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di Pernumia (PD)

 

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IL GAZZETTINO 2006
La nostra presenza sul quotidiano, la cultura e 
le cronache politico-amministrative di Pernumia

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Venerdì, 29 Dicembre 2006
PERNUMIA
Clima teso in giunta comunale 
Paga l'assessore Cichella

Pernumia
(O.M.) Non si faceva mistero del fatto che all'interno della giunta di Pernumia il clima fosse teso. Ora si è giunti all'epilogo. Con l'intento di riportare la serenità, il sindaco Giovanni Magarotto ha revocate all'assessore esterno, Natalia Cichella, le deleghe all'edilizia privata e all'urbanistica.

«La decisione discende in prima battuta dal fatto che la Cichella durante il suo mandato ha disatteso gli obiettivi politico-amministrativi che le erano stati affidati - dice il primo cittadino di Pernumia - e le conseguenze sono state negative per la giunta. Allo scopo di recuperare il clima di serenità tra gli assessori ho deciso di ritirarle le deleghe».

Da parte sua l'ex assessore non lesina critiche: «Il mio operato è stato sempre trasparente e disponibile al confronto, ma ho trovato dall'altra parte un muro di gomma che non mi ha permesso di intraprendere nessuna iniziativa legata al mio assessorato, al tal punto che in cuor mio più volte, in questi 15 mesi, avevo deciso di abbandonare. Alla fine solo io ho pagato per la totale inerzia dell'amministrazione comunale. Mi duole sottolineare che il clima creatosi in giunta ha portato la maggioranza a definire solo i progetti ereditati dalla precedente amministrazione, senza proporre nulla di nuovo».

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Domenica, 10 Dicembre 2006
(r.g.) Il "caso Birreria Pedavena" ...

(r.g.) Il "caso Birreria Pedavena" fa scuola. E viene preso ad esempio da altri paesi per far fronte alle proprie disavventure occupazionali. É il caso della cittadina padovana di Battaglia Terme il cui sindaco ha chiesto collaborazione al Comitato Birreria Pedavena, ai rappresentanti sindacali della fabbrica Birra Pedavena e al Comune di Pedavena. Alla loro attenzione è stata posta la paventata chiusura della Nuova Magrini Galileo, controllata dalla multinazionale Siemens , che da quasi cento anni opera nella produzione di dispositivi per la conduzione dell'energia elettrica. A rischiare il posto di lavoro sono circa duecento lavoratori.

L'assemblea pubblica con la comunità si è tenuto mercoledì, alla presenza di una corposa folla composta da operai, sindacalisti, amministratori, politici e semplici cittadini.

«É stato un incontro molto partecipato - spiega il presidente del Comitato Birreria Pedavena Mario Cecchet - che ha potuto contare sulla presenza di moltissima gente. Noi siamo stati invitati per portare la testimonianza viva e concreta di una vicenda simile a quella che sta vivendo in questo momento Battaglia Terme: una possibile chiusura e la messa in liquidazione che si delineano con modalità e aspetti che richiamano quelli a suo tempo utilizzati da Heineken Italia per la fabbrica di birra di Pedavena. É stata anche l'occasione per portare il sostegno di Pedavena, memore di quanta solidarietà ci è stata riservata negli scorsi mesi dal Veneto e da tutta Italia. Il nostro auspicio è che possa essere trovata una soluzione positiva anche per la Nuova Magrini Galileo: una soluzione che salvaguardi i posti di lavoro, le riconosciute capacità professionali delle maestranze e un'attività storica da molti anni fortemente integrata nella comunità di Battaglia Terme».

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Sabato, 9 Dicembre 2006
BATTAGLIA Giovedì alla Siemens
Magrini, la protesta si sposta a Milano
Ci saranno lavoratori da tutta Italia

Battaglia Terme
Manifestazioni, sit-in e nuove forme di comunicazione. Si apre una serie di iniziative per salvare la Nuova Magrini Galileo dalla chiusura definitiva.

Le iniziative. La prossima grande manifestazione è prevista per il 15 dicembre a Milano. Dipendenti, istituzioni e mondo sindacale, si troveranno davanti alla sede della Siemens per dichiarare il loro no alla chiusura della Nuova Magrini Galileo. In quell'occasione non ci saranno solo le "tute blu" di Battaglia. Faranno parte del corteo anche i lavoratori di altri stabilimenti della multinazionale tedesca. Nel frattempo si costituirà il comitato a sostegno della Magrini che comprenderà tutte le categorie sociali del paese. Nelle prossime settimane, una delegazione, si recherà a Monaco in Germania per portare a termine alcune azioni di volantinaggio e a Venezia davanti al consolato tedesco. Sono già allo studio anche dei piccoli concorsi per artisti per descrivere la situazione dello stabilimento di Battaglia.

Il sito internet. Un ruolo fondamentale sarà svolto dal sito internet del comitato pro Magrini . L'indirizzo sarà quasi sicuramente, www.comitatonmg.it  e sarà strutturato come quello del comitato Pedavena. Il sito avrà anche il compito di mantenere i rapporti con la stampa nazionale e internazionale per diffondere più possibile, le novità sulla situazione dell'azienda. Inoltre, circa 30 mila contatti, sono già pronti per creare una fitta rete di informazione digitale. Attraverso internet saranno anche raccolte le firme per sostenere il lavoro del comitato.

I commenti. L'assemblea di mercoledì sera, insieme ai rappresentanti del comune di Pedavena, ha portato nuove energie a chi sta lottando per salvare la Nuova Magrini Galileo. Le strategie messe in campo dal comitato di Pedavena sono servite per ridare fiducia anche al sindaco Velia Bevilacqua. «Quello della birreria veneta è un esempio che ha molte analogie con la Nuova Magrini Galileo sottolinea Bevilacqua abbiamo sempre sostenuto che avremmo lottato fino alla fine, ma ora abbiamo una carta in più. L'esperienza del comitato di Pedavena ci servirà da sostegno e manterremo un contatto costante con il comune del bellunese. La costituzione del comitato per la Nuova Magrini Galileo è un segnale chiaro e deciso di una comunità intera che si muove per salvare un'azienda storica per il nostro territorio».
Emanuele Masiero

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Sabato, 9 Dicembre 2006
BASSA PADOVANA. MENTRE ALLA SAGRA SI BALLA, NEGLI ALLEVAMENTI C’È PREOCCUPAZIONE PER IL VIRUS
Macellazione bloccata, esami anche nelle fattorie

BassaLa festa del "Porseo" che si svolge in questi giorni negli impianti sportivi di Pernumia è iniziata bene. La gente ha affollato le tavole che sono state allestite dalla Pro loco. Le specialità preparate con carne di maiale sono state apprezzate. La soddisfazione per l'andamento della festa si leggeva negli occhi degli organizzatori.

La preoccupazione è ben evidente, invece, nelle facce degli allevatori di suini di Pernumia . L'altro giorno è stato isolato un nuovo focolaio della malattia vescicolare suina. Il servizio veterinario dell'Usl 17 ha istituito la zona di protezione. Si tratta dell'area che si estende per un raggio di tre chilometri intorno a punto dove è stato isolato il nuovo focolaio.La malattia isolata nell'allevamento di Pernumia era stata già individuata, alla fine di novembre, in altre strutture per l'allevamento di suini nei comuni di Casalserugo, Tombolo, Teolo, Vò.

La situazione sul piano economico sta diventando pesante. In questi giorni si registra quella che risulta essere un'autentica mattanza dei maiali. In particolare quelli per uso familiare. Non c'è casa di campagna nella quale in questi giorni non si registri la macellazione dei suini. Gli allevatori locali erano impegnati nella consegna dei maiali pronti per essere trasformati in salami, salsicce e braciole. Con l'isolamento del nuovo focolaio, negli allevamenti dei comuni di Pernumia , San Pietro Viminario e Monselice, i portoni restano sigillati. Gli animali dovranno restare in allevamento per altri 27 giorni. Poi saranno sottoposti ad un nuovo esame sierologico. Qualora le analisi scongiurassero la presenza della malattia vescicolare, la situazione potrà tornare alla normalità. Il mercato potrà riaprirsi, ma molti affari sono andati perduti. Quindi gli allevatori sono preoccupati per la situazione derivata dalla malattia.Le disposizioni impartite dalla Regione per evitare il diffondersi della malattia vescicolare sono rigidissime. I veterinari dell'Usl 17 sono impegnati in un durissimo lavoro per effettuare i prelievi di sangue nei suini. L'operazione viene effettuata prima della macellazione, anche per i maiali che vengono macellati per il consumo familiare. Tale situazione si protrarrà sino alla fine di dicembre.
Orfeo Meneghetti

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Venerdì, 8 Dicembre 2006
Battaglia Terme
Dalla prossima ...

Battaglia Terme
Dalla prossima settimana inizierà una pioggia di iniziative per salvare la Magrini . Tutta la comunità potrà partecipare alla formazione del comitato per salvare l'azienda di Battaglia. Il gruppo si doterà da subito, di un sito internet come quello della birreria Pedavena ( www.comitatobirreriapedavena.itm ), con cui condividerà le decine di migliaia di contatti. Nascerà così una sorta di gemellaggio virtuale. Partiranno subito circa 30 mila e-mail in tutta Italia per spiegare la situazione dell'azienda battagliense. Il sito servirà anche per pubblicare le ultime novità in varie lingue, mantenendo un contatto anche con i media tedeschi. Dal web si passerà poi alle piazze. Primo tappa la sede Siemens di Milano, con l'invito esteso a tutti i sindaci del territorio e ai rappresentanti provinciali e regionali. Alla manifestazione parteciperanno anche i dipendenti degli altri stabilimenti di Siemens . Il secondo obbiettivo sarà invece Monaco, dove un'ampia delegazione si fermerà nei mercatini per attuare dei volantinaggi contro la chiusura della Magrini . A Battaglia invece, il giorno 15 si terrà una messa a sostegno dei dipendenti. Nel frattempo partirà una raccolta di firme attraverso internet, ma anche in forma cartacea, per dare sostegno all'opera del comitato pro Magrini . Un'altra iniziativa che potrebbe iniziare a breve, è la raccolta di opere d'arte sulla situazione dello stabilimento di Battaglia, come già fatto per la fabbrica della birra Pedavena. Rimane in stand-by per ora, la visita al consolato tedesco di Venezia e l'occupazione delle sedi dei comuni del territorio. «Se Siemens vuole davvero vendere dovrebbe indicare delle richieste precise ha sottolineato Maurizio Geron della Fiom-Cisl - molte aziende hanno espresso il loro interesse per la Magrini , perciò non è vero che mancano gli acquirenti». In linea anche Giovanni Acco della Fiom-Cgil. «Il nostro è un caso emblematico ed è importante partire dalle esperienze vissute a Pedavena. Sono tutte iniziative di grande valore sociale».
E.M.

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Venerdì, 8 Dicembre 2006
PERNUMIA Nuovo focolaio dell’infezione. Precauzioni prese anche a San Pietro Viminario e Monselice. A rischio la "Festa del porseo"
Allevamento isolato, abbattuti 47 maiali
Non c’è pericolo per l’uomo, gli interventi servono a evitare la diffusione del virus. Controlli prima della macellazione

Pernumia
Un nuovo focolaio di malattia vescicolare suina è stato isolato nella Bassa Padovana, in un allevamento di Pernumia, dopo quelli già riscontrati a fine novembre a Teolo, Vo e Casalserugo. La malattia non ha conseguenze per la salute umana, anche nel caso di consumo di carne di maiale cruda. Per evitare il propagarsi dell'infezione, che si manifesta nei maiali in maniera simile a quella dell'afta epizootica, sono già stata messe in atto dal servizio veterinario dell'Ulss 17 le misure sanitarie urgenti.

Sono stati abbattuti 47 capi appartenenti all'allevamento. Le carcasse sono state inviate alla distruzione, come previsto dalla legge. Sembra che l'origine dell'infezione sia da ricondurre all'allevamento di un'azienda del veronese, una tra le prime dove è stata individuata la malattia dei suini.

La Regione ha emanato l'ordinanza per istituire delle zone di protezione e di sorveglianza. Si vuole evitare che il contagio si propaghi ulteriormente. Le autorità veterinarie dell'Ulss 17 hanno disposto che nel punto dove è stato accertato il focolaio e per un raggio di tre chilometri è vietato effettuare gli spostamenti dei maiali. La situazione resterà in vigore per 28 giorni. I comuni che rientrano nella zona di protezione del focolaio sono: Pernumia, San Pietro Viminario e Monselice.

Nella zona di sorveglianza, compresa in un raggio di dieci chilometri dall'allevamento infetto, è invece possibile effettuare il movimento degli animali verso i macelli. I veterinari dovranno procedere all'analisi preventiva del sangue degli animali. Se l'esito dell'accertamento sarà negativo si potrà procedere all'invio dei suini alla macellazione. In quest'area rientrano i comuni di Montegrotto, Maserà, Casalserugo, dove era già presente un focolaio della malattia, Bovolenta, Terrassa Padovana, Arre, Bagnoli, Cartura, Conselve, San Pietro Viminario, Due Carrare, Tribano, Pozzonovo, Stanghella, Solesino, San'Elena, Este, Baone, Cinto, Arquà Petrarca, Pernumia, Battaglia, Galzignano e Torreglia.

Ironia della sorte, ieri a Pernumia, si è aperta nell'area verde degli impianti sportivi la "Festa del porseo". La manifestazione organizzata dalla Pro loco rischia di subire contraccolpi negativi in termini di frequentatori.

«Mi auguro che ciò non avvenga - afferma Giorgio Prandato animatore della festa - visto che abbiamo investito denaro e risorse per realizzarla. La carne di maiale, insaccati e salsicce sono frutto di una macellazione eseguita in tempi non sospetti».

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Venerdì, 8 Dicembre 2006
PERNUMIA
Festa del Porseo agli impianti sportivi
Due tendoni sono stati collocati agli impianti sportivi, uno per mangiare e l'altro per ballare in occasione della 9. Festa del Porseo, che dura fino a domenica sera. Tutte le sere apertura alle 19 con piatti tipici della stagione invernale o pizze cotte su forno a legna. Ballo con musica dal vivo, oggi "Andrea e il dolcecanto".

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Giovedì, 7 Dicembre 2006
PERNUMIA
Tutto bloccato per la pesa in via dell'Artigianato

Pernumia
Un anno e due mesi per ottenere la risposta all'interrogazione. Tanto ha dovuto aspettare, Silvio Francescon, consigliere comunale di minoranza a Pernumia. La questione riguardava l'area di via dell'Artigianato. La zona è riservata agli insediamenti produttivi. Il rappresentante della minoranza aveva sollevato la questione relativa alla manutenzione del verde pubblico ed alla costruzione della pesa pubblica comunale.

«Il sindaco ha passato la patata bollente all'assessore ai Lavori Pubblici, Lucio Fortin - afferma Francescon - il quale ha chiarito la questione. La proprietà dell'area è di Urbania, la società di capitale pubblico formata da comuni tra i quali Pernumia. Una convezione è stata sottoscritta tra la società e la precedente amministrazione comunale, guidata da Lucio Conforto, per la lottizzazione dell'area. La costruzione della pesa pubblica è stata sospesa dall'attuale amministrazione. Mancavano gli idonei permessi all'edificazione del manufatto. Ora resta un buco per terra e nulla più. Intanto, ed è gravissimo, Urbania continua a gestire tutta l'area per gli insediamenti produttivi, e non ha ancora provveduto a cedere la quota parte al comune come stabilito dalla convenzione Inoltre la società non ha ancora trasferito al comune le opere di urbanizzazione, compresi gli impianti fognature, acquedotto, rete elettrica e del gas».

Una situazione difficile da dirimere alla quale ha provato a metterci mano l'assessore Fortin. Un problema di non facile soluzione. Urbania non ha ancora presentato la nuova documentazione relativa alla costruzione del manufatto. Pertanto la realizzazione della pesa pubblica resta bloccata.

«Nonostante i nostri continui solleciti i rappresentanti di Urbania fanno slittare la questione in avanti senza che si addivenga ad una soluzione. In mancanza delle regolari autorizzazioni a costruire - continua Fortin - non possiamo avallare un progetto che rischia poi di essere un boomerang per l'amministrazione comunale. Un'altra cosa che mi preoccupa e che l'apparecchiatura della pesa è inutilizzata. Il valore stimato di 200 mila euro che si svaluta di giorno in giorno».
O.M.

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Giovedì, 7 Dicembre 2006
BATTAGLIA TERME Il caso discusso a Milano tra i vertici della multinazionale, il sindaco Bevilacqua e i rappresentanti delle Rsu, per cercare una via di uscita alla situazione di stallo
La Siemens ribadisce: senza acquirenti Magrini chiude
Ma c’è la possibilità che 60 lavoratori possano essere integrati un un’altra azienda della zona. La Finanziaria potrebbe riservare la cassa integrazione

Battaglia Terme
Il caso Magrini è approdato anche a Milano. Ieri mattina il sindaco Velia Bevilacqua, ha fatto visita alla sede di Siemens Italia per discutere dell'azienda battagliense. La riunione non ha portato dei cambiamenti alla situazione di stallo in cui si trova la Magrini, ma è servita per capire come intende procedere la multinazionale tedesca. «Abbiamo fatto sapere alla Siemens che non desisteremo dalla lotta contro la chiusura della nostra fabbrica commenta Bevilacqua siamo stati accolti nei loro immensi palazzi, con estrema gentilezza. Siamo riusciti ad avere un dialogo chiaro e schietto. Purtroppo hanno ribadito che senza acquirenti l'azienda deve necessariamente chiudere. Siamo sicuri però che se riusciremo a lavorare con il Governo si potrà ottenere un buon risultato».

Per i vertici della Siemens esiste ancora un'altra possibilità. Una sessantina circa di lavoratori, in caso di chiusura, potrebbero essere integrati da un'altra azienda della zona. Inoltre rimane ancora il nodo della Finanziaria. Attualmente sarebbero previsti 8 mila posti per la cassa integrazione di cui circa mille già riservati alla Fiat. La Siemens potrebbe quindi giocare una di queste carte, mettendo la parola fine alla storica azienda battagliense.

Ieri sera si è tenuta un'assemblea pubblica nei locali della Magrini, con la presenza di Franco Zaetta, sindaco di Pedavena, che ha portato la sua esperienza sul caso della famosa birra veneta. «E' importante riuscire a seguire le strategie più proficue continua Bevilacqua le manifestazioni vanno benissimo, ma non dobbiamo mai dimenticarci che solo il Governo può risolvere definitivamente questa difficile situazione. Una lotta disorganizzata non porta risultati tangibili. Per questo è importante creare un gruppo di lavoro coordinato che comprenda tutte le istituzioni e il mondo sindacale». Proprio ieri, nella capitale del nord Italia, era in visita anche Angela Merkel, cancelliere tedesco. La massima autorità tedesca potrebbe diventare una nuova mèta per le manifestazioni anti-chiusura della Magrini.
Emanuele Masiero

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Domenica, 19 Novembre 2006

PERNUMIA
Adolescenti a rischio, cosa fare
«I fatti di cronaca di questi giorni ci spingono a fare un esame della società attuale e a ricercare un modo migliore per proteggere i nostri figli da loro stessi e dagli altri». Così gli assessori comunali Barbara Masiero e Nicoletta Montin presentano l'iniziativa di tre incontri sul tema dell'adolescenza organizzati per tre giovedì a partire dal prossimo. Gli esperti ne parleranno al centro culturale Ruzante, sempre con inizio alle 20,30. I temi sono: disagio dell'adolescenza, aggressività e bullismo, regole della società civile.

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Mercoledì, 15 Novembre 2006
BATTAGLIA. Contro la chiusura
Operai della Magrini venerdì in piazza e poi tutti a Roma

Battaglia Terme
(E.M.) La situazione della Nuova Magrini Galileo si fa ogni giorno più difficile. Per questo le organizzazioni sindacali hanno pronte delle nuove iniziative. La prima azione contro la chiusura dello stabilimento si terrà venerdì mattina. I dipendenti sfileranno per le vie di Padova raggiungendo la Prefettura. Lì si fermeranno con cartelli e striscioni formando un presidio. La manifestazione successiva invece porterà i dipendenti fuori dalla regione Veneto. Una delegazione si recherà a Roma per un incontro con il governo. In quell'occasione i lavoratori della Magrini si fermeranno di fronte all'ambasciata Tedesca in segno di protesta. Chiederanno inoltre di parlare con il console per spiegare le ragioni della loro manifestazione. «Abbiamo lasciato passare del tempo per dare possibilità di trattativa ha commentato Giovanni Acco della Cgil ora però è opportuno tenere alta l'attenzione sulle sorti di questo stabilimento. A Roma chiederemo di conoscere lo stato delle trattative. Il 6 novembre scorso doveva tenersi un incontro con un possibile acquirente. Inoltre il Ministero aveva espressamente chiesto alla Siemens di non deviare le commesse. L'azienda tedesca sta invece mandando gli ordini a Berlino. E' un segnale molto negativo che denota molta fretta nel chiudere. A questo punto stiamo valutando anche di intraprendere le vie legali».

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Martedì, 14 Novembre 2006
BATTAGLIA IL RICAVATO DELLA FESTA VA AL CONSIGLIO DI FABBRICA
Solidarietà alla Magrini, raccolti tremila euro

Battaglia Terme
(E.M.) In attesa di nuove iniziative e manifestazione contro la chiusura della Nuova Magrini Galileo, si raccolgono fondi per finanziare le azioni di protesta. Sabato sera si è tenuta una cena nell'aula mensa dello stabilimento di Battaglia. Presenti molti cittadini e politici: quasi 300 persone. La serata è stata allietata da musica e balli. Il ricavato, più di 3.000 euro, è destinato al consiglio di fabbrica per organizzare le manifestazioni di protesta. La strada intrapresa da Siemens, proprietaria della Magrini, sembra portare definitivamente alla chiusura dello stabilimento di Battaglia. All'interno dell'azienda trovano lavoro circa 200 persone a cui si aggiunge tutto l'indotto. La Galileo è la seconda fornitrice di apparecchiature per la trasmissione d'energia elettrica ad alta tensione per l'Enel e negli anni '70 erano circa 800 le tute blu operative nello stabilimento.«Ora la parte più importante spetta al governo - ha commentato il sindaco Velia Bevilacqua - noi saremo comunque vicini a qualsiasi iniziativa messa in atto dai dipendenti. La raccolta di fondi ha proprio lo scopo di agevolare queste iniziative. Tutto il paese sta dimostrando solidarietà alla Magrini».

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Sabato, 11 Novembre 2006
La Procura di Venezia ha chiesto il rinvio a giudizio di 39 persone per operazioni in Veneto, Lombardia ed Emilia fra il 2003 e il 2005, in gennaio si deciderà sull’eventuale processo
Traffico illecito di rifiuti, imputati otto trevigiani
Nel mirino del pm titolari di società di smaltimento e di autotrasporti, il principale accusato è il montebellunese Maurizio Cappelletto

Il principale imputato è il trevigiano Maurizio Cappelletto, 50 anni, di Montebelluna, titolare della C&C e della Digamma di Mestre, con impianti a Malcontenta di Mira (Venezia) e a Pernumia (Padova). Ma nell'inchiesta su un presunto traffico illecito di rifiuti, avvenuto tra il 2003 e il 2005 tra Veneto, Lombardia ed Emilia, sono finiti sotto accusa titolari di società di smaltimento e di autotrasporti di mezza Italia, molti dei quali veneziani, trevigiani, padovani e rodigini.

Il sostituto procuratore Giorgio Gava ha chiuso l'inchiesta chiedendo il rinvio a giudizio di 39 persone, alle quali viene contestato un capo d'imputazione lungo cento pagine. L'udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 26 gennaio a Venezia, davanti al gup Daniela Defazio.

L'ipotesi d'accusa formulata dalla Procura è che ingenti quantità di rifiuti industriali nocivi siano stati utilizzati, in violazione della legge, come materia prima per conglomerati cementizi, e quindi utilizzati in numerosi cantieri, tra cui quello di Arino di Dolo per la realizzazione dei lavori alla linea ferroviaria dell'Alta Velocità.

