I testi della rubrica, sono
liberamente tratti dal sito
internet www.lavespa.biz
L’Associazione
ambientalista “La
Vespa” di Battaglia Terme, da anni è attiva
nelle politiche in difesa del territorio, dell’ambiente e della
salute. Sull’argomento Valli
Selvatiche ha raccolto moltissimo materiale per il quale
facciamo un rimando ai nostri lettori, senza
con ciò assumere responsabilità in ordine all’attendibilità, veridicità
o compiutezza delle informazioni.
Come
Gruppo “Pernumia
delle libertà” è nostra convinzione credere che su
argomenti di tale spessore,
tutte le forze debbano convergere su unico tavolo di
discussione, affinché non si ripetano quegli
errori “storici” che hanno avuto ricadute gravissime per
i Comuni di Pernumia e Battaglia Terme.
Alcuni
brani riguardano attività politica di esponenti ambientalisti locali che
riportiamo con lo scopo di consentire di leggere il problema da diverse
angolazioni.
Prendiamo le debite distanze da coloro che ritengono “…i veri valori del rispetto ambientale stanno solo nel
centrosinistra…”!
______________________________________________
IL
PARERE DEL SOPRINTENDENTE SUL CAMPEGGIO A LISPIDA

Le Valli
selvatiche: in scuro l’area dove è prevista la costruzione di un campeggio.
Con
riferimento alle "Modifiche Norme Tecniche di attuazione" elaborato 2
n.ta. modificate, inviateci il 30.5.2005 e pervenuteci il 13.6.2005, dopo un
esame della variante, si evidenzia che all'art. 33 comma 6 viene riportata e
permessa la realizzazione "nei siti appositamente identificati nelle tavole
di Piano Ambientale" di aree di campeggio (...)
Da una verifica delle aree destinate ai suddetti eventuali campeggi risulta
inserita l'attuale area agricola compresa tra villa Selvatico e villa Emo
Capodilista di Rivella, questo ambito, come è noto, è gravato da un
provvedimento di tutela ambientale ai sensi del D. L.vo 42/2004 parte III tit. I
ed è connotato da uno specifico valore paesistico e storico in rapporto alle
due importanti presenze architettoniche, oltre che dotato di una intrinseca
importanza paesaggistica come testimonianza e documento di quella bonifica
agraria che sta alla base del fenomeno di villa nel Veneto in generale e in
quest'area in particolare.
In vista della conservazione della integrità dei caratteri del paesaggio nonché
nel rispetto degli stessi presupposti che il documento sopraccitato riporta al
comma 1 dello stesso articolo 33, con la piena coscienza dei valori storici e
paesaggistici in gioco, si ritiene che l'area debba mantenere il suo
carattere agrario, le partiture e i segni territoriali che la connotano non
alterando i rapporti interni né tanto meno quelli con le architetture storiche
delle quali rappresenta "la vista" e, in un rapporto di integrazione
imprescindibile, insieme costituiscono un brano irrinunciabile di paesaggio
veneto.
Nell'area agricola denominata “Valli Selvatiche” si confrontano fatti
geografici che rappresentano allo stesso tempo elementi della evoluzione storica
del territorio nonché elementi molto importanti della cultura della villa
veneta, fusi in una stratificazione che oggi costituisce un bene da conservare e
da tutelare nell’interesse primario delle comunità insediate, costituendo
infatti uno dei più significativi
esempi di paesaggio agrario della regione.
Pertanto con la presente, per quanto di competenza di questo Istituto e per
quanto consentito dalla vigente normativa in materia paesaggistica, nel novero
delle intese e della cooperazione richiamata all'articolo 132 del D. Lvo 42/2004
si invitano le SS.LL a rivedere il comma 6 dell'art. 33 escludendo in
modo chiaro e inequivocabile la possibilità di realizzare un "campeggio
termale" nelle zone in questione.
