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di Pernumia (PD)

 

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IL GAZZETTINO  2008
La nostra presenza sul quotidiano, la cultura e 
le cronache politico-amministrative di Pernumia

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Giovedì 11 Dicembre 2008
MONSELICE
Sarà un dolce Natale con l'iniziativa Ascom
Monselice

(O.M.) Dolce Natale. L' espressione consumistica e un po' qualunquistica è lo slogan di una simpatica iniziativa promossa dall'Ascom in collaborazione con la Pro loco e l'amministrazione comunale. All'iniziativa hanno aderito una trentina d'attività commerciali del centro. I commercianti hanno approntato all'interno del negozio un piccolo angolo dove sono state collocate piccole dolcezze: biscotti e cioccolata a disposizione dei clienti.

«Lo shopping di Natale è un momento al quale pochi sanno rinunciare - afferma il presidente mandamentale dell'Ascom, Giorgio Borin - e quindi abbiamo pensato di collocare in questo modo i nostri clienti. Inoltre l'iniziativa serve per attirare altre persone nel cuore di Monselice dove possono trovare interessanti proposte per i regali per le feste natalizie. Non possiamo certo fare aggio sui mercatini natalizi che si tengono nelle località montane, ma certamente puntiamo a catturare l'interesse di quelli che non si spostano da casa. Aver creato il gruppo che ha dato vita all'iniziativa di Natale - conclude Borin - è un segnale positivo. Mi auguro che alle prossime manifestazioni per la valorizzazione del commercio, altri operatori entrino nel gruppo».

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Mercoledì 3 Dicembre 2008
8 mila tonnellate di scorie pericolose che da tre anni bloccano i lavori del nuovo cavalcavia saranno trasportate con i camion in Germania
In Sassonia i rifiuti tossici del Camerini
Il Comune anticiperà 800 mila euro e si rivarrà giudizialmente sulla ex C&C, oggi Icomez

Finalmente le 8 mila tonnellate di rifiuti tossici che da tre anni paralizzano i lavori del cavalcavia Camerini saranno eliminati. «Si tratta di 4 mila metri quadrati di scorie pericolose spiega l'assessore all'Ambiente Francesco Bicciato - al centro dello scandalo della C&C di Pernumia, divenuta poi Icomez, che ha conferito sotto la falsa dicitura di agglomerato cementizio, quello che in realtà erano residui tossici industriali. Ne scaturì un'inchiesta giudiziaria, e saltò fuori che tra le vittime figuravano le Fs, che avevano usato per una linea ferroviaria quel materiale, e il Comune di Padova, che appunto stava avanzando con i lavori del cavalcavia».

La realizzazione dell'infrastruttura fu immediatamente sospesa e i rifiuti furono messi in sicurezza, impacchettati in teloni che assicuravano la protezione da eventuale percolato nel terreno. «So che l'attesa ha spesso suscitato diffidenza continua l'amministratore ma mi sono rifiutato di limitarmi a vedere spostato il problema e sin dall'inizio ho preteso di sapere che fine avrebbe fatto quel materiale. Oggi che conosciamo tutta la filiera siamo tranquilli. I rifiuti verranno trasportati in Sassonia, in una discarica speciale autorizzata (in genere siti che un tempo erano saline). Prima verranno trattati e poi stoccati». La bonifica della zona chiederà l'impegno di circa 40 giorni lavorativi. Cento i bilici che porteranno oltre confine le scorie, con una media di 3 carichi al giorno. Il costo dell'operazione si aggira intorno agli 800 mila euro, cioè 100 euro a tonnellata, che saranno pagati subito dal Comune, il quale si rifarà su Icomez, attraverso una procedura giudiziaria già in corso. Uno smaltimento tutto sommato a buon mercato, secondo la valutazione di Bicciato, che aveva pronosticato il costo di 120-130 euro a tonnellata, e che ricorda la cifra sborsata da Napoli alla Germania, all'epoca della crisi speculativa scatenata sul settore: 280 euro a tonnellata.

C'è da accontentarsi davvero, dunque, soprattutto se si pensa al viaggio che i rifiuti dovranno affondare prima di raggiungere la meta. Partiranno da via Annibale da Bassano per raggiungere la pesa di Corso Stati Uniti dove, come da regolamento, sarà misurata l'entità del carico. Da qui raggiungeranno il Brennero in camion, per poi essere caricati su treni attraverso l'Austria che, per legge, vieta il trasporto su gomma di questo materiale. Al confine poi le scorie risaliranno su bilici per raggiungere alla fine la discarica in Sassonia.
M.D.

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Sabato 29 Novembre 2008
L'INTERVENTO

Scorie tossiche, rifiuti e ora anche cemento scadente. Ci buttano di tutto nei sottofondi stradali delle cosiddette grandi opere. I controllori sono spesso gli enti pubblici come, ad esempio, Veneto Strade, società della Regione, per la nuova strada del Santo (lotti sequestrati perché inquinanti da scorie tossiche) o le società autostradali come la BS-VE in questo ultimo caso di cemento scadente nei cantieri della Valdastico Sud.Dalle diverse inchieste giudiziarie lo scenario che emerge è quello delle concussioni dei subappaltatori e non solo con le diverse mafie, del coinvolgimento anche di grossi gruppi industriali seppur mai con riscontri diretti, delle falle nei controlli più che falle voragini di chi è preposto a questo compito.

Tutto ruota attorno al profitto, lauti profitti per tutta la catena che si mette in moto con l'avvio di una opera infrastrutturale. Che questa sia utile o meno, impattante per il territorio, devastante per le attività e le relazioni di vita precedenti alla sua realizzazione, non importa; che si perpetua con questa politica delle strade sopra e a fianco di altre strade senza mai un rallentamento del quantitativo di traffico su gomma non importa: quello che emerge a lato di indagini come quella di queste ore che ha portato al sequestro di cantieri della Valdastico Sud e ad una indagine su una società del gruppo Italcementi, è il giro d'affari che si intuisce dietro a queste operazioni. Profitti leciti o quanto meno consentiti come rinnovi di concessioni autostradali, sovrapedaggi, parcelle a studi tecnici, incarichi ad imprese, compra-vendita di terreni (operazione che segue immancabilmente ogni definizione di nuova infrastruttura con urbanizzazioni commerciali e produttive) e meno leciti o decisamente illeciti come, appunto, le creste sui materiali utilizzati, l'utilizzo dei fondi stradali come discariche per rifiuti tossici.

Ogni volta ci sarà chi dice di non generalizzare, che si tratta di casi isolati, fatti all'insaputa di proponenti, dei concessionari e delle stesse ditte appaltanti ma, se li mettiamo uno dietro l'altro, vediamo che una qualche caratteristica di sistema questi casi la presentano. Sequestro dell'area ex C&C di Pernumia: forniva rifiuti tossici a cantieri piccoli e grandi, dal piazzale per parcheggio a Granze alla TAV (Arco di Giano e così via). Sequestro di alcuni lotti della nuova strada del Santo: si sono utilizzati rifiuti tossici provenienti da industrie del nord italia (scorie di fonderia sembra) come sottofondo stradale. Sequestro di alcuni lotti della Vladastico Sud: si utilizzava cemento impoverito proveniente da società del gruppo Italcementi.Come sempre sarà la magistratura ad accertare le responsabilità effettive in questi casi ma non si può non sottolineare come questi si susseguano con regolarità ogni volta che una indagine viene svolta più approfonditamente del solito controllo sui cantieri. Da tempo denunciamo che la pianificazione del territorio è, di fatto, nelle mani di privati e non più delle comunità locali e il controllo di queste, il confronto con esse è stato reciso da legislazioni e da strumenti ad hoc (Legge Obiettivo, project financing ecc.). A guidare spesso la pianificazione e la strategicità di opere pubbliche infrastrutturali sono interessi non eminentemente pubblici come, ad esempio, i rinnovi concessionari autostradali o le urbanizzazioni di grandi dimensioni su pezzi di territorio appetibili. In questo contesto è facile gioco l'inserimento di comportamenti illeciti e criminali. E la confusione di ruoli tra controllato e controllore, che coinvolge le maggiori istituzioni della nostra regione, non aiuta la trasparenza, la chiarezza di obiettivi e il controllo effettivo sui lavori.
Paolo De Marchi
consigliere provinciale Verdi

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Venerdì 14 Novembre 2008
CARTURA
Sicurezza, vigili urbani in servizio anche di notte

Cartura
(gl.c.) Convenzione tra i comuni di Cartura, Due Carrare e Pernumia per la gestione del servizio di polizia locale. La convenzione che Cartura e Due Carrare hanno attivato tra loro dopo l'uscita, già un paio di anni fa, dall'Unione dei comuni di Padova sud per la condivisione del servizio di polizia locale, si è allargata anche alla vicina Pernumia. La decisione è motivata dalla necessità di aumentare e migliorare il servizio serale di controllo del territorio, dei quartieri e degli immobili ed aree pubbliche. Già dalla precedente convenzione, Cartura e Due Carrare riescono a garantire ore di servizio notturno per il pattugliamento stradale, con la possibilità di effettuare controlli l'autovelox ed etilometro. «Durante alcune notti - spiega Massimo Zanardo, sindaco di Cartura - i vigili sorveglieranno ora anche i quartieri residenziali e le aree pubbliche, per assicurare maggiore sicurezza alla cittadinanza».

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Sabato 11 Ottobre 2008
PERNUMIA Il pm Paolo Luca chiederà il rinvio a giudizio di cinque persone per il restauro di Palazzo dei Dottori
«Malversazione su Villa Griffey»
Imputati due funzionari regionali e i responsabili dei lavori. Avrebbero incassato i soldi con atti falsi

Padova
(L.L.) Da una parte c'era il Comune di Pernumia , con l'attuale amministrazione retta dal sindaco Giovanni Magarotto. Dall'altra, Urbana spa, la società a capitale misto (51 pubblico e 49 privato), incaricata del restauro di Villa Griffey, nota anche come Palazzo dei Dottori, con i contributi comunitari elargiti dalla Regione. Ebbene, i due contendenti sono comparsi davanti al giudice del Tribunale civile di Este perchè la spa vuole il pagamento dell'ultima trance dei lavori, mentre il Comune sostiene che il restauro non è finito. Ora, a dare man forte al primo cittadino è arrivata anche la conclusione dell'inchiesta della magistratura. Il pubblico ministero Paolo Luca ha comunicato ai cinque indagati che chiederà il loro giudizio con le accuse, a diverso titolo, di falso materiale, falso ideologico e malversazione. In altri termini, avrebbero incassato indebitamente i soldi del contributo comunitario con false relazioni sui lavori. Gli indagati sono due funzionari della Regione, il direttore dei lavori del restauro, il direttore di Urbania spa e il responsabile della ditta appaltatrice, l'impresa edile Giampaolo Bellucco.

Le indagini sono state condotte dagli investigatori della Guardia di Finanza di Venezia. È stata la Procura della Corte dei Conti ad avviare l'inchiesta, che è stata poi trasmessa a Padova perchè i reati ipotizzati sono di competenza della magistratura ordinaria.

Secondo il pubblico ministero Paolo Luca sarebbero due le relazioni false, "attestanti cose non vere" (recita il capo d'imputazione), presentate il 20 febbraio 2007 alla Direzione Artigianato della Regione per il pagamento del contributo. Relazioni false, le quali attestavano che i lavori eseguiti dall'impresa immobiliare erano ultimati e, quindi, collaudabili.

Il giudizio del sindaco Magarotto è in linea con il contenuto del capo d'imputazione. Ecco cosa dichiarava al nostro giornale il primo cittadino di Pernumia lo scorso luglio: «I lavori non sono stati completati. La villa versa in condizioni disastrose. Tuttavia si apre un importante questione. Urbania Spa sembra impossibilita a impegnare nuovi soldi nella realizzazione dei lavori. La Regione che deve liquidare il finanziamento comunitario attende il rendiconto e il collaudo dell'opera per versare alle casse comunali i 600 mila euro che attende la società che ha in appalto l'opera. La situazione è in stallo. L'edificio rischia di cadere a pezzi. L'amministrazione comunale non è più disposta a sopportare altri ritardi nella realizzazione dell'opera. Inoltre è a rischio il finanziamento comunitario».

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Venerdì 19 Settembre 2008
Pernumia Il palazzo dove abitano le cicogne, in soli cinque anni dieci neonati

Pernumia(o.m.) In Italia il tasso di natalità è pari a zero. In contro tendenza è la natalità che a Pernumia al condominio "La Rosa", via Rivella 16. Cinque le famiglie che vi abitano, i bambini nati in cinque anni sono stati ben dieci. Aveva fatto notizia due anni fa la nascita dei tre gemelli: Edoardo, Francesco e Gabriele. Le nascite alla Rosa erano cominciate con Beatrice, 5 anni, seguita da Anna 4, Alice e Tommaso 3. Dopo il parto trigemellare sono venuti al mondo Mattia 2 anni, e Gaia di uno. L'ultima in ordine di tempo è Francesca. In via Rivella al civico 16 i fiocchi che annunciano l'arrivo della cicogna, sembrano non finire mai.

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Domenica 17 Agosto 2008
Monselice
A Ferragosto nella Bassa si è scatenato un ...

Monselice
A Ferragosto nella Bassa si è scatenato un fortunale. Ingenti i danni che sono stati registrati aMonselice dove, intorno alle 20, un pioppo quasi secolare è stato sradicato dal vento. La grossa pianta ha colpito prima un palo dell'illuminazione pubblica, piegandolo in due, e poi è piombata su un'auto in sosta in via Matteotti. Si tratta di un'utilitaria, una Volkswagen Polo di un vicentino che era giunto a Monselice per visitare il patrimonio storico architettonico. I vigili del fuoco, avverti dell'accaduto dai residenti, sono intervenuti rapidamente. Hanno segato il tronco dell'albero per liberare l'auto e hanno rimosso i rami della chioma che provocava disagialla percorribilità in via Matteotti. Il malcapitato automobilista ha dovuto rientrare a casa con altri mezzi. Il tettuccio dell'auto, infatti, era quasi appiattito. L'auto è da rottamare. Anche in pieno centro storico si è temuto il peggio per qualche istante. La furia del vento ha finito per abbattere alcune delle altre transenne in metallo che delimitano il cantiere aperto in piazza Ossicella. La caduta ha provocato un grande rumore che ha messo in allarme gli abitanti del centro storico. La paura però è presto rientrata. La forte precipitazione ha provocato anche l'allagamento del sottopasso ferroviario di via Francesco Petrarca. Nel giro di qualche minuto il fondo stradale del sottopasso è stato invaso dall'acqua che ben presto ha raggiunto l'altezza di cinquanta centimetri. La viabilità è stata rallentata per un pò di tempo in quel tratto di strada.

A Pernumia il vento ha rischiato di scoperchiare il tetto della C&C. Rischio che da tempo è paventato dal consigliere comunale dell'opposizione, Silvio Francescon. L'esponente dell'opposizione è fortemente preoccupato di un cedimento strutturale dell'immobile dove sono stoccate circa 20 tonnellate di rifiuti tossici della C&C. L'azienda di Fabrizio Cappelletto che il 22 febbraio 2005 è stata posta sotto sequestro dal Corpo forestale dello Stato, perchè produceva conglomerati cementiti con rifiuti tossico nocivi. «L'amministrazione comunale ha approvato il piano comunaledi protezione civile - afferma Francescon - memore dei danni provocati dalla tromba d'aria che colpì e danneggiò i capannoni della C&C nel 1980. Ora è fondamentale costituire un tavolo tecnico intorno al quale devono sedere i rappresentanti di Prefettura, Regione, Provincia. L'obiettivo è bonificare l'area, eliminando la bomba ecologica sulla quale stanno seduti i cittadini di Pernumia , Battaglia e Due Carrare».
Orfeo Meneghetti

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Martedì 12 Agosto 2008
MONSELICE Contestate le dichiarazioni di Mamprin che aveva riportato i risultati di un monitoraggio eseguito dall’Usl 17. «Non sono un esperto, li ho soltanto letti»
Dati sui tumori, il medico smentisce l'assessore
Il dottor Zilio: «Dire che le neoplasie sono in calo è avventato e falso, la situazione dell’inquinamento è gravissima»

Monselice
«L'inquinamento c'è e non si ferma a Monselice. È quanto da anni ci dice l'Arpav. E per questa ragione l'assessore provinciale all'Ambiente Roberto Marcato, che è una persona seria, ha istituito un tavolo di lavoro che riguarda tutti i comuni dell'area dei cementifici, Monselice, Este, Pernumia , Baone, Battaglia Terme, San Pietro Viminario, Arquà Petrarca. Il problema ambientale a Monselice è complesso, dai molteplici risvolti, e va dalla salute all'occupazione, dal traffico pesante alla sicurezza».

Un'esternazione decisa quella di Francesco Corso che contesta a 360 gradi le affermazioni fatte dall'assessore all'Ambiente Gianni Mamprin, che ha ufficializzato i dati dell'indagine trasmessa dai servizi sanitari dell'Usl 17. Dalle indicazioni fornite dal monitoraggio, Mamprin ha dichiarato che la qualità dell'aria a Monselice è migliorata e che i tumori delle vie respiratorie e polmonari sono in diminuzione. Non è dello stesso avviso l'ex consigliere comunale e medico di famiglia Gastone Zilio che sostiene: «Nel corso della personale attività medica, nel periodo 1990-2007, ho documentato 197 tumori: 110 per i maschi e 87 per le femmine. Ho registrato un crescendo continuo dell' incidenza di neoplasie della mammella (38\%), colon-retto, prostata, polmoni (il 9\% nelle donne) e del sangue (8\%). In particolare nel periodo 2001-2007 e nell´ultimo quinquennio 2003-2007. Mi sorprendono pertanto, e non poco, le dichiarazioni dell´assessore Mamprin che, volendo rassicurare la popolazione sul rischio attuale da inquinamento, che io ritengo gravissimo, afferma che nel triennio 1999-2002 si è registrato un calo di neoplasie maligne a bronchi e polmoni rispetto al periodo 1995-1998. Sulla base della mia esperienza, quelle affermazioni sono avventate e non rispondono a verità. Temo che per Monselice e la Bassa sia elevata l'incidenza dei tumori e non esista un registro sanitario aggiornato».

Non si nasconde dietro ai dati forniti dall'Usl 17, l'assessore, e precisa: «Sono elementi forniti dall'istituzione sanitaria e pertanto non manipolabili. Non essendo un esperto del settore mi sono limitato a darne lettura. Anche in questo caso, però, sono stato messo sotto processo con l'accusa di aver strumentalizzato le informazioni dell'ente sanitario. Operazione che mai e poi mai mi sari permesso di fare».

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Giovedì 07 Agosto 2008
Le inchieste in corso sulla Cosecon spa impongono ...

Le inchieste in corso sulla Cosecon spa impongono riflessioni attente alle istituzioni e alla politica. I fatti emersi dimostrano che in alcune aree del nostro territorio si sono diffusi comportamenti illegali nella gestione di servizi pubblici fondamentali come l'energia, i rifiuti e la programmazione urbanistica. I risultati sono drammatici: servizi di scarsa qualità a costi elevati, società a partecipazione pubblica piene di debiti che gravano sui comuni soci, privati che hanno comprato a prezzi stracciati aree strategiche.

Si è arrivati a questo punto per le incapacità di molti amministratori locali e, soprattutto, per precise responsabilità della Provincia di Padova e della Regione Veneto. La Provincia, che è ente di programmazione e controllo sui rifiuti e l'urbanistica, è socia di Cosecon e ne ha condiviso ogni scelta. Non si è mai accorto di nulla il presidente Casarin? Non ha letto i bilanci e notato gli enormi debiti di Cosecon? Non ha visto i regali fatti ai privati attraverso le compravendite della Trasporti Ecologici e delle società del gas? E intanto la Regione, tramite la finanziaria Veneto Sviluppo, ha salvato nei mesi scorsi Cosecon dal fallimento. Perché? Non sarebbe stato meglio metterla in liquidazione e far rispondere in solido gli amministratori responsabili dei debiti e dei fallimenti? Perché il Presidente Galan a parole invoca le privatizzazioni ma in realtà utilizza i soldi dei cittadini, attraverso Veneto Sviluppo, per coprire i debiti e gli sprechi dei carrozzoni pubblici?

Oltre a queste responsabilità politiche stanno emergendo ulteriori elementi di preoccupazione: l'utilizzo di tecniche tipiche della criminalità organizzata; la presenza di ingenti investimenti di origine sconosciuta.

Risulta evidente infatti il clima di omertà e connivenza che ha consentito ad alcune persone di violare sistematicamente le leggi e risultano altrettanto evidenti l'assenza di controlli e la complicità di pubblici ufficiali e di enti preposti alle verifiche. Non bisogna dimenticare che uno dei magistrati inquirenti e alcune imprese della zona hanno ricevuto dei proiettili come inequivocabile intimidazione. Inoltre in molti comuni i documenti che riguardano Cosecon vengono secretati e viene negato o ostacolato l'accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali di minoranza.

Nei settori rifiuti, gas e costruzioni si sono affermate imprese comparse dal nulla sostenendo ingenti investimenti e utilizzando manodopera, spesso straniera, in condizioni irregolari. La conferma si trova osservando come sono gestiti alcuni cantieri e come sono strutturate alcune cooperative operanti nel settore rifiuti. Questo ambito è tra i più delicati ed esposti alle infiltrazioni criminali. Basta pensare al fatto che molti rifiuti tossici vengono nascosti nelle opere pubbliche e nell'edilizia. La vicenda della C&C di Pernumia è un esempio chiarissimo di riciclaggio illecito di materiale nocivo che si svolgeva nel nostro territorio.

Anche la gestione dei fondi europei deve preoccupare perché le esperienze di altre regioni insegnano che in questo settore possono manifestarsi fenomeni illeciti. E' successo con i fondi per i corsi di formazione, per l'ascensore sulla Rocca di Monselice, ora per gli insediamenti produttivi.

Si è diffuso un sistema organizzato così: l'ente pubblico ottiene il finanziamento e affida il lavoro all'ultimo momento in modo da mettere fretta alla ditta che ha vinto l'appalto. Le ragioni di urgenza giustificano, per l'ente pubblico, qualsiasi procedura pur di non perdere il finanziamento. A quel punto i controlli non si fanno, o si fanno finti, e l'impresa spesso è costretta a cedere il lavoro in subappalto per rispettare i tempi. Il margine di guadagno della complessa operazione deriva dal fatto che una parte dei lavori o dei corsi di formazione non vengono eseguiti ma vengono finanziati sulla base di false certificazioni. Attenzione perché con questo meccanismo le opere pubbliche perdono le ragioni di pubblica utilità, diventano funzionali alle imprese che, senza vincere le gare, e realizzando meno del previsto, si fanno pagare.

Di fronte a tutto ciò la politica e le istituzioni devono riflettere e devono reagire. Le società che hanno commesso illeciti e che sono diventate inutili carrozzoni piene di debiti, come Cosecon, devono essere sciolte e messe in liquidazione. Gli enti pubblici devono tornare a svolgere le loro funzioni. La Provincia e la Regione devono fare la programmazione e i controlli, non devono gestire direttamente i servizi. I comuni devono occuparsi di governo del territorio, affidare con gare i lavori pubblici e i servizi. Solo così è possibile rilanciare lo sviluppo del territorio.* Deputato del PD

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Giovedì 14 Agosto 2008
Pernumia
(O.M.)La minoranza consiliare di Pernumia da ...

Pernumia
(O.M.)La minoranza consiliare di Pernumia da tempo accusa il sindaco Giovanni Magarotto di gestire in maniera poco democratica le sedute del consiglio comunale. Non potendo fronteggiare la situazione in alcun modo ha pensato di scrivere al Prefetto di Padova. Chiede il rispetto delle regole consiliari durante la discussione.È una nota puntuale nei richiami quella sottoscritta dai tre rappresentanti dell'opposizione e se ne fa portavoce il capogruppo Paolo Merlo, il quale afferma: Il diritto di un consigliere comunale d'intervenire dopo le affermazioni del sindaco, è previsto dal 4 comma dell'articolo 53 dello statuto comunale. Lo stesso che sulle comunicazioni stabilisce che si può intervenire per associarsi o dissentire in rappresentante per ciascun gruppo. Continua Merlo: «È una regola palesemente negata da Magarotto nell'ultima seduta consiliare. Una situazione che dimostra un comportamento non legittimo. Pertanto abbiamo deciso d'informare il Prefetto di quanto accade in consiglio a Pernumia. Prosegue l'esponente della minoranza: "Non esiste ormai da tempo un confronto sereno fra maggioranza ed opposizione, nel riconoscimento dei rispettivi ruoli e delle funzioni. Una situazione che, continua - che nell'ultima seduta, ha reso inevitabile l'uscita dalla sala consiliare dei rappresentanti dell'opposizione, Paolo Merlo, Lucio Conforto e Marco Feltresi. Decisione assunta alla luce del comportamento non corretto di Magarotto nei confronti dei componenti della minoranza. Di ciò abbiamo chiesto espressamente la verbalizzazione, al segretario comunale, negli atti della seduta. Poco dopo anche i consiglieri Giorgio Prandato e Silvano Piovan hanno abbandonato la seduta per motivazioni analoghe alle nostre".

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Domenica 27 Luglio 2008
Pernumia Assemblea della Lega, Muraro nuovo segretario

Pernumia (o.m.) Il nuovo segretario della Lega Nord di Pernumia è Stefano Muraro. È stato eletto con largo consenso nell'ultima seduta dell' assemblea degli iscritti. Muraro, 41 anni, odontoiatra, succede a Giacomo Travaglia. Il segretario si è già messo al lavoro e afferma: «Il mio impegno è quello di operare nel territorio garantendo la massima disponibilità ad ascoltare le problematiche dei cittadini». Eletti anche i quattro componenti del direttivo: Mario Bertin, Franca Caldaro, Tiziano Pastò e Vittorino Masin.

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Domenica 27 Luglio 2008
Pernumia
«Osservo Pernumia dalla ...

Pernumia
«Osservo Pernumia dalla finestra di casa mia e penso che insieme ad altre 3900 persone siamo seduti su tre aziende ad alto rischio per la salute umana e ambientale» L'amara considerazione è di Silvio Franescon, coordinatore della Protezione civile del distretto intercomunale della Bassa padovana e consigliere comunale di opposizione di Pernumia . «L'incendio che si è sviluppato la settimana scorsa alla Sicit è un segnale che dovrebbe far riflettere l'amministrazione locale. L'azienda che produce conglomerati bituminosi si sta trasferendo a Este. Un'operazione che avviene per stadi. A Perumia ha lasciato ancora una parte del processo di produzione. L'incendio poteva avere conseguenze ben più gravi. Infatti l'azienda sotto il profilo ambientale dovrebbe essere monitorata costantemente. Lo prevede il piano comunale di Protezione civile che è stato adottato recentemente dall'amministrazione. I criteri d'intervento in caso calamità naturali sono ben definiti. Vengono pure indicate le competenze che devono essere svolte dai volontari della Protezione civile. Per le fiamme alla Sicit, però non c'è stata mobilitazione».

L'altra azienda pericolosa è la C&C, posta sotto sequestro il 22 febbraio 2005 dalla Forestale perché produceva conglomerati cementizi con materiale tossico nocivo. «Una bomba ecologica - aggiunge Francescon - che può avere effetti devastanti. All'interno dei capannoni dove sono stivate tonnellate di rifiuti pericolosi, gli effetti si fanno sentire sui muri perimetrali, che stanno scoppiando. La bonifica dell'area richiede una decina di milioni di euro. Nessuno sembra disposto ad accollarsi la spesa. Infine la Plastotecnica. L'azienda è operativa e non possiamo prevedere gli effetti delle ricadute in caso di guasti ed incidenti del ciclo di lavorazione».

Un altro esponente della minoranza, Luciano Simonetto, davanti al quadro preoccupante tracciato da Franscon afferma: «La situazione è da allarme rosso, sotto il profilo della salute umana e della tutela dell'ambiente. Il piano comunale della Protezione civile deve essere applicato e chiederò di poter intervenire anch'io in caso nel caso in cui si verificassero situazioni di pericolo in queste tre aziende». Una spada di Damocle pesa sul capo della comunità di Pernumia ed il sindaco, Giovanni Magarotto ne è consapevole. «Il piano prevede la tutela dei siti industriali pericolosi. È stato realizzato d'intesa con i volontari della Protezione civile, - sostiene - e rappresenta una pietra miliare nell'azione di prevenzione degli incidenti che possono provocare ricadute negative sulla salute della popolazione e sull'ambiente. Adesso si tratta solo di applicarlo. L'amministrazione comunale sta rodando la macchina operativa, che a breve entrerà a regime».

Scettico è Sante Menin, componente del comitato di via Casette, dove si trova la C&C: «Troppe le parole spese dai politici su questa fabbrica di morte. I rappresentanti di tutte le forze politiche si sono spesi venendo davanti ai cancelli dell'azienda. Ma alla fine siamo rimasti solo noi a convivere con il pericolo incombente. A tenderci la mano non c'è nessuno, dobbiamo salvarci da soli. Lo faremo. I politici ne siano certi».
Orfeo Meneghetti

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Sabato 26 Luglio 2008
Secondo appuntamento con il Festival ...

Secondo appuntamento con il Festival "Il Ruzantiano", dedicato alla figura e alla drammaturgia del grande autore pavano Angelo Beolco, detto il Ruzante, in programma per domani a Villa Maldura a Pernumia, dove, alle ore 21.15, andranno in scena "I dialoghi in lingua rustica". L'allestimento è del Cast Teatro, per la regia di Simone Toffanin. In scena Giovanna Boscarino, Fabio Comberlato, Gabriele Fanti, Marco Luise, Simone Toffanin; adattamento scenico e regia Simone Toffanin; scene e costumi Marino Bortolotti (in caso di pioggia lo spettacolo si terrà agli impianti sportivi di via Verdi).

La serata è preceduta, alle 18, sempre a villa Maldura, da un incontro dibattito sul Ruzante con gli attori Toffanin e Fanti, e lo scenografo Bortolotti, che parleranno delle relazioni tra Ruzante e Pernumia e illustreranno approfondimenti sullo spettacolo serale.

"I Dialoghi in lingua rustica" comprende "Il Reduce" e "Bilora", intrecciati da prologo, intermezzo ed epilogo tratti dalle opere del Ruzante. Il Reduce e il Bilora costituiscono i testi più rappresentativi del Beolco, due opere teatrali che richiedono notevole gioco attoriale. Un momento pregnante per il forte e doloroso realismo, tipico dell'autore che ha saputo leggere e tradurre come pochi la sua epoca. La messinscena continua e approfondire i temi più cari all'autore pavano, caratterizzati dalla profonda attualità degli argomenti e dei contenuti trattati e dall'esplosiva forza comica ruzantiana.Nel Bilora assistiamo alle vicende di un contadino della campagna veneta, che va a Venezia, dove la moglie Dina si è rifugiata in casa del vecchio Andronico, che, in cambio dei suoi favori, la mantiene e protegge. Dopo aver chiesto a Dina di tornare con lui, e il conseguente rifiuto, Bilora si apposta e uccide il vecchio. Poi si riprende la donna e va via. Nel "Parlamento de Ruzante che iera vegnù de campo" cambiamo completamente vicenda, ma rimaniamo sempre a Venezia. Qui Ruzante giunge di ritorno dal campo di battaglia, e incontra l'amico Menato, cui racconta gli accadimenti del campo. Segue l'incontro con la moglie Gnua, che nel frattempo si è data alla prostituzione, e che Ruzante tenta invano di convincere a tornare con lui. Quando il contadino fa per trascinarla via con la forza, entra il protettore di lei, che lo picchia selvaggiamente. Rientrato Menato, Ruzante dapprima finge di essere stato battuto da una folla, poi di essere stato vittima di un incantesimo, per cui, sebbene aggredito da uno solo, ne vedeva centinaia. Infine scoppia a ridere, e i due escono insieme. Insomma un'amara gara tra sconfitti.La manifestazione è realizzata con patrocinio e contributo della Provincia di Padova, Assessorato all'Identità Veneta, Comune di Pernumia , Abano Terme, Arquà Petrarca, e prevede tappe anche nel Lazio, a Formia, nell'ambito di un gemellaggio e reciproco scambio interculturale con la città.

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Martedì 22 Luglio 2008
CITTADELLA
Miss, vince Michela Cagnin

Michela Cagnin, 23 anni di Pernumia, ha vinto la selezione provinciale di Miss Italia Cittadella ospitata sabato sera in piazza Pierobon. Seconda Valentina Breda, 20 anni di Curtarolo, terza Vanessa Bonadiman, 18 anni di Campagnola di Zevio (Verona), quarta Deborah Chilò, 19 anni di Carmignano di Brenta e quinta Eleonora Munaro, 19 anni di Galzignano Terme. (m.c.)

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Domenica 20 Luglio 2008
STASERA A PERNUMIA
Padre Cesare, 62 anni, il cantautore metallaro

Tenersi forte: arriva il cristianesimo con le borchie, il Vangelo in versione heavy metal. Sbarca stasera alla rassegna "Metal On Earth", ospitata nello stadio comunale di Pernumia (ingresso gratuito). Quando sul palco dopo "tre giorni di metallo italiano", come recita la locandina sale anche Fratello Metallo.

Un frate vero, verissimo. La lunga barba bianca, il saio marrone, non sono un trucco, una scelta di look. Il nome d'arte appartiene infatti a padre Cesare Bonizzi: religioso cappuccino nato a Offanengo (Cremona) che vive la sua esistenza regolata all'interno del convento di Musocco, vicino a Milano. Ogni tanto, però, mette la chitarra elettrica a tracolla e si scatena.

Così è diventato una sorta di fenomeno: perché coniuga la sua vocazione, la sua missione, al metal. «Uso la musica e il canto per dire le cose della fede e della vita. Che c'è di strano?», si schermisce. In più, «è tutto in comunione e obbedienza ai miei confratelli e superiori». Certo, la differenza con i preti cantautori che vanno per la maggiore, melodici al punto giusto, è abissale.

Qui ci sono sonorità dure e distorte. Ma padre Cesare il metallaro non si scompone più di tanto. Ha 62 anni, è entrato in convento nel 1975 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Nella sua vita ha fatto un po' di tutto: l'operaio, il bersagliere, il missionario in Costa d'Avorio, l' assistente spirituale dei tramvieri milanesi. Poi sulla sua strada ha incontrato il metal.

Scrive e canta le sue canzoni dal 1990. Ha un sito internet: www.fratecesare.com . A giugno ha aperto il "Gods of Metal" di Bologna.

Il suo ultimo album s'intitola "Misteri". Contiene undici tracce che parlano di fede e perfino di sesso, senza tabù. I titoli spaziano da "Venere" a "Dio", da "Amore metallico" a "Maria Maiestatis". Che non ha il testo in inglese, ma in latino.
Léon Bertoletti

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Domenica 20 Luglio 2008
Pernumia Paura. È quella che ha ...

Pernumia Paura. È quella che ha costretto i residenti delle zona industriale di Pernumia a restare fuori dalle loro abitazione, ieri, a causa dell'incendio scoppiato all'interno della "Sicit snc" di via Brigata Julia, che ha distrutto interamente la caldaia. A destare preoccupazione e apprensione è stata soprattutto il fumo causato dal rogo. La struttura fa parte del ciclo di produzione. L'azienda, infatti, opera nel settore della produzione di conglomerati bituminosi. Da circa sette mesi ha lasciato la struttura operativa di Pernumia e si è trasferita a Este. Il processo di trasferimento sta avvenendo per stadi. Infatti nell'azienda di via Brigata Julia si continua nella lavorazione di un segmento della produzione.

Ieri intorno alle 15 sul lato verso est dell'azienda si è alzato un fumo nero accompagnato da un odore persistente che irritava la gola. I componenti della famiglia che hanno l'abitazione addossata al capannone della Sicit hanno subito avvertito i vigili del fuoco di Este ed i carabinieri di Monselice. I pompieri sono intervenuti con quattro mezzi, uno dei quali era munito della scala periscopica. L'operazione di spegnimento è avvenuta in due fasi. La prima con l'acqua per spegnere le fiamme e poi con le sostanze schiumogene per ridurre gli effetti delle emissioni in aria prodotte dalla combustione. I vigili del fuoco hanno lavorato in forze per almeno due ore.Quindi è iniziata la verifica della staticità della struttura. I tecnici hanno escluso pericolo di crolli del manufatto. La gente fuori dal cancello osservava attentamente quanto avveniva all'interno. Alla fine anche sono stata rassicurati che non c'era alcun pericolo di inquinamento dell'aria. Tuttavia sembra scontato che nei prossimi giorni l'Arpav effettuerà dei controlli di routine per togliere ogni dubbio.

I danni della caldaia sono ancora tutti da quantificare. Un responsabile dell'azienda si è limitato a verificare la situazione. Si parla comunque di alcune migliaia di euro. Tra i primi ad arrivare sul luogo dove si è sviluppato l'incendio alcuni volontari della Protezione Civile di Pernumia, capeggiati dal Silvio Francescon che è il coordinatore del gruppo intercomunale "Bassa padovana". Ironia della sorte i volontari stava facendo poco lontano un' esercitazione antincendio con un tecnico del ministero dell'Interno. E Francescon si è lasciato andare alla battuta: «Eravamo pronti ad intervenire», ha sostenuto.
Orfeo Meneghetti

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Sabato 19 Luglio 2008
LA RASSEGNA È PROMOSSA DALLA PROVINCIA
Nasce il festival "Il Ruzantiano": teatro e approfondimenti

Ruzante nacque presumibilmente a Pernumia . In realtà, come ha ben spiegato l'attore Gabriele Fanti, i suoi natali furono presumibilmente a Padova ma, essendo figlio illegittimo del nobiluomo Beolco, venne spedito, forse appena nato, proprio dove la nonna paterna aveva dei possedimenti, a Pernumia , che sarà la sede del prossimo Festival "Il Ruzantiano".

La manifestazione si svolgerà da lunedì prossimo, 21 luglio, al 2 agosto, e toccherà anche Abano Terme, Arquà Petrarca e Formia. «Dopo tanto parlare - ha spiegato l'assessore provinciale Flavio Manzolini - ecco che parte il Festival dedicato a Ruzante, per sottolineare le nostre radici e le nostre tradizioni. Ruzante ci ha lasciato un marketing territoriale».

Il progetto, iniziato anni fa, vede finalmente la luce ed ha l'obiettivo di dar risalto ad un autore teatrale padovano di primissimo piano. «È una ricchezza che valorizziamo poco - ha detto il regista e direttore artistico del Festival, Simone Toffanin - e con questo festival, vogliamo mescolare più appuntamenti, sia teatrali che di approfondimento». Infatti, prima di ogni spettacolo, con inizio alle 21,15 (biglietto 8 euro), alle 18 si terranno conferenze-dibattiti per approfondire i testi e la lingua ruzantiana, con la partecipazione di attori ed esperti (ad ingresso libero).

Anche Formia ospiterà due spettacoli del Festival (martedì 29 e mercoledì 30 luglio), perché è una città dove da più di 15 anni si recitano i testi di Ruzante, con adattamenti linguistici e musicali di grande interesse. «La peculiarità del Festival - ha continuato Toffanin - è proprio il gemellaggio con Formia». Le tappe avranno inizio proprio a Pernumia perchè le origini e il patrimonio teatrale che è di tutto il Veneto, partono da qui. «Ruzante - ha fatto seguito l'assessore di Pernumia , Nicoletta Montin - ha messo in scena il mondo dei nobili e dei contadini, ha colto tutti gli aspetti della vita dell'uomo, ha inventato il teatro moderno».

Il via dunque a Pernumia , lunedì, a Villa Maldura: dopo l'apertura alle 18, ci sarà la rappresentazione di "Ruzantimando" di Nino Fausti con la compagnia del "Te.A.R" di Formia, un libero adattamento da "Primo parlamento de Ruzante, il reduce" e "Secondo Parlamento de Ruzante, Bilora". Domenica 27 luglio, sempre a Pernumia a Villa Maldura, sarà la volta de "I dialoghi in lingua rustica" nell'allestimento di "Cast Teatro" per la regia di Simone Toffanin. Venerdì primo agosto, la tappa sarà ad Abano, al parco della Magnolia, ancora con "I dialoghi in lingua rustica", preceduti al Kursaal, dall'incontro pomeridiano. Sabato 2 agosto, ad Arquà Petrarca il festival si concluderà in Veneto, in piazza Petrarca, con il medesimo spettacolo, preceduto dall'incontro in Biblioteca, alle 18.
Ines Thomas

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Giovedì 17 Luglio 2008
Ancora un rinvio del processo per ...

Ancora un rinvio del processo per il presunto traffico illecito di rifiuti avvenuto nel periodo compreso dal 2003 al 2005 tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, che ruota attorno all'attività delle società C&C e Digamma di Mestre, con impianti a Malcontenta di Mira (Venezia) e a Pernumia (Padova). Il Tribunale di Venezia è sovraccarico di lavoro e tutti i giudici, già occupati in altri processi, non sono in grado di impegnarsi in un dibattimento che si preannuncia particolarmente lungo e complesso vista la materia e il numero degli imputati, ben ventitrè. E così, dopo una serie di differimenti intervenuti nei mesi scorsi perché tutti i magistrati inizialmente designati a far parte del collegio giudicante sono risultati incompatibili (essendosi già pronunciati sul caso in sede di riesame) ieri mattina il Tribunale presieduto da Lucia Bartolini ha disposto un ulteriore rinvio al prossimo 24 settembre, in attesa che venga applicato un nuovo giudice appositamente per questo processo. Nel frattempo si sono già prescritti i primi reati contravenzionali: l'attuale normativa, infatti, prevede che gran parte delle violazioni relative al trattamento dei rifiuti debbano essere perseguite entro cinque anni dalla commissione del reato. Un termine davvero esiguo, tenuto conto della difficoltà delle indagini in questa materia. Altri reati si prescriveranno il prossimo anno: l'unica imputazione per cui vi sarà tempo di celebrare il processo è quella di traffico illecito di rifiuti, che viene contestata agli imputati principali.

L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giorgio Gava e denominata "Mercante di rifiuti", nel marzo del 2005 aveva portato in carcere sei persone, tra cui il titolare della C&C, il trevigiano Maurizio Cappelletto, 50 anni, di Montebelluna, il quale lo scorso anno ha preferito patteggiare tre anni di reclusione. Assieme a lui scelsero il patteggiamento altri otto imputati, ma le pene per tutti sono state condonate sulla base dell'indulto del 2006.

Secondo l'ipotesi d'accusa formulata dal pm Gava, ingenti quantità di rifiuti industriali nocivi sono state utilizzate, in violazione della legge, come materia prima per conglomerati cementizi, e quindi impiegate in numerosi cantieri, tra cui quello di Arino di Dolo per la realizzazione dei lavori alla linea ferroviaria dell'Alta velocità, e quello per il cavalcavia Camerini di Padova, messi sotto sequestro nel marzo del 2005 dalla Guardia Forestale assieme agli impianti e gli automezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti. Nel conglomerato cementizio utilizzato nei lavori sono risultati superati i limiti di idrocarburi pesanti, nichel, rame e altre sostanze tossiche.
Gianluca Amadori

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Mercoledì 16 Luglio 2008
LA SETTIMANA ROCK

Molti i live in città e provincia. Stasera ai Giardini Sospesi (Arci), al Bastione Santa Croce in via Marghera 44, alle 22, ci sono i trevigiani Cotrino.Ato.Amiolo, a metà tra la musica d'autore e il teatro musicale. Sempre stasera, ma al Chiosco (Csen) di via Ariosto 10 si recupera alle 21 il live di Gail Muldrow, la chitarrista blues già al fianco di Sly & The Family Stone, Jerry Garcia, Chaka Khan e Prince, dopo che la data del 15 giugno era saltata per il maltempo. Si salta poi direttamente a venerdì, quando ai Giardini Sospesi (Arci) si esibisce il teatro canzone dell'Officina Francavilla e Filippo Tognazzo, nel loro spettacolo "L'ammazzacaffè", e al campo sportivo di Pernumia si apre il "Metal On Earth Festival" (gratuito), tutto dedicato ai gruppi italiani. Faranno da capofila alla serata i genovesi Necrodeath, la cui musica è un violento connubio tra thrash e black metal. Prima si loro si esibiranno Hemdale, Brainless, Murder Machine, Claustrophobia. Sabato sera, ancora ai Giardini, l'Associazione Musicale Strummer presenta la "Strummer Night" con l'electro dei Thegheio, il rock dei The Night Rabbit dept. e l'indie dei Re-Verbero, mentre alla Festa dell'Unità di Abano Terme, dopo la proiezione alle 21 del documentario "La Mal'ombra" ci sarà il concerto della Piccola Bottega Baltazar con il suo raffinato melange di canzone d'autore, folk, gipsy jazz, suggestioni mediterranee, chansonnier francesi. Sabato prosegue a Pernumia il "Metal On Earth Festival" con la più importante thrash metal band italiana, i milanesi Extrema, noti anche per la collaborazione con gli Articolo 31, come stella della serata, preceduta sul palco da Knife, G.O.D., Inversion, Oltrezona. Domenica il "Metal On Earth Festival" continua con i livornesi Strana Officina, preceduti da Twinspirits, Ivory Moon, Label Steel, Aesacus e dal nuovo fenomeno mediatico Fratello Metallo, un vero frate che ha deciso di coniugare fede e metal. Ma il concerto della settimana è a Piazzola sul Brenta, sempre domenica: arrivano i padri del trip hop Massive Attack, nella loro unica data nel Nordest che vede il ritorno sul palco di Grant Marshall, meglio noto come Daddy G, a fianco di Del Naja dopo alcuni anni di assenza. Sempre domenica altro notevole concerto, ma a Vigonza, al Castello dei Da Peraga, dove "Cantieri d'arte" offre l'indie degli emiliani Julie's Haircut, innamoratisi del kraut rock anni 70, Malazeta e Humanature.Renzo Stefanel

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Domenica 13 Luglio 2008
Pernumia
(O.M.) È un consiglio ...

Pernumia
(O.M.) È un consiglio comunale mutilato quello di Pernumia . Ad ogni seduta lo scontro si fa sempre più acceso tra minoranza ed il sindaco, Giovanni Magarotto, e i consiglieri d'opposizione abbandonano l'aula. Non ha fatto eccezione, l'ultima seduta, svoltasi l'altra sera. Il primo cittadino ha aperto il consiglio la seduta con una comunicazione.

Riguardava la prima udienza, svoltasi lo scorso 9 luglio alla sezione staccata di Este del tribunale civile di Padova, riguardante la causa di compravendita del terreno di via Vallerea e il restauro di villa Griffey. Reso noto che il giudice si è riservato di decidere sulla eccezione sollevata dai legali della società pubblico - privata Urbania e dell'immobiliare Sirio, i quali hanno sostenuto che la competenza dovrebbe essere del Tar, Magarotto è passato al successivo argomento. Lucio Conforto, consigliere di minoranza e presidente di Urbania ha chiesto d'intervenire. Negato. Il sindaco ha cominciato ad alzare il tono della voce - ricorda l'esponente dell'opposizione - e questo è un modo poco civile e democratico di gestire un consiglio comunale. Pertanto con il mio gruppo ho deciso di lasciare l'aula. La difesa di Magarotto è decisa e giustifica così la sua decisione di non lasciare spazio all'intervento di Conforto. La mia era una semplice comunicazione che non prevede repliche. Conforto voleva sollevare la questione connessa al legale che difende il comune: Ferdinando Bonon. Un problema che gli esponenti della minoranza - continua Magarotto - l'avevano già precisato in una nota già depositata al protocollo. Nelle lettera si sostiene che Bonon mi ha difeso in una causa privata che non si è ancora conclusa. Invece la mia difesa era affidata ad Emanuele Fracasso e si è conclusa con assoluzione piena in appello. Tanto basta. Il consiglio si chiuso con l'abbandono dell'aula anche dei due fuoriuscita dalla maggioranza, Silvano Piovan e Giorgio Pranzato. Ai due è stato impedito di leggere una nota nella quale dichiaravano di voler devolvere il loro gettone di presenza all'associazione Crogiolo giovani per il sociale di Pernumia. Al no opposto dal sindaco sono usciti gridando non c'è democrazia in questo consiglio".

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Giovedì 10 Luglio 2008
PERNUMIA. PRIMA UDIENZA DELLA CAUSA SULLA COMPRAVENDITA
Villa Griffey, scontro in consiglio

Pernumia (O.M.) La prima udienza, tenutasi ieri alla sezione staccata di Este del Tribunale Civile di Padova, relativa alla causa della compravendita del terreno di via Vallerea e il restauro di Villa Griffey di Pernumia si è conclusa con un rinvio. I legali della società pubblico-privata Urbania e dell'immobiliare Sirio hanno sollevato il difetto di giurisdizione. In tal modo hanno chiesto che sia il Tar ad occuparsi delle vicenda giudiziaria. Il giudice si è riservato di decidere. Intanto si annuncia un nuovo scontro in consiglio comunale convocato per oggi. I consiglieri di minoranza, fra cui l'ex sindaco Lucio Conforto, chiamato in causa dall'attuale sindaco Giovanni Magarotto proprio sulla compravendita del terreno dell'ex campo sportivo, hanno chiesto la convocazione urgente del consiglio comunale per discutere dell'affidamento dell'assistenza legale a Ferdinando Bonon. Avvocato di fiducia del sindaco. Si tratta, però, dello stesso legale che una decina di anni fa ha patrocinato un'altra causa di Magarotto. L'opposizione vuole vederci dentro e sapere se Bonon stia difendendo ancora il primo cittadino di Pernumia . I rappresentanti della minoranza inoltre sostengono che la delibera con la quale è stato affidato l'incarico non ha la copertura finanziaria.

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Mercoledì 9 Luglio 2008
Bassa Padovana
Il primo Pati ...

Bassa Padovana
Il primo Pati (Piano di assetto del territorio intercomunale) è giunto a chiusura. Si tratta del documento che - da un punto di vista tecnico - definisce le linee strategiche per la pianificazione coordinata dell'ambito territoriale omogeneo del "Conselvano" che interessa i comuni di Due Carrare, Pernumia, Cartura, Bovolenta, San Pietro Viminario, Terrassa Padovana, Conselve, Tribano, Arre, Candiana, Bagnoli di Sopra, Agna e Anguillara Veneta. Ciò significa che ora i suddetti comuni potranno organizzare il proprio calendario del consiglio comunale per andare in adozione, per l'appunto, del Pati che - come noto - prevede la copianificazione in collaborazione con Provincia e Regione su diverse tematiche di carattere sovracomunale. La notizia è stata ufficializzata ieri a palazzo Santo Stefano. "E' proprio il caso di dire che si passa dalle parole ai fatti - esordisce Stefano Peraro, assessore provinciale - La settimana scorsa è stato chiuso il Pati del conselvano e per fine luglio andremo a chiusura di quello del "medio Brenta" e della "saccisica". Entro settembre, poi, sarà la volta dell'area metropolitana di Padova, del "monselicense", dell'"estense" e del "montagnanese". Entro ottobre toccherà al "camposampierese" ed entro fine anno ai "colli euganei". "Per questa data - aggiunge Peraro - sarà così attuata tutta la pianificazione intercomunale del territorio, tanto più che il Pati permette una valorizzazione della competitività di ogni comune. E grazie al Pati si attua il piano strategico della Provincia che andrà a definire il ruolo di Padova e della sua provincia nella costruzione del Terzo Veneto".

Presente anche Renzo Marangon - assessore regionale all'Urbanistica - che ha sottolineato come la provincia di Padova abbia un ruolo pilota nella nostra regione, e ha annunciato per la prossima settimana "la presentazione della prima carta di pianificazione territoriale del Veneto che comprende le norme per un uso razionale del territorio".
Pierpaolo Spettoli

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Sabato 5 Luglio 2008
Pernumia La Provincia ha disposto ...

Pernumia La Provincia ha disposto l'avvio della bonifica esterna dell'area della C&C di Pernumia , l'azienda di proprietà di Fabrizio Cappelletto che produceva conglomerati cementizi con materiale tossico nocivo. L'intervento segue un'indagine del Corpo Forestale dello Stato che smascherò l'attività illecita dell'azienda di via Casette e che il 21 marzo 2005 appose i sigilli all'azienda. I consiglieri provinciali Paolo De Marchi (Verdi) e Roberto Magnarello (Rifondazione) il 30 giugno hanno presentato l'ennesima interrogazione a Palazzo Santo Stefano per sollecitare la soluzione del problema. Il documento accusava la giunta provinciale di non aver fatto nulla per bonificare la C&C. L'assessore all'Ambiente Roberto Marcato ha ora deciso di scrivere il capitolo che mancava sulla vicenda della C&C, ripercorrendo l'attività svolta dall'istituzione di palazzo Santo Stefano.

"La bonifica esterna dell'area la farà la Provincia - annuncia - anche se l'intervento sarebbe di competenza dell'amministrazione comunale. Ci faremo quindi carico degli oneri di smaltimento dei rifiuti esterni ai capannoni. L'operazione è in fase di appalto e comporterà una spesa di circa 550mila euro".

"L'ente provinciale - ricorda l'assessore - ha assegnato l'incarico per le indagini di caratterizzazione dei rifiuti ospitati all'interno del capannone. Il costo è di circa 85mila euro. In data 11 aprile 2006 è stata inviata una nota al Ministero dell'Ambiente e alla Regione, con la quale si chiedeva un intervento urgente. Il 28 febbraio 2008 veniva ulteriormente richiesto l'intervento della Regione per erogazione di finanziamenti per il ripristino ambientale del sito. Il successivo 13 marzo è stata presentata la richiesta di intervento straordinario da parte della Regione. La richiesta è stata inviata per conoscenza anche ai capigruppo consiliari".

Così conclude Marcato: "Le accuse dei consiglieri provinciali di minoranza Paolo De Marchi e Roberto Magnarello sono infondate. La Provincia di Padova si è sempre attivata sia direttamente, sia tramite prese di posizioni presso il Ministero e la Regione per ricercare finaziamenti e risorse per smaltire i rifiuti della C&C. Come apparte dalla documentazione agli atti, la Regione non mai risposto alle sollecitazioni della Provincia, mentre il Ministero ha espresso parere negativo alla rchiesta. Ad ogni buon modo non si può non rilevae che anche dei consiglieri provinciali possono sbagliare, spoecie se non si rivolgono agli ufici giusti".
Orfeo Meneghetti

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Venerdì 20 Giugno 2008
GRANZE
Protezione civile in campo esercitazione di rischio idraulico

Granze. (F.G.) Sono una settantina i volontari della Protezione civile, appartenenti a dieci gruppi della Bassa padovana, che saranno impegnati domenica in una esercitazione riguardante il rischio idraulico. Dalle 9.30 del mattino fino a sera verrà simulata a Granze una piena del fiume Gorzone, che porterà all'evacuazione di una decina di residenti della località Lavacci. Alla simulazione parteciperanno anche i mezzi ed il personale di soccorso della Croce rossa italiana. Il campo base verrà allestito nel campo sportivo della chiesa parrocchiale di Granze, mentre l'esercitazione vera e propria si svolgerà nelle vie Gorzone e Diaz. Saranno presenti i volontari di Granze, Este, Sant'Elena, Villa Estense, Boara Pisani, Stanghella, Monselice, Solesino, Vescovana e Pernumia . Le attività in programma prevedono il monitoraggio dell'argine, l'utilizzo delle motopompe e delle motoseghe, l'individuazione e l'arginatura dei fontanazzi, il contenimento arginale e l'evacuazione di civili in emergenza medica.

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Venerdì 20 Giugno 2008
Battaglia Terme Teatro, musica e mostre per cultura e per denunciare i problemi ambientali

(E.M.) Una tre giorni di teatro, musica e mostre per promuovere la cultura, ma anche per denunciare gravi problemi ambientali come quello della C&C di Pernumia . L'evento, organizzato dai ragazzi dell'associazione La Vespa, si terrà oggi, domani e domenica e durante i tre giorni verrà allestita una mostra inedita sulla fabbrica dei velini di via Granzette. Si inizia stasera, alle 21, con uno spettacolo teatrale per il no al Dal Molin e si chiude la serata con il cantautore Gianluca Massaroni. Sabato sarà presente dalle 16.30 Don Albino Bizzotto e alla sera sono previsti concerti di gruppi emergenti. L'evento si concluderà domenica a partire dalle 16.30 con concerti e spettacoli musicali. Altre informazioni sono disponibili su www.lavespa.biz. «Durante i tre giorni sarà possibile vedere con i propri occhi la situazione di allarme della C&C spiegano gli organizzatori gli abitanti di Battaglia, Due Carrare e Pernumia sono costrette a vivere con la paura di un ecomostro che ospita 52 mila tonnellate di rifiuti tossico-nocivi in una struttura completamente fatiscente e dagli odori nauseabondi».

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Mercoledì 11 Giugno 2008
Codevigo
(Fe.Be.) L'amministrazione ...

Codevigo
(Fe.Be.) L'amministrazione del sindaco Graziano Bacco ha accettato le dimissioni del segretario comunale e direttore generale Salvatore Marino . Codevigo esce così dalla convenzione, stipulata nel 2003, con i comuni di Stanghella, San Pietro Viminario e Pontelongo, per la gestione del servizio di segretria. Lo stesso Marino , già durante la campagna elettorale, si era reso disponibile a presentare le dimissioni nel momento in cui venisse nominato il sindaco, in modo tale da lasciare alla nuova giunta la massima libertà nello scegliere se continuare o meno la collaborazione.

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Mercoledì 21 Maggio 2008
Monselice
Le nuvole che coprono ...

Monselice
Le nuvole che coprono il colle della Rocca a Monselice sono il segnale delle precipitazioni atmosferiche. Una situazione che dura ormai da sabato. La pioggia è caduta abbondantemente. I contadini che vivono sotto la Rocca hanno manifestato inizialmente la loro soddisfazione. Ora che si sono formati tanti piccoli specchi d'acqua nei terreni la situazione comincia a destare qualche preoccupazione. I canali sono gonfi d'acqua color marrone a causa del trascinamento della terra e del fango. Si teme la tracimazione nei punti maggiormente a rischio. In via Rovigana gli scantinati di alcune abitazioni sono stati allagati. La situazione è stata risolta dagli occupanti dei vari edifici che hanno liberato gli immobili con l'ausilio di scope, secchi e stracci. I volontari della Protezione Civile di Monselice sono fuori con i loro mezzi da alcuni giorni. «Stiamo presidiando la zona di San Cosma - afferma l'assessore Giuseppe Rangon - e poi le vie che si trovano a nord est del territorio comunale: Piave, Cavallino, Pernumia e Muraglie. Inoltre continua il monitoraggio in via Beato Liviero dove domenica scorsa siamo dovuti intervenire con le pompe per rimuovere l'acqua che aveva invaso la sede stradale».

La situazione rischia di provocare le tracimazioni di fossi e canali. In taluni casi l'acqua scorre con difficoltà perché non è stata fatta la manutenzione delle rive. «Tutte le squadre, a turno sono, impegnate per gestire l'emergenza - aggiunge Rangon -. Inoltre come sede del distretto della Protezione civile siamo pronti a correre in auto degli altri comuni associati con mezzi e personale». Interventi sono stati effettuati dai volontari delle sezioni di Solesino e Pernumia come spiega il coordinatore del distretto delle Protezione civile Bassa Padovana, Silvio Francescon: «Il gruppo di volontari è intervenuto in un quartiere fuori del centro storico di Solesino e poi anche a Pernumia in via Trinità dove si era formato un invaso d'acqua che rischiava di creare qualche problema alla viabilità. Comunque tutti i gruppi sono allertati e continuano a monitorare la situazione». Le preoccupazioni di Francescon sono proiettate ai prossimi giorni: «I nostri canali raccoglieranno l'acqua che scenderà dall'area del vicentino e sarà rilevante. Una situazione che dovrà essere controllata costantemente. In queste ore sono oggetto di verifica i livelli dei canali a Battaglia, all'Arco di mezzo ed a Pernumia all'Acqua nera altro importante snodo del deflusso delle acque del territorio del Monselicense». A Pozzonovo invece il sindaco, Flavio Girotto, tira un sospiro di sollievo. Gli interventi alla rete di deflusso delle acque piovane, realizzati negli ultimi mesi hanno retto bene alle abbondanti precipitazioni di questi giorni. Non ci sono stati problemi alla viabilità nelle zone sinora a rischio di tracimazione degli scoli del territorio comunale.
O.M.

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Mercoledì 14 Maggio 2008
Pernumia
(o.m.) Le acque già ...

Pernumia
(o.m.) Le acque già agitate della vigilia si stanno trasformando in mareggiata. A Pernumia, oggi alle 20,30, si annuncia un consiglio comunale "caldo" per il sindaco Giovanni Magarotto e la sua giunta. Le prime avvisaglie ieri mattina. I carabinieri della stazione di Monselice sono entrati, intorno a mezzogiorno, nell'edificio di piazza Ruzzante. I militari dell'Arma hanno risposto alla pressante richiesta del consigliere di maggioranza Silvano Piovan al quale era stato negato il diritto di accedere ai documenti contenuti nelle cartelle dei punti inseriti all'ordine del giorno del consiglio comunale. L'esponente della maggioranza racconta: «È una mia consuetudine recarmi in Comune per chiedere dei documenti relativi ai punti in discussione durante la seduta, ed è una collaborazione che chiedo in virtù del fatto che svolgo un'attività lavorativa, che talora mi porta anche lontano da Pernumia. La copia degli atti mi consente, quando ho un attimo di tempo libero, di leggerli. Ieri invece mi sono trovato davanti ad un autentico muro di gomma». È furioso Piovan: «Il segretario comunale era assente e l'impiegata non ha voluto sentir ragioni. Ha opposto un secco rifiuto alla mia richiesta di avere le copie dei documenti e mi ha offerto un angolo della sua scrivania per prendere appunti. Naturalmente sotto la sua stretta sorveglianza. Inaudito. A questo punto ha avvertito i carabinieri». Ma la situazione non si è sbloccata: «Le copie dei documenti non le ho ricevute. È stato redatto un verbale dell'accaduto da parte dell'agente della polizia locale di Pernumia. Sono stati calpestati i più elementari diritti di un consigliere comunale ad esercitare la sua funzione. Sarò presente in consiglio e fin da ora voterò contro tutti i punti che sono stati messi all'ordine del giorno».

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Sabato 10 Maggio 2008
PERNUMIA. GIOVANNI MAGAROTTO GIUDICA DURAMENTE IL MANCATO COMPLETAMENTO DEI LAVORI
Villa Griffey, il sindaco annuncia una nuova causa
Pernumia
"Villa Griffey è un altro pasticcio. Pertanto entro pochi giorni apriremo una nuova causa perché sia fatta piena luce anche su questa vicenda". Ad affermarlo è il sindaco di Permunia, Giovanni Magarotto, che si è già visto convocare per la prima udienza della causa che ha intentato con contro i rappresentanti della società Urbania Spa, per la vicenda legata alla cessione del terreno dell'ex campo sportivo di Permunia.

La società (51\% a capitale pubblico, 49\% privato) che ha sede a San Pietro Viminario rivendette il terreno a privati. Un'operazione che ad avviso di Magarotto si configurava come una speculazione. Pertanto il primo cittadino di Pernumia non ha perso tempo ed è ricorso alla magistratura. Il 7 luglio la prima udienza in tribunale ad Este. Sul lotto si affaccia villa Griffey, un immobile di importante valore architettonico. Un progetto di recupero e ristrutturazione dell'immobile venne approvato dall'amministrazione comunale. La stessa per realizzare l'opera ottenne un finanziamento da parte della Comunità Europea di 1 milione e 100 mila euro. L'appalto per realizzare l'opera venne affidato a Urbania. Il tempo fissato per completare l'intervento venne fissato in cinque anni.

"In questo periodo - aggiunge Magarotto - i lavori non sono stati completati. La villa versa in condizioni disastrose. Tuttavia si apre un importante questione. Urbania Spa sembra impossibilita a impegnare nuovi soldi nella realizzazione dei lavori. La Regione che deve liquidare il finanziamento comunitario attende il rendiconto e il collaudo dell'opera per versare alle casse comunali i 600 mila euro che attende la società che ha in appalto l'opera. La situazione è in stallo. L'edificio rischia di cadere a pezzi. L'amministrazione comunale non è più disposta a sopportare altri ritardi nella realizzazione dell'opera. Inoltre è a rischio il finanziamento comunitario".

Preoccupa anche il costo del progetto. "Urbania non ci ha ancora comunicato se intende un rinnovo della concessione quinquennale scaduta opporre intende consegnarci l'opera com'è. Inoltre - dice Magarotto - sembra che il costo dell'opera sia lievitato a 2 milioni e 100".
Orfeo Meneghetti

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Venerdì 9 Maggio 2008
PERNUMIA La speculazione edilizia targata "Urbania" sull’ex campo sportivo mette in moto gli investigatori della Guardia di Finanza
Condomini venduti senza agibilità comunale
Bloccati i lavori di ristrutturazione di Villa Griffey: controversia sul finanziamento regionale non ancora erogato

Pernumia 
La tormentata vicenda dell'acquisizione del campo sportivo di Pernumia si allarga a macchia d'olio e ora investe villa Griffey.

La vicenda prende avvio nel 2003. Il terreno di via Vallarea, ex campo sportivo, viene privatizzato e s'avvia un processo di lottizzazione edilizia. Dal verde originario si passa al cemento. Vengono costruiti due grandi condomini, per un totale di 56 appartamenti, divisi da una piazzetta su cui si affaccia lo storico edificio di villa Griffey.

Sul terreno, ceduto dal Comune alla società Urbania Spa, a capitale pubblico per 51\% e 49\% privato, si innesta così l'operazione speculativa. Urbania Spa acquista il lotto a 91.620 euro e lo rivende a due società immobiliari, Siro Costruzioni Srl con sede Monselice e Vittoria Srl di Este, per un importo complessivo di 1 milione 400 mila euro.

Da tale situazione prendono avvio una causa civile nei confronti degli amministratori di Urbania e una verifica della Corte dei Conti. Intanto sette alloggi sono stati ceduti a privati cittadini. Tuttavia le costruzioni immobiliari non sono in regola con l'agilità che deve essere rilasciata dal Comune. La ragione discende dal fatto che non sono stati completati alcuni lavori della piazzetta (illuminazione esterna e pavimentazione).

Nello stesso progetto di riqualificazione dell'area era stata avviata la ristrutturazione della villa. Anche in questo caso i lavori sono stati affidati ad Urbania. La vicenda giudiziaria apre un nuovo filone che riguarda villa Griffey. Qualche giorno fa in municipio a Pernumia si sono presentati i militari della Guardia di Finanza che hanno acquisito gli atti relativi all'intervento che doveva essere eseguito sulla villa. I lavori non sono ancora ultimati, come ha sostenuto recentemente l'amministratore delegato di Urbania, Gianni Belluco. Tuttavia i collaudatori nominati dalla Regione sembra abbiamo certificato da tempo il collaudo dell'opera.

La situazione si complica ulteriormente. Infatti il Comune ha già erogato circa 500 mila euro alla società Urbania per eseguire i lavori. «La società con sede a San Pietro Viminario non intende proseguire i lavori sino a quando la Regione non verserà nelle casse della Spa - afferma l'assessore al bilancio, Lucio Fortin - l'ultima tranche del finanziamento che ammonta a circa 600 mila euro. Ma la Regione per contro verserà il contributo nel momento in cui l'opera verrà completata definitivamente. Le preoccupazioni dell'attuale amministrazione riguardano le lettera sottoscritta dal ex sindaco Lucio Conforto che impegnava l'amministrazione a finanziare con le casse comunali l'eventuale copertura di spesa che si sarebbe resa necessaria per il completamento dei lavori. L'attuale amministrazione comunale intende collaborare con l'autorità giudiziaria che sta indagando sui lavori di villa Griffey».
Orfeo Meneghetti

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Sabato 3 Maggio 2008
Pernumia (o.m.) La cessione ...

Pernumia
(o.m.) La cessione dell'area dell'ex campo sportivo di via Vallerei a Pernumia è sempre stata tormentata. Ora lo è anche il complesso immobiliare che vi è stato edificato. Qualche settimana fa un esposto è stato depositato alla Procura di Padova dal sindaco, Giovanni Magarotto. La finalità è quella di chiedere l'intervento del magistrato per fare prima luce sulla cessione degli immobili. La decisione di Magarotto è stata assunta senza che ne fossero informati i consiglieri comunali. Un'azione duramente criticata dall'esponete della minoranza, Silvio Francescon il quale afferma: «Non è accettabile che notizie di tale gravità, - afferma - con contenuti complessi e tanto importanti non vengano discusse prima in consiglio comunale. La questione dev'essere, quindi, inserita all'ordine del giorno di una seduta consiliare straordinaria, da convocare subito». La convocazione del consiglio può essere richiesta da almeno tre consiglieri comunali. Francescon, però, che l'unico rappresentante del suo gruppo e quindi chiede l'appoggio di altri componenti del consiglio.

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Sabato 3 Maggio 2008
Due Carrare L'appello del sindaco Sergio Vason: «La C&C va bonificata al più presto»

Due Carrare - (o.m.) Allarma lo stato di inquinamento delle acque del canale Vigenzone a Due Carrare, un corso d'acqua che gli imprenditori agricoli della zona utilizzano per irrigare le colture. La preoccupazione è stata espressa dal sindaco, Sergio Vason, il quale sospetta che la situazione sia determinata dall'acqua piovana che continua a dilavare la superficie esterna della C&C, la fabbrica che realizzava conglomerati cementizi con materiali tossiconocivi. Materiale che è stato steso in quantità rilevante sulla superficie esterna dell'azienda. Nonostante le prese di posizione dei sindaci di Pernumia , Battaglia Terme e Due Carrare, Regione e Provincia non hanno provveduto ancora a finanziare l'intervento. Un problema che ormai sta generando allarme tra la popolazione. Inoltre all'interno dell'azienda c'è un'autentica bomba ecologica. Infatti nel capannone impiegato dalla C&C. sono contenute 20 mila tonnellate di materiale tossico nocivo. «Il problema C&C deve essere avviato a soluzione - afferma il primo cittadino di Due Carrare - e chiedo l'impegno dei miei collegi sindaci di Pernumia e Battaglia. Viviamo sullo stesso territorio minacciato da una bomba ecologica, è venuto il tempo di rompere gli indugi, non possiamo più aspettare. Nei prossimi giorni chiederò la disponibilità degli altri due sindaci per concordare una data per un incontro. Alla riunione porterò alcune proposte per la bonifica della C&C».

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Venerdì 11 Aprile 2008
PERNUMIA. CINQUE CONSIGLIERI VIA DALL’AULA
Il bilancio approvato tra i veleni

Pernumia
Il bilancio di previsione di Pernumia passa: dieci voti a favore, un astenuto, Luciano Simonetto, uno contrario, Silvio Francescon e cinque consiglieri, tre di minoranza e due di maggioranza, che lasciano l'aula. La giunta di Giovanni Magarotto ha retto, ma la situazione al suo interno si complica. La posizione dei due dissidenti, Giorgio Prandato e Silvano Piovan sta scavando un fossato all'interno del gruppo che regge le sorti politiche di Pernumia. I due sono in rotta di collisione con il gruppo che sostiene il sindaco di Magarotto

«Volevamo risposte precise da parte del sindaco su alcuni aspetti legati al bilancio - sbotta Prandato - in particolare sulla riduzione degli stanziamenti per i servizi sociali, sulla possibilità di ridurre l'Ici che è al 5,5 per mille. Nessuna risposta ci è stata fornita dall'amministrazione comunale. Gli investimenti sono solo delle pie intenzioni, visto che il bilancio potrà garantire la gestione ordinaria. Quindi abbiamo deciso di sottoscrivere un accordo con i rappresentanti del centro sinistra in chiaro dissenso con l'amministrazione comunale».

Il sindaco Giovanni Magarotto difende il suo bilancio: «Non abbiamo aumentato le tasse comunali, gli investimenti ammontano a 500 mila euro e riusciremo a dare risposte concrete alla popolazione».

Durissima la critica di Paolo Merlo, capogruppo dell'opposizione di centro sinistra: «L'impegno verso la popolazione della giunta Magarotto si misura sulla nostra proposta, respinta, di aumentare la detrazione che dovrebbe passare da 144 a 200 euro. Mentre le spese per gli assessori sono passato dai 42 mila e 600 del 2007 ai 44 mila di quest'anno. E un comune come Pernumia ha ben sei assessori. Uno spreco!». Anche Luciano Simonetto è molto critico sul bilancio: «L'Amministrazione non è riuscita a costruire nemmeno un pista ciclabile». Infine Silvio Francescon ha chiesto di istituire una commissione per risolvere il problema dell'azienda C&C.
Orfeo Meneghetti

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Mercoledì 19 Marzo 2008
PERNUMIA/BATTAGLIA

Pernumia -Battaglia Terme. (E.M.) La bomba ecologica della C&C approda a Striscia la Notizia. Nin per il problema dei rifiuti da smaltire ma solo perchè l'ex responsabile dell'azienda di via Granzette, Fabrizio Cappelletto, ha deciso di seguire le orme di Wanna Marchi e del mago Donascimiento. Proprio come loro ha messo in piedi un'attività di cure decisamente alternative. Cappelletto è infatti il titolare di www.radio-estesia.it , un sito che promette guarigioni miracolose grazie alla pranoterapia e alla radioestesia. A denunciare il fatto nel novembre 2007, è stato il gruppo ambientalista La Vespa di Battaglia Terme. Nei giorni scorsi, in due puntate, Moreno Morello di Striscia, ha inviato una falsa ammalata da Cappelletto. La donna si è finta affetta da una forma tumorale e ha seguito le indicazioni del terapeuta che l'ha invitata ad acquistare una scatola della vita per ottenere la guarigione. Peccato che l'oggetto sia risultato una semplice scatola di cartone venduta su www.flowersoflife.it a soli... 480 euro.

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Mercoledì 19 Marzo 2008
CARBONERA
Una troupe e l'inviato di Striscia di nuovo dal "pranoradio guaritore"

Carbonera
Seconda puntata ieri sera a Striscia della vicenda relativa allo studio di "Radioestesia e pranoterapia" di Carbonera e al "pranoradio guaritore" trevigiano. Nel servizio andato in onda nel corso del tiggì satirico di Canale 5 è stata riportata l'incursione dell'inviato Moreno Morello nello studio di via Corridoni al civico 21.

Nella puntata precedente l'inviato aveva raccontato la visita di un "gancio": una ragazza che era andata dal guaritore di Carbonera chiedendo aiuto per una malattia. In quel caso il pranoradio guaritore aveva consigliato alla paziente di disporre nella propria abitazione la "Scatola della vita". Si tratta di un congegno, che, come ha svelato Morello è fatto di cartone: dovrebbe aiutare nella "pulizia energetica" e nella "bonifica ambientale". Il tutto al modico prezzo di listino di 560 euro.

Ma il "pranoradio guaritore" di Carbonera è un nome noto alle cronache, soprattutto a quelle padovane. È lui l'ex responsabile della "C&C" di Pernumia (nel Padovano), l'azienda coinvolta nello scandalo di qualche tempo fa dei fondi stradali tossici. L'uomo 50 anni originario di Montebelluna era finito anche in carcere per quella vicenda.

Ma da subito aveva iniziato a pensare al suo nuovo lavoro. Proprio in cella aveva iniziato a studiare la pranoterapia. Ed ora eccolo a Carbonera e a Striscia la notizia. La sua attività è visibile su www.radio-estesia.it , dove sono presentati anche molti presunti casi risolti di malattia.

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Domenica 24 Febbraio 2008
PERNUMIA-BATTAGLIA-DUE CARRARE Per smantellare 50 mila tonnellate di rifiuti tossici servono 12 milioni, 718 euro ad abitante
Bonifica "C&C", balletto di biblici ritardi
Andata deserta la gara indetta dalla Provincia per l’appalto del risanamento esterno. Tre sindaci sul piede di guerra

La struttura si trova in un'area a cavallo di tre comuni. Pernumia (3852 abitanti), Battaglia( 4154), Due Carrare (8700). Facendo i conti della serva, i 16.706 abitanti del territorio per garantire la copertura della spesa di bonifica dovrebbero versare 718 euro ciascuno, neonati compresi. Oltre al danno sarebbe la beffa. La pachidermia burocrazia continua a lasciare esposta al rischio sanitario la popolazione. Inoltre non sono da trascurare i danni rilevanti all'ecosistema locale.

Intanto sono paradossali le ultime vicende legate ai tentativi di bonifica dell'area esterna. «Due settimane fa la gara per l'assegnazione dell'appalto è andata deserta - afferma l'assessore provinciale all'Ambiente Roberto Marcato - perché nessuna ditta ha presentato un'offerta. L'importo a base d'asta era di 300 mila euro. L'importo è quello della fiudejussione versata alla Provincia dal titolare della "C & C" all'atto del rilascio della concessione per lo svolgimento dell'attività». Resta comunque il problema dei biblici ritardi. «I risultati della caratterizzazione realizzata attraverso i sondaggi del terreno hanno permesso di verificare percentuali e materiali inquinati presenti. I dati mi sono stati forniti solo in ottobre. Immediatamente ho girato la richiesta d'intervento urgente al ministro per l'Ambiente, Alfonso Pecoraio Scanio. La risposta è stata: non ci sono soldi. A questo punto la Regione dovrà mettere mano al portafoglio. La bonifica della "C & C." s'impone».

Il sindaco di Pernumia Giovanni Magarotto, che suo malgrado deve gestire la vicenda, visto che la ditta si trova nel suo territorio, è pronto ad aprire un tavolo con i colleghi di Due Carrare e Battaglia. «La proposta del sindaco di Pernumia di fare quadrato per disinnescare la bomba ecologica è certamente condivisibile - afferma il primo cittadino di Due Carrare, Sergio Vason - e l'ho invitato ad essere più incisivo. Ho proposto di andare in delegazione a Roma non appena si sarà insediato il nuovo Governo. È necessario mettere fine a quello che potrebbe trasformarsi in un disastro ambientale per la nostra zona».

Preoccupato il sindaco di Battaglia, Velia Bevilacqua. «Stiamo cercando di adottare delle soluzioni a livello locale. Non sarà facile, ma è giusto che cerchiamo di "sfangarci" da soli questo che è un problema che sembra non intessi a nessuno. Siamo pronti a mobilitarci ed a coinvolgere anche le popolazioni dei tre comuni. Non è pensabile che tre piccoli comuni come i nostri riescano a trovare una montagna di denaro per bonificare l'area. Non è stata una decisione di un sindaco la scelta di autorizzare l'insediamento dell'azienda in via Casette a Pernumia ».

Intanto c'è da registrare l'azione dei consiglieri provinciali Paolo De Marchi (Verdi) e Roberto Magnarello (Rifondazione Comunista), i quali hanno sollecitato una presa di posizione urgente e forte da parte dell'assemblea consiliare di palazzo Santo Stefano per aprire un tavolo di lavoro con la Regione, a cui partecipino le amministrazioni comunali interessate». Lo scopo è di rastrellare i finanziamenti necessari e avviare le procedure per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e la bonifica dell'area. Sollecitazione che si concretizzerà nella presentazione di una mozione in consiglio provinciale domani.
Orfeo Meneghetti

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Domenica 24 Febbraio 2008
Pernumia
Il 22 febbraio 2005 ...

Pernumia
Il 22 febbraio 2005 gli agenti del Corpo Forestale dello Stato chiudevano, apponendo i sigilli, la "C & C" di Pernumia . L'azienda produceva conglomerati cementiti utilizzando rifiuti tossico nocivi. In via Casette, dove aveva sede l'azienda, sono stoccate 50 mila tonnellate di materiale pericoloso. Altro materiale tossico nocivo fu steso nell'area tutt'intorno al capannone che ospitava la ditta. Una bomba ecologica. Per bonificare l'area è necessario un impegno finanziario che varia dai 10 ai 12 milioni di euro.

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Martedì 12 Febbraio 2008
PERNUMIA Torna a galla la questione della bonifica della "C&C", l’azienda che produceva conglomerati di cemento con rifiuti tossico nocivi
«Una bomba ecologica davanti la porta di casa»
Il consigliere Paolo De Marchi: il trasporto del materiale in una discarica speciale costa una enormità. Solo la Regione può farlo

Pernumia
Torna a galla con inutile ciclicità la questione della bonifica della C & C. di Pernumia . L'azienda produceva conglomerati di cemento con rifiuti tossico nocivi. L'intervento del Corpo Forestale dello Stato mise fine all'attività illecita.

In via Casette restano ammassate 50 mila tonnellate di rifiuti pericolosi. Il costo preventivato per il trasporto in una discarica speciale per il trattamento del materiale oscilla da 9 a 12 milioni di euro: una cifra enorme. Un onere che non può essere sostenuto dalle amministrazioni comunali e neanche dalla Provincia.

Con il denaro della polizza fidejussoria della C & C la Provincia riuscirebbe a smaltire solo il materiale tossico nocivo ammassato all'esterno e provvedere alla successiva sistemazione dell'area. La situazione preoccupa il gruppo dei Verdi. A farsene interprete è il consigliere provinciale, Paolo De Marchi, che afferma: "Tempo se ne è perso molto. Solo la protesta dei cittadini, dei comitati e la cocciutaggine di alcuni consiglieri comunali e provinciali hanno portato la Provincia, in un primo momento non disponibile ad alcun intervento diretto, ad attivarsi per la caratterizzazione e bonifica dell'area. Però - continua - ricordo le bocciature del presidente Vittorio Casarin ai miei emendamenti volti a impegnare parte del bilancio provinciale per dare soluzione al problema ambientale creato dalla C & C. Gli impegni economici decisi dalla Provincia sono insufficienti. Ai confini dei comuni di Battaglia Terme, Pernumia e Due Carrare c'è una vera e propria "bomba ecologica" che mette a rischio la tutela della salute dei cittadini e l'eco sistema ambientale".

La soluzione può venire solamente dalla Regione come sostiene l'esponente del Sole che ride: "Solo un intervento regionale può garantire la copertura dei costi per la bonifica" continua De Marchi che poi lancia una frecciata contro la giunta di palazzo Santo Stefano: "La Provincia, così solerte quando si tratta di chiedere finanziamenti per opere viarie - conclude - deve dimostrare altrettanta capacità di persuasione perché si finanzi una delle opere pubbliche più necessarie e urgenti della Bassa padovana: trasferire in discarica speciale i rifiuti pericolosissimi della C & C e bonificare l'area per dare sicurezza ai cittadini di questo territorio non è solo un impegno, un dovere ma prima ancora un obbligo".
O.M.

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Venerdì 1 Febbraio 2008
L'INTERVENTO

Il Sindaco di Abano ha avuto uno scatto di ribellione di fronte alla prospettiva, indicata nelle carte del PATI dell'area metropolitana di Padova, di realizzare 3 interventi, come la "direttissima"dalla curva Boston a v. Battisti, il collegamento tra le aree produttive di Abano e Montegrotto e la "gronda sud". Interventi che più che togliere, porterebbero traffico attorno al centro termale.

Sacrosanto, quasi incredibile; ma purtroppo una eccezione rispetto a chi, Provincia in testa, smania per sempre nuove infrastrutture. Dove resiste qualche brandello di paesaggio agrario, si può stare certi che su di esso pende una qualche micidiale spada di Damocle. Soprattutto attorno proprio alla città termale, e più in generale in tutta l'area ai piedi dei Colli Euganei.

Proprio in questi giorni questa spada si è minacciosamente abbassata su un sito strategico per l'immagine dei Colli e delle Terme: l'area della Mincana, all'uscita delle Terme Euganee. Si dà ormai per scontato, anche qui, un nuovo centro commerciale, uno dei più grandi del Veneto.

Chi esce adesso dall'autostrada, a parte la sciatta invasione di cartelli pubblicitari, si trova davanti a un tipico paesaggio euganeo (e quale miglior biglietto da visita per questo ingresso alle Terme e al Parco?), con villa Mincana e il suo contesto e sullo sfondo, dietro il Cataio, i profili dei rilievi collinari.

Forse fa troppo poco Nordest, meglio inserirci un po' di capannoni e negozi. E non solo. Proprio per quest'area (che qualcuno avrebbe voluto fosse inclusa nel Parco) deve passare la nuova autostrada parallela a quella esistente (è la "complanare", che da Padova sud arriva praticamente fin quasi Rovigo).

E poco più in là deve arrivare, col suo enorme svincolo sul canale Battaglia, il tratto finale della circonvallazione delle Terme (quella temuta dal sindaco di Abano). Squasserà, questo tratto, col suo tracciato principale e le varie diramazioni previste, quella anacronistica area agricola, prevalentemente a vigneto, che resiste subito a sud della città termale.

Ma in questo versante, e restando solo agli interventi di maggior rilievo, ci sono, su altrettante aree verdi, le spade di Damocle dei 150.000 mc a Monteortone, dei 200.000 di Regazzoni, dei 90.000 delle Valli Selvatiche (non è affatto scampato, purtroppo, neanche questo pericolo), dei 300.000 dei capannoni davanti a Ca' Grimani, tra Battaglia e Pernumia. Che se poi ci si sposta appena un poco più a sud, nel bel mezzo tra Monselice ed Este (che già stanno espandendosi l'una verso l'altra con le rispettive aree industriali) dovrà nascere, su una trentina di ettari, a saturare il tutto, il complesso del nuovo ospedale della Bassa (altri 400.000 mc).

Per non dire poi della fascia a ovest dei Colli, dove la nuova Pirubi sta già scatenando famelici appetiti (del resto non è stata pensata proprio per questo?). E avanti allora con nuove aree produttive e gli immancabili centri commerciali, magari camuffati da "Parco turistico ricettivo", come gli oltre 350.000 mq previsti all'uscita del nuovo casello di Lozzo.

Bisognerebbe allestire una grande mappa dove evidenziare con opportuni segnali luminosi tutte le nuove previsioni (che non sono certo solo quelle sopra citate). E bisognerebbe che ogni cittadino potesse vederle nel loro insieme e ragionarci su. Forse sarebbero in pochi a dar credito alla bella favola del nuovo Veneto che starebbe per affermarsi: il "Terzo Veneto", quello della cultura del paesaggio. Forse di fronte a quello che in realtà si sta profilando, più di qualcuno si iscriverebbe magari al "partito del no"!
Gianni Sandon
cons. Ente Parco Colli

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Domenica 27 Gennaio 2008
MONSELICE/PERNUMIA 
Lo propongono i consiglieri di minoranza nella manovra finanziaria regionale, insieme ad altre emergenze ecologiche
Dieci milioni per risanare l'area della famigerata C&C

Monselice/ Pernumia
(O.M.) I malumori all'interno della maggioranza in consiglio regionale stanno bloccando l'approvazione del bilancio di previsione regionale. La situazione non ha impedito però ai consiglieri della sinistra Arcobaleno, Nicola Atalmi, Gianfranco Bettin e Pierangelo Pettinò, di presentare una contro-manovra finanziaria in materia di ambiente. Una questione interessante per l'area del monselicense perché andrebbe a dar soluzione a due questione importanti: il risanamento della C & C di Pernumia e l'avvio di un'indagine sugli effetti sulla salute dei cittadini provocati dalla presenza di tre cementerie nel raggio di cinque chilometri.

Il consiglieri di minoranza propongono che siano stanziati 56 milioni di euro per le bonifiche per le discariche di rifiuti speciali "Tiretta" ed ex SEV, "Vaston" e "Ecodrojet"di Paese, nel trevigiano; all'area interessata dall'inquinamento di cromo esavalente di Tezze sul Brenta, Rosà, Cittadella e Galliera Veneta e all'area ex C&C di Pernumia . Per quest'ultimo caso è previsto uno stanziamento di 10 milioni. Qui la situazione dopo tre anni è ancora bloccata all'atto in cui l'azienda è stata posta sotto sequestro da parte del Corpo Forestale dello Stato. Il materiale tossico nocivo accatastato all'interno è rimasto al suo posto. E c'è il problema del degrado del capannone. L'area esterna doveva essere bonificata, ma si è assistito solo ad una "parata" di buone intenzioni, di cui è lastricato l'inferno, in questo caso quella della C&C.

Il secondo aspetto riguarda il finanziamento di indagini epidemiologiche sulle popolazioni attorno all'area dei cementifici di Monselice e Este. Un intervento richiesto a più riprese dalle associazioni ambientaliste, ma mai varato. Ancora un volta si caldeggia l'avvio dell'indagine ed a forza di riproporla è possibile che alla fine venga approvata.

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Venerdi' 25 Gennaio 2008
Francescon coordinatore di Protezione Civile

 

Bassa Padovana
(O.M.) Il nuovo coordinatore del distretto della Protezione civile della Bassa padovana è Silvio Francescon, 42 anni architetto. Nel 1987 ha svolto l'attività di soccorritore nel movimento franoso che colpì la Valtellina. A Battaglia Terme nel 1992 entra a far parte del gruppo della Protezione Civile locale. Nel 1997 è con i volontari della Protezione Civile in Umbria nelle settimane che seguirono al disastroso terremoto che colpi duramente una delle aree d'Italia sotto il profilo storico architettonico.

Francescon intende ripristinare la sala operativa del distretto per garantire il pronto intervento della colonna mobile. A tal riguardo ha affidato la responsabilità della struttura a Renata Roccelli coordinatrice della sezione di Monselice.

"Ci sono volontari che non hanno neppure la divisa - afferma Francescon - e usa mezzi inadatti per svolgere l'attività talora pericolosi e qualcuno da rottamare. C'è molto lavoro da fare, ma non mi spaventa"

E'stato eletto come vice di Francescon Matteo Bazzan, volontario di Vescovana.

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Mercoledì 23 Gennaio 2008
Presentato il conto alla Nuova Esa
Sul processo incombe la prescrizione, sono a rischio risarcimenti milionari

Per denaro non si sono fatti scrupoli di inquinare mezza Italia, "riciclando" illecitamente rifiuti tossico-nocici e pericolosi perfino per realizzare compost, poi utilizzato per la concimazione di terreni agricoli. Parte dei rifiuti sono finiti in Campania, tra le province di Napoli e Caserta; altri in Veneto, tra Paese, Roncade, Malcontenta e Pernumia.

È uno scenario agghiacciante quello che emerge dal processo sull'attività della Nuova Esa di Marcon, arrivato alle battute finali in questi giorni, dopo un processo durato oltre un anno. La scorsa settimana, il sostituto procuratore Giorgio Gava ha concluso la sua requisitoria chiedendo cinque anni di reclusione per il principale responsabile, il rappresentante legale della società, il settantaduenne milanese Gianni Giommi. E l'avvocato dello Stato, Giampaolo Schiesaro, ha chiesto la sua condanna ad un risarcimento danni di 4,5 milioni di euro, che dovranno andare al ministero dell'Ambiente.

Questa mattina e domani l'udienza prosegue con le arringhe dei legali di parte civile, costituitesi contro la Nuova Esa: innanzitutto gli abitanti di Marcon (avvocato Elio Zaffalon) che per lungo tempo hanno subìto l'inquinamento dell'azienda; ma anche i comuni di Venezia e Marcon, la Provincia di Venezia e quella di Napoli, Legambiente. Un secondo troncone riguarda i reati contestati agli amministratori della società Servizi Costieri di Marghera, sempre per lo smaltimento illegale di rifiuti, per i quali il pm Gava ha chiesto pene comprese tra 9 e 15 mesi di reclusione. L'Avvocatura da loro pretende un risarcimento di 1,5 milioni di euro. I difensori degli imputati prenderanno la parola la prossima settimana: il Tribunale dovrebbe entrare in camera di consiglio la prima settimana di febbraio. La sentenza è attesa per il 6.

Il processo è stata una vera e propria corsa contro il tempo per il collegio presieduto da Sergio Trentanovi (giudici a latere Chiara Bitozzi e Barbara Lancieri): a metà febbraio, infatti, incombe la prescrizione, in quanto per i reati ambientali, seppure di estrema gravità per la pubblica incolumità, il legislatore ha previsto tempi brevissimi, il che rende di fatto impossibile, in quasi tutte le inchieste, giungere ad una condanna definitiva. Se però la sentenza di primo grado arriverà prima della scadenza dei termini massimi, sarà possibile rivendicare il risarcimento del danno subìto, anche se la pena detentiva verrà cancellata dalla prescrizione. E in ballo vi sono cifre da capogiro: parecchi milioni di euro.

Nel 2006, davanti al giudice per le indagini preliminari Stefano Manduzio, era già sfilata una parte degli imputati: sei avevano scelto il patteggiamento, tre erano stati condannati a complessivi dieci anni di carcere. L'inchiesta è partita nel 2003 con il sequestro di una cava-discarica in provincia di Rieti: attraverso le analisi del materiale - sostanze altamente inquinanti - i carabinieri del Noe riuscirono a risalire alla Nuova Esa, ora accusata di aver smaltito in mezza Italia materiali ritenuti pericolosi attraverso la presunta falsificazione della documentazione.

Secondo il pm Gava, la società di Marcon avrebbe realizzato profitti compresi tra il 1700 e il 5000 per cento attraverso l'illecita gestione dei rifiuti: da un lato si faceva pagare fior di quattrini per smaltire amianto, alluminio, idrocarburi, mercurio, cloruri, nitrati e altri veleni provenienti dalle industrie di tutto il Nord; dall'altro li mescolava a terra, ghiaia e altro materiale inerte e, dopo aver falsificato i risultati delle analisi, li rivendeva per uso edilizio, per bonifiche ambientali, per attività di compostaggio: i veleni, insomma, sono finiti anche in terreni agricoli, e dunque sulla tavola dei cittadini. Dove? È impossibile saperlo. Per questa accuse, nel 2004 dieci persone finirono agli arresti, su ordinanza di custodia cautelare.
Gianluca Amadori

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Mercoledì 23 Gennaio 2008
PERNUMIA
Primarie del Partito Democratico

Domani al Centro Sociale di via Beolco a Pernumia si tengono le elezioni primarie della sezione locale del Partito Democratico. Alle 21 inizia la procedura per la presentazione delle autocandidature e alle 22 iniziano le votazioni. All'assemblea possono partecipare gli elettori che non hanno aderito alla primarie del 14 ottobre. Prima della votazione l'elettore deve esprimere la dichiarazione di adesione al processo della costituente del Pd versando un contributo di 2 euro (o.m.)

 

giacomo@pernumiadelleliberta.it

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