Gli altri imputati per i quali il pm Gava ha chiesto il processo sono Luciano Rossi, 58 anni, di Carpenedo (Venezia), e Graziano Chiarentin, 49, Mira, rappresentanti legali della C&C; Alessandro Musacco, 40, Susegana, del laboratorio Geo Lab di Treviso, accusato di aver effettuato false analisi sui rifiuti sottoposti a lavorazione; Giorgio Berto, 61, Selvazzano Dentro, per falsa perizia giurata sull'attività degli impianti di Malcontenta e Pernumia della C&C. E ancora, Paolo Salvagnin, 43 anni, Brugine (Padova), titolare di una ditta di autotrasporti; Sebastiano Lovison, 37, Corezzola (Padova) e Paolo Benà, 30, Rovigo, titolari della Living & Buinding srl; Luigi Garavini, 40, Forlì e Loris Conti, 45, Rimini, della società Ear srl; Graziano Battistella, 54, Gorgo al Monticano, della Rem srl; Flavio Bragato, 45, Ceggia e Carlo Davi, 66, Ponte di Piave, della Tre Esse Service solution; Giorgio Galeazzi, 44, Mantova, della società Galeazzi Enzo; Paolo Bastianello, 49, Preganziol, della Veneta scavi srl; Massimiliano Spadoni, 36, Pesaro, della Fimes srl; Mauro Carretta, 64, Modena, della Niagara srl; Roberto Bani, 51, Cesenatico, della Adriajet srl; Marino Tiso, 58, Mira, della Nuova Amit srl; Bruno Lombardi, 68, Creazzo (Vicenza), della Ecoveneta spa; Roberto Nicoletti, 47, Cremona, della Nuova Spurghi srl; Marco Andreasi, 45, Gualtiero Festini, 46, e Giuseppe Tondini, 59, tutti di Bolzano, titolari della Gea srl; Luciano Rossi, 75, Mira, dell'Azienda depurazione acque srl; Claudia Dal Ben, 50, Salgareda (Treviso) e Giancarlo Boccato, 56, Salgareda, titolari della Boccato snc; Enrico Vella, 46, Negrar (Verona), della Vella recycling; Giovanni Busolin, 40, Mestre, della Fratelli Busolin autotrasporti; Luca Bruschetta, 36, Legnago, dell'omonima azienda; Lino Mestrinaro, 50, Zero Branco (Treviso), titolare della Mestrinaro spa; Mauro Barbetta, 38, Este (Padova), della Barbetta srl; Maria Pauletto, 66, Concordia Sagittaria, incaricata del recupero della cava di Montecchio Precalcino; Giancarlo Babetto, 70, Padova, dell'omonima società; Roberto Zaccherini, 39, Cesena, dell'Optima srl; Giancarlo Goldin, 46, Monselice (Padova), dell'omonima impresa; Patrizio Chiapperin, 39, Granze e Denis Chiapperin, 26, Rovigo, dell'omonima società di autotrasporti; Stefano Pintossi, 40, Brescia, della Spectro Italia srl.
Gianluca Amadori

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Venerdì, 10 Novembre 2006
BASSA PADOVANA
Nuovo Partito democratico: i componenti del direttivo

Monselice
(O.M.) Dopo la riunione costitutiva dell'associazione per il Partito Democratico della Bassa Padovana, nata dall'aggregazione dei rappresentanti di Ds, Margherita e delle liste civiche di sinistra, si è riunito il direttivo composto da Francesco Corso, Giancarlo Piva, Roberto Stevanin, Pierluigi Pegoraro, Antonella Buson, Antonino Trimarchi, Franca Zoggia, Giovanni Mandolini, Achille Selmin, Angela Rizzato, Rosa Rizzato, Gigi Perinello, Alfredo Auciello, Felice Gambarin, Flores Baccini, Roberto Bacca, Roberto Voi, Patrizio Quintili, Gianfranco Baldo, Silvano De Guio, Grazia Fusco-Bellini, Elisa Conforto, Paolo Merlo, Giovanna Maratini. Luisa Cagnotto, Claudio Costa, Alberto Corò, Giovanni Tosello e Silvia Ruzzon.

«È stato definito il carattere associativo e non partitico dell'associazione - dice Corso - e la preparazione di due incontri pubblici: uno nell'Estense a Ospedaletto Euganeo venerdì 17 novembre alle 21 nella sala pubblica del municipio e l'altro nel Monselicense a Pernumia».

Nel corso della riunione è stato nominato il coordinamento del direttivo dell'associazione per il Partito Democratico della Bassa Padovana composto da: Francesco Corso, Roberto Stevanin, Paolo Merlo. Il segretario è Angela Rizzato, come tesoriere è stato incaricato Roberto Bacca.

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Mercoledì, 8 Novembre 2006
PERNUMIA
Connessione veloce a internet

L'amministrazione comunale di Pernumia, per venire incontro alle numerose richieste di imprese e privati, si è attivata per portare sul territorio comunale una connessione veloce a internet. Di questo si parlerà in una riunuine informativa su tempi, modalità di realizzazione e costi, giovedì 16, alle 20,30, nella sala Zanini del centro sociale-culturale.

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Mercoledì, 8 Novembre 2006
Battaglia Terme
Le ultime novità ...

Battaglia Terme
Le ultime novità sulla Nuova Magrini Galileo hanno lasciato stupore e amarezza in tutti i dipendenti. Le notizie incoraggianti dei giorni scorsi hanno già fatto posto alle note negative. La Siemens ha infatti precisato che deciderà in prima persona chi potrà acquistare lo stabilimento di Battaglia. Si tratta di un passo indietro di proporzioni enormi che riporta le lancette dell'orologio a più di un mese fa, quando i dipendenti erano scesi in piazza per affermare il loro no, alla chiusura dello stabilimento. Dopo la decisione di messa in liquidazione dello stabilimento di Battaglia, c'è il rischio che 400 lavoratori si trovino in mezzo a una strada. Sono infatti circa 200 i dipendenti a cui si aggiunge tutto l'indotto. La Galileo è una dei due maggiori fornitori di Enel per la produzione di apparecchiature per la trasmissione d'energia elettrica ad alta tensione. Negli anni '70 nello stabilimento lavoravano circa 800 tute blu. Nel frattempo continua la ricerca di un possibile acquirente che possa soddisfare tutte le parti coinvolte. Proprio in questi giorni sono al vaglio i nomi di alcune aziende europee che operano nel territorio. Una richiesta su cui dipendenti e sindacati hanno posto il loro veto, è il cambio di produzione. Richiesta in netto contrasto con la linea di mercato di Siemens che già dispone di un altro stabilimento europeo con la stessa produzione.

«A questo punto siamo nelle mani del Governo ha sottolineato il sindaco Velia Bevilacqua noi continueremo ad attivarci in tutte le sedi possibili, per evitare la chiusura dello stabilimento». Nei prossimi giorni sarà richiesto un nuovo incontro con il Prefetto.
Emanuele Masiero

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Martedì, 7 Novembre 2006
BASSA PADOVANA Un progetto di collegamento wireless permetterà di avere una linea all’avanguardia. Ruzzon: «Sopperiremo così alla mancanza dell’Adsl»
Grazie a Codevigo internet senza fili arriverà in 22 comuni

Codevigo
Un progetto di collegamento ad internet wirelss (senza fili) prenderà presto piede in ventidue Comuni della provincia di Padova, grazie ad un'idea nata dal sindaco Maurizio Ruzzon di Codevigo e dall'unione dei Comuni.

Si tratta di un progetto sperimentale denominato "Area Vasta", con l'obiettivo di dotare i territori interessati di una tecnologia all'avanguardia per navigare velocemente nel web e di un dispositivo per effettuare telefonate tramite la connessione internet (Voip).

Tra le finalità anche quella di garantire collegamenti internet efficienti e soprattutto economici. Una rivoluzione vera e propria per i Comuni che hanno aderito all'accordo: Correzzola, Piove di Sacco, Pontelongo, Solesino, Stanghella, San Pietro Viminario, Ponso, Granze, Sant'Elena, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Piacenza d'Adige, Santa Margherita d'Adige, Vighizzolo d'Este, Barbona, Boara Pisani, Vescovana, Sant'angelo di Piove e i comuni in provincia di Venezia, Campolongo Maggiore e Campagna Lupia. Oltre al Comune capofila Codevigo, che fino ad oggi non poteva garantire ai suoi utenti nemmeno la possibilità di usufruire delle linee Adsl.

«Da qui è partita l'idea del progetto - ha spiegato Ruzzon - Se ottenere la linea a fibre ottiche sembrava una conquista ancora molto lontana, abbiamo pensato di organizzarci diversamente».

Ecco che allora, circa due anni fa, si è iniziato a parlare dell'innovativo progetto, che sembra destinato a diventare realtà. Wireless a banda larga, possibilità di attuare il tele lavoro e inclusione nella rete dei servizi amministrativi per il cittadino: tre prospettive che si possono aprire, grazie ad un finanziamento regionale e al contributo dei Comuni.

Per coprire interamente le spese del progetto, però, servirebbe anche uno sponsor privato. «Ora che siamo a buon punto ritengo opportuno coinvolgere anche i cittadini più anziani - conclude il sindaco - È giusto che anche loro siano messi a conoscenza delle nuove possibilità offerte e che vengano dati loro gli strumenti per utilizzarle».
Federica Bertaggia

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Domenica, 5 Novembre 2006
BATTAGLIA
Domani sera nuova riunione sulle prospettive della Magrini

Battaglia Terme
(E.M.) L'incontro tra Governo e Siemens sembra aver dato nuove possibilità di salvezza per la Nuova Magrini Galileo. Domani sera si terrà perciò un incontro pubblico a Battaglia per spiegare la situazione. Ormai da alcuni mesi, l'azienda è infatti oggetto di forti discussioni. Dopo la decisione di messa in liquidazione dello stabilimento di Battaglia, c'è il rischio che 400 lavoratori si trovino in mezzo ad una strada. Per questo c'è stato l'interessamento di sindacati e istituzioni e dopo mesi di notizie negative, è stato deciso di istituire un tavolo di discussione permanente con i vertici della Siemens per difendere la tipologia produttiva dell'azienda. Sembra che Siemens sia disponibile a valutare la vendita dell'azienda ad acquirenti extraeuropei. Domani alle 21 alla casa del gemellaggio, saranno presenti il sen Paolo Giaretta, l'on Alessandro Naccarato e il sindaco Velia Bevilacqua.

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Venerdì, 3 Novembre 2006
La nuova invasione di zingari dai paesi dell'Est
Renata Paolucci, padovana, vice presidente Opera Nomadi: «É emergenza nazionale. Ma non si sa nemmeno quanti risiedano in Italia»

di Adriano Favaro
«La scena nel piazzale della stazione era questa: cinquanta persone, intere famiglie, donne incinte, nonni e bimbi. Vivono da settimane sopra alcuni cartoni, al riparo di una tettoia. Abbiamo parlato con loro: vengono dalla Romania con mezzi propri, auto scassate. Vivono come possono. Adesso è così. Ma sarà sempre peggio. Ne abbiamo parlato più volte col Ministero degli Interni. Abbiamo fatto due conti. Dalla Romania potrebbero arrivare dai 50 ai 100 mila zingari ridotti ormai alla fame. Punteranno alle grandi città. Ma transiteranno per Friuli e Veneto».

Renata Paolucci, vice presidente dell'Opera Nomadi è appena rientrata a Padova, dove vive. La scena che ha descritto l'ha vista con i propri occhi: stazione di Santa Maria Novella, Firenze. «I segnali dell'invasione di zingari rumeni ai quali dovremo prepararci sono precisi. Attendono solo l'ingresso della Romania in Europa per potersi spostare facilmente in Italia. Ma non è tranquilla nemmeno la situazione della Bulgaria». Da lì l'ondata potrebbe essere metà di quella Rumena. Ma poi ci sono altri gruppi che continuano a premere dall'Est: dalla Germania alla Serbia, alla Croazia.

«Le rotte degli zingari, di questi zingari, soprattutto quelli rumeni - continua laconica Paolucci, insegnante ora in pensione, sistemata su una frontiera difficilissima - non le conosce nessuno. In realtà possiamo fare solo stime. Del resto il "nomadismo" è tutto fatto di calcoli incerti. Non c'è stato alcun censimento in grado di fornire indicazioni precise. E come si fa ad affrontare un problema quando non se ne conosce nemmeno la portata? Speriamo di incontrarci entro il mese col Ministero anche per questo».

Già. Domanda corretta. Perché la faccenda dei nomadi è piena di pregiudizi, sospetti, disorientamenti. «A partire dal nome nomadi - dice ironica Paolucci - Anche noi dell'"Opera Nomadi ", ente riconosciuto dallo Stato, dovremmo cambiare nome, ma è difficile per la burocrazia. Perché parlare di nomadismo ormai ha poco senso. Questi zingari vogliono sempre più starsene fermi». A girare sono sempre in meno, da decenni. Ma non per questo mancano le difficoltà. Come riconosce lo stesso Ministero degli Interni che proprio l'altro ieri ha avviato il secondo incontro del tavolo interministeriale sul tema dei nomadi, "rom", "sinti" e "caminanti" (originari di Noto, Sicilia) presenti sul territorio nazionale. E istituito un gruppo di lavoro coordinato dal prefetto Perla Stancari, Direttore centrale per i Diritti Civili, la Cittadinanza e le Minoranze e composto da un rappresentante per ogni ministero e ente coinvolto.

Non sarà un lavoro facile perché il problema del "nomadismo" (solo il 2-3\% delle famiglie viaggia in carovana) rischia un intasamento. Da una parte i temi da decenni irrisolti dell'integrazione degli zingari-ormai stanziali nelle città o nei piccoli centri urbani. Dall'altro il previsto assalto dei zingari rumeni e dei paesi dell'Est.

«Da decenni ripetiamo che servono politiche per l'integrazione - insiste Renata Paolucci - La Regione Veneto ha fatto una legge per il rispetto della cultura "rom" e sinti" (i due gruppi più importanti di zingari, in assoluta maggioranza cittadini italiani, ndr), l'ha finanziata per tre anni e poi niente più. E anche la "Consulta" non funziona. Ora vediamo in qualche modo le conseguenze: rischia di diventare sempre più difficile dialogare con quei mondi». Un dialogo che si è interrotto ma che ha avuto un momento forte verso la fine degli anni Ottanta. Quando una parte delle Regioni italiane si fornirono di leggi proprio per gli zingari. Lo riconosce anche Giuseppe Mario Scalia, della direzione centrale per i Diritti Civili, la Cittadinanza e le Minoranze che scrive come il riconoscimento degli zingari come minoranza etnica sia venuto proprio dalle Regioni. Per primo il Veneto - scrive - poi Lazio, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Liguria, Piemonte, mentre la regione Marche li ha inclusi in una legge più ampia che riguarda emigrati, immigrati, rifugiati. Alcune regioni hanno apportato modifiche alla prima legge, o parziali come l'Emilia-Romagna, o totali come la Toscana per adattarle alle nuove situazioni, in seguito all'immigrazione di rom stranieri e all'aumento della stanzialità rispetto al nomadismo».

Scalia non nasconde una cosa: che l'Italia non ha riconosciuto nella sua legge del 1999 gli zingari ("popolo senza terra") come minoranza linguistica. «Un errore pesante al quale si dovrà provvedere - critica la vice presidente dell'Opera Nomadi Paolucci - speriamo che si faccia in tempo e ci siano precise volontà». Le popolazioni zingare sono in Italia da 600 anni circa. Provenendo dall'India, dopo una lunga sosta nell'impero bizantino, agli inizi del 1400 si sono diffusi in Europa. E Alcuni studi sembrano comprovarne una presenza a Venezia già dal XIII secolo.

Poca tutela sempre, un patrimonio culturale conservato solo con una lingua "romanes" mai scritta, usi e tradizioni che si stanno sgretolando in contatto con nuove mode e culture. «I giovani soprattutto - spiega Renata Paolucci - hanno sempre meno voglia di nomadismo. Con noi, a Padova, quasi tutti hanno finito la terza media».

Ma lo scenario del Nordest, così come lo racconta la vice presidente dell'Opera Nomadi è ancora molto composito, non certo adatto ad una politica dalle maglie serrate, coordinata tra Enti locali e Regioni. C'è da fare i conti con i "sinti veneti" quasi tutti stanziali, i "sinti taic" originari dalla Germania, i "rom kalderasha e harvati" dell'ex Jugoslavia: circa 12 mila persone. " Dice Paolucci: «Anni fa il prefetto di Firenze fece una proposta: ogni comune adotti una famiglia di zingari. Si potrebbe riproporre ma vedo che ogni volta che un sindaco del veneto cerca una soluzione (noi siano contrari ai campi nomadi , sia chiaro) trova centinaia di firme di protesta dei cittadini e deve mollare».

Nel Nordest la situazione, vista dall'Opera nomadi , appare cosi: a Treviso molti sinti sono stati messi nelle case popolari; a Verona la situazione è incerta e oscillante; a Vicenza ci sono grossi problemi per il campo nomadi ; a Belluno non esiste quasi alcuna difficoltà; in provincia di Venezia molti vivono in casa, e resta qualche problema per il campo di via Vallenari a Mestre (attivo da 20 anni); a Rovigo molti rom vivono nelle case o acquistano microaree per attrezzarle. Mentre il Friuli V.G., come il Trentino, hanno speso parecchio denaro per attrezzare aree di sosta. «La "questione zingari" - conclude Paolucci - resta drammaticamente aperta perché sono mancate politiche precise, al punto che nessuno conosce bene i loro numeri. E permangono troppi pregiudizi, a partire dai loro comportamenti di vita».

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Martedì, 31 Ottobre 2006
PERNUMIA
Municipi letterari: Introvigne
La Provincia, con l'assessore alla Cultura, Massimo Giorgetti, invita all'incontro di Municipi Letterari, in programma, venerdì 10 novembre, alle 21, nella sala consiliare di Palazzo Rusconi, piazza Ruzante 1 a Pernumia. Sarà presente Massimo Introvigne che presenterà "Gli illuminati e il priorato di Sion".

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Domenica, 29 Ottobre 2006
MONSELICE Altri due volontari appartenenti al gruppo storico hanno rassegnato le dimissioni. Alta tensione nel braccio di ferro tra due fazioni
Soffia aria di bufera sulla Protezione Civile
Intanto il direttivo ha investito oltre 100 mila euro per l’acquisto di un camion e l’informatizzazione del distretto

Monselice
All'interno del gruppo della Protezione Civile di Monselice è bufera. Una situazione determinata dalle dimissioni di altri due volontari del gruppo storico: Bruno Cuccato e Diego Donato. Da tempo si registra un clima di tensione. Una situazione determinata dalla presenza di due blocchi contrapposti. Da un parte la vecchia guardia e dall'altra il gruppo dei giovani che sono entrati a far parte della Protezione civile nell'ultimo biennio. Questi ultimi, che fanno capo all'assessore Giuseppe Ragon, hanno iniziato una rapida scalata alla conquista del "governo". I vecchi volontari hanno finito per essere emarginati. Sono iniziate le frizioni dopo la costituzione del "distretto della Bassa Padovana" del quale Monselice è capofila. Sono giunti fondi dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune. Il coordinatore della Protezione Civile locale ha iniziato a fare investimenti. È stato acquistato un camion che può essere utilizzato per più funzioni, costato 75 mila euro, mentre 8 mila sono stati impegnati per l'informatizzazione del distretto, altri 18 mila per l'affitto di un nuovo capannone e ulteriori 8 mila euro per anticipi e allacciamenti.

«È probabilmente questo il contesto in cui vanno inquadrati gli avvenimenti degli ultimi giorni - sostiene il consigliere comunale dei Verdi, Francesco Miazzi - che hanno portato alle dimissioni di altri due volontari storici della Protezione Civile locale. Guarda caso tra quelli che avevano avanzato riserve sulla politicizzazione del gruppo e lo spreco di denaro. Presi di mira, sono diventati prima oggetto di un processo d'emarginazione e successivamente di un decreto di espulsione emesso dal direttivo del gruppo lo scorso 20 aprile. Il provvedimento è stato protocollato il 22 settembre. Il 3 ottobre è stato redatto un nuovo verbale di contestazione ed una nuova richiesta di allontanamento dei due».

Cuccato e Donato si sono appellati al sindaco Fabio Conte, il quale li ha inviati a presentare una memoria difensiva per le accuse mosse loro dal coordinatore. «Dopo tanti anni di attività e sacrifici - aggiunge Miazzi - i due volontari si sono comprensibilmente sentiti umiliati dal doversi difendere da accuse ritenute infondate e strumentali».

L'assessore Rangon, con delega alla Protezione Civile, replica così: «Sulle dimissioni dei due volontari posso solo dire che tutto si è svolto come previsto dal regolamento. Sono certo che a Miazzi tutto questo non interessa. A dimostrarlo è la pretestuosità delle sue polemiche».
Orfeo Meneghetti

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Venerdì, 27 Ottobre 2006
BASSA PADOVANA Il portale web dei servizi utili per le imprese e i cittadini è "on line". Rende disponibili velocemente atti e delibere che prima bisognava chiedere agli uffici
Lavorare con gli enti pubblici attraverso internet

Bassa Padovana
È on-line il portale dei servizi innovativi della Bassa Padovana, sviluppato dal gruppo Infracom e accessibile all'url: www.portalebassapadovana.it.  Il progetto, commissionato da Zaico, una società a partecipazione pubblica fra la Provincia di Padova, la Camera di Commercio e il Comune di Montagnana, è stato cofinanziato dalla Regione e dalla Commissione Europea. Servirà ad avvicinare gli enti e le amministrazioni al cittadino e alle imprese, mettendo informazioni, atti e delibere a disposizione di tutti, agevolmente, con trasparenza attraverso il web.

Il Portale poggia su un'infrastruttura di Internet DataCenter e impiega le più avanzate tecnologie di autenticazione dell'utente per garantire il totale rispetto della privacy. Si possono così consultare pubblicazioni, delibere, ordinanze, piani regolatori, apprendere di gare, bandi o finanziamenti disponibili, oppure scoprire iniziative culturali, turistiche o sportive, ma anche offerte e richieste di lavoro. È possibile inoltre presentare domande, accedere a consulenze on line e persino seguire in diretta audio e video streaming le sedute del consiglio comunale.

Il piccolo imprenditore, l'artigiano e il commerciante possono poi pubblicare sul portale un minisito dedicato, contenente la presentazione della propria attività, collegandogli il link al sito aziendale già esistente o ad immagini rappresentative dei prodotti, della sede e così via. «Consentire al cittadino di accedere in modo semplice e fruibile alle informazioni amministrative è ormai un requisito fondamentale del moderno ente pubblico afferma Antonio Santocono del gruppo Infracom - siamo orgogliosi di avere messo le nostre competenze al servizio di un innovativo progetto di e-government». «Scambiarsi informazioni spiega Andrea Cestaro, presidente di Zaico condividere idee ed esperienze, rendere migliori i rapporti rappresenta un modo forte attraverso il quale sviluppare livelli sempre più importanti di consapevolezza delle propria presenza in un contesto sociale». «Su questo terreno conclude Cestaro - si inserisce il portale della Bassa, uno strumento tecnologicamente avanzato per centrare in maniera sempre più significativa e in linea con i tempi la capacità e l'opportunità per quanti vivono ed operano sul nostro territorio di costruire relazioni positive».
Ferdinando Garavello

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Sabato, 21 Ottobre 2006
PERNUMIA
Farmacista diventa mamma di tre maschietti
Pernumia
(O.M.) Tria perfecta est, dicevano i romani. Un'indicazione alla quale non si è sottratta Maria Cristina Farini, 39 anni, residente in via Rivella, a Pernumia, la quale ieri intorno alle 19 ha dato alla luce tre gemelli all'ospedale San Bortolo di Vicenza. I tre neonati - Francesco, Gabriele ed Edoardo - hanno un peso che oscilla tra un chilo e 60 gramnmi e un chilo e 80 grammi. I tre gemmellini sono ricoverati in incubatrice nel reparto neonatale del nosocomio vicentino. Le loro condizioni di salute sono buone ed i medici nel giro di qualche settimana dovrebbero dimetterli. A Pernumia al loro arrivo si farà festa. Gode di buona salute anche la mamma, la quale svolge l'attività di farmacista in Costa Calcinara a Monselice. Non sta nella pelle il padre dei tre maschietti, Enrico Natalicchio, 37 anni, che opera nel settore del commercio delle automobili. «Sono felice dell'evento. Sono arrivati tre figli in un sol botto, adesso basta. La famiglia è al gran completo». Felicitazioni e - è proprio il caso di dirlo - figli maschi.

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Giovedì, 12 Ottobre 2006
Navigazione veloce nel web arriva l'internet senza fili

Codevigo
(Fe.Be.) Un progetto di collegamento ad internet wirelss (senza fili) prenderà presto piede in ventidue Comuni della provincia di Padova, grazie ad un'idea nata dal sindaco Maurizio Ruzzon di Codevigo e dall'unione dei Comuni. Si tratta di un progetto sperimentale denominato "Area Vasta", con l'obiettivo di dotare i territori interessati di una tecnologia all'avanguardia per navigare velocemente nel web e di un dispositivo per effettuare telefonate tramite la connessione internet (Voip).

Tra le finalità anche quella di garantire collegamenti internet efficienti e soprattutto economici. Una rivoluzione vera e propria per i Comuni che hanno aderito all'accordo: Correzzola, Piove di Sacco, Pontelongo, Solesino, Stanghella, San Pietro Viminario, Ponso, Granze, Sant'Elena, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Piacenza d'Adige, Santa Margherita d'Adige, Vighizzolo d'Este, Barbona, Boara Pisani, Vescovana, Sant'angelo di Piove e i comuni in provincia di Venezia, Campolongo Maggiore e Campagna Lupia. Oltre al Comune capofila Codevigo, che fino ad oggi non poteva garantire ai suoi utenti nemmeno la possibilità di usufruire delle linee Adsl.

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Giovedì, 12 Ottobre 2006
MONTEGROTTO

Montegrotto.
 "Terme e salute" arriva in tutta Italia. Il progetto torna quest'anno decisamente più potenziato ed esteso a tutta la provincia di Padova e a tutti i comuni italiani. "Terme e Salute" ha preso le mosse lo scorso anno da un'iniziativa dell'assessore alle Politiche Sociali Omar Tasinato. Si tratta in sostanza di corsi di acquagym, fangoterapia e nuoto in acqua termale a prezzi calmierati per anziani.

«Il progetto si articola in tre fasi - ha commentato Omar Tasinato - la prima vede l'adesione di tutti i 14 comuni che avevano già partecipato alla passata edizione, la seconda l'estensione del progetto anche a tutta la provincia di Padova e la terza, grazie all'Associazioni degli Albergatori e a Unindustria, alla promozione di questa iniziativa anche in tutti i comuni d'Italia». Oltre ai corsi di ginnastica in acqua e agli accessi alle piscina sarà possibile usufruire di offerte convenienti per pacchetti soggiorno. Un'agevolazione non da poco per chi vive a diverse decine di chilometri dal bacino termale euganeo.

«All'aspetto della prevenzione - ha spiegato l'assessore provinciale Massimo Giorgetti - si aggiunge anche quello dell'aggregazione e l'utilizzo delle strutture anche dal punto di vista occupazionale».

L'iniziativa si svolgerà nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, in un periodo cioè in cui la stragrande maggioranza degli alberghi normalmente chiude per mancanza di turisti. Un modo dunque per venire incontro alle spesso scarse possibilità economiche degli anziani, alla promozione del territorio e al sostegno delle imprese alberghiere del territorio nei tre mesi dell'anno in cui si sente più pesantemente la mancanza di turisti.

Lo scorso anno l'iniziativa, estesa a soli 14 comuni della provincia, ha vista la partecipazione di oltre 300 persone. Il prezzo dei pacchetti deve ancora essere reso noto ma di sicuro rimarrà abbondantemente al di sotto della media (16 lezioni di acquagym costeranno solo 60 euro). Durante il periodo sarà possibile svolgere un ciclo di cure fangoterapiche. Anche in questo caso si potrà chiedere il rimborso delle spese mediche al Sistema sanitario nazionale qualora le cure risultassero indispensabili. Per il momento sono circa una decina gli hotel che hanno aderito all'iniziativa, ma nei prossimi giorni il loro numero sembra destinato a salire. I posti letto sono 5 mila. Per informazioni telefonare ogni lunedì, mercoledì e giovedì, dalle 9 alle 13, alla AgenSport (la società che organizza i corsi e le attività) allo 049.8364069. Partner dell'iniziativa anche i comuni di Abano, Torreglia, Battaglia, Galzignano, Due Carrare, Maserà, Cartura, Albignasego, Teolo, Cervarese, Saccolongo e Selvazzano.
Riccardo Bastianello

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Domenica, 8 Ottobre 2006
VALSTAGNA Morto nel 1955, don Lucio Ferrazzi va verso la beatificazione
Già lo chiamano santo
Pastore a Pernumia (Pd), la sua vita ha ispirato un film e un dvd

Valstagna
La sua vita, in odore di santità, ha già ispirato un film ed un dvd, nuovi mezzi e nuovi linguaggi per evangelizzare e proporre la parola della Chiesa. Si tratta della testimonianza di vita di don Lucio Ferrazzi, nativo di Valstagna, del quale ricorre in questi giorni il 130° anniversario della nascita, "un prete assolutamente contemporaneo - lo ha definito l'arcivescovo di Padova Antonio Mattiazzo - un umile prete di campagna per il quale ho avviato la causa di beatificazione". A livello diocesano il "processo" volge alla conclusione e si appresta quindi a traslocare a Roma, per il definitivo pronunciamento. In attesa del benestare vaticano, lo considerano già santo gli abitanti di Pernumia (Pd), dove l'arciprete don Lucio Ferrazzi ha svolto il ministero sacerdotale per 52 anni, tanto che i suoi numerosi estimatori gli hanno già eretto un monumento. Lucio Ferrazzi è nato a Valstagna il 20 settembre 1876. Entrò in seminario quando aveva già 17 anni e fu ordinato sacerdote nel 1902.

Mons. Giuseppe Zanon, durante le ricerche sul prete valligiano, frugando negli archivi del seminario vescovile, trovò che Ferrazzi, causa numerose assenze per malattia ed il ritardato inizio degli studi, non aveva certo le valutazioni di "eccellente", come molti suoi compagni di corso ed anzi le sue note gli assegnavano la stretta sufficienza, ma "a nessuno dei compagni tanto dotati di don Lucio fu innalzato un monumento, che fu eretto invece proprio a lui, forse ultimo della classe". Don Ferrazzi si è spento nel 1955 ed il suo monumento, nel 20° anniversario della morte, è stato eretto "col consenso generale e con l'obolo spontaneo del popoplo che ha voluto, a distanza di tempo, rinnovare con la memoria la riconoscenza ad un prete che per 52 anni, specialmente nei tempi difficili delle due guerre mondiali, ha esercitato il ministero a Pernumia , dando tutto se stesso come maestro della fede e padre di una carità senza limiti". Lo stesso comune si è assunto l'onere della stampa di un libro dedicato al prete "che salvò il paese quando, nel 1945, i tedeschi volevano bruciarlo od uccidere 10 persone, perchè erano stati tagliati i fili della linea telefonica del comando", ma con il suo intervento ciò fu evitato.

"La testimonianza più grande che don Lucio ha lasciato è quella della carità" dice nella prefazione del libro il vescovo di Chioggia Alfredo Magarotto, già chierichetto del padre valstagnese. Quella di don Lucio, si legge, "è la storia di un piccolo prete di campagna nato povero, vissuto povero, morto povero, ma ricco di virtù e di meriti dinanzi a Dio e agli uomini, molti dei quali non dubitano di chiamarlo santo".
Roberto Lazzarato

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Domenica, 8 Ottobre 2006
Battaglia Terme
Le sorti della ...

Battaglia Terme
Le sorti della Nuova Magrini Galileo sono legate a un filo. Le riunioni, gli incontri con le istituzioni e i sit-in di protesta non sono serviti quasi a nulla. L'ultima spiaggia rimane ora l'incontro con il Ministero, per chiedere un intervento del Governo. L'azienda dovrebbe festeggiare il centenario della nascita tra non molto. Negli anni '70 dava lavoro a quasi 800 tute blu, ridotte ormai a 200. Tanti sono i dipendenti direttamente coinvolti, a cui si vanno ad aggiungere quelli dell'indotto. Insomma, la chiusura della Magrini potrebbe mettere in ginocchio quasi 300 famiglie. Per questo mercoledì scorso, operai, sindacati e sindaci del territorio si sono trovati in piazza. Hanno detto il loro no al trasferimento all'estero della produttività della Magrini. Un lungo serpentone umano ha bloccato il traffico della statale per qualche minuto, in segno di protesta. Una manifestazione pacifica e colorata, a cui hanno partecipato anche i familiari dei dipendenti, bambini compresi. La Magrini è di proprietà di Siemens Austria. Il portavoce della società ha fatto sapere che lo stabilimento di Battaglia si scontra con la produzione dello stesso prodotto di un'altra fabbrica europea. Inoltre il livello di produttività sarebbe maggiore nella fabbrica estera. In pochi hanno creduto a queste motivazioni e per domani alle 9,30 è fissato un altro incontro tra dipendenti, sindacati e istituzioni. I lavoratori della Magrini arrivano da molti paesi limitrofi. Monselice è in testa con 37 dipendenti, poi viene Battaglia con 36, Due Carrare con 26, Padova con 18, Pernumia con 17 e Galzignano Terme con 12. Si attende quindi la presenza dei rappresentanti di ogni comune coinvolto.
Emanuele Masiero

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Martedì, 3 Ottobre 2006
PERNUMIA Piovan invece di approvarlo è uscito dall’aula. Minoranze scatenate
Bilancio, trema la maggioranza

Pernunia
L'abbandono dell'aula da parte del consigliere di maggioranza, Silvano Piovan, all'atto dell'approvazione del bilancio consuntivo 2005 ha fatto rumore.

«La mia è stata una forma di protesta non nei confronti del sindaco, Giovanni Magarotto, e del suo lavoro - sostiene Piovan - ma verso alcuni assessori, i quali stanno occupando una poltrona senza spendersi a favore della gente e dello sviluppo di Pernumia».

Un piccolo terremoto che il primo cittadino di Pernumia dovrà rintuzzare. L'opposizione non ha perso l'occasione per attaccare. «Forse siamo alla resa dei conti all'interno di una maggioranza che mostra di essere troppo rissosa - afferma Silvio Francescon, del gruppo "Pernumia delle libertà" - e che ancora una volta ha mostrato una mancanza di progettualità politico amministrativa. Infatti, nessuna relazione politica è stata presentata a corredo dell'avanzo di bilancio».

Il capogruppo di "Insieme per Pernumia", Paolo Merlo rincara la dose così: «Il rendiconto dello strumento finanziario evidenzia un avanzo di amministrazione per il 2005 di 948 mila euro. Si tratta di un importo rilevante, che non giustifica l'allarmismo che l'attuale amministrazione, a più riprese, ha manifestato ai cittadini, di aver trovato un situazione economica disastrata, a causa della precedente amministrazione comunale. Una situazione che l'anno scorso ha indotto gli amministratori comunali a non ridurre servizi importanti: agenti di polizia municipale con 10 ore la settimana, assistente sociale con 15 ore. Inoltre sono evidenti le carenze di personale nei vari uffici. C'è stato un carosello di segretari comunali, senz'altro competenti, ma incappati in una situazione amministrativa di evidente precarietà. Questa amministrazione ha dimostrato ampiamente di non saper rispondere ai bisogni dei cittadini, i quali hanno manifestato il loro disagio per le carenze evidenziate nell'erogazione dei servizi».
O.M.

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Martedì, 3 Ottobre 2006
MONSELICE/PERNUMIA Interrogazioni in Provincia e Regione da parte dei Verdi. L’area è quella dell’azienda Cerealpadana
Discarica abusiva e cattivi odori, riesplode la protesta

Monselice
Torna nell'occhio del ciclone ambientalista la Cerealpadana di proprietà di Luca Zanetti. L'azienda a Monselice è proprietaria di ottanta campi che dal 1977 sono utilizzati come discarica di materiale che genera odori acri.

L'accusa è contenuta negli esposti presentati dai rappresentanti del comitato ambientalista "Lasciateci respirare" e dai residenti delle vie Cavallino ed Arzerdimezzo, strade a cavallo dei confini comunali di Monselice e Pernumia. Gli esponenti del mondo ambientalista, in questi giorni, sono tornati a riproporre la questione a livello di consigli regionale e provinciale.

«Da tempo denunciamo un'attività di escavazione e di discarica abusiva nelle campagne di proprietà dell'azienda Cerealpadana - afferma Paolo De Marchi - La prima petizione è del 2001. In quell'atto si denunciavano odori molesti e aria irrespirabile provocati dall'attività di scavo e movimento terra dei mezzi della proprietà aziendale. Nel 2002 l'allora assessore provinciale all'ambiente, Domenico Riolfatto, rendeva noto che da analisi svolte sul materiale scaricato dalla Cerealpadana - compost proveniente dalla discarica di Este gestita dalla Sesa "erano state riscontrate forti tracce di cromo, rame, mercurio e altre sostanze"».

La situazione ha destato le preoccupazione anche del consigliere regionale dei Verdi, Gianfranco Bettin, il quale a sostegno dell'interrogazione proposta a livello di assemblea consiliare della Provincia aggiunge quella che ha presentato a palazzo Ferro Fini. «Nel giugno 2005 a seguito di nuovo dettagliato esposto, i tecnici dell'Arpav eseguono dei controlli nell'azienda di Zanetti - spiega Bettin - sottolineando che non è stato possibile effettuare approfondimenti per la posizione non molto conciliante assunta dal titolare dell'azienda».

Gli ambientalisti chiedono, quindi, a Regione e Provincia di rompere gli indugi e d'avviare le indagine per scoprire la natura del materiale sparso sui terreni da Zanetti.
O.M.

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Venerdì, 22 Settembre 2006
A
bano Terme
(G.Colt.) La truffa ...

Abano Terme
(G.Colt.) La truffa è il suo mestiere. Originario di Monselice, ha pensato che era assai più redditizio gabbare il prossimo che non fare il manovale. E così Maurizio Morato, quarantatreenne, si è messo in affari, arricchendo in breve tempo il suo pedigree. Era il dicembre 1991 quando i carabinieri gli misero le manette ai polsi per associazione per delinquere, truffa, ricettazione e tentata estorsione. Sotto l'ombrello di una società di comodo, la Elitherm srl di Pernumia (sulla cui attività indagò anche la polizia tedesca in merito ad un traffico internazionale di auto rubate), l'ex muratore e i complici avevano menato per il naso qualcosa come sei istituti di credito, quattordici finanziarie e trentasette aziende.

Uscito dalla disavventura giudiziaria con un patteggiamento, l'"imprenditore" del raggiro si è rifatto il look. Come? Ingannando l'anagrafe, la motorizzazione civile, l'Ufficio Iva, la Camera di Commercio. Con un semplicissimo stratagemma. Denunciato lo smarrimento della carta di identità e della patente si è fatto rilasciare i duplicati con le generalità di un omonimo, di tre anni più vecchio, residente nel capoluogo termale in via San Pio X, dirigente scolastico. Con i due falsi documenti ha fatto il resto. Si è presentato all'Ufficio Iva di Este dove ha registrato l'inizio dell'attività della "Duemme Costruzioni" - ditta esistente solo nella sua truffaldina fantasia - facendosi rilasciare il numero di partita iva. E lo stesso giorno ha pure ottenuto l'iscrizione dell'"azienda" all'albo delle imprese artigiane.

Così preparato il terreno ha iniziato a tirare bidoni in giro per la provincia. A cominciare da Ponte San Nicolò, dove ha acquistato una moto Yamaha 250 del valore di oltre 11 milioni delle vecchie lire stipulando un contratto di finanziamento. Poi a Este ha aperto un conto corrente alla Banca di Roma, a Monselice un altro conto alla Banca Nazionale del Lavoro. Tra i raggiranti anche l'Assicurazione Cattolica, Divani & Divani e perfino la Telecom.

Fatto sta che sulla testa del "vero" Maurizio Morato sono cominciate a piovere le rogne. Il povero professore ha dovuto chiedere aiuto ai carabinieri. E a forza di denunce e di spese legali il dirigente scolastico è riuscito a liberarsi dalla persecuzione dei creditori, mentre il truffatore ha continuato imperterrito a seminare raggiri al volante di una lussuosa Audi A6.

Il processo pende dinanzi al giudice Gianluca Bordon, ma bisognerà aspettare il febbraio del prossimo anno.

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Venerdì, 15 Settembre 2006
Battaglia
(Ri.Ba.) Sono saliti ...

Battaglia
(Ri.Ba.) Sono saliti con una scala al primo piano, hanno scavalcato la ringhiera del terrazzo, forzato la tapparella e portato via tutti i contanti che c'erano dentro una borsa. In tutto 300 euro. È accaduto alla famiglia Bernardello di via De Gasperi 1, durante la notte tra mercoledì e giovedì. E non passa ormai giorno senza che qualche abitazione nella zona di Battaglia,
Pernumia o Due Carrare venga visitata dai ladri. Solo un paio di notti fa era stata la volta dei vicini di casa della famiglia Bernardello. "Probabilmente quando sono entrati - ha spiegato la moglie - hanno anche spruzzato qualche sonnifero perché il nostro cane che di solito abbaia per ogni minimo rumore ha continuato a dormire tranquillo". E' la terza volta che la famiglia Bernardello viene visitata dai ladri. Ad accorgesi del furto è stata la donna quando, appena svegliata, ha visto la sua borsetta a terra.

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Mercoledì, 13 Settembre 2006
PERNUMIA In via Palù Inferiore
Razzia di ori e cellulari mentre tutti dormono
Famiglia terrorizzata al risveglio

Pernumia
(O.M.) Momenti di terrore per una famiglia di via Palù Inferiore 42: i ladri sono entrati in azione mentre marito, moglie e i due figli dormivano. Al loro risveglio hanno trovato le stanze messe a soqquadro.

L'altra notte i malviventi si sono introdotti nell'abitazione di Lorenzo Bisello, a Pernumia. Armati degli arnesi da scasso hanno vinto senza troppa fatica e senza rumore, la resistenza della porta d'ingresso dell'abitazione. Una volta entrati hanno cominciato a rovistare in cucina e in salotto alla ricerca molto probabilmente di denaro. Alla fine sono riusciti a mettere le mani su due cellulari, braccialetti d'oro e una macchina fotografica. Il valore della refurtiva è stato quantificato in 2 mila euro. I malviventi se ne sono andati senza che i componenti della famiglia si accorgessero di quanto stava accadendo.

Alle sei di mattina quando marito, moglie si sono alzati, hanno dovuto constatare che la porta di casa era stata scassinata e che cucina e salotto erano state passati al setaccio. Dopo i primi attimi di sgomento, ma certi di aver scampato il pericolo di trovarsi "faccia a faccia" con i malviventi, hanno telefonato ai carabinieri. In via Palù Inferiore è intervenuta una pattuglia dei militari dell'arma della stazione di Monselice, i quali hanno avviato immediatamente le indagini per cercare di individuare gli autori del furto.

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Domenica, 3 Settembre 2006
PERNUMIA

Bici, sagra e vecchi grammofoni
Alle 15.30 biciclettata nei dintorni del paese. Nel sagrato della chiesa alle 16.30 inizia "Divertimento ragazzi" mentre alle 20.30 ci sarà uno spettacolo di magia. Alle 21 serata musicale con l'orchestra Gli assi. La sagra di Sant'Agostino prosegue domani con una serata danzante e si conclude martedì con il gruppo cover "Bollicine" alle 21 a villa Maldura, contemporaneamente all'orcherstra da ballo alla Pro loco in via Verdi. Finale con tombola agli impianti sportivi e fuochi d'artificio. In viale Fiumicello c'è il luna park, al centro "Ruzante" mostra del fotoclub, a villa Maldura un'esposizione di vecchi grammofoni, alle scuole elementari tiro con l'arco. (o.m.).

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  Venerdì, 1 Settembre 2006
Chiusa l’inchiesta sul traffico di scorie riciclate illecitamente per costruire strade, chiesto il rinvio a giudizio complessivamente di 39 persone
Rifiuti nocivi, sette trevigiani sotto accusa
Un ruolo di primo piano è attribuito a un imprenditore montebellunese. La Provincia parte civile

Treviso
Arriva a processo la vicenda sul traffico e smaltimento illecito di rifiuti che sarebbe avvenuto tra il 2003 e il 2005 tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna e interrotta nel marzo del 2005 con l'intervento del Corpo forestale dello Stato e l'arresto di sei persone con l'accusa di traffico illecito di rifiuti.

Una montagna di rifiuti industriali nocivi e non che sono finiti in sottofondi stradali, cavalcavia, tunnel e sovrappasi dell'altavelocità ferroviaria. Trentanove gli indagati per cui il pubblico ministero Giorgio Gava della Procura di Venezia ha chiesto il rinvio a giudizio. Un affare da miliardi che fra il 2003 e il 2005 avrebbe coinvolto Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, interrotto dagli accertamenti della Guardia forestale di Treviso e che ha portato al sequestro di un cantiere dell'Alta Velocità, e quindi anche a un'indagine del Ministero dei Trasporti. La Provincia di Treviso si è costituita parte civile. All'epoca del blitz furono sequestrati alcuni impianti per il trattamento e il recupero dei rifiuti, due dei quali a Malcontenta di Mira (Venezia) e Pernumia (Padova) facenti capo al principale indagato, Fabrizio Cappelletto, 50 anni, residente a Montebelluna, socio, consulente ambientale e gestore di società di recupero rifiuti. Gli altri indagati della Marca per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio sono Alessandro Musacco, 40 anni, residente a Susegana, Graziano Battistella, 54 anni, di Gorgo al Monticano, Carlo Davi, 66 anni, residente a Ponte di Piave, Paolo Bastianello, 49 anni, di Preganziol, Claudia Dal Ben, 50 anni, di Salgareda; Giancarlo Beccato, 56 anni, di Salgareda.
Rossignati

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Venerdì, 1 Settembre 2006
Verona
Arriva a processo la vicenda sul traffico ...

Verona
Arriva a processo la vicenda sul traffico illecito di rifiuti che avvenuto tra il 2003 e il 2005 tra Veneto, Lombardia ed Emilia scoperto nel marzo di un anno fa dal Corpo Forestale dello Stato che arrestò 6 persone. Un mare di rifiuti industriali nocivi che sono finiti in sottofondi stradali e manufatti in cemento anche dell'alta velocità ferroviaria (Tav): 39 gli indagati per cui il pm Giorgio Gava di Venezia ha chiesto il rinvio a giudizio. Richiesta che ha visto il gip Daniela Defazio fissare per il 25 gennaio la prima udienza a quella che pare una vera banda dedida allo smaltimento illegale di rifiuti in tutto il Nord Italia. Un affare da milioni di euro che ha già portato al sequestro di un cantiere Tav e ad un indagine del ministero dei Trasporti. Mentre si sono costituiti parte civile 26 Comuni (da Padova a Ravenna, da Cerea a Monselice), 10 Province (da Venezia a Padova, Treviso, Verona, Mantova, Viterbo), le Regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, e le associazioni Legambiente Veneto e Wwf Italia.

Una vicenda che nel marzo del 2005 aveva visto sequestri di impianti e automezzi utilizzati per il trasporti dei rifiuti e anche 6 arresti. Nell'operazione, denominata "Il mercante di rifiuti", era stato sequestrato anche il cavalcavia Camerini a Padova e un cantiere ad Arino di Dolo. Nel conglomerato cementizio, secondo l'accusa, sarebbe stati superati i limiti di idrocarburi pesanti, nichel e rame. Ma in mezzo alla ghiaia e ai rifiuti sono state trovate anche migliaia di posate da tavola e altre sostanze tossiche. Sequestrati inoltre alcuni impianti per il trattamento dei rifiuti, a Malcontenta di Mira e Pernumia (Padova) facenti capo al principale indagato, Fabrizio Cappelletto, 50 anni, come "socio, consulente ambientale e gestore della C&C e della Digamma col concorso di Luciano Rossi e di Graziano Chiarentin (rappresentanti legali) per conseguire ingiusti profitti nel recupero rifiuti (decine di migliaia di tonnellate) pericolosi e non".

Ma l'atto accusa anche Cappelletto di "procurarsi con la complicità di Musacco (laboratorio Geo Lab di Treviso) certificati di analisi contenenti indicazioni false o incomplete sulle caratteristiche chimico fisiche dei rifiuti". A quel punto tali scarti non inerti venivano "impastati", per nasconderli, con ghiaia o sabbia e quindi venderli come conglomerato cementizio o cordoli "con grave danno per l'ambiente".

Queste le accuse principali alle quale sono poi collegati altri capi di imputazione per gli indagati, che sono trasportatori o gestori di impianti (anche escavatori). Un processo che svela un sottobosco scaltro. Un dossier di Legambiente ricorda ben 40 inchieste in 3 anni su traffici illeciti di rifiuti (decreto Ronchi) con 251 persone arrestate, 817 denunciate, 247 aziende e 19 regioni coinvolte. «Come Legambiente Verona - sottolinea Michele Bertucco - ci siamo costituiti parte civile in questo procedimento. Ormai, la gestione illegale dei rifiuti costituisce un affare redditizio per le bande criminali: per essere più precisi la stima di Legambiente parla di oltre 3,2 miliardi di euro con danni enormi per l'ambiente».
Massimo Rossignat
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Giovedì, 31 Agosto 2006
PATTINAGGIO GRAND PRIX
Dieci nazioni si sfidano in Prato della Valle

Oggi alle 16 in Prato della Valle partirà il 10. Padova Grand Prix di pattinaggio in linea. La manifestazione, organizzata dal Roll Club padovano, vedrà quest'anno, nella due giorni di gara, ventiquattro prove, dai 500 sprint alla 20 chilometri ad eliminazione. Dieci le nazioni presenti, con Belgio, Croazia, Olanda, Repubblica Ceca, Russia, Slovena e addirittura India e Bangladesh ad insidiare i rappresentanti azzurri.

La prima prova, i 3000 metri riservati ai cadetti, è la novità dell'anno. Il clou sarà alle 19, con i tentativi di record del mondo del chilometro lanciato e nei 200. Già iscritto a questo tentativo il veronese Luca Saggiorato, cinque volte campione del mondo, che si presenterà al via in tutte le gare, compresa la maratona. La gara sui 42 chilometri chiuderà il fine settimana sui roller e si snoderà nella Bassa Padovana. La partenza è per domenica alle 10.30 a Maserà, mentre l'arrivo, dopo gli attraversamenti di Due Carrare, Pernumia, Monselice, Sant'Elena, Solesino e Granze, sarà a Rovigo.

Le prove di oggi continueranno fino alla tarda serata, con i 3000 per gli assoluti, le eliminatorie della 500 sprint, appunto i tentativi di record del mondo, la gara a punti sui 10 chilometri a fare da "piatto forte", e a chiudere le finali della sprint.

Numerose anche le manifestazioni di contorno. Il Roll Club, infatti, ha previsto una serie di esibizioni di danza con gli atleti "di casa" che, dalle 20.30, animeranno una pista allestita nelle vicinanze dell'arrivo. Protagonisti annunciati soprattutto Daniel Morandin e Serena Bidoli, che qualche mese fa si sono laureati campioni d'Europa juniores di danza. Il loro "Adagio", che faceva parte anche del programma vincente dell'Europeo, chiuderà l'esibizione. Meno legata ai pattini, ma comunque molto spettacolare, l'esibizione di "Schizzo". Franco Favaretto, tra i primi specialisti al mondo della discesa libera sui roller, sarà trainato da una moto con speciali scarpe metalliche che, con le loro scintille, illumineranno la cerimonia d'apertura.

Domani ancora gare, con i 5000 cadetti alle 16 e a seguire la 20 chilometri ad eliminazione, i 1000 metri e le due prove di "americana".
  m.zi.

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Venerdì, 25 Agosto 2006
Domani si concluderà per il Veneto ...

Domani si concluderà per il Veneto la 67 edizione del re dei concorsi di bellezza, Miss Italia. In Piazza Aurora a Jesolo ci sarà l'elezione di Miss Italia Veneto. Termina così il lungo ciclo di selezioni cominciate a febbraio. In gara le bellezze di tutta la regione vincitrici delle selezioni provinciali. La parte del leone la fanno le miss della terra padovana, le più numerose, che ormai è risaputo sia terra di bellezze. Non a caso il titolo 2005 è della padovana Fabia Breda.

In gara, se tutte vorranno partecipare, ci saranno 26 ragazze anche se due di loro soffriranno meno delle altre. Hanno vinto una fascia regionale che permette loro di avere già un posto alla prefinale nazionale che quest'anno è passata da San Benedetto del Tronto a Jesolo (dal 3 al 9 settembre con la diretta serale su Rai Uno dove saranno annunciate le 101 finaliste nazionali). Si tratta di Andrea Gioia Sigolotto, 21 anni di Este e di Martina Mason, 18 anni di Loreggia rispettivamente Miss Bellezza Veneto e Miss Cinema Veneto. Un'altra padovana è già alla prefinale ma concorre per il Friuli Venezia Giulia. E' Valentina Pan, 19 anni di San Giorgio in Bosco Miss Wella. Tre le prefinaliste trevigiane, altrettante le veneziane, due le padovane mentre la provincia di Vicenza ha una sola miss. Nessuna rappresentante per Rovigo, Belluno e Verona. Sabato alla finalissima saranno tutte alla pari e non è da escludere la vittoria di una outsider anche non con un titolo regionale. Di certo sarà una grande festa fosse solo per il decennale in regione dell'agente regionale Dario Diviacchi della Eventi (da 18 anche del Friuli) che per l'occasione ha invitato tutte le Miss Veneto.

In bocca al lupo allora alle miss padovane: Elisa Salvan, 19 anni di Battaglia Terme, Laura Cherubin, 19 anni di Onara di Tombolo, Maria Beatrice Guarnieri, 20 anni di Cervarese Santa Croce, Stella Sabbadin, 18 anni di Cittadella, Elena Fusari, 20 anni di Due Carrare, Arianna Bano, 17 anni di Marsango di Campo San Martino, Vanessa Sartori, 20 anni di Maserà di Padova, Giorgia Galeazzo, 18 anni di Padova, Valentina Zulian, 17 anni di Padova, Elisabetta Perin, 26 anni di Padova, Michela Cagnin, 21 anni di Pernumia, Denise Gallo, 20 anni di Piove di Sacco, Linda Lorenzoni, 20 anni di Piove di Sacco, Sara Bellotto, 18 anni di San Giorgio delle Pertiche, Isabella Zoccarato, 21 anni di San Giorgio delle Pertiche, Alice Chiomento, 19 anni di San Pietro in Gù, Diletta Dalla Pria, 18 anni di Selvazzano Dentro, Silvia Bragadin, 19 anni di Selvazzano Dentro, Ilaria De Zanetti, 18 anni di Selvazzano Dentro, Giada Bacelle, 18 anni di Torreglia, Erika Marcato, 19 anni di Vigonza e Giulia Pezzuto, 20 anni di Vigonza.
Michelangelo Cecchetto

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Giovedì, 24 Agosto 2006
MISS ITALIA
Ultime possibilità per le aspiranti miss di conquistare una fascia regionale che ammette di diritto alla prefinale nazionale del principale concorso di bellezza, Miss Italia, che verrà ospitato a Jesolo dal 4 al 9 settembre. Martedì sera nel parco dell'hotel Majestic a Galzignano Terme, la terz'ultima selezione prima della finale per il titolo regionale di sabato 26, sempre a Jesolo. Chi la vincerà accederà direttamente in finale. Martedì la vittoria è andata in terra veneziana, ad Elita Costantini, 20 anni di Ca' Savio che diventa Miss Moda Mare Veneto e Miss Galzignano Terme. Seconda una trevigiana Marta Baldo, 22 anni di Roncade, terza un'altra veneziana Stella Piva, 19 anni di Oriago, quarta Laura Panella, 17 anni di San Zenone degli Ezzelini (Treviso) e quinta la padovana Michela Cagnin, 20 anni di Pernumia, già Miss Italia Padova. Le 38 miss in gara erano rese ancora più affascinanti dallo splendido scenario del resort arrivando a sfilare nella piazzetta del giardino dell'hotel dopo aver percorso le passerelle che collegano i 2.400 metri quadrati di piscine termali. Molti gli appalusi dei presenti, tra i quali molti ospiti tedeschi, a cominciare dalla prima sfilata aperta da un pulcinella-ballerino. Un lavoro impegnativo per la giuria presieduta da Fulvio Badetti direttore marketing del gruppo Ifa hotel che ha espresso il desiderio di continuare il connubio con le bellezze di Miss Italia. Fascino, portamento, charme ed eleganza gli elementi valutati con punteggio da 1 a 5 per la prima uscita dove le ragazze si sono presentate con un proprio abito elegante. Bellezza del fisico per la seconda ed ultima sfilata. Per tutte le partecipanti identico costume ufficiale del concorso. Fuori gara le miss hanno presentato alcuni capi di moda mare in modo molto originale: ballando sulle musiche di un brano di Shakira con le coreografie curate da Debora Ferrato che ha diretto anche i bravissimi ed applauditissimi danzatori del gruppo padovano dei Dreamakers in scena con tre balletti. A presentare la serata Paolo Zippo con le ragazze fotografate da Dino Juliani. «Proprio questa sera non mi aspettavo la vittoria - ha commentato Elita dopo aver asciugato le lacrime di gioia - Avevo 39 di febbre. Questa è la mia 109 fascia, adesso spero nella finale regionale e di arrivare a Salsomaggiore».
Michelangelo Cecchetto

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Giovedì, 24 Agosto 2006
CONCORSO
ELITA, MISS DA RECORD CON 109 FASCE

Mestre 
È la sua 109 fascia, quella alla quale, almeno fino ad ora, ambiva di più. La fascia che le permette di accedere alla prefinale nazionale del concorso di bellezza per eccellenza, Miss Italia. Fascia rincorsa senza esito lo scorso anno e conquistata quest'anno proprio quando non se lo aspettava, fosse solo per sfilare in passerella pur avendo la febbre a 39. Da martedì anche Elita Costantini (nella foto), 20 anni, estetista di Ca' Savio, può ben dire che "chi la dura la vince". A lei è stato assegnato il titolo di Miss Moda Mare Veneto e così alla squadra della bellezza del Veneto si aggiunge una seconda veneziana accanto ad Alice Bellon Miss Wella Veneto. Oltre al titolo regionale Elita conquista anche la fascia di Miss Galzignano Terme. Proprio nel comune dei Colli Euganei nel parco dell'hotel Majestic si è svolta la terz'ultima regionale prima della finalissima di sabato in Piazza Aurora a Jesolo. La bellezza veneziana l'ha fatta da padrona. Oltre al podio di Elita terza si è classificata la bionda Laura Panella, 19 anni di Oriago. Al secondo e quarto posto le trevigiane Marta Baldo, 22 anni di Roncade e Laura Panella, 17 anni di San Zenone degli Ezzelini. Quinta la padovana Michela Cagnin, 20 anni di Pernumia. In gara erano in 38, presentate da Paolo Zippo, hanno sfilato in abito elegante e in costume. Molto applauditi anche i balletti del corpo di ballo dei Dreamakers coreografati da Debora Ferrato. "Questa sera non pensavo proprio di farcela - commenta Elita - Dico sempre che nella botte piccola c'è il vino più buono. Dedico la fascia ai miei genitori e a mia sorella Syarol".
Michelangelo Cecchetto

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Mercoledì, 23 Agosto 2006
PERNUMIA

Derubate nel sonno due famiglie 
Nel mirino via Palù Superiore

Pernumia
(O.M.) Due furti sono stati commessi, l'altra notte, in altrettante abitazioni situate nella stessa via di Pernumia , mentre i componenti delle famiglie erano a letto. Il bottino complessivo è di circa 700 euro.

Le abitazioni si trovano rispettivamente ai civici 9 e 10 di via Palù Superiore. I ladri, forzato il blocchetto della serratura della porta d'ingresso, sono entrati all'interno della casa di proprietà della famiglia Riva. I malviventi, dopo aver sottratto alcuni oggetti che hanno trovato in cucina e nel salotto, hanno arraffato anche due vestiti. Poi se ne sono andati senza disturbare il sonno dei Riva che solo al mattino seguente hanno constatato di essere stati derubati. La stima dei danni ammonta a circa 300 euro.

Lo stesso copione è stato seguito dai ladri per introdursi all'interno della casa dove risiede la famiglia Scarabattolo. In questo caso i ladri si sono impossessati di 130 euro in contanti, orecchini, un cellulare ed un orologio. Anche in questo caso i malviventi hanno fatto il colpo senza disturbare il riposo dei derubati, che solo al risveglio hanno fatto l'amara scoperta. Il valore dei beni sottratti è pari a 400 euro.I carabinieri della stazione di Monselice hanno avviato le indagini per individuare i responsabili.

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Domenica, 6 Agosto 2006
VIGODARZERE
Stop alla segreteria in Comune

Vita breve per la convenzione, stipulata tra i Comuni di Vigodarzere e di Pernumia, per la gestione in forma associata del servizio di segreteria comunale. Partita il primo di gennaio di quest'anno, cesserà definitivamente a fine agosto, una volta decorsi trenta giorni dallo scioglimento, deliberato dal Consiglio comunale di Vigodarzere su richiesta del sindaco di Pernumia. Il segretario, conservando la titolarità nel Comune capofila, rimarrà a Vigodarzere. Chi, non si sa ancora. Infatti, a seguito delle elezioni amministrative di maggio, Vigodarzere ha avviato il procedimento per la nomina di un nuovo funzionario in sostituzione della dott.ssa Ilaria Piattelli, prossima a lasciare per altra destinazione.

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Domenica, 6 Agosto 2006
STASERA
MISS ELEGANZA IN PRATO DELLA VALLE

(M.C.) Si svolge stasera alle 21 in Prato della Valle la selezione regionale del concorso di Miss Italia che assegnerà la fascia di Miss Eleganza Veneto. La vincitrice accederà di diritto alla prefinale nazionale che si svolgerà ad inizio settembre ad Jesolo, oltre che alla finale regionale per il titolo di Miss Veneto, programmata per il 26 agosto nella stessa città balneare. Lo spettacolo della bellezza era programmato per giovedì ma il maltempo ha costretto al rinvio. La kermesse è gratuita. In passerella almeno quaranta miss che presentate da Paolo Zippo, sfileranno con un proprio abito elegante e con il body ufficiale del concorso. Sul palco i suggestivi balletti dei Dreamakers. Oltre alle uscite valide per il voto dei giurati, le miss sfileranno con capi di moda mare e moda casual. Saranno presenti la venezianaErica Carraro, Miss Eleganza Veneto 2005, e Michela Cagnin, neo Miss Italia Padova. Domani sera si svolgerà nel parco di Villa Sebellin a Rossano Veneto (Vicenza), la quarta selezione regionale per la fascia di Miss Bioetycanche questa rinviata per il brutto tempo.

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Venerdì, 4 Agosto 2006
TITOLO REGIONALE
Il maltempo fa slittare la serata di Miss Eleganza in Pra', nuovo appuntamento a domenica

A causa dell'incombente maltempo, gli organizzatori hanno deciso ieri di annullare la selezione regionale di Miss Italia valida per il titolo di Miss Eleganza Veneto che era prevista in serata in Prato della Valle. Lo spettacolo è stato rinviato a domenica alle 21 sempre in Pra'. La decisione è stata presa a seguito delle avverse condizioni meteo. Non fosse per la pioggia caduta a più riprese e cessata a metà pomeriggio, è stato il brusco calo della temperatura a rendere inadeguata la serata per la kermesse della bellezza. Impossibile per le miss sfilare in abito elegante e poi in costume ad una temperatura di neanche venti gradi. Agli organizzatori, l'assessorato comunale al Commercio ed al Turismo, la Confesercenti e l'associazione Dreamakers, non è rimasto altro che far slittare il concorso di concerto con la NordEst Eventi licenziataria del marchio Miss Italia. Anche l'anno scorso il maltempo ci aveva messo lo zampino, ma era stato meno violento di quest'anno. Pochi minuti prima dell'inizio della serata dove si assegnava il titolo di Miss Padova era cominciato un acquazzone che aveva costretto tutti a ritornare ventiquattro ore dopo. Giovedì il maltempo era annunciato ma nessuno pensava fosse una giornata autunnale, se non invernale. Per domenica le previsioni segnalano invece bel tempo. L'attesa di conoscere chi sarà Miss Eleganza Veneto 2006, che accederà alla prefinale nazionale di Jesolo, slitta solo di qualche giorno. Lo spettacolo non perderà il suo fascino: in passerella una cinquantina di ragazze presentate da Paolo Zippo e poi i balletti dei padovani Dreamakers, con le coreografie di Deborah Ferrato. Saranno presenti la veneziana Erica Carraro, Miss Eleganza Veneto 2005, e Michela Cagnin (nella foto), neo Miss Italia Padova. Lo spettacolo è gratuito. 
Michelangelo Cecchetto

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Giovedì, 3 Agosto 2006
BASSAPADOVANA
Sì regionale alla gestione delle acque per 16 comuni

Bassa Padovana
(C.Z.) La Giunta regionale, su proposta dell'assessore Renato Chisso, ha approvato il progetto definitivo per la migliore gestione irrigua, presentato dal Consorzio di Bonifica Adige Bacchiglione e che vede interessati i comuni di Agna, Anguillara, Bagnoli di Sopra, Bovolenta, Cartura, Codevigo, Correzzola, Due Carrare, Monselice, Pontelongo, Pernumia, Cartura, Terrassa Padovana e i comuni veneziani di Cona, Cavarzere e Chioggia. «Nell'adottare il provvedimento -ha sottolineato Chisso- la Giunta ha preso atto del parere espresso all'unanimità della Commissione Regionale di valutazione di impatto ambientale. Il progetto prevede la realizzazione di opere idraulico-ambientali per la migliore gestione delle acque destinate all'irrigazione nel comprensorio del Consorzio di bonifica, con lo scopo di ridurre di almeno la metà l'azoto e il fosforo totali attualmente presenti nelle acque sversate in Laguna»

«Attualmente i bacini irrigui - prosegue Chisso - sono accorpati in tre bacini: quello dei Colli Euganei, il Bacino Fossa Paltana, il Bacino Monforesto. L'intervento consiste nell'interconnessione di bacini idraulici verso quelli caratterizzati dalla presenza di deficit idrico; incremento dell'invaso in eccesso; esecuzione di opere di prelievo, di pompaggio e di distribuzione di acque irrigue; integrazione di nuove periferiche, e software gestionale con l'esistente rete di telecontrollo; esecuzione di opere di ingegneria naturalistica funzionali al disinquinamento. La spesa complessiva è stata quantificata in circa 9 milioni e 958 mila euro».

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Mercoledì, 2 Agosto 2006
Reginette in Pra' per Miss Eleganza
Domani sarà assegnato il titolo regionale che dà accesso alle finalissime di Jesolo

Dopo la selezione di giovedì scorso in Piazzetta Pedrocchi dov'è stato assegnato il titolo di Miss Italia Padova, vinto dalla ventenne di Pernumia Michela Cagnin, la città si prepara ad un secondo appuntamento con la bellezza. Domani alle 21 Prato della Valle ospiterà una fase regionale della 67. edizione del concorso di Miss Italia. In palio la fascia di Miss Italia Eleganza Veneto. La manifestazione è organizzata dalla NordEst Eventi e dall'associazione padovana Dreamakers con il patrocinio ed il sostegno dell'assessorato comunale al Commercio e al Turismo e della Confesercenti.

«Padova è molto legata a Miss Italia, siamo felici del ritorno della manifestazione in una piazza che merita la bellezza femminile», dice l'assessore al Commercio Ruggero Pieruz. «Anche noi siamo molto soddisfatti della collaborazione ad un'iniziativa che è importante ed interessante per la città e per la sua economia», aggiunge Nicola Rossi, presidente della Confersercenti. «Ci saranno anche i balletti dei Dreamakers - aggiunge la coreografa Deborah Ferrato - e le proposte di capi moda mare di L'Aura Blu e la moda casual di Sasch».

Prevista una cinquantina di partecipanti, presentate da Paolo Zippo di Radio Company. Sono le miss che hanno conquistato vittorie durante le numerose selezioni che si sono svolte in tutto il Veneto e che ora ambiscono ad uno dei nove titoli regionali (due sono già stati assegnati) che permettono l'accesso non solo alla finalissima regionale programmata per sabato 26 a Jesolo (in palio il titolo di Miss Veneto che ammette direttamente alla finale nazionale), ma anche alle prefinali nazionali che quest'anno hanno lasciato la Riviera delle Palme, San Benedetto del Tronto, e si svolgeranno dal 4 al 9 settembre sempre a Jesolo. Per il primo anno la prefinale del 9 sarà trasmessa in diretta serale da Rai Uno.

La città balneare veneziana accoglierà l'imponente organizzazione della Miren International probabilmente anche come prova generale per candidarsi a sede di finale nazionale, anche se Salsomaggiore Terme si è assicurata per almeno quattro anni l'elezione della più bella d'Italia.

Alla finale regionale padovana saranno presenti domani la diciannovenne veneziana di Fossò Erica Carraro, detentrice del titolo, e la neo Miss Padova 2006. Le miss sfileranno con il loro abito elegante e poi con il body ufficiale del concorso. La bellezza di Prato della Valle diventa un valore aggiunto per lo spettacolo della gara di bellezza, nella speranza, come avvenuto l'anno scorso, che Padova porti ancora molta fortuna alla vincitrice. Lo spettacolo è gratuito ed è aperto a tutta la cittadinanza.Michelangelo Cecchetto

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Sabato, 29 Luglio 2006
REGINETTE IN PIAZZETTA PEDROCCHI

Rimane esterrefatta quando viene annunciato il suo nome per la vittoria del titolo di Miss Italia Padova. Quasi non ci crede che tra le venticinque in gara, anzi le ventuno visto che quattro ragazze sono state premiate poco prima, la fascia per l'accesso alle fasi regionali sia stata assegnata proprio a lei. Volto e corpo di Padova e provincia per il 2006 sono quelli di Michela Cagnin, 20 anni, di Pernumia, in attesa a fine agosto di cominciare un nuovo lavoro. L'elezione l'altra sera in piazzetta Pedrocchi che ha ospitato l'evento organizzato da NordEst Eventi e dall'associazione Dreamakers con il sostegno del Comune, presente con l'assessore Ruggero Pieruz, presidente di giuria, di Confesercenti Padova, presente il presidente Fabio Tarantello, e di Stopper center. Dopo Fabia Breda, ora è Michela la portacolori della bellezza "made in Padova". In gara venticinque miss rigorosamente residenti nel padovano, presentate da Paolo Zippo: hanno sfilato con il proprio abito elegante e poi con il body ufficiale. «Non mi sentivo in forma ma ho partecipato lo stesso - è il commento di Michela, visibilmente emozionata - Sono ancora più contenta perchè non me lo aspettavo». In platea la mamma Ornella, a casa il papà Sandro e le sorelle Silvia di 27 anni ed Eleonora di 8. Michela ha partecipato a vari concorsi anche l'anno scorso. «Quest'anno sono a quota tre selezioni. Spero che Miss Italia mi aiuti ad entrare nel mondo della moda, sia come stilista che indossatrice». Seconda Ilaria De Zanetti, 18 anni, di Selvazzano, terza Stella Sabbadin, 17 anni, di Cittadella, quarta Laura Cherubin, 20 anni, di Onara di Tombolo, e quinta Vanessa Sartori, 20 anni, di Padova. Molto applauditi i balletti dei Dreamakers. La città ospiterà un altro importante appuntamento di Miss Italia: giovedì prossimo in Prato della Valle sarà assegnata la fascia regionale di Miss Italia Eleganza, che consentirà l'accesso alle prefinali nazionali di settembre a Jesolo dove si svolgerà anche, il 26 agosto, la finalissima regionale per il titolo di Miss Italia Veneto.
Michelangelo Cecchetto

Dal febbraio 2006 Michela ha una sua pagina su questo sito (Vai)

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Venerdì, 16 Giugno 2006
MONSELICE/PERNUMIA Due malviventi entrano in un garage e portano via la Punto sotto gli occhi del proprietario. Sottratte due motoseghe a una ditta
Devastato dai ladri il bar del centro sportivo
Altra notte di furti nella Bassa Padovana. Le forze dell’ordine intensificheranno i controlli nelle zone più colpite

Monselice/Pernumia
Ancora una notte di furti - la terza in pochi giorni - lungo quello che è diventato un'asse "ideale": Monselice, Pernumia e Conselve, che la notte scorsa è stato miracolosamente "graziato". Il Comune più colpito, invece è stato Pernumia. Ieri mattina, alle 8.30 i carabinieri della stazione di Monselice sono stati chiamati dal responsabile del locale centro sportivo, Mario Boaretto, che ha denunciato il furto avvenuto al bar della struttura. I ladri nottetempo hanno messo fuori uso l'impianto di allarme di quelli definiti volumetrici e poi hanno forzato un finestra del locale. Penetrati all'interno del bar, hanno rubato un personal computer, un impianto stereo, liquori, i migliori che hanno trovato sugli scaffali, e 2.500 euro in contanti che erano stati depositati in uno dei cassetti. Il denaro proveniva dalle iscrizioni delle squadre al torneo di calcio estivo. I ladri nella loro frenetica ricerca di qualcosa da rubare hanno devastato l'intero locale, al punto da provocare danni per 10mila euro.

I carabinieri di Monselice erano già intervenuti a Pernumia intorno alle 5.30 del mattino, chiamati da Gianni Donato, residente in via Beverara, al quale è stata rubata una Fiat Punto di color verde. I ladri hanno forzato il cancello dell'abitazione e poi si sono diretti verso il garage della famiglia Donato. Dopo aver forzato il basculante, hanno trovato l'utilitaria con le chiavi sul cruscotto. Un gioco da ragazzi. Donato è stato svegliato dai rumori che provenivano dal garage. Si è insospettito ed ha messo il naso fuori dalla finestra. Il tutto per vedere la sua auto che se ne andava con i ladri a bordo.

E bisogna risalire alle 2 della notte per il furto, avvenuto sempre a Monselice, ai danni della ditta dei fratelli Manzoni. Si tratta di un esercizio commerciale con sede in via Trento e Trieste, ed opera nel settore del commercio di articoli da giardinaggio. Dopo aver forzato una delle finestre laterali del magazzino, i ladri si sono calati con una corda all'interno della struttura. I malviventi si sono impossessati di due motoseghe e poi se ne sono andati senza lasciare tracce. Il valore delle due attrezzature è stato stimato in 300 euro. Il materiale è coperto da assicurazione.

I responsabili delle forze dell'ordine, di fronte di questo stillicidio di furti, hanno deciso di intensificare i controlli notturni nei comuni della bassa padovana. Luciano Sguotti, sindaco di Conselve, uno dei Comuni più colpiti dalle azione dei malviventi, dice di aver chiesto al comandante della stazione dei carabinieri di «intensificare il pattugliamento notturno delle strade di Conselve per scongiurare il ripetersi dei furti soprattutto nelle abitazioni e durante le ore notturne».
Orfeo Meneghetti

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Mercoledì, 14 Giugno 2006
BASSA PADOVANA Malviventi scatenati a Conselve, San Pietro Viminario e Arquà Petrarca. Razziato anche un panificio. Bottino di quasi 5 mila euro
Furti in cinque case mentre la gente dorme
Rubata una Mercedes Classe A. Solo al mattino gli occupanti si sono accorti dell’intrusione. Ingenti i danni

Bassa Padovana
Cinque furti in una sola notte a Conselve, San Pietro Viminario e Arquà Petrarca e con tutta probabilità messi a segno dalla stessa banda. I primi quattro sono stati compiuti mentre le famiglie stavano dormendo. Bottino complessivo: quasi 5 mila euro in contanti, un'auto sparita e tanti danni.

A Conselve nel quartiere Lorenzo Perosi al civico 1/C, primo piano, si trova l'appartamento della famiglia di Dino Tamiazzo. I ladri hanno raggiunto facilmente il poggiolo ed hanno vinto la resistenza della finestra. Poi sono entrati nell'abitazione ed hanno rubato monili e denaro per un valore che si aggira intorno ai 2 mila euro. Indisturbati hanno lasciato l'immobile e come sul set di uno dei miglior film di guardie e ladri sono saliti sul poggiolo del civico D/1. L'appartamento è occupato dalla famiglia Renzo Scolaro. Usando le stesse modalità utilizzate poco prima, sono entrati nel secondo appartamento ed hanno alleggerito la famiglia di mille e 400 euro. In entrambi i casi il danno è coperto da assicurazione.

Anche a San Pietro Viminario sono stati commessi due furti, sempre nel cuore della notte. Il primo è stato messo a segno in via Verdi nella villetta della famiglia di Giovanni Baraldo. I malviventi sono entrati nottetempo nell'abitazione del professionista, mentre gli occupanti erano immersi nel sonno ed hanno arraffato una borsa, un paio di occhiali e mille euro. Poi hanno preso le chiavi dell'auto di famiglia. Si tratta di una Mercedes Classe A. I ladri sono saliti a bordo dell'auto ed hanno fatto perdere le loro tracce favoriti dalle ombre della notte.La banda ha poi scelto come obiettivo il panificio di Bruno Curzio che si trova in via Semitecola 11. È entrata nell'esercizio commerciale e ha preso di mira il registratore di cassa nel quale erano contenuti 150 euro. Un magro bottino che non ha accontentato i ladri. I malviventi, infatti, non hanno esitato un attimo e sono entrati nell'abitazione dei Curzio attraverso un porta che collega il panificio all'abitazione. La ricerca di denaro non ha dato i risultati sperati. I ladri si sono dovuti accontentare di dieci euro. Poi hanno lasciato l'edificio.

Un altro furto è stato commesso ad Arquà Petrarca in via Valleselle dove risiede la famiglia Pulito. L'altra sera al loro rientro dopo un visita agli amici hanno scoperto che la casa era stata visitata dai ladri. Il bottino è di 300 euro. Grande il lavoro per risistemare l'abitazione messa completamente a soqquadro dai malviventi alla ricerca di denaro e di oggetti preziosi.
Orfeo Meneghetti

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Sabato, 10 Giugno 2006
Pernumia
(O.M.) Una serie di ...

Pernumia
(O.M.) Una serie di furti sono stati commessi a Pernumia la notte scorsa. La prima segnalazione ai carabinieri di Monselice è giunta ieri mattina poco dopo le 8 da Siste Maggio, pensionato che risiede in via San Pietro Viminario. Ignoti si sono introdotti in casa mentre stava dormendo. Quando si è alzato ha visto le stanze del pianterreno messe a soqquadro, ma i ladri non hanno portato via nulla. Forse la stessa banda è entrata nell'abitazione di Antonio Filippo di via Cavalieri di Vittorio Veneto. I ladri si sono impossessati di una bicicletta e due autoradio. Queste ultime apparecchiature sono state strappate dai cruscotti di una Peugeot 106 e una Ford Mondeo che si trovano nel garage della famiglia Filippo.

Il terzo furto è stato commesso al bar al Bivio di via Fiumicello. I ladri hanno raggiunto una finestra della parte meno illuminata. Dopo averla rotta sono entrati nel locale. I malviventi hanno puntato le loro attenzioni sui videogiochi. Con gli arnesi da scasso hanno avuto facile ragione delle sportelli oltre i quali si trovano i contenitori delle monetine dei videogiochi. I ladri hanno poi rovistato sui cassetti del bancone del bar, sempre alla ricerca di altro denaro liquido, ma non ne hanno trovato. I danni derivanti dalla sottrazione delle monetine e della rottura della finestra, servita come via d'entrata per i malviventi, è di quattromila euro.

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Martedì, 6 Giugno 2006
BATTAGLIA TERME

La rana di Lataste nelle valli Selvatiche
(E.M.) Torna a tenere banco la questione Valli Selvatiche. Questa volta si tratta di un problema legato alla fauna. Sembra infatti che l'area in questione ospiti un esemplare particolare di rana. Le Valli sono situate in un'area interna al Parco dei Colli Euganei, ed sono delimitate ad est dal Canale Battaglia, ad ovest dalla collina di Lispida, a nord dallo stabilimento termale dell'ex Inps e a sud dal giardino di villa Emo. In quest'area incombe una lottizzazione residenziale e termale di circa 90 mila metri cubi, prevista da una variante del Prg approvata in Regione nel luglio del 2004. Nelle Valli Selvatiche però, è stato individuato un Biotopo di primario interesse faunistico, come recita il Progetto Flora e Fauna dell'Ente Parco. Una revisione del progetto ha confermato la presenza della Rana di Lataste. Questo esemplare è una delle specie protette, la cui conservazione richiede l'individuazione di zone speciali. Per questo l'opposizione consigliare di battaglia ha chiesto subito delle verifiche all'Ufficio Tecnico per evitare eventuali sanzioni a carico del comune. Se venisse confermata la presenza della rana, si potrebbero verificare ulteriori rallentamenti al progetto delle Valli. Sembra insomma che si arrivi presto ad una nuova battuta d'arresto.

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Giovedì, 1 Giugno 2006
PERNUMIA Annuncio choccante del sindaco Magarotto durante il consiglio sul bilancio di previsione. 
Minoranza all’attacco sul rincaro: «Non si doveva fare»
C&C, oltre ai rifiuti buco Ici di un milione di euro
L’azienda posta sotto sequestro per il materiale tossico non l’ha mai versata. Intanto per i cittadini l’imposta sale al 5,5 per mille

Pernumia
L'immobile di via Casette a Pernumia, di proprietà della ditta Cedro, concesso in affitto alla ditta C&C, azienda posta sotto sequestro dalla magistratura perché produceva conglomerati di cemento con rifiuti tossico nocivi, all'amministrazione comunale non ha lasciato in "eredità" solo tonnellate di rifiuti da smaltire e un 'area da bonificare, ma anche un buco di un milione di euro di Ici (Imposta comunale sugli immobili). La situazione è stata resa nota dal sindaco Giovanni Magarotto, nell'ultima seduta del consiglio comunale sul bilancio di previsione 2006.

Il primo cittadino nell'illustrare lo strumento finanziario ha evidenziato le difficoltà di far quadrare i conti del bilancio. Per far fronte alla situazione ha sostenuto la necessità di aumentare l'Ici della prima casa. L'imposta è stata fissata per il 2006 al 5,5 per mille. Un aumento pari a 1,5 per mille. Nell'esporre la ragioni dell'aumento dell'imposta, Magarotto ha sottolineato pure che l'amministrazione comunale ha un credito esigibile di un milione di euro con la ditta di via Casette.

Poi è toccato ai consiglieri di minoranza mettere a nudo le "pecche" del bilancio di previsione: «Il costo per i servizi non è cambiato dopo l'uscita dal consorzio intercomunale Metropolis, voluta dalla maggioranza, - ha detto Paolo Merlo - ma si riscontra un peggioramento della qualità. Il capitolo per le iniziative a favore dei giovani è stato ridotto del 50 %».

L'aumento dell'Ici è stato al centro dell'intervento di Luciano Simonetto: «Nel mio programma al primo posto avevo messo la tutela della famiglia e della casa. Pertanto - ha affermato - manifesto la netta opposizione all'aumento dell'Ici. L'imposta non si doveva toccare. Meglio sarebbe stato ridurre la manutenzioni stradali».

Neppure Silvio Francescon è stato tenero con la maggioranza. «Non è pensabile che lo strumento economico di programmazione amministrativa venga presentato a metà anno. Una situazione che finisce per penalizzare l'attività del comune e che denota una mancanza di progettualità da parte della maggioranza. Inoltre i numeri riportati sul bilancio dimostrano che l'amministrazione comunale riuscirà a garantire la copertura delle spese per le manutenzioni solamente fino alla fine dell'estate».

Pure Francescon ha espresso voto contrario al bilancio di previsione.

Orfeo Meneghetti

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Mercoledì, 24 Maggio 2006
PERNUMIA Il gruppo di minoranza della sinistra aveva chiesto la convocazione di un consiglio comunale per fare chiarezza sulla denuncia di abuso edilizio
Mistero, di chi è l'area sistemata dal parroco?
La soluzione del caso è stata fatta slittare dalla maggioranza all’indomani della definizione della proprietà del terreno

Pernumia
(O.M.) A richiedere la convocazione del consiglio comunale è stato il gruppo di minoranza della sinistra. Si voleva fare piena chiarezza sulla denuncia per abuso edilizio di cui è stato accusato il parroco di Pernumia , don Luciano Danese. La soluzione del problema slitta, invece, all'indomani degli accordi amministrativi per la proprietà dell'area. È del parroco o del demanio?

Tutto è iniziato con la decisione del parroco di sistemare un'area di 600 metri quadrati di proprietà, in parte, della parrocchia, che si trova sul retro della chiesa e adibita a parcheggio pubblico, una decisione che era già stata presa dal parroco precedente, don Sante Facco. Due anni e mezzo fa proprio mentre stava per completare la sua opera di apostolato a Pernunia, don Sante presentò il progetto di sistemazione dell'area. L'intervento prevedeva la realizzazione di una struttura sportiva polivalente per i ragazzi della parrocchia. La situazione rimase in stallo sotto l'amministrazione comunale presieduta da Lucio Conforto. L'attuale parroco riprese in mano l'idea del suo predecessore e la ripropose all'attuale amministrazione Giovanni Magorotto. Ma il progetto restò al palo.«Da novembre abbiamo sollecitato gli amministratori affinché definissero la vicenda - ha detto il capogruppo di minoranza di sinistra, Paolo Merlo - e nonostante avessimo proposto anche una terna di soluzioni, abbiamo finito per trovare un muro di gomma. È stato perso tempo inutilmente e la vicenda si è arricchita della denuncia di abuso edilizio al parroco, presentata in Comune e la sospensione dei lavori adottata dal sindaco Giovanni Magarotto lo scorso 13 aprile». Infatti il parroco, prima di Pasqua, in pochi giorni aveva sistemato il fondo dell'area. Silvio Francescon del gruppo di minoranza "Pernumia della Libertà" ha sostenuto: «La questione è figlia del malessere interno alla Giunta, che il sindaco dovrebbe eliminare effettuando qualche modifica all'interno dell'esecutivo».

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Martedì, 23 Maggio 2006
ESTE Il candidato sindaco del centrosinistra, Giancarlo Piva, ha stoppato la partecipazione della neo deputata al programma di Vespa appellandosi alla par condicio
"Porta a Porta" vietata all'onorevole Goisis
L’esponente della Lega: «La città ha perso un’occasione per farsi conoscere in tutto il Paese». La solidarietà di Fornasiero

Este
L'onorevole Paola Goisis era stata invitata dalla trasmissione "Porta a Porta" in programma ieri sera su Rai1, come una delle deputate elette per la prima volta in parlamento. La partecipazione non è stata resa possibile dalla richiesta del comitato elettorale di Giancarlo Piva, candidato sindaco per il centrosinistra al comune di Este (in cui Paola Goisis è candidata alla carica di consigliere comunale per la Lega Nord) che si è appellato alle norme sulla par condicio.

L'onorevole Paola Goisis , alla luce di questi fatti, ha commentato: «Ancora una volta la sinistra ha mostrato il suo vero volto; per i suoi calcoli elettorali, ha messo in atto un fuoco di sbarramento per impedirmi di partecipare alla trasmissione "Porta a Porta", che sicuramente è una delle più importanti nell'ambito politico nazionale. Come se i cittadini di Este avessero bisogno di vedermi su Rai1 per conoscermi: il mio impegno per la città è ormai pluriennale e tutti sanno chi sono, cosa penso, e quali sono le mie idee. Piuttosto, la possibilità di partecipare a una trasmissione così importante, sarebbe stata una vetrina per Este che si sarebbe fatta conoscere in tutto il Paese. E questo fatto la dice lunga su quale tipo di collaborazione ci sarebbe da parte di Piva, qualora divenisse sindaco, con gli altri rappresentanti estensi presenti in Provincia, in Regione e al Parlamento. Invece, grazie alla sinistra rappresentata da Piva, la nostra città ha perso un'occasione: temo che non sarebbe l'ultima nella malaugurata ipotesi che la sinistra vincesse le elezioni. È evidente, ormai, che la coalizione di Piva ha paura del confronto, non riesce ad accettare l'idea che la Casa delle Libertà di Este sia rappresentata a tutti i livelli delle istituzioni, mentre la sinistra non sarebbe in grado di portare avanti nessun tipo di istanza per il bene della città».

Il candidato sindaco di Este della Casa delle Libertà, Gianfranco Fornasiero, è solidale con l'onorevole Paola Goisis : «In questa azione messa in atto dal candidato della sinistra emerge tutta la differenza tra i nostri due schieramenti: noi crediamo che la possibilità per Este di avere dei rappresentanti in Provincia, in Regione e in Parlamento, sia una ricchezza, un'arma in più per la nostra città».

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Martedì, 16 Maggio 2006
MONSELICE
Dopo Martinello, resa dei conti nell'Udc: il segretario Mamprin rischia la sfiducia

Monselice
(O.M.) Spira un'aria da resa dei conti, nell'Udc di Monselice. L'elezione alla Camera del vice presidente della Provincia, Leonardo Martinello apre i giochi in Provincia. L'ex vice di Vittorio Casarin a palazzo Santo Stefano è uomo di De Poli e quindi spetterebbe a un fido di quest'ultimo la poltrona del neo onorevole. Il più papabile è certamente Stefano Peraro, segretario provinciale e assessore nel Comune di Monselice. Se ciò si verificasse, Peraro potrebbe lasciare l'incarico nella giunta di palazzo Tortorini. Alcuni componenti del direttivo locale hanno chiesto al segretario, Gianni Mamprin , una convocazione urgente. E ancora, alcuni esponenti dell'Udc di Monselice vorrebbero togliersi qualche sassolino dalla scarpa, visto l'atteggiamento assunto proprio dal segretario di sezione nella ultima consultazione elettorale: un tiepido impegno a sostegno dei candidati nazionali. Mamprin ed i suoi dovranno difendersi dagli attacchi della corrente del partito che fa capo a De Poli e che a livello locale fa capo a Stefano Peraro. Un gruppo ormai diventato molto forte. Mamprin è pure assessore comunale al Bilancio e all'Ambiente. Una sua sfiducia politica potrebbe avere ripercussioni anche a livello comunale. Chi potrebbe sostituirlo? Daniele Roncolato, suo fido delfino, ma politicamente ancora troppo giovane e con poca esperienza? O la vicepresidente del consiglio comunale, Tiziana Quintario, eletta come indipendente?

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Martedì, 16 Maggio 2006
PERNUMIA

A Bellan il premio della Cna
Decretato il vincitore del concorso regionale Progetta l'arredo organizzato dalla Cna con la collaborazione dell'Istituto d'arte Corradini di Este. Il premio è andato ad Alex Bellan di Pernumia. Il riconoscimento gli è è stato assegnato sabato scorso nell'ambito dell'84° Fiera Internazionale Campionaria di Padova. Il concorso è stato indetto per avvicinare il mondo della scuola a quello dell'impresa, con opere che potranno essere realizzate dagli imprenditori del settore. Oltre 50 i lavori pervenuti. I primi dieci sono esposti in Fiera. (e.m.)

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Martedì, 9 Maggio 2006
MONSELICE
Prandato, il candidato dei posatori "bocciato" spara a zero contro l'Upa: «Non ci rappresenta più»

Monselice«All'Unione Artigiani la parola democrazia è stata cancellata per essere sostituita dalla più consona oligarchia, un governo di pochi eletti». E' un fiume in piena Giorgio Prandato , socio Upa del mandamento Monselice e candidato nella categoria marmisti-posatori alle prossime elezioni dell'Upa in programma dall'11 al 13 maggio, che sostiene di essere stato eliminato dalla candidatura senza tanti scrupoli dal Collegio dei saggi che ha il compito di selezionare solo tre candidati per ogni categoria, mandamento o funzione. «Questo è stabilito dallo statuto antidemocratico dell'Upa - continua Prandato - inventato per mantenere il potere nelle mani di chi già ce l'ha, eliminando direttamente ogni possibile contestazione senza esercitare la democrazia del voto». Un'eliminazione che per Prandato avrebbe riguardato più di un candidato, colpendo in particolare chi era in contestazione con la linea del presidente Valter Dalla Costa. «I saggi - aggiunge il candidato dei posatori - non disponevano di criteri per l'individuazione dei tre nominativi, li hanno confezionati ad arte, con l'aiuto della direzione, una volta che si è chiusa la raccolta candidature. Criteri che vanno bene per chi dice sempre di sì e vede un'Upa tutta rose e fiori, ma non si accorge che il numero dei soci è crollato, che l'Upa è sparita dalla scena politica ed economica cittadina, provinciale e regionale, ed è invece tutta tesa a coltivare il culto della personalità». Accuse dirette all'Unione che sembrano annunciare iniziative altrettanto importanti. «Personalmente - continua Prandato - sto valutando come muovermi anche in funzione di un'invalidazione complessiva della tornata elettorale. Sinceramente non vedo alcuna buona fede in questo nuovo statuto, ma sono pronto a ricredermi se, con un provvedimento democratico, l'Upa decidesse di rinunciare a questa "decimazione" e riammettesse tutti quelli che si sono candidati alla competizione elettorale».
Barbara Turetta

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Mercoledì, 26 Aprile 2006
PERNUMIA Parroco e presidente del centro religioso-ricreativo stigmatizzano l’iniziativa del politico che ha fatto bloccare i lavori per abuso edilizio
Il prete"denunciato" difende la sua scelta
Don Luciano: «Mi auguro che tutto si risolva e i lavori riprendano». Menoncin: «Sbagliato fare l’esposto»

Pernumia
Don Luciano Danese, parroco di Pernunia, misura le parole con il bilancino del farmacista. Non vuole creare contrapposizioni con l'amministrazione comunale.

«Tutto è in via di risoluzione» è il suo esordio. Ma non può tacere il fatto che qualcuno ha presentato un esposto-denuncia per abuso edilizio nei suoi confronti per l sistemazione di un'area di proprietà della parrocchia, che si trova sul retro della chiesa, adibita a parcheggio pubblico. Da qui è scattato il provvedimento di sospensione dei lavori adottato dal sindaco Giovanni Magarotto, il 13 aprile.

La questione riguarda circa 600 metri quadrati che da tempo necessitavano di sistemazione. Un'operazione già programmata dal parroco precedente, don Sante Facco, che l'aveva inserita nel progetto di sistemazione del centro giovanile. Due anni e mezzo fa, proprio mentre stava per completare la sua opera di apostolato a Pernumia , don Sante ha presentato il progetto. L'intervento prevedeva la realizzazione di una struttura sportiva polivalente per i ragazzi. La situazione, però, si è trascinata sotto l'amministrazione comunale presieduta da Lucio Conforto. Don Luciano ha ripreso in mano l'idea e l'ha proposta all'amministrazione locale di Magarotto.

Il parroco stigmatizza la situazione, e afferma: «Mi auguro che la situazione si risolva al più presto, visto che l'amministrazione comunale si è dimostrata disponibile a mettere a punto una convenzione. L'intesa permetterà di dare avvio ai lavori per la definitiva sistemazione dell'area».

Più critico nell' esprimere la sua posizione è stato invece, il presidente del centro parrocchiale di Pernumia , Sandro Menoncin. «Non entro nella questione legata alla legittimità del provvedimento adottato dal sindaco per la sospensione dei lavori, ma la persona che ha fatto la denuncia non ha ponderato la sua scelta. Avrebbe fatto meglio a cercare di farsi spiegare quanto è stato fatto. Inoltre se si tratta di un esponente politico locale, poteva cercare riscontri dall'amministrazione comunale prima firmare l'inopportuno esposto».
Orfeo Meneghetti

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Martedì, 25 Aprile 2006
PERNUMIA
Abuso edilizio: esposto-denuncia contro il parroco
Un prete denunciato per abuso edilizio. La vicenda nasce sotto il campanile di Pernumia . La chiesa è quella di Santa Giustina.

Il parroco, don Luciano Danesi, intende sistemare un terreno incolto da tempo. Prima di Pasqua sono sistemati i circa 600 metri quadrati posta dietro alla chiesa. La finalità è semplice: realizzare un parcheggio funzionale alla chiesa. Il sagrato è diventato insufficiente a ospitare le auto alla domenica e nelle feste comandate. L'iniziativa edilizia non sfugge a un esponente politico. L'uomo prende carta e penna e presenta un esposto-denuncia contro il parroco per abuso edilizio. I contenuti sono circostanziati.

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Martedì, 25 Aprile 2006
PERNUMIA Un politico sporge denuncia e scoppia un caso da Peppone e don Camillo per il terreno incolto trasformato in parcheggio della chiesa
Esposto contro il parroco per abuso edilizio
Il sindaco, nipote di un vescovo, costretto a emettere l’ordinanza di sospensione lavori. Ma il paese è dalla parte di don Luciano

Pernumia
Politico denuncia un parroco per abuso edilizio. Certamente Giovanni Guareschi ci avrebbe ricamato sopra con la sua prosa di abile scrittore. La vicenda nasce sotto il campanile di Pernumia. La chiesa è quella di Santa Giustina.

Il parroco, don Luciano Danesi, intende sistemare un terreno incolto da tempo. Qualche anno fa ha presentato ed ottenuto la concessione edilizia. Poi rinvia l'idea di attuare l'intervento. Operazione che effettua quest'anno prima di Pasqua. Vengono sistemati i circa 600 metri quadrati posta dietro alla chiesa. La finalità è semplice: realizzare un parcheggio funzionale alla chiesa. Il sagrato è diventato insufficiente a ospitare le auto alla domenica e nelle feste comandate.

L'iniziativa edilizia non sfugge ad un ligio esponente politico locale, sembra di Forza Italia. L'uomo prende carta, penna e presenta un esposto-denuncia contro il parroco per presunto abuso edilizio. I contenuti della denuncia sono circostanziati e quindi viene redatta l'ordinanza da parte del sindaco di Pernumia, Giovanni Magarotto, nipote dell'ex vescovo di Chioggia, il quale con il provvedimento impone la sospensione dei lavori. L'ordinanza porta la data dello scorso 13 aprile.

Il parroco, contrariato dalla vicenda e dall'azione di un suo parrocchiano, non parla. Gli amministratori comunali sono irreperibili. La questione però a livello locale monta. La gente è contrariata dalla denuncia verso il sacerdote. Tutti giudicano negativamente la vicenda.

A far sentire al sua voce è il consigliere di minoranza, Silvio Francescon, della lista "Pernumia delle Libertà". «Fa specie che in una vicenda che interessa da vicino una persona di rilievo per la nostra comunità qual è il parroco - sostiene Francescon - non siano stati coinvolti i consiglieri d'opposizione, anche con una semplice comunicazione. Io credo che si tratti di una strumentalizzazione politica, figlia delle divisioni interne alla maggioranza».

Per quanto riguarda i lavori, Francescon che è un professionista che opera nel settore dell'edilizia, aggiunge: «L'intervento di sistemazione dell'area posta dietro alla chiesa era necessaria e si doveva fare molto tempo prima. Il lavoro è ottimo, recupera un'area degradata del centro. Il parcheggio è utilizzato dai lavoratori di uffici e negozi di Pernumia. L'intervento ha una finalità sociale. Era necessaria molta cautela prima di adottare provvedimenti». 
Ora si attendono ulteriori sviluppi.
Orfeo Meneghetti

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Commento e foto di Silvio Francescon

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Giovedì, 20 Aprile 2006
SOLIDARIETÀ L’iniziativa è partita da un lutto che ha colpito un insegnante
Raccolta fondi allo Scientifico a favore di una scuola africana

Il liceo scientifico Paleocapa apre le sue porte alla solidarietà, per un progetto di alfabetizzazione in Africa. Il prossimo 13 maggio, le classi prime incontreranno gli insegnanti di una scuola elementare Beolco di Pernumia, gemellata con un istituto scolastico africano, per conoscere la loro esperienza e prenderla d'esempio. L'occasione è partita dal lutto che ha colpito un insegnante della scuola, Mauro Sturaro, docente di storia e filosofia che ha tragicamente perso la sua bambina qualche mese fa. Così i colleghi hanno organizzato una raccolta di fondi, in memoria della piccola, che sono stati destinati a questa scuola del Kenya. I due istituti hanno poi deciso di creare un momento di incontro comune. «La scuola elementare di Pernumia ormai da dieci anni segue questo gemellaggio con l'istituto di Malindi- spiega Anna Spata, una delle docenti organizzatrici -, con i soldi da noi raccolti sono stati acquistati dei lettini per i bambini che, spesso, si trovano a vivere nella scuola, visto che non hanno una casa». La docente sottolinea che si tratta di un ottimo modo per avvicinare i ragazzi a una cultura diversa, soprattutto per imparare a sentirla come fonte di arricchimento per la persona. «All'incontro prenderà parte anche Paola Dante - prosegue Spata - una delle insegnanti della scuola elementare, che con il marito è andata a Malindi e conosce bene la realtà con cui siamo venuti in contatto anche noi». Durante l'incontro, quindi, si parlerà del territorio e della sua realtà geografica e antropologica, con particolare riferimento alla popolazione Masai e dell'esperienza umana maturata in questo periodo di costruzione della scuola. Inoltre i docenti vogliono puntare sulla sensibilizzazione degli studenti nei confronti di questo territorio colpito da siccità, gravi problemi sociali e con una grande percentuale di morti per Aids. «Soprattutto penso sia giusto portare attenzione verso questi bambini - conclude la docente - che vivono la loro esperienza scolastica in ambienti così difficili e in condizioni precarie, dove comunque si sviluppa e cresce il desiderio di conoscere e di imparare. Sono certa che le testimonianze di chi ha veramente visto e toccato con mano questa realtà, colpiranno i nostri studenti e li apriranno a un nuovo mondo».
Maria Benedetta Errigo

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Sabato, 15 Aprile 2006
Battaglia Terme
(O.M) Un appello ...

Battaglia Terme
(O.M) Un appello per salvare le valli selvatiche di Battaglia. La proposta viene da "fuori" e cioè da Silvio Francescon consigliere comunale di minoranza del gruppo "Pernumia per libertà" di Pernumia . Senza tanti giri di parole Francescon va al concreto: «I due comuni di Pernumia e Battaglia sono strettamente legati territorialmente e questo va incidere sulle scelte delle due amministrazioni locali. Quindi - ha sostenuto Francescon - anche per quanto riguarda le valli selvatiche di cui si vorrebbe la cancellazione con una cementificazione massiccia: una zona di sviluppo abitativo ed un mega campeggio in zona Rivella di Monselice».

La proposta  dell'esponente politico è la seguente: «Noi proponiamo la cancellazione dallo strumento urbanistico del progetto termale, a favore della ricostruzione della visuale paesaggistica mantenendo la destinazione agricola delle valli selvatiche, ed avviare specifici interventi di recupero ambientale. Inoltre si dovrebbe individuare nella lottizzazione artigianale-commerciale di via Granze a Pernumia, l'analogo intervento che si dovrebbe attuare nell'area delle valli selvatiche».

Un'operazione che permettere anche la bonifica ambientale del complesso della C&C l'azienda che produceva conglomerati cementizi con materiale tossico nocivo.

«Inoltre - ha aggiunto Francescon - proponiamo la riconversione del complesso Ex Magrini Galileo, andando a riconvertire le strutture dismesse per nuovi insediamenti produttivi che eviterebbero nuove cementificazioni in altre zone dei due comuni visto che le aree sono a cavallo dei confini territoriali di Pernumia e Battaglia. E' importante inoltre dare uno sviluppo concreto al parco dell'ex Inps di Battaglia». Il tutto in funzione di evitare che non si attui nelle valli selvatiche la nefasta urbanizzazione che segnerebbe irreparabilmente il territorio.

E Francescon conclude: «No a capannoni inutili, ma l'attuazione di un razionale intervento per ridisegnare l'assetto urbano di Pernumia . Un'operazione che restituirebbe a Battaglia, il ruolo di centro d'interesse economico e sociale che aveva smarrito in questi ultimi anni».

 Per informazioni particolareggiate... (Vai)

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Martedì, 4 Aprile 2006
PERNUMIA
Rinviato l'ok al bilancio di previsione L'opposizione: «I conti non tornano»

Pernumia
(O.M.) La discussione sul bilancio di previsione del Comune di Pernumia è stata rinviata. La maggioranza che sostiene Giovanni Magarotto ha recepito l'indicazione ministeriale che consente l'approvazione dello strumento finanziario entro il 31 maggio. Una scelta dettata dalla necessità da parte della maggioranza di mettere insieme il primo bilancio della gestione Magarotto nel modo migliore.

Pungente, invece, il commento di Silvio Francescon del gruppo di minoranza, "Pernumia della libertà". «Hanno scelto di prendere tempo perché i conti non tornano. Infatti non sono ancora state erogate le risorse che il consorzio Metropolis doveva dare al Comune dopo l'uscita di Pernumia dall'organismo intercomunale per la gestione dei servizi. Quindi appare un'impresa riuscire a far pareggiare il bilancio».

Intanto le tasse sono aumentate, come non ha mancato di puntualizzare il consigliere di minoranza Lucio Conforto. Il quale ha sottolineato come l'Ici per la prima casa sia stata portata al 5,5 per mille con un aumento della tassazione del 35%. Una decisione impopolare, che va a toccare le tasche dei cittadini, ma certamente è una delle poche forme di introito da parte dei Comuni. Infatti anche il Comune di Pernumia s'è visto tagliare qualcosa come sessantamila euro per quanto concerne i trasferimenti da parte dello Stato.

Tuttavia i consiglieri di minoranza hanno rivendicato l'importanza del coinvolgimento delle opposizioni nella messa a punto del bilancio di previsione. Forse si potevano trovare nuove soluzioni gestionali.

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Martedì, 4 Aprile 2006
MONSELICE
Nuova cabina Enel in via Arzerdimezzo ma la gente ha paura che la vecchia cada

Monselice
Continuano i lavori di allacciamento dei cavi elettrici nella nuova cabina Enel in via Arzerdimezzo. Dopo le ripetute segnalazioni da parte degli abitanti delle vie Pernumia e Arzerdimezzo, era iniziata la sostituzione della vecchia torretta pericolante. La cabina vecchia è alta 6 metri e larga 3. Si trova a ridosso di una strada e vicina a un piccolo ponticello che permette di attraversare un canale di scolo. Le infiltrazioni e le nutrie che abitualmente scavano nel terreno, stavano causando il crollo rovinoso della cabina. Cinque anni fa la torretta si era inclinata, richiedendo l'installazione urgente di due grossi sostegni d'acciaio. Anche il Comune aveva preso provvedimenti per la sua sistemazione. Per tre anni sono state presentate ordinanze all'Enel con la richiesta di sostituzione della vecchia cabina con una più nuova e moderna. Finalmente dall'ottobre dello scorso anno è stata posata una nuova cabina di dimensioni più contenute e vicino a quella esistente.

L'Enel aveva dichiarato: «Tempo fa ci sono stati dei problemi meccanici che hanno riguardato la cabina, ma siamo intervenuti con una perizia statica per la messa in sicurezza del piccolo stabile. Ora non ci sono problemi imminenti e ci siamo attivati subito con la Provincia per poter costruire un nuovo edificio. Già da ottobre abbiamo posato la nuova cabina che entrerà in funzione al più presto». I lavori di allacciamento stanno procedendo in questi giorni, ma c'è già chi giura che la vecchia torre resterà al suo posto anche se inutilizzata. Di certo non sarebbe una buona soluzione per gli abitanti di via Arzerdimezzo che ogni giorno dovrebbero convivere con la paura del crollo della vecchia cabina.
Emanuele Masiero

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Martedì, 4 Aprile 2006
PERNUMIA

Cena dell'ambulante Ascom
Si sono ritrovati in 115 per la festa dell'ambulante a Pernumia : infatti non è mancato proprio nessuno all'appuntamento che da anni vede riunita la categoria per un momento di aggregazione al di fuori del lavoro.Una serata ricca di sorprese, prima fra tutte la presenza del presidente Ascom Fernando Zilio, che ha premiato, assieme al presidente del gruppo Ilario Sattin, l'operatore più giovane, il più anziano e il più impegnato a livello sindacale. Ha esternato soddisfazione il presidente Ascom nel riscontrare nel gruppo una particolare unione e soprattutto una presenza così forte. Soddisfazione per i premiati: la più giovane ambulante, Monica Zullato; Ugo Fidelfatti il più anziano; Clara Pellizzari, Giuseppe Margadonna e Gabriele Zatti.

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Giovedì, 30 Marzo 2006
PERNUMIA/BATTAGLIA TERME Le chiedono i Verdi sulla vicenda delle autobotti di un’azienda di Granze. Casarin aveva sporto querela
Bonifica alla C&C e dimissioni di Martinello
«Il vice presidente della Provincia ha usato per la campagna elettorale il furgone di una ditta coinvolta»

Padova
Sì alla bonifica, no alla condanna del loro compagno Francesco Miazzi. I Verdi, ieri mattina nella sala gruppi di palazzo Santo Stefano, sono tornati sulla vicenda della azienda C&C di Pernumia che nel febbraio del 2005, su disposizione della procura di Venezia, è stata posta sotto sequestro per la produzione di fanghi industriali tossici e nocivi, impiegati per formare conglomerato cementizio.

A questo si aggiunge, sempre secondo i Verdi, che durante la campagna elettorale per le elezioni provinciali del 2004 il vice presidente della Provincia Leonardo Martinello (allora assessore provinciale e vice sindaco di Granze) utilizzò le autobotti della ditta "Mauro Barbetta" di Granze, che in paese aveva realizzato un parcheggio con i materiali della C&C adesso sotto sequestro, per esporre i suoi poster elettorali. L'azione venne denunciata dal Verde Miazzi, che successivamente è stato querelato dal presidente della Provincia Vittorio Casarin.

«Prima di tutto - commenta Paolo De Marchi, presidente regionale dei Verdi - vogliamo che parta l'azione di bonifica, in quanto ancora oggi migliaia di tonnellate di rifiuti tossici sono presenti dentro i capannoni della ex Magrini Galileo impiegati dalla C&C, senza parlare dei fanghi tossici ammassati all'esterno e del liquame che si è pericolosamente riversato nel fosso consortile. Ricordiamo che il conglomerato cementizio è stato usato nei cantieri della Tav, in 4 chilometri di ferrovia tra Mestre e Dolo, nel cavalcavia Camerini a Padova, in una strada a Ferrara, nel già ricordato parcheggio di Granze e in decine di sottofondi stradali e persino in cantieri di edilizia civile. Quindi - sottolinea De Marchi - troviamo assurdo che la denuncia del presidente Casarin possa proseguire, tanto che in questi giorni la polizia giudiziaria ha interrogato Miazzi in qualità di persona indagata».

A questo punto, Paolo De Marchi sferra l'attacco finale. «Siamo in possesso di foto che documentano l'utilizzo delle botti della ditta Barbetta di Granze da parte di Leonardo Martinello, vice presidente della Provincia, che dovrebbe dimettersi».
Marco Aldighieri

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Mercoledì, 29 Marzo 2006
CONSELVANO/PIOVESE
Idrovore, canali e aree umide per prevenire gli allagamenti

Conselve
(O.M.) Si è svolto a Conselve nella sede del consorzio di Bonifica Adige Bacchiglione un incontro per illustrare ai rappresentanti dei Comuni di Cartura, San Pietro Viminario, Pernumia, Conselve, Terrassa Padovana, Arre, Candiana, Bovolenta e Pontelongo i lavori che l'ente consortile sta mettendo a punto per la realizzazione di nuove aree umide, la ricalibratura dei canali ed il potenziamento degli impianti idrovori in relazione ai cambiamenti climatici.

«La presenza di tutti gli amministratori di Conselvano e Piovese testimonia la necessità di affrontare unitariamente i problemi idrogeologici. Una zona caratterizzata oggi e ancor più in futuro da un alto rischio di allagamento» ha detto il presidente del consorzio Graziano Tasinato. Nell'incontro il presidente ha sottolineato la necessità di continuare a garantire la qualità delle acque per uso irriguo e di puntare, con i prossimi finanziamenti regionali, alla messa in sicurezza di alcune aree soggette ad allagamenti frequenti per la mancanza di una rete di canali in grado di far defluire le acque piovane.«In dicembre abbiamo inviato ai comuni una carta in cui si evidenziano le microaree a rischio di allagamenti cospicui - ha aggiunto il direttore Giuseppe Gasparetto - ora forniremo specifiche indicazioni sul territorio».

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Mercoledì, 22 Marzo 2006
CENESELLI - È all'epilogo la storia ...

CENESELLI - È all'epilogo la storia dell'ex caseificio "Gino Germani" costruito nei primi decenni del secolo scorso in via Enrico Fermi. Sono bastate poche giornate di lavoro e le ruspe hanno abbattuto le vecchie strutture, da tempo abbandonate ed in degrado, ad esclusione dell'abitazione. Al loro posto sorgerà un complesso di villette a schiera. I lavori di costruzione inizieranno a demolizione completata. L'iniziativa è nel Piruea (Programma integrato di riqualificazione urbanistica e ambientale), che permette di riqualificare zone degradate trasformandole in nuove aree residenziali. Tre i soggetti, pubblici e privati, coinvolti nel progetto: il Comune, la Regione Veneto ed il proprietario privato dell'area, la Sbf Costruzioni di Pernumia . Sul piano pratico il Comune ha adottato una delibera di variante del Piano regolatore per trasformare da artigianale-commerciale a residenziale la zona ove si trova l'ex caseificio. La delibera è stata poi sottoposta all'approvazione prima della Commissione tecnica regionale, che ha già dato il proprio benestare il 27 luglio 2005, e successivamente della Giunta regionale. Il provvedimento ha comportato un aumento di valore della zona ed un indubbio beneficio per il privato proprietario che riconoscerà al Comune questo vantaggio mediante la realizzazione di un'opera pubblica. Nel caso specifico il proprietario dell'ex caseificio provvederà alla costruzione del parcheggio del cimitero per una spesa prevista di circa 49.500 euro compresi oneri di secondo grado. Innegabili i vantaggi che deriveranno dall'applicazione del Piruea: in primo luogo sta scomparendo una struttura in avanzato degrado e abbandono; in secondo luogo l'area interessata verrà riqualificata e sorgeranno nuove unità abitative; infine, a vantaggio di tutta la comunità, verrà realizzato un nuovo parcheggio nei pressi del cimitero.
Gabriele Antonioli

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Mercoledì, 15 Marzo 2006
BASSA PADOVANA I comuni sono diventati dieci, ognuno erogherà un contributo di 30 centesimi per abitante. Rangon presidente, Paribello coordinatore
Protezione civile, distretto più forte con l'ingresso di Monselice

Monselice
(O.M.) Il distretto "Bassa Padovana" diventa più forte con l'ingresso del Comune di Monselice che porta a dieci i componenti. E alla presidenza è stato nominato, Giuseppe Rangon. La sua candidatura ha ottenuto un largo consenso, sei voti contro i due del sindaco di Solesino, Walter Barin. La nomina è avvenuta nella sala consiliare di Solesino dove si sono ritrovati i responsabili dei Comuni che fanno capo al distretto: Monselice, Vescovana, Solesino, Sant'Elena, Villa Estense, Boara Pisani, Pozzonovo, Granze, Pernumia e Stanghella. Il primo atto è stato la stipula di una convenzione che lega i gruppi di volontariato dei dieci comuni.

«L'accordo prevede che ogni Comune eroghi al distretto una quota per la gestione e per far funzionare l'attività, quantificata in trenta centesimi per abitante». Ha detto Rangon: «In tal modo possiamo avviare la costituzione di un ufficio distrettuale della protezione civile che dovrebbe essere composto da due tecnici e da un amministrativo. La sede è stata individuata a Monselice».

Rangon aggiunge altre proposte: «È mia intenzione valorizzare il lavoro dei volontari della Protezione Civile - ha commentato Rangon - e quindi intendo realizzare un volumetto che conterrà le attività, i programmi e le azioni del corpo dei volontari».

I volontari sono circa 300. La formazione rappresenta un elemento importante per l'attività dei volontari.

«È mia intenzione creare dei gruppi specializzati che dovranno essere adeguatamente supportati da mezzi ed attrezzature. Un'operazione che richiederà un impegno fattivo anche dei volontari - ha sottolineato il neo presidente - e che avrà un ritorno certamente positivo per la tutela delle persone e del territorio».

Nominato anche il nuovo coordinatore del distretto. Si tratta di Antonio Paribello di Sant'Elena.

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Domenica, 12 Marzo 2006
MONSELICE I finanziamenti destinati alla scuola per il 2006 sono stati ridotti del 50%. Parlano i dirigenti della "Giacomo Zanellato" e della "Guido Guinizelli"
Allarme dei direttori scolastici: difficile far quadrare i conti

Monselice
(O.M.) Un grido d'allarme è stato lanciato dai direttori scolastici di Monselice, a cui fanno capo anche le scuole di Pernumia ed Arquà: i finanziamenti destinati alla scuola per il 2006 sono stati ridotti del 50\%. Una situazione che è stata messa a fuoco in un documento inviato ai genitori degli alunni dei tre comuni. "Le spese di funzionamento dell'istituto comprensivo, diviso in 9 istituti - ha detto Cesare Boetto dirigente della scuola "Giacomo Zanellato" - ha subito una riduzione della metà rispetto all'anno scorso. Il denaro per coprire le supplenze ammonta al 47\% rispetto a quanto speso nel 2005. Il finanziamento del piano per l'offerta formativa degli alunni si attesta sul 41\% rispetto al quanto ricevuto l'anno passato". Fare di necessità virtù è un'esigenza per i dirigenti scolastici. "L'istituto è riuscito a proporre attività qualificanti perché le amministrazioni comunali hanno erogato finanziamenti per i progetti integrativi, unitamente alle spese che sono a carico del comune (materiale didattico e di pulizia). I genitori degli alunni hanno contribuito a coprire le spese per i laboratori facoltativi e finanziare completamente le visite guidate che fanno parte integrante del percorso formativo degli alunni. I dirigenti dell'istituto, inoltre, si sono impegnati a reperire risorse dai privati e dagli istituti di credito". Sulla situazione Boetto aggiunge: "Ci sono evidenti difficoltà a garantire il funzionamento amministrativo e didattico dell'istituto". A queste affermazioni fanno eco quelle di Franco Costa, dirigente scolastico della "Guido Guinizelli". "La situazione finanziaria da noi è pesante. Guardiamo con particolare attenzione all'approvazione del bilancio del comune di Monselice, per verificare di quante e quali risorse potremmo disporre. Sappiamo che i comuni dovranno fare più di un sacrificio, perché i trasferimenti dello Stato si sono ridotti ulteriormente. Mi auguro che non sia la scuola quella che deve pagare il più grosso tributo ai tagli che dovranno essere operati dall'amministrazione locale".

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Venerdì, 10 Marzo 2006
PERNUMIA Il sindaco Magarotto, dopo aver ripetutamente ordinato alla ditta di provvedere, passa direttamente all'azione per l'eliminazione dei fanghi che sono all'esterno del capannone
Il Comune s'incarica del disinquinamento della C&C
Entro la settimana prossima sarà affidato il lavoro, che poi verrà eseguito immediatamente. A pagarlo intanto sarà l'amministrazione

Pernumia
Nuovo colpo di scena sulla C.&C. "Cedro", la ditta nell'occhio del ciclone da alcuni mesi per questioni di sicurezza ambientale. Dopo la nascita di un coordinamento intercomunale tra Pernumia, Due Carrare e Battaglia Terme assistiamo ora ad una probabile svolta del problema.Due giorni fa si è tenuta un'ispezione del sindaco Giovanni Magarotto accompagnato dai primi cittadini di Due Carrare e Battaglia Terme. C'era anche la V commissione consiliare provinciale presente su proposta del consigliere dei Verdi Paolo De Marchi. L'iter di bonifica dell'area ex Magrini Gallileo sembrava in una situazione di stallo, ma è arrivata in questi giorni una nuova decisione di Magarotto. Una ditta specializzata sarà incaricata della messa in sicurezza del materiale esterno.

Sono infatti i fanghi esterni a preoccupare di più, vista anche la vicinanza del canale Vigenzone e dello scolo Paltana. Il caso della C.&C. si protrae ormai da mesi con l'ordinanza emessa dal sindaco Magarotto che obbliga la C.&C. a provvedere alla messa in sicurezza del sito inquinato. Nonostante il duplice tentativo di ricorso della ditta sotto accusa, verso il Tar del Veneto e verso il Consiglio di Stato, il sindaco di Pernumia ha visto sempre riconfermare la validità del proprio provvedimento. I sindaci possono contare sul supporto del professor Maurizio Onofrio del Politecnico di Torino.

Magarotto ha previsto anche delle scadenze precise. Entro la prossima settimana si procederà alla scelta di chi dovrà sanare la parte esterna dei fanghi per un lavoro che durerà circa una settimana. Per gestire l'operazione sarà anche necessario scavare a una profondità minima di 20 centimetri e poi analizzare il terreno sottostante. Tra un paio di settimane si potrebbero vedere i primi risultati tangibili. L'incognita resta però nel reperimento dei fondi. I lavori partiranno infatti prelevando dalle casse comunali che però non potranno certo coprire interamente la spesa. Per questo si susseguono gli incontri tra Comune, Provincia e Regione.

«Avevamo promesso di intervenire per risolvere il problema - commenta Magarotto - all'esterno ci sono circa 200 tonnellate di materiale che avevano tentato di interrare senza nessun permesso». Il sindaco di Pernumia non risparmia poi una critica ai Ds. «Mi sembra strana la richiesta dei Democratici di Sinistra, visto che per anni sono rimasti a guardare».
Emanuele Masiero

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Mercoledì, 8 Marzo 2006
PERNUMIA
Ds e bonifica della C&C: «La Provincia intervenga»

Pernumia
Mozione dei Democratici di Sinistra in Regione affinchè la Provincia di Padova intervenga immediatamente per la bonifica dell'area esterna del capannone della C&C di Pernumia e verificare la stabilità strutturale del capannone stesso. Nel caso di carenza di fondi da stanziare per la copertura delle spese di bonifica, il gruppo dei Democristiani di Sinistra, con Helene Zago, chiede: «che l'assessore competente e la Giunta provinciale si facciano carico in tempi ristretti di un coinvolgimento della Regione Veneto per contribuire alla bonifica dell'area, per la verifica della stabilità strutturale del capannone stesso il quale risulta essere pieno di materiali al limite della sua capacità, per rendere pubbliche le analisi compiute dall'Arpav sui materiali giacenti nella ditta C&C e, infine, per verificare se ci sia stato o meno inquinamento della falda freatica».

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Domenica, 5 Marzo 2006
PERNUMIA

Depuratore, firme contro il "sì" a Due Carrare
Il gruppo politico d'opposizione "Con la gente per Pernumia ", a partire dalle 10 al centro socio-culturale di Pernumia , raccoglie le firme per la revoca dell'accordo di programma sottoscritto dall'amministrazione comunale che ha autorizzato l'allacciamento alla rete fognaria del comune di Due Carrare al depuratore comunale (o.m.)

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Mercoledì, 1 Marzo 2006
PERNUMIA Il consigliere Francescon denuncia lo scempio nell'androne del municipio per appendere manifesti
Tasselli e listello conficcati sull'affresco

Pernumia
Uno sfregio all'arte è stato compiuto al municipio di Pernumia . Su un affresco scoperto recentemente nell'androne di palazzo Rusconi, sono stati conficcati tasselli e viti per sorreggere il listello dove appiccicare manifestini. Un piccolo scempio che Silvio Francescon, esponete del gruppo di minoranza Pernumia delle libertà ha subito denunciato. «Trattandosi di un edificio padronale d'interesse storico architettonico, la casuale scoperta dell'intonaco decorato - ha sostenuto Francescon - poteva essere di buon auspicio per il recupero di altri elementi pittorici presenti nell'immobile. Invece non sono stati adottati criteri di protezione del disegno, collocato tra due porte, che aspettava di essere almeno guardato da occhi esperti per capire il da farsi».

«Invece, pur di trovare spazio di affissione, come se in tutto l'edificio non ci fosse spazio per pubblicare tre manifesti - ha aggiunto Francescon - non si è esitato a far collocare dei listelli di legno fissandoli con viti a pressione».

E la conclusione di Francescon è amara. «In giunta ci sono ben due assessori che si occupano di cultura che si sbracciano per dimostrare quanto sono bravi. Però - ha sottolineato il consigliere di minoranza - nessuno ha impedito al collega di eseguire l'utilissima intervento per la collettività, a tutto danno degli elementi pittorici dell'edificio».O.M.

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Domenica, 19 Febbraio 2006
Conselve
Una bomba ad orologeria, ...

Conselve
Una bomba ad orologeria, innescata e pronta ad esplodere. La circolare del Prefetto di Padova Paolo Padoin, arrivata ieri mattina sulle scrivanie di tutti i sindaci della provincia, non lascia margini di manovra. Gli amministratori comunali che hanno incarichi all'interno di società pubbliche che intrattengono rapporti "d'affari" con i Comuni stessi, sono incompatibili. Questo è quanto stabilisce l'articolo 63, comma 1, numero 2, del Testo Unico. Un vero terremoto, insomma, soprattutto nella Bassa Padovana, destinata a coinvolgere moltissimi sindaci, assessori e consiglieri di maggioranza e di minoranza. Il chiarimento del Prefetto, a questo punto, taglia la testa al toro dopo tre mesi di polemiche e mette i numerosi amministratori pubblici in condizioni di dover prendere delle decisioni drastiche. Ovvero, abbandonare la poltrona in consiglio comunale o quella nel cda.

La risposta del Prefetto era attesa con ansia da tutti quei consiglieri comunali, soprattutto di opposizione, che avevano sollevato la questione. In pole position ci sono quelli dell'opposizione di Anguillara, che avevano contestato l'incompatibilità al loro sindaco Gianfranco Milani, che è anche presidente di Trasporti Ecologici, una delle aziende controllate da Cosecon spa, dell'assessore Alberto Dicati e del consigliere Sandro Chioetto. A ruota è arrivato Cartura, dove il sindaco Silvestro Bazza era presidente di Cosecon Distribuzione e consigliere di Centro di riciclo Monselice e che ha dato le dimissioni prima che gli venisse contestata l'incompatibilità. Dopo pochi giorni la stessa cosa è avvenuta a Candiana, dove le opposizioni hanno puntato il dito contro il sindaco Chiara Brazzo, consigliere di Energycom, e Robertino Scapolo, vicesindaco e vicepresidente di Cosecon spa e consigliere di Centro Riciclo Monselice; dentro al cda della stessa società siede anche il sindaco di Bovolenta Antonio Sorgato, mentre l'assessore Pietro Tangianu è consigliere di Energycom. Non sono mancate prese di posizione ad Agna, dove il sindaco Giannicola Scarabello è consigliere di Trasporti Ecologici, il suo vice, nonché ex sindaco Gelindo Merlin, è nel cda di Centro Veneto Servizi e il consigliere di opposizione Giacomo Zanellato in quello di Centro Veneto Gestione Acque. Ma la fitta "ragnatela" degli incarichi si estende un po' su tutti i consigli comunali della Bassa.

Il sindaco di Arre Franco Casotto è consigliere TE insieme a Antonio Basso, sindaco di Maserà. Per quanto riguarda Conselve, Comune che detiene la maggioranza delle quote all'interno di Cosecon spa, ci sarà da chiarire la posizione del vicesindaco Maffeo Businari, consigliere di Cosecon spa e Massimo Degan, consigliere comunale di minoranza e componente del cda di TE. Indenne non lo è nemmeno il presidente di Cosecon spa Natalino Zambolin, ex sindaco di Tribano, attualmente assessore dello stesso Comune e membro del cda di Cosecon Distribuzione. E che dire dell'ex sindaco di Bagnoli di Sopra Mario Rasi, attualmente consigliere comunale, che siede contemporaneamente nelle poltrone dei cda di Centro Riciclo Monselice come presidente e in quelle di Vigenzone Gas e Cosecon spa come consigliere? Ma i Comuni e gli amministratori coinvolti sono ancora molti. Cosa faranno ora?
Stefania Mastellaro

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Sabato, 18 Febbraio 2006
PERNUMIA Colpo di scena nella vicenda dellazienda che inquina. Il sindaco Magarotto ha costituito un gruppo di lavoro
«Ora alla C.&C. ci pensiamo noi»
«Il problema è rimasto per troppo tempo sottovalutato». Alleanza con Due Carrare e Battaglia

Pernumia
Colpo di scena sulla C.&C. "Cedro", la ditta nell'occhio del ciclone da alcuni mesi per questioni di sicurezza ambientale. Sembrava che la vicenda stesse attraversando un periodo di stallo e invece il sindaco di Pernumia Giovanni Magarotto, l'altra sera, ha indetto una riunione congiunta tra Due Carrare, Battaglia Terme e appunto Pernumia per costituire un gruppo di lavoro intercomunale. Dovrà cercare di risolvere i problemi collegati alla ditta: tutto questo per la salvaguardia della salute dei cittadini.

Un'ordinanza emessa dal sindaco Magarotto obbliga la C.&C. a provvedere alla messa in sicurezza del sito inquinato. Nonostante il duplice tentativo di ricorso della ditta sotto accusa, verso il TAR del Veneto e verso il Consiglio di Stato a Roma, il sindaco di Pernumia, assistito dagli avvocati Fabio Belloni e Francesco Mazzarolli di Padova, ha visto sempre riconfermare la validità del proprio provvedimento.

All'incontro hanno partecipato alcuni assessori dei tre comuni e i rispettivi sindaci. Sergio Vason per Due Carrare, Velia Bevilacqua per Battaglia Terme e ovviamente Giovanni Magarotto per Pernumia. Il sindaco, assieme all'assessore all'Ambiente Lucio Fortin ha illustrato il lavoro svolto dall'inizio del suo mandato dimostrando il continuo controllo del sito e i contatti con le autorità competenti. Tutto ciò per monitorare il rischio derivante dal materiale stoccato nell'area ex Magrini Galileo. I sindaci elaboreranno un protocollo d'intesa che prevede la loro partecipazione fattiva al tavolo tecnico con gli esperti della Provincia e alle varie conferenze dei servizi.

I sindaci saranno assistiti dal professor Maurizio Onofrio del Politecnico di Torino, una delle massime personalità nazionali in tema di inquinamento e con una vasta esperienza nella soluzione di problemi similari a quelli causati dalla C.&C. La proposta prevede di presentare le istanze e le preoccupazioni dei loro cittadini e cooperare con il presidente della Provincia e della Regione nella bonifica definitiva del sito che si presenta come uno dei più pericolosi e vasti per quantità di materiale conferito, in questi ultimi anni.

«L'obiettivo finale è quello di tutelare al massimo la salute dei cittadini ripristinando le caratteristiche ambientali del sito - ha commentato Magarotto - L'area si trova nelle immediate vicinanze del canale Vigenzone e dello scolo Paltana che immettono le loro acque direttamente nel circuito della Laguna Veneta. Con questa sinergia intercomunale pensiamo di poter risolvere positivamente un problema gravissimo che è rimasto per troppo tempo sottovalutato da chi sarebbe dovuto intervenire. Le stime parlano di circa 20 mila tonnellate di materiale a rischio che richiederanno per la bonifica, circa 20 milioni di euro».
Emanuele Masiero

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Martedì, 14 Febbraio 2006
WELFARE
Cgil, Cisl e Uil spulceranno i bilanci comunali

Per il decimo anno consecutivo Cgil, Cisl e Uil andranno a spulciare capitolo per capitolo i bilanci previsionali delle amministrazioni comunali padovane. Lo screening condotto dalle strutture confederali in collaborazione con le organizzazioni dei pensionati servirà a svelare le scelte in materia di welfare. Come d'abitudine la Triplice si è posta una serie di obiettivi di equità: verrà posta particolare attenzione al contenimento dei livelli di tassazione comunale, al rispetto dei tassi inflattivi programmati nei servizi a domanda individuale o a tariffa, al corretto utilizzo dell'indicatore della situazione economica (Isee) per le erogazioni di prestazioni comunali. «Siamo interessati - ribadiscono i tre segretari generali Ilario Simonaggio, Giovanni Faverin e Nello Cum - a conoscere le politiche in favore dei più deboli per eventuali progetti di inclusione sociale. Approfondiremo i temi delle politiche abitative e di lotta al caro affitti ponendo l'accento sulla cronica carenza di case e di canoni sociali». Quest'anno il confronto con i Comuni assume una particolare valenza alla luce del taglio dei trasferimenti dal governo centrale. Gli enti locali sono spesso costretti a compiere autentici equilibrismi contabili per rispettare le clausole fissate dalla Finanziaria 2006 sul patto di stabilità interno, nonostante i capitoli del sociale siano rimasti inalterati. In attesa di avviare il confronto con sindaci ed assessori, Cgil, Cisl e Uil hanno stilato una pagella del tutto particolare. L'iniziativa, che si concluderà con la stesura di un rapporto sulla banca dati della finanza locale, non è stata infatti accolta dovunque con favore. Quattro comuni hanno comunicato di non voler aderire al progetto: Arzergrande, Lozzo Atestino, Montagnana e Veggiano non forniranno alcun dato alle organizzazioni sindacali. Campo San Martino invierà soltanto il bilancio consuntivo del 2003. Dell'elenco dei "cattivi" fanno parte anche Carceri, Pernumia, Codevigo, Piombino Dese e Polverara. Nonostante i ripetuti solleciti non hanno ancora sciolto le riserve sull'adesione al progetto. Ben sessantuno amministrazioni sono invece già all'opera. Hanno nominato il funzionario che deve provvedere alla compilazione del questionario redatto da Cgil, Cisl e Uil. Attraverso una password potrà comunicare direttamente ai sindacati i dati su servizi e bilanci. Del folto gruppo fanno parte tutte le amministrazioni di maggior peso, a partire da Padova. Uniche eccezioni Monselice, Piazzola sul Brenta, Rubano e Vigonza: non hanno ancora provveduto ad individuare tra i rispettivi funzionari il referente del progetto. Sedici i questionari già consegnati a Cgil, Cisl e Uil: la palma dei comuni più veloci spetta a Cittadella, Piove di Sacco, Padova, Conselve, Selvazzano e Vigodarzere.
          Luca Ingegneri

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Martedì, 14 Febbraio 2006
I COMUNI
(V.M.) Città al top dei nuovi nati, ovviamente, ma complessivamente è la cintura a crescere maggiormante in percentuale, assieme a molti paesi dell'Alta; nella bassa invece tutti i record negativi. Questo l'elenco completo:

Padova 1786, Abano Terme 141, Agna 40, Albignasego 186, Anquillara Veneta 36, Arquà Petrarca 16, Arre 24, Arzergrande 30, Bagnoli di Sopra 31, Baone 9, Barbona 13, Bastia di Rovolon 34, Battaglia Terme 28, Boara Pisani 9, Borgoricco 81, Bovolenta 37, Bresseo 20, Brugine 50, Cadoneghe 119, Campo S. Martino 58, Campodarsego 161, Campodoro 36, Camposampiero 84, Candiana 24, Carceri 8, Carmignano di Brenta 74, Cartura 43, Casale di Scodosia 34, Casalserugo 53, Castelbaldo 18, Cervarese S. Croce 14, Cinto Euganeo 15, Cittadella 126, Codevigo 75, Conselve 82, Correzzola 34, Curtarolo 85, Due Carrare 50, Este 75, Fontaniva 77, Galliera Veneta 75, Galzignano Terme 41, Gazzo Padovano 30, Grantorto 54, Granze 18, Legnaro 74, Limena 78, Loreggia 62, Lozzo Atestino 29, Maserà 90, Masi 8, Massanzago 67, Megliadino S. Fidenzio 9, Megliadino S. Vitale 13, Merlara 15, Mestrino 133, Monselice 132, Montagnana 96, Montegrotto Terme 68, Montemerlo 53, Noventa Padovana 42, Ospedaletto Euganeo 59, Pernumia 26, Piacenza D'Adige 8, Piazzola sul Brenta 100, Piombino Dese 108, Piove di Sacco 198, Polverara 43, Ponso 19, Ponte S. Nicolò 131, Pontelongo 32, Pozzonovo 50, Rubano 126, Saccolongo 43, S. Giorgio delle Pertiche 123, S. Giorgio in Bosco 57, S. Martino di Lupari 110, S. Pietro in Gù 52, S. Pietro Viminario 32, S. Giustina in Colle 75, S. Margherita d'Adige 17, Sant'Elena 21, Sant'Urbano 5, Saonara 125, Selvazzano Dentro 211, Solesino 58, Stanghella 32, Teolo 8, Terrassa Padovana 27, Tombolo 87, Torreglia 49, Trebaseleghe 138, Tribano 53, Urbana 16, Veggiano 74, Vescovana 13, Vighizzolo d'Este 7, Vigodarzere 148, Vigonza 199, Villa del Conte 49, Villa Estense 27, Villafranca Padovana 67, Villanova di Camposampiero 63, Vò Euganeo 27, Vò Vecchio 4.

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Domenica, 12 Febbraio 2006
S. PIETRO VIMINARIO

Cambierà con l'approvazione della nuova variante al piano regolatore generale l'assetto urbanistico di San Pietro Viminario. Si tratta, in termini volumetrici, dell'intervento più consistente mai realizzato nel Comune. Infatti la zona interessata è di 100 mila metri quadrati. Il progetto è stato messo a punto per creare una sorta di ponte tra il capoluogo e la frazione di Vanzo da sempre divise da una sorta di terra di nessuno. La nuova zona abitativa si svilupperà partendo dagli impianti sportivi comunali e si prolungherà verso sud sino a collegarsi con la frazione.

«Si tratta della concretizzazione di quella che è stata da sempre l'idea dell'amministrazione comunale, quella che consiste nell'accorpare Vanzo al resto del territorio comunale - ha detto il vicesindaco Arnaldo Anziutti - ed ora questo progetto rimasto per anni incompiuto finalmente si potrà realizzare».

Nella nuova zona di insediamenti abitativi sono previste cinque lottizzazioni con una spiccata propensione alla tutela dell'ambiente. Infatti molti sono gli spazi verdi che saranno realizzati nella nuova zona di espansione urbanistica. Inoltre è già stata prevista la costruzione di piste ciclo pedonali che collegheranno la frazione al centro e garantiranno il facile accesso ai servizi di pubblica utilità.

«La variante ha come finalità quella di far lievitare il numero dei residenti del territorio comunale. Infatti - ha concluso Anziutti - la nuova area di sviluppo urbanistico è destinata ad accogliere circa 400 persone. Inoltre darà vita ad uno dei quartieri che sarà un fiore all'occhiello della zona». 
Orfeo Meneghetti

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Sabato, 11 Febbraio 2006
CONSELVE Dopo linseguimento in zona industriale
La banda dell'ottone in trappola: un arresto

Conselve
(Ri.Ba.)Tre hard disk, due pc portatili, quattro taniche di gasolio da 25 litri. E poi cesoie, flessibili, piedi di porco, martelli. Tutto questo è stato rinvenuto dai carabinieri di Abano in una Citroen Berlingo nella nottata tra giovedì e venerdì. Nel corso di uno dei pattugliamenti fatti per contrastare i numerosi furti nelle zone industriali di Due Carrare, Pernumia, Conselve, in particolare di ottone e rame. I militari hanno avvistato la Berlingo mentre si aggirava tre le fabbriche in via Rossini. Appena visti i carabinieri dal furgone tre persone sono uscite e sono fuggite tra i campi. È scattato l'inseguimento. Uno dei malviventi, dopo una decina di minuti di corsa disperata, è stato bloccato. Si tratta di Vitalii Sirbu, 26 anni, moldavo, senza permesso di soggiorno. I computer e le taniche di gasolio sono state ritrovate a bordo del Berlingo, risultato rubato in settembre a un imprenditore di Limena. Per Sirbu sono scattate le manette con l'accusa di furto e ricettazione. Ora il 26enne si trova al carcere di Due Palazzi. L'uomo sarebbe responsabile di un paio di furti avvenuti in un cantiere edile e all'Arcom di Conselve. Le indagini chiariranno se l'uomo abbia anche preso parte ai numerosi furti di ottone e metalli preziosi che da settimane vengono messi a segno in zona.

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Venerdì, 10 Febbraio 2006
PERNUMIA/DUE CARRARE Il sindaco Magarotto ha presentato ai cittadini i termini dell'accordo fra i due comuni sulle fognature. Problema loculi: ora ce ne sono 15
«Avremo un depuratore che servirà il doppio dei nostri abitanti»

Pernumia
È stata una serata quella in cui il sindaco Giovanni Magarotto ha illustrato l'operato dalla sua amministrazione. Alla conferenza pubblica c'erano molti cittadini.

Soddisfatto il Sindaco per le opere sviluppate finora. Si parte con l'ampliamento del centro per l'infanzia di Pernumia, che sarà allargato in collaborazione con il comune di San Pietro Viminario (che si accollerà un terzo delle spese). A breve dovrebbe partire il completamento dell'illuminazione pubblica e la messa in sicurezza degli edifici comunali. Magarotto ha annunciato di aver ricevuto proposte per la cablatura in fibra ottica del territorio comunale per permettere la navigazione in internet ad alta velocità. In molti si erano chiesti a cosa servisse la vistosa antenna posta nella parte superiore del municipio. Pernumia è uno dei cinque comuni che la questura ha scelto per l'installazione di un collegamento satellitare per l'accesso all'archivio di stato. Il collegamento è gratuito per un anno, ma Magarotto si dice pronto a rinnovarlo.

Le rassicurazioni del Sindaco sono giunte anche sulla mancanza di loculi nel cimitero. Da alcune verifiche sembra che una quindicina di loculi si siano resi disponibili negli ultimi giorni. L'attenzione del pubblico è cresciuta quando il Sindaco ha spiegato l'accordo per l'utilizzo, da parte di Due Carrare, del depuratore di Pernumia. «Il nostro depuratore verrà adeguato, senza modifiche strutturali, per poter servire fino a 15 mila abitanti - ha detto - Questo significa che potrebbero esserci altrettante persone che contemporaneamente utilizzano i servizi igienici. Con l'accordo saranno allacciate tutte le famiglie che scaricano a cielo aperto. Insieme a Due Carrare raggiungeremo le 7 mila utenze. Un numero ben inferiore alla massima portata». Alcune vie di Pernumia non sono infatti collegate al depuratore esistente. «Non è stata questa amministrazione a costruire il depuratore a cento metri dal centro» ha concluso.
Emanuele Masiero

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Martedì, 7 Febbraio 2006
CONSELVANO
Finti tecnici Enel ancora in zona, due truffe riuscite

Pernumia / Conselve
(O.M.) I finti ispettori dell'Enel sono tornati a farsi vivi. Ancora una volta sono state prese di mira le abitazioni di anziani soli. I fatti sono avvenuti quasi contemporaneamente a Conselve e Pernumia. Un giovane ispettore, poco più che ventenne, ha suonato all'abitazione di Severina Girotto, 74 anni e con la scusa di effettuare alcuni controlli sulle bollette. Poi è entrato in casa. Mentre l'anziana andava a cercare la documentazione richiesta, il giovane ha rovistato un po' dovunque ed è riuscito a mettere le mani su 250 euro. Quindi è scappato. La signora si è accorta di essere caduta nella trappola ed ha chiamato i vicini, ma del giovane non c'era più traccia. L'anziana ha quindi sporto denuncia ai carabinieri.

Analoga scena a Pernumia in via Maseralino, dove abita Salvina Baldo, 69 anni. Sono le 9,30. Alla porta dell'abitazione suonano due finti ispettori dell'Enel dell'età apparente di 30 anni. I due chiedono alla donna di visionare le vecchie bollette. La Baldo sia pure con qualche riluttanza acconsente e li fa entrare in casa. Uno dei due chiede di verificare i pagamenti e distrae la donna. Il complice entra in camera da letto, rovista in tutti i cassetti e trova 1500 euro. Se ne impossessa e poi con il complice si allontana. La donna poco dopo si accorge del furto, anche lei non ha altro da fare che denunciare il fatto.

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Domenica, 5 Febbraio 2006
PERNUMIA
Centrosinistra e pubblico bocciano il depuratore insieme a Due Carrare

Pernumia
Parte da una raccolta firme la protesta delle minoranze di Pernumia, lanciata in un incontro pubblico organizzato dai Ds per un'area che copre anche Due Carrare, Maserà, Casalserugo e Bovolenta. Il dibattito si è sviluppato sul depuratore.

Da qualche mese è stato firmato l'accordo Due Carrare-Pernumia per l'utilizzo del depuratore esistente (quello di Pernumia può supportare 7500 utenze). Questo ha portato la nuova amministrazione di Due Carrare a stracciare il precedente progetto di costruzione di un nuovo impianto. L'accordo è stato presentato come un impegno preso e mantenuto, con un risparmio consistente di denaro. Per correre ai ripari, le minoranze di centrosinistra nell'incontro pubblico hanno evidenziato che l'accordo è molto negativo per il Comune di Pernumia.

Numerosi sono stati gli interventi del pubblico, che ha dimostrato interesse per il tema (sarà trattato anche domani in un'assemblea pubblica indetta dal sindaco alle ore 21 al centro Zanini). Erano presenti consiglieri comunali ed ex sindaci di Pernumia, che hanno illustrato le soluzioni alternative per l'utilizzo del depuratore. «Da dieci anni c'era un progetto per un nuovo depuratore a Cornegliana, ma la commissione ambiente della Regione l'ha bocciato con il cambio di colore politico a Pernumia e Due Carrare - si legge in una nota congiunta dei Ds dei comuni presenti all'incontro - Crediamo che tutti debbano venire a conoscenza delle conseguenze di questo accordo politico. È stata sfruttata una protesta dei cittadini per raggiungere degli obbiettivi politici».
Emanuele Masiero

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Venerdì, 3 Febbraio 2006
Pernumia
(O.M.) Non passa giorno ...

Pernumia
(O.M.) Non passa giorno che la "C & C" non faccia discutere. L'azienda di Pernumia che produceva conglomerati cementizi con materiale tossico nocivo è un problema ecologico al quale sembra che nessuno intenda mettere mano. Tonnellate di materiale tossico nocivo sono stoccate all'interno dei capannoni dell'ex Magrini Galileo. Il problema centrale resta quella della bonifica dell'area. Atti d'impegno da più parti si sono tradotti con un nulla di fatto. A un anno di distanza, il 22 febbraio 2005 il Corpo forestale dello Stato pose i sigilli alla "C & C", è forte la preoccupazione della gente che vive vicino a questa "bomba ecologica".

«Il capannone è ancora straripante di rifiuti - dice Federico Grava, responsabile dei Ds dell'area colli - l'area esterna è ricolma di polveri cancerogene e non si è ancora analizzata la falda acquifera. Una situazione che fa a pugni con l'azione intraprese dal comune di Pernumia che impegna soldi pubblici per perizie e uno studio di caratterizzazione dell'area. Si tratta solamente di fumo negli occhi ai cittadini perché in realtà non è stata ancora trovata una soluzione al problema».

Situazione ben diversa a Malcontenta, dove la "C & C" aveva un altro stabilimento. «I comuni di Venezia e Mira si sono assunti l'onere della bonifica dell'area - aggiunge Grava - ottenendo dalla magistratura la rimozione dei sigilli, ed è stata messa in sicurezza la zona. Ci chiediamo cosa faccia la Provincia di Padova».

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Giovedì, 2 Febbraio 2006
MISS PADANIA

Da qualcuno snobbato se non "contestato", sta di fatto che nell'ambito dei concorsi di bellezza quello di Miss Padania si è ritagliato, edizione dopo edizione, un ruolo di primo piano registrando un sempre maggior numero di partecipanti che se proprio non condividono l'indirizzo politico sono ben felici di poter esprimere e rappresentare anche le particolarità della loro terra d'origine. Ma il titolo del 2006 riuscirà a rimanere in Veneto e meglio ancora a Padova che lo detiene con la ventenne Laura Albertin di Battaglia Terme? Per saperlo bisognerà attendere fino alla notte di sabato 4 febbraio quando al Mazda Palace di Milano si svolgerà la finalissima . In gara sono in 48 provenienti da Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Triveneto, Liguria, Emilia Romagna e Toscana. Tre le miss padovane in gara a Milano da lunedì. Sono Michela Cagnin, 21 anni di Pernumia, Giovanna Dal Forno, 27 anni di Teolo e Roberta Nosella, 20 anni di Albignasego. «Dicono che le ragazze siano più belle rispetto all'anno scorso - spiega Michela - io arrivo sempre alle finali ma poi non vinco fasce, spero stavolta di arrivare fino in fondo». «Sono un po' agitata - racconta Giovanna, laureanda in sistemi informativi territoriali allo Iuav di Venezia - lavoriamo sodo, comunque è tutto molto carino. Spero vada bene, mi hanno fatto i complimenti per come sfilo, spero sia di buon auspicio». «Un'altra bella esperienza, un bel gruppo di ragazze molto affiatate - dice Roberta Nosella già alla finale nazionale di Miss Italia due anni fa - Sono tranquilla, i tempi delle prove non sono frenetici, il traguardo della finale per me è già un successo, poi come andrà andrà». Oltre a Miss Padania, le fasce in palio sono Miss Sole delle Alpi e Miss Camicia Verde ed i titoli minori di miss Charme, miss Telepadania, miss Radio Padania libera, miss quotidiano La Padania e miss Odeon. La prefinale di Courmayeur sarà trasmessa sabato 4 febbraio alle 16 su Rete 4 e sulla stessa emittente domenica 5 febbraio in seconda serata andrà in onda la serata finale.
Michelangelo Cecchetto

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Mercoledì, 1 Febbraio 2006
PERNUMIA
«Non possiamo più seppellire i morti» La denuncia in Consiglio è del... Comune

Pernumia
Non ci sono più loculi liberi al cimitero di Pernumia. Il dato è emerso l'altra sera in Consiglio comunale. Singolare è che sia stato l'ufficio dei servizi demografici comunale a sollevare la questione. Infatti il responsabile dell'ufficio, con un'azione che ha pochi riscontri nel suo genere, con l'intento di ottenere risposte concrete, ha inviato ai capigruppo consiliari, alla giunta e al responsabile dell'ufficio tecnico, una nota con cui chiedeva cosa fare per far fronte all'emergenza sepolture.

A far da cassa di risonanza del problema, l'altra sera in Consiglio è stato Silvio Francescon del gruppo d'opposizione Pernumia delle libertà. «Da mesi ci siamo fatti carico dell'emergenza loculi a Pernumia - ha sostenuto Francescon, ma nessuno ci ha ascoltato e ora non possiamo più seppellire i nostri defunti».

Il rappresentante della minoranza sottolinea che solamente l'assessore Lucio Fortin, si è mosso nel tentativo di fa decollare i lavori per l'ampliamento del cimitero. Degli altri componenti dell'esecutivo di Pernumia, Francescon non salva nessuno e così ha commentato: «Ci troviamo davanti a una giunta incapace, che non riesce a produrre nulla, neppure l'assegnazione dell'appalto per l'avvio dei lavori cimiteriali».«Ai dipendenti comunali, invece, va tutto il mio apprezzamento - ha aggiunto Francescon - per il senso di responsabilità nel denunciare la situazione e per l'attività svolta in questi mesi tra situazioni difficili e di precarietà».
O.M.

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Martedì, 31 Gennaio 2006
PERNUMIA Conclusa linchiesta avviata dalla Procura veneziana sul presunto traffico di reflui industriali spacciati per conglomerati cementizi commercializzati dalla "C&C
Nascosti sotto i piedi rifiuti tossici ad "alta velocità"
Quarantadue tra imprenditori e autotrasportatori indagati per violazione delle leggi ambientali e associazione per delinquere

Pernumia
Consulente ambientale. Questa la sua prima carta di identità nella "C&C.. Poi socio, quindi gestore di fatto. Fabrizio Cappelletto è il principale indagato nell'inchiesta sui fanghi tossici che sarebbero stati utilizzati per la realizzazione di opere pubbliche: come la tratta ferroviaria ad alta velocità ad Arino di Dolo (Venezia) e il cavalcavia Camerini, nella periferia nord di Padova. Gli tengono compagnia, nel voluminoso atto d'accusa firmato dal sostituto procuratore veneziano Giorgio Gava, altri quarantuno imprenditori e autotrasportatori titolari di ditte individuali che si sarebbero prestati al gioco, chiamati a vario titolo, nell'utilizzo di materiali inquinanti spacciati per "conglomerati cementizi". Il capo d'accusa parla di "cospicui ingiusti profitti derivanti dall'abbattimento dei costi connessi al recupero dei rifiuti".

Cappelletto - secondo l'accusa - riceveva, cedeva, trasportava, smaltiva, gestiva abusivamente ingenti quantità di rifiuti pericolosi per tipologia e composizione chimica (decine di migliaia di tonnellate), reflui di aziende industriali, inceneritori, depuratori e centri di stoccaggio. E li utilizzava, dopo sommarie operazioni di inertizzazione che modificavano l'aspetto esteriore, come conglomerati da utilizzare nella costruzione di opere pubbliche. Oltre alla violazione del decreto legislativo Ronchi del '97, Cappelletto deve rispondere pure di associazione per delinquere.

Tra le opere "infette", mille metri cubi di rifiuti spacciati per conglomerato forniti al comune di Granze per la sistemazione di via Marigo, nonchè settemila metri cubi scaricati nel cantiere del cavalcavia Camerini a Padova. La "C&C" aveva tentacoli un po' dappertutto. E Giorgio Berto, incaricato di eseguire perizie giurate stragiudiziali, dichiarava che negli impianti della ditta di Pernumia si producevano conglomerati cementizi e manufatti per l'edilizia.

Le indagini, condotte dalla Guardia forestale, portarono lo scorso febbraio all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Stefano Manduzio: in carcere finì Fabrizio Cappelletto, ritenuto dagli inquirenti il principale responsabile delle presunte violazioni della legge sui rifiuti. Il pm Gava contesta l'esistenza di una vera e propria organizzazione finalizzata al traffico dei rifiuti, attività che sarebbe proseguita anche dopo l'avvio di un'indagine amministrativa da parte delle Province di Padova e Venezia e dei primi controlli della Guardia forestale.

Da alcune intercettazioni telefoniche emergerebbe la piena consapevolezza, da parte dei principali indagati, delle irregolarità che stavano commettendo. Negli ultimi mesi il numero degli indagati è aumentato e la Forestale ha individuato numerosi altri cantieri nei quali sarebbero stati smaltiti in maniera illecita i rifiuti trattati dalla C&C. Parallelamente il magistrato ha stralciato la posizione di alcune persone nei confronti delle quali le accuse non sono state riscontrate, e verranno archiviate.

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Sabato, 28 Gennaio 2006
L'assessore ai Trasporti della Provincia, Mario Verza dichiara che richiamerà la Sita al rispetto della sicurezza dopo che una passeggera ha tenuto chiusa la porta del bus con una corda
«Un episodio, ma gestito male»
«I nostri mezzi hanno un'età media di 4 anni e 8 mesi, contro i 14 di quella nazionale»

«Un caso fortuito e isolato, ma anche di fronte a questa ipotesi è impensabile fare un viaggio in una situazione di precarietà, mettendo a rischio un utente».

Così l'assessore ai Trasporti della Provincia di Padova Mario Verza commenta l'anomalo viaggio di una studentessa, che ha percorso tutto il tragitto Pernumia -Conselve su un pullman di linea, tenendo tesa una corda per fare in modo che la porta del mezzo non si aprisse in corsa. «Richiameremo l'azienda dei trasporti al rispetto del contratto di servizio che c'è con la Provincia, e che prevede l'assicurazione di un viaggio in situazione di normale sicurezza a tutti i trasportati», precisa Verza.

L'episodio risale a mercoledì mattina, quando una ragazza, dopo aver preso la corriera a Solesino, sale a Monselice sulla coincidenza per Conselve. Nota subito che la porta anteriore non funziona: per fare in modo che rimanga chiusa è stata fissata con una corda, tanto che tutti i passeggeri vengono fatti salire da quella posteriore. Alla fermata di Pernumia l'autista è costretto ad aprire la porta anteriore, per far salire un passeggero non vedente. L'anta però, dopo essere stata aperta, non si richiude del tutto, nemmeno usando la corda come blocco.

A questo punto la ragazza si offre di tenere tesa la corda, in modo che la porta non si apra durante il tragitto. Probabilmente non rendendosi subito conto della situazione di pericolosità in cui si stava per venire a trovare. Un episodio singolare che, assicura la Provincia, non può essere associato alla condizione dei mezzi. "Negli ultimi anni abbiamo provveduto a rimodernare l'autoparco, dotandolo di automezzi per la quasi totalità nuovi, proprio per offrire un servizio di qualità", sottolinea Verza. I mezzi a disposizione dell'azienda di trasporti sono 256 in esercizio e 50 in rimessa, questi ultimi per essere utilizzati in caso di rottura di uno di quelli circolanti.

«Abbiamo un parco mezzi - spiega Verza - che ha un'età media di 4 anni e 8 mesi, quando l'anzianità media nazionale è di oltre 14 anni e quella europea, considerata ottimale, è di 7 anni. Possiamo quindi affermare che oggi abbiamo uno dei parchi auto più rinnovati d'Europa». Verza però è fermo su un punto. La situazione non è stata gestita nel modo migliore e sicuramente non secondo le regole. «L'imprevisto può sempre succedere e bisogna tenerne conto, ma è stato gestito in maniera imprevedibile - dice Verza - Di fronte a una rottura si doveva sospendere il trasporto e richiedere l'ausilio di un automezzo sostitutivo. Quando si verifica un guasto bisogna sempre interrompere il servizio e chiamare perché facciano arrivare un'altra corriera. È la prassi. Se è vero che c'è stata questa situazione di pericolosità per la persona che teneva chiusa porta con una corda, si tratta di un episodio che non può e non deve essere ritenuto la normalità».
Evelina Bergamasco

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Venerdì, 27 Gennaio 2006
PERNUMIA

PERNUMIA - L'annunciata visita alla C & C da parte della 5° commissione consiliare provinciale non si è svolta. Il sopralluogo all'azienda posta sotto sequestro dal Corpo Forestale dello Stato perché realizzava conglomerati cementizi con materiale tossico era stata programmata per verificare la condizione di rischio ambientale. Ma, come spiega Paolo De Marchi, consigliere provinciale dei Verdi, mancano i permessi dell'autorità giudiziaria che ha messo sotto sequestro l'area. «In realtà - dice De Marchi- pur riconoscendo al presidente della commissione, Carlo Emanuele Pepe la buona volontà dimostrata nell'organizzare la visita, dobbiamo registrare ancora una volta lo scarso interesse prestato dalla Provincia a questa situazione. È evidente che se questa richiesta fosse stata sostenuta dalla Giunta avrebbe avuto ben altro risultato. L'esecutivo provinciale non vuole assumersi il ruolo di promotrice delle opere necessarie di messa in sicurezza e bonifica dell'area, dunque non ci si poteva aspettare molto».

Nel sito migliaia di tonnellate di rifiuti sono accatastati in un capannone in dissesto; un altro grosso quantitativo di rifiuti è stoccato all'esterno, esposto agli agenti atmosferici senza alcuna precauzione; rimane un rischio evidente per l'ambiente il contenuto liquido composto da rifiuti, acqua piovana, fango della cisterna.

Intanto i cittadini che vivono a ridosso dell'impianto, temono per la loro salute e per i loro terreni e attendono i necessari interventi di messa in sicurezza dell'area e l'avvio della bonifica. «La vicenda C&C merita ben altro interesse da parte della Provincia e della Regione -conclude il consigliere De Marchi- i rappresentanti del centro sinistra continueranno ad in insistere perché si intervenga celermente».
O.M.

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Giovedì, 26 Gennaio 2006
SOLESINO/CONSELVE Avventura grottesca per i pendolari che ieri mattina hanno trovato posto sulla corriera delle 8 partita da Monselice

Viaggio in pullman con porta rotta e -7 fuori
Studentessa in piedi sugli scalini, con una corda tirata per evitare che si aprisse. «È stato da incoscienti, l'ho capito solo all'arrivo»

Conselve
Ha percorso il tragitto Pernumia -Conselve in equilibrio sugli scalini anteriori del pullman di linea, con una corda in mano per tenere chiusa la porta rotta. L'incredibile avventura è capitata ieri mattina ad una studentessa sedicenne di Solesino, che quotidianamente si reca a Conselve a bordo dei pullman della Sita per frequentare il 2. anno di scuola superiore.

Ieri mattina, con la temperatura a meno sette gradi, la ragazza prende la corriera a Solesino. A Monselice sale sulla coincidenza per Conselve. Erano passate da poco le otto. Trova posto su uno dei primi sedili e nota subito una strana corda che dalla porta anteriore del pullman si estende fino a uno dei corrimano degli scalini. La porta non è perfettamente chiusa. Lo spiffero, con una temperatura esterna gelida, ne conferma il cattivo funzionamento. Tutti i passeggeri, infatti, erano stati fatti salire da dietro.

Il colpo di scena arriva quando ad una fermata di Pernumia deve salire un passeggero non vedente. A quel punto l'autista è costretto ad aprire la porta anteriore. Come era prevedibile, l'anta scorrevole non vuole più saperne di restare chiusa. L'autista prova e riprova, ma la corda non riesce più a tenerla bloccata. Guarda i passeggeri e chiede un aiuto. La ragazza di Solesino si fa avanti. E qui comincia l'avventura.

«Ho preso in mano la corda - racconta la studentessa - ma la porta non voleva restare chiusa. L'ho tirata e sono rimasta in bilico sugli scalini da Pernumia fino a Conselve, con la porta, soprattutto sulle curve, che tendeva ad aprirsi pericolosamente. L'autista, che è anche una persona simpatica, continuava a dirmi di tenere forte altrimenti si sarebbe aperta. Sono arrivata a Conselve con il braccio indolenzito e piena di freddo. Quando poi, a mente fredda, ho pensato a quello che poteva succedermi se la porta del pullman si fosse spalancata improvvisamente, ho capito l'incoscienza del gesto».
Stefania Mastellaro

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Mercoledì, 25 Gennaio 2006
PERNUMIA
Sopralluogo alla "C&C"

La sesta Commissione Provinciale Ambiente, nei prossimi giorni, effettuerà un sopralluogo in via Casette a Pernumia , nella sede della C&C. Si tratta dell'azienda posta sotto sequestro dal Corpo forestale dello Stato perché realizzava conglomerati cementizi con materiale tossico nocivo. Il materiale che dovrà essere smaltito è attualmente stoccato all'interno dei capannoni. (o.m.)

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Mercoledì, 25 Gennaio 2006
TERZA CATEGORIA
Pettorazza inarrestabile

Sogna la promozione e continua inarrestabile la sua marcia il Pettorazza. Partita in sordina, senza clamori, la squadra biancorossa si sta dimostrando una delle più belle realtà della stagione. Il quarto posto in classifica, a due lunghezze dal Valsansibio ed ad una sola incollatura dal Quadrifoglio, rispettivamente secondo e terzo, è lo specchio di una cavalcata finora esaltante.

Anche domenica la squadra di Babetto si è dimostrata all'altezza della situazione: grazie ad una rete di Bergantin, con il minimo sforzo, ha portato a casa il massimo risultato nella trasferta di Pernumia .

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Martedì, 24 Gennaio 2006
NOMADI IN VIA TRINITA' RUBANO OGGETTI D'ORO PER MILLE EURO

Pernumia. (O.M.) Furto in un'abitazione compiuto di due giovani nomadi. È accaduto ieri in via Trinità 48, a Pernumia. Erano da poco trascorse le 15 quando i due giovani, utilizzando attrezzatura da scasso, sono riusciti a forzare l'uscio di casa. Una volta all'interno hanno visitato tutte le stanze e sono riusciti a sottrarre oggetti d'oro per un valore di mille euro. Quando sono rientrati i proprietari hanno trovato l'appartamento a soqquadro. Alcuni testimoni hanno riferito che i due nomadi si sono allontanati a bordo di un'auto scura in direzione di Monselice. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Monselice.

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Martedì, 24 Gennaio 2006
PERNUMIA. IL PROGETTO SI CHIAMA CONOSCERSI PER CRESCERE INSIEME
I ragazzi della "Beolco" educano alla mondialità i piccoli kenioti

Pernumia
Si chiama Conoscersi per crescere insieme ed è il progetto di educazione alla mondialità, attivo nella scuola primaria A. Beolco di Pernumia. Iniziato nel 1996 il progetto ha come obbiettivo fondamentale, la sensibilizzazione dei bambini a una educazione dell'accoglienza, per imparare a sentire le diversità come un arricchimento culturale e un'occasione di crescita umana. Lo scambio educativo tra la scuola di Pernumia e la Primary School di Kibokoni (Kenya) vede coinvolti, ormai da un decennio, gli alunni, gli insegnanti, le famiglie stesse e la comunità intera. «Quando abbiamo iniziato eravamo davvero in pochi ha commentato Paola Verna promotrice del progetto ma col tempo abbiamo coinvolto tutta la comunità e siamo riusciti a portare in Africa anche i ragazzi della nostra scuola».

Molteplici sono state le attività educative sviluppate sia di conoscenza sia di solidarietà, aprendo la mente di ciascuno e allargando così gli orizzonti. Attualmente vengono sostenuti economicamente negli studi, 10 bambini della Primary School e 7 ragazzi che frequentano la scuola secondaria. Kibokoni è una scuola che sta crescendo sia per il numero di alunni (attualmente 1300) sia per le strutture edilizie. Sono state costruite con le offerte raccolte in questi anni, aule arredate con banchi, una biblioteca, i servizi igienici con docce; ora in corso la realizzazione di un dormitorio, per ospitare bambini che abitano troppo lontano, ai quali la scuola altrimenti sarebbe negata.

Tra i ragazzi dei due continenti si è instaurato anche un rapporto epistolare con veri e propri Pen Friend, ovvero amici di penna. A volte l'aiuto è stato davvero concreto. È il caso di una ragazza di Kibokoni, Selina che è riuscita a trovare un lavoro per poter sfamare i suoi 11 fratelli.

La solidarietà dei bambini di Pernumia non si ferma alle lettere. Una volta al mese viene raccolto, un euro per ogni studente e il ricavato servirà a sovvenzionare il progetto. Per aiutare la raccolta di fondi è stato dato alle stampe un libro di fotografie che documenta tutto il lavoro di dieci anni di impegno. La realizzazione ha richiesto un anno di lavoro per un totale di più di mille scatti, tra foto a colori e in bianco e nero. Non sono mancati gli imprevisti come la visita di alcuni ghepardi non proprio felici e di finire immortalati nella copertina di un libro.

Il rapporto di amicizia che si è creato tra i due mondi è davvero profondo ed è testimoniato dalla dedizione con cui questi operatori si occupano dei bambini di Kibokoni. Molti ragazzi chiamano mamma o papà gli abitanti di Pernumia che periodicamente vanno a visitare la Primary School.

«In un'Africa di ragazzi che faticano a costruirsi una vita perché lottano per la sopravvivenza, l'istruzione è un problema gravissimo e fondamentale continua mamma Paola - Grazie all'istruzione è l'intera comunità che può andare avanti. L'istruzione per questi paesi significa porre le basi per uno sviluppo diverso. Dare ai ragazzi gli strumenti non solo per cambiare la propria vita, ma anche quella delle generazioni future».
Emanuele Masiero

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Martedì, 24 Gennaio 2006
PERNUMIA. Bottino 20 mila euro
I ladri fanno il pieno di ferro e ottone di notte alla Omul

Pernumia
(Ri.Ba.) Dopo il furto di 10 tonnellate di ottone registrato due settimane fa ai danni di un'impresa di Due Carrare, nella notte tra domenica e lunedì, ignoti hanno "visitato" la Omul spa di Pernumia. Non si esclude che a mettere a segno il colpo siano state le stesse persone che pochi giorni fa hanno visitato l'azienda di Due Carrare. Probabilmente persone in possesso delle conoscenze necessarie per piazzare sul mercato quantità così grosse di metalli.

I malviventi sono entrati nell'azienda di via dell'Artigianato 11, dopo aver disattivato l'antifurto. Una volta nel cortile sono riusciti a forzare la serratura della porta principale. I ladri hanno avuto a loro disposizione tutto il tempo necessario per portare a termine l'incursione. Il loro obiettivo era ben preciso: i bancali di scarti di lavorazione in ferro e in ottone. Il tutto per un totale di oltre 20 mila euro di valore. I malviventi hanno caricato il materiale in un camion e si sono allontanati con lo stesso mezzo.

Ad accorgersi del furto è stato ieri mattina Pietro Bianco, titolare dell'azienda. Sul posto sono poi arrivati i carabinieri per i rilievi di legge. Ad operare i furti sarebbe la stessa banda che in questi giorni sta bersagliando le ditte che si occupano della lavorazioni di metalli nella zona di Due Carrare e Pernumia.

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Venerdì, 20 Gennaio 2006
L'assessore ai Lavori pubblici pensa di ridimensionare gli svincoli del nuovo cavalcavia
Camerini, progetto bis
Più spazio al verde, con la tangenziale meno traffico all'Arcella

È passato quasi un anno da quando il cantiere per il nuovo cavalcavia Camerini fu bloccato da un'inchiesta della magistratura. A motivare il sequestro la presenza segnalata dall'Arpav e confermata dai carotaggi eseguiti dal Corpo forestale, di rifiuti tossici. Scarti industriali, ceneri, fanghi che hanno rilasciato nel terreno pericolose sostanze inquinanti, idrocarburi (19 mila milligrammi per chilo contro i 750 previsti) e metalli pesanti in percentuali fuorilegge. Per riprendere i lavori l'area dovrà essere bonificata. Nel frattempo il progetto che prevede la realizzazione di due imponenti svincoli che si agganceranno al cavalcavia verrà riveduto e corretto. «Gli ultimi studi sull'impatto del traffico in questa zona hanno segnalato un miglioramento della viabilità dovuto alla recente apertura dell'ultimo tratto della tangenziale Nord - spiega l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Luisa Boldrin - Se dunque l'Arcella è meno soffocata dal traffico il progetto del cosiddetto Arco di Giano va ridimensionato. Altrimenti rischiamo di sovrastimare le esigenze del quartiere realizzando strutture inutili». Meglio dunque ridurre dove possibile le colate d'asfalto previste per il nuovo sistema di svincoli per lasciare al loro posto più verde.

Verrebbe così ampliata la zona già destinata dal Comune al cosiddetto parco di Giano che sorgerà tra il Camerini e via Buonarroti, ideato in accordo con il comitato guidato da Mario Levante che da sempre contesta il nuovo cavalcavia progettato per dare un'alternativa al traffico che difficilmente potrà convivere con il passaggio del tram in via Tiziano Aspetti. «Vorrei che in quest'area verde nascesse un vero e proprio parco con siepi, boschetti, prati, uno stagno - ha preannunciato la Boldrin ancora un anno fa - E poi alcune particolarità come casette per gli uccelli, un capanno per le osservazioni e pannelli didattici per gli studenti. Insomma creare l'occasione per dare un valore aggiunto a tutta la zona».

I lavori per lo svincolo sul cavalcavia Camerini che dovrà immettersi su via Guicciardini dovevano partire con l'ex assessore ai Lavori Pubblici Riccoboni ancora nell'autunno del 2003 per essere ultimati un anno dopo. Ma siamo ancora in alto mare. E passato un altro anno ancora e nell'autunno scorso la Boldrin si è ritrovata a ricominciare tutto da capo: «Abbiamo risolto il contratto con la ditta che si era aggiudicata l'appalto per 3 milioni di euro perché il fornitore a cui si era appoggiata, la C&C di Pernumia , ha inquinato il terrapieno con materiale tossico. E per quanto riguarda la bonifica, asporteremo a nostre spese il materiale per poi rivalerci sulla ditta. Ma ci vorranno mesi, con un costo di almeno 300 mila euro. Poi dovremo verificare se il terreno avrà trattenuto sostante inquinanti. E infine rifare la gara d'appalto». Che si baserà su di un nuovo progetto.
Caterina Cisotto

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Martedì, 17 Gennaio 2006
PERNUMIA/BATTAGLIA
Bettin: «La Regione trovi nella Finanziaria 3 milioni per bonificare la C&C»

Venezia
Con l'obiettivo di attivare l'opera di bonifica dell'area della C&C di Pernumia, l'azienda sui cui residui nocivi è in corso un'inchiesta, il consigliere regionale dei Verdi Gianfranco Bettin ha presentato un emendamento alla legge Finanziaria 2006 della Regione Veneto.

«La bonifica di terreni e l'asporto dei rifiuti speciali dallo stabilimento C&C di Pernumia è una priorità ambientale - afferma l'esponente dei Verdi - Per questo ho presentato un emendamento di importo di tre milioni di euro al bilancio in discussione in consiglio regionale. Bisogna attivarsi urgentemente, la sicurezza dell'area è fortemente compromessa». Area che, ricordiamo, oltre a Pernumia riguarda anche Battaglia Terme e la Bassa Padovana in genere.

Il consigliere, ricordando i numerosi interventi sulla vicenda, su cui si è attivata anche la magistratura con il sequestro del sito inquinato, afferma, in una nota, «che la Regione deve attivarsi contribuendo significativamente all'opera di bonifica, così come da tempo chiedono anche i cittadini di Pernumia e di Battaglia Terme. Per questo ritengo fondamentale l'accoglimento del mio emendamento, per dare risposte concrete ad una situazione grave di inquinamento ambientale».

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Sabato, 14 Gennaio 2006
PERNUMIA/BATTAGLIA Li chiede il consigliere Bettin dei Verdi alla Regione
Tre milioni per bonificare la C&C

Pernumia
Il consigliere regionale dei Verdi, Gianfranco Bettin, presenta un emendamento alla Finanziaria per effettuare l'opera di bonifica dell'area della C&C di Pernumia. «La bonifica di terreni e l'asporto dei rifiuti speciali dallo stabilimento C&C di Pernumia è una priorità ambientale - dichiara il consigliere regionale dei Verdi - per questo ho presentato un emendamento da tre milioni di euro al bilancio in discussione in consiglio regionale. Bisogna attivarsi urgentemente, la sicurezza dell'area è fortemente compromessa».

Il consigliere ricorda i numerosi interventi sulla vicenda, su cui si è attivata anche la magistratura con il sequestro dell'area inquinata: «I Verdi da tempo sono impegnati in una battaglia sacrosanta per la difesa della salute dei cittadini e dell'ambiente. A livello regionale, provinciale e comunale non abbiamo mai smesso di denunciare il caso della C&C, e adesso vogliamo un intervento per la messa in sicurezza dell'area inquinata».

«La Regione deve attivarsi - continua Bettin - contribuendo significativamente all'opera di bonifica, così come da tempo chiedono anche i cittadini di Pernumia e di Battaglia Terme. Per questo ritengo fondamentale l'accoglimento del mio emendamento, per dare risposte concrete ad una situazione grave di inquinamento ambientale».

Paolo De Marchi, responsabile del gruppo consiliare regionale dei Verdi, sintetizza così la vicenda: «Il caso della C&C ruota attorno al trattamento per incenerimento e trasformazione dei rifiuti, molto spesso scorie di lavorazione industriale. Un ciclo produttivo, questo del riciclaggio delle scorie di rifiuto speciale e pericoloso, che rappresenta un business enorme al quale guardano con favore sia chi produce questi rifiuti, sia coloro che li trasportano, li stoccano, li riciclano e chi, infine, li acquista come stiamo vedendo dall'inchiesta di questi giorni della Forestale».

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Giovedì, 12 Gennaio 2006
MONSELICE
I Verdi chiedono a Provincia e Regione provvedimenti antismog più efficaci

Monselice
L'area di Monselice e Este, dove operano tre cementerie - Italcementi, Zillo e Cementerie Monselice - è stata classificata in fascia A, quella maggiormente inquinata. Legambiente recentemente ha stimato che il superamento del limite di PM10 nell'aria nella città della Rocca è stato superato per 160 giorni a fronte di 35 limite massimo fissato dalla legge. Ma la Giunta provinciale negli ultimi mesi ha respinto una serie di proposte concrete presentate dai Verdi per avviare un piano di risanamento: «Si tratta di provvedimenti antismog differenziati che dovevano tenere conto dell'impatto delle emissioni dei cementifici e del traffico pesante legato all'attività industriale. La creazione di una rete di monitoraggio con centraline fisse - ha aggiunto De Marchi - e di un sistema di controllo delle emissioni all'interno delle aziende, nonché della composizione del materiale in entrata e uscita dalle cementerie. I due emendamenti al bilancio di previsione sono stati accantonati. Il primo prevedeva lo stanziamento di un milione di euro per la creazione della rete di monitoraggio e controllo in continuo dell'aria. Il secondo contava 50 mila euro per il finanziamento di una indagine epidemiologica specifica. Gli esponenti della giunta provinciale si sono giustificati affibbiando la responsabilità alla Regione». I rappresentanti del Sole che ride non mollano. Riproporranno l'emendamento di 3 milioni di euro per il piano di risanamento e 100 mila euro per indagine epidemiologica a palazzo Ferro Fini, sede del consiglio regionale, dove si inizia la discussione sul bilancio di previsione.
Orfeo Meneghetti

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Lunedì, 9 Gennaio 2006
Un grande stadio, ma sogni di palasport 
Assessore allo sport a Pernumia è Silvano Piovan: «Siamo quattromila abitanti e sono calcio, pallavolo, basket, arco e karate gli sport delle nostre società. Lo stadio del calcio ha una gradinata da 800 posti; ora siamo in terza categoria. È la pallavolo quella che tira di più. La palestra comunale è troppo piccola e così giocano in una tensostruttura: il sogno è il palasport e finalmente qualcosa si sta muovendo».

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Sabato, 7 Gennaio 2006
MONSELICE/ESTE I verdi tornano a rilanciare l’Sos sulla qualità dell’aria dopo l’ultimo studio presentato dall’Arpav e i dati di Legambiente
«Inquinamento 160 volte oltre la norma»
Il massimo consentito è 35 giorni l’anno. Miazzi: «I cementifici producono il doppio di ossidi d’azoto di tutto il traffico di Padova»

La questione delle emissioni in atmosfera delle cementerie di Monselice e Este è la madre di tutte le problematiche ambientali. Il gruppo politico locale dei Verdi torna a cavalcare il problema. Il destro è offerto dal documento elaborato dall'Arpav dal titolo "Report qualità aria polveri pm10 nel Veneto", presentato in un convegno dal direttore Gian Paolo Bozzo il quale ha affermato: «Un cementificio produce tanto pm10 quanto 300mila auto e gli stessi ossidi d'azoto di 180 mila veicoli che in un anno fanno 100mila chilometri».

«Già dalla relazione predisposta in luglio dall'Arpav legata al "Progetto integrato di monitoraggio della qualità dell'aria nell'area dei cementifici di Este e Monselice" - afferma il leader dei verdi Francesco Miazzi - emergevano cifre e dati preoccupanti. Questo nuovo documento lo conferma. Inoltre secondo i rilevi di Legambiente di Padova è stato stimato che il pm10 ha mantenuto un limite medio di 50.1 microgrammi per metro cubo, il limite è di 40. Nell'arco temporale del 2005 il superamento del limite a Monselice è stato di 160 giorni a fronte di 35 previsti dalla norma».

Il fattore d'inquinamento pm10 nell'area dei cementifici di Monselice e Este ha un peso percentuale nei processi di combustione dell'industria manifatturiera pari al 54% (media provinciale 22%).

Miazzi pone l'attenzione sul fatto che gli ossidi di azoto (NOx) prodotti dall'industria manifatturiera sono pari al 63%, mentre il dato medio della provincia non supera il 30\%. Nei tre i cementifici della Bassa Padovana la produzione annua di NOx è di circa 5.230 tonnellate, che corrispondono a circa 2,5 volte il totale delle emissioni di ossido d'azoto del traffico veicolare a Padova.

Sulla base di questi elementi la giunta regionale con delibera 3278/2005 ha inserito i comuni di Este, Monselice, Battaglia Terme e Pernumia in zona A (fascia più alta d'inquinamento dell'aria), come prescritto dal Piano regionale di tutela e risanamento dell'atmosfera. «Di fronte a questi dati i nostri amministratori continuano ad esorcizzare il problema - commenta ancora Miazzi - rinviando continuamente ogni decisione che potrebbe infastidire i "poteri forti" del ciclo del cemento. Un'intera comunità vive assillata da "odori acri" e da un'aria inquinata ed irrespirabile. Eppure si pensa di spendere centinaia di migliaia di euro per cose superflue come le telecamere per la videsorveglianza, non si è ancora acquistata una centralina di rilevamento dell'aria».  
Orfeo Meneghetti

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Martedì, 3 Gennaio 2006 
VIGODARZERE/PERNUMIA 
Segreteria comunale associata

L'Amministrazione comunale, nel ruolo di capofila, sta per stipulare una convenzione con il Comune di Pernumia per la gestione in forma associata del servizio di segreteria comunale. L'accordo, che comporterà un significativo risparmio di spesa, prevede che il segretario comunale Ilaria Piattelli presti servizio per 24 ore settimanali a Vigodarzere e per 12 ore a Pernumia . Per il momento la durata della convenzione è limitata al periodo compreso tra il 1 gennaio 2006 e i 120 giorni successivi all'insediamento degli organi elettivi del Comune di Vigodarzere, previsto a tarda primavera dell'anno prossimo. I due sindaci potranno assegnare anche autonomamente, o congiuntamente, l'incarico di direttore generale. In sede consiliare la proposta ha riportato i voti favorevoli della sola maggioranza (contrario il consigliere Costa del gruppo misto e astenuto il resto della minoranza). (l.i.)

 

giacomo@pernumiadelleliberta.it

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