostaggio: i veleni, insomma, sono
finiti anche in terreni agricoli, e dunque sulla tavola dei cittadini.
Dove? È impossibile saperlo. Per questa accuse, nel 2004 dieci
persone finirono agli arresti, su ordinanza di custodia cautelare. ______________________ Mercoledì 23 Gennaio 2008PERNUMIA Primarie del Partito Democratico Domani al Centro Sociale di via Beolco a Pernumia si tengono le elezioni primarie della sezione locale del Partito Democratico. Alle 21 inizia la procedura per la presentazione delle autocandidature e alle 22 iniziano le votazioni. All'assemblea possono partecipare gli elettori che non hanno aderito alla primarie del 14 ottobre. Prima della votazione l'elettore deve esprimere la dichiarazione di adesione al processo della costituente del Pd versando un contributo di 2 euro (o.m.)
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