Di conseguenza si invitano le SS.LL a promuovere un tavolo di confronto tra gli
Enti e i vari soggetti interessati onde meglio chiarire i termini della
salvaguardia e della tutela dell'area.
Si rimane in attesa di un vostro cortese cenno di riscontro.
IL
SOPRINTENDENTE
Arch. Guglielmo Monti
_________________________
PAOLO
BONALDI
CONSIGLIERE COMUNALE DI BATTAGLIA TERME CONSIGLIERE DELL'ENTE PARCO
REGIONALE DEI COLLI EUGANEI.
Battaglia,
marzo 2006
LE
VALLI SELVATICHE DI BATTAGLIA TERME OSSERVATE CON LA "NUOVA VISIONE"
DEL PRESIDENTE GALAN SULLA URBANIZZAZIONE DI LUOGHI IMPORTANTI DEL VENETO
In
parecchie occasioni, durante i nostri frequenti dialoghi con i rappresentanti
della maggioranza consigliare di Battaglia e dell'Ente Parco, abbiamo ricordato
che - per quanto conta la nostra esperienza in campo ambientale ed urbanistico -
la vicenda della lottizzazione del Sassonegro in Arquà Petrarca,
posta sotto sequestro recentemente dalla Autorità Giudiziaria, presenta minori
incongruenze e dubbi normativi rispetto a quanto sta succedendo per la nostra
piccola/grande storia delle Valli Selvatiche di Battaglia Terme.
Recentemente dalle pagine dei quotidiani locali abbiamo letto dichiarazioni del
Pres. Galan sul tema del "Bello e Brutto" in Urbanistica e sui
"Mostri" da demolire.
Si augurava il presidente un 2006 carico di "suggestioni evocative" e
di desideri, tra questi "la difesa del paesaggio Veneto alla stregua di
opere d'arte".
Riteniamo utile incoraggiare il Governatore: egli parla di nuova sensibilità
culturale per il paesaggio che ha portato al Codice Nazionale per i BBAA ed alla
nuova e recente legge Urbanistica Regionale la n. 11/2004. Queste norme
prevedono una più matura considerazione del territorio e dell'ambiente. Il
"Terzo Veneto" che sta nei suoi sogni si costruisce anche assecondando
una trasformazione culturale che chiede qualità sul tipo di interventi e
rispetto per i valori paesaggistici.
Queste ultime considerazioni vengono espresse ragionando ed intervenendo in
merito alla lottizzazione del Sassonegro di Arquà: quella che possiamo
osservare sul pianoro di fronte alla casa del Petrarca. Aggiunge ancora Galan:
"prendiamo atto tutti che il sentire estetico e culturale è mutato e
salviamo anche l'integrità dell'ambiente di Arquà. Evitiamo altri guai di cui
poi pentirci per le future generazioni". Appunto! Tanto è vero che nei
primi giorni di marzo la Commissione Regionale e la Giunta riprenderanno in mano
tutto l'iter autorizzativi per ridurre di tre quarti la cubatura consentita come
prevedeva la Variante originaria del Piano Ambientale del Parco!
Il presidente parla un linguaggio nuovo, molto vicino alla lingua parlata dalle
Associazioni Ambientaliste.
E va pure oltre: "la vicenda del complesso urbanistico sul Sassonegro
ha un valore simbolico enorme. Siamo di fronte ad un'area unica dal punto di
vista storico, paesaggistico e persino sentimentale, l'epicentro di un
itinerario letterario europeo nel cuore dei nostri Colli Euganei".
Conclude poi, dicendo: "la politica non dovrebbe temere di esprimere le
proprie utopie, soprattutto se danno fiducia per il nuovo".
Noi vogliamo ricordare al Consiglio Comunale della nostra comunità e a tutti i
soggetti coinvolti a partire dalla Regione per finire alla Soprintendenza, che
epicentro di un altro itinerario letterario di valore europeo è quello
rappresentato dalle Valli Selvatiche di Battaglia Terme.
Area - come oramai divulgato in tutte le occasioni - fortemente segnata dalle
bonifiche veneziane del 1500; area al centro di emergenze architettoniche di
valore immenso: la villa Selvatico, la villa Emo-Maldura e la villa Lispida .
Area "marcata" fin dal 1200 dal canale della Battaglia.
Oggi quest'area è al centro di interessi speculativi, con la previsione di 90.000metri
cubi di fabbricati in totale disarmonia con il territorio circostante. Ricordiamo
che l'indirizzo urbanistico nasce attraverso "spericolate"
interpretazioni di norme vigenti ed approvate dalla stessa Regione di cui Galan
è presidente.
E' logico pensare che tutto quanto descritto dal Presidente dovrebbe valere
anche per le Valli Selvatiche. Allora cosa aspetta a rispondere alle numerose
interrogazioni circostanziate presentate da cittadini, da consiglieri comunali,
da Associazioni Ambientaliste, da Parlamentari e da Consiglieri Regionali?
Aspetta forse, il presidente, che intervenga prima la Magistratura o il Corpo
Forestale dello Stato? Ovviamente sarebbe un'altra brutta storia!
Ma anche noi - per una volta - vogliamo andare oltre alle mere disquisizioni
tecnico urbanistiche per ricordare la grande specificità rappresentata dagli
"Itinerari letterari delle Valli Selvatiche". Se Arquà -come la
definisce pure il nostro Governatore - rappresenta un epicentro europeo grazie
al Petrarca, anche Battaglia Terme non è da meno.
Le ville, i castelli e le terme hanno richiamato letterati e viaggiatori fin dal
1600. Tempo addietro un ottimo convegno, ha ricordato come Battaglia fosse al
centro del cosiddetto "Grand Tour" cioè quel momento
culturale-esistenziale che servì a poeti e scrittori europei per la loro
formazione e maturazione artistica.
Ovviamente Francesco Petrarca viene prima di tutti e tra tutti è il più
importante. Poi Montaigne nel 1580
annota nel suo diario di
viaggio le magnifiche opere idrauliche della Rivella e della potenza curativa
delle nostre terme.
A metà del 1700 C. De Brosses, storico franco-belga, lasciò testimonianza
scritta sulle nostre Ville.
All'inizio del 1800 venne lo Jappelli e segnò queste terre progettando per la
villa dei Selvatico una serie
di laghetti nel giardino
ispirati all'Eneide.
Poi venne l'abate Barbieri, allievo del Cesarotti, accademico nella Università
patavina e poeta Bassanese
che visse tra Padova e
Torreggia. Visitò l'opera dello Jappelli e lasciò a noi il poemetto romantico
dal titolo
i "Bagni di S.Elena".
Venne Chateaubriand che nel suo diario di viaggio parla dell'ambiente, ma anche
del popolo di queste
terre euganee.
Sempre in quel periodo venero Byron e Shelley: i maggiori rappresentanti del
movimento dei poeti
romantici del primo '800
inglese. Contribuirono a fare di questi luoghi un "santuario della
letteratura europea".
Poi venne Goethe ed anche egli raccontò nel suo diario vicende ed impressioni.
Più avanti ancora nella
villa Selvatico-Wimpffen
dormì una notte verso il 1840, il poeta germanico H.Heine, poeta e scrittore
romantico amico di K. Marx
ed amato da personaggi "mitici" degli imperi dell'epoca come
Elisabetta d'Austria
e Ludwig di Baviera.
Poi nel 1874 venne il Carducci a commemorare il quinto centenario della morte
del Petrarca.
Passò e si fermò da queste parti anche il Foscolo e ne passarono tanti altri,
lasciando segni fecondi.
Si potrebbe continuare, considerando anche coloro che non avevano fama. Tutti
allo stesso modo
convinti che in questi
luoghi, nelle nostre valli, sui nostri colli, nei nostri centri storici è
possibile ritemprare
e riposare lo spirito in armonia con la natura.
Con molto rispetto, va ribadito che quanto sopra descritto altro non rappresenta
che una serie di spunti per riflessioni più ampie e strutturate.
In merito a questo argomento - che parte dalla salvaguardia delle Valli
Selvatiche inserendole nel contesto storico e culturale fino al punto di
considerarle come opera da salvaguardare - proponiamo al Consiglio
Comunale ed alla Giunta Comunale di sottoscrivere un documento da conservare
come impegno verso le generazioni future di Battaglia e da inviare al Presidente
Galan a sostegno della riconsiderazione del rispetto per il territorio Veneto ed
Euganeo.
Paolo Bonaldi
Sei
fabbricati di 1000 metri quadrati ciascuno e un albergo di 2900 di superficie
coperta. Queste le dimensioni della lottizzazione presentata da «Veneto
Engineering»
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Il Mattino,
12 marzo 2006
Storia di una
lottizzazione progettata dai soliti noti e aiutata da carte falsificate
L'"Atti1a dei Colli Berici" si è spostato ad Est e si appoggia ai
professionisti di Veneto City
Ecco
altri 90.000 metri cubi per abbellire il paesaggio
di Renzo Mazzaro
PADOVA.
Chi si rivede: l'architetto Alberto Arvalli, socio di Luigi Endrizzi in mille e
una progettazione, da Padova Est a Veneto City. E l'ingegner Tommaso Riccoboni,
che faceva l'assessore comunale quando servivano i permessi per l'Ikea a Padova
Est.
E poi, non rieletto nel 2004, si è messo nell'avventura di Veneto City tenendo
i collegamenti con la Regione. E negando di farlo, chissà perché (dov'era il
problema?). Adesso i due presentano insieme il progetto di una
"Lottizzazione area termale di Battaglia Terme", che detto così non
significa nulla. Proviamo a tradurre: edifici per 90.000 metri cubi nelle Valli
Selvatiche, una piana rimasta libera da 400 anni, irraggiungibile senza una
camionabile che taglierà a metà il giardino di Villa Selvatico progettato da
Giuseppe Jappelli nel 1816. Anche la strada si dovrà fare.
Gli ispiratori. Sarà perché Arvalli comincia come Alvar Aàlto, ma uno si
aspetterebbe di ritrovare nel progettazione qualcosa che ricordi il famoso
architetto finlandese. Un tratto nuovo, invenzioni, stupore. Caschiamo male,
cari. Arvalli ha due lauree e in lui si combattono due professionisti:
l'architetto e l'ingegnere. Purtroppo vince sempre l'ingegnere. D'altra parte il
suo committente è l'Immobiliare San Carlo il cui titolare, un geometra di
Arcugnano, è conosciuto anche come l'Attila dei Colli Berici. Si sta spostando
verso Est.
Il progetto. Prevede un tappeto di casermoni a tre piani, incastrati come i
Lego, senza offesa per l'inventore del gioco. Presi uno a uno potrebbero essere
capannoni di carrozzerie industriali con finestre di aerazione al terzo piano.
Oppure un complesso di caserme per militari di leva, commissionato fuori tempo
massimo. Colonie montane stile anni sessanta con alberelli di falsa pineta. Case
popolari di un improbabile piano Fanfani anni 2000. Soggiorni per anziani con
sfruttamento intensivo dello spazio, perché i vecchietti non hanno voglia di
camminare. Perfino la Soprintendenza ha avuto un moto di ribrezzo e ha detto:
signori, no, questo progetto non si può fare. Motivo: gli edifici si vedono
anche da lontano (testuale!). Retropensiero: almeno fossero bassi, nascosti.
Insomma, avete ideato una sconcezza.
Il terzo piano. Colpiti nell'orgoglio, gli impavidi progettisti hanno fatto
finta di niente e stanno prendendo per il collo il Comune di Battaglia Terme
(raccomandata del 6 febbraio 2006, per conoscenza alla Soprintendenza di
Venezia) perché convochi la conferenza dei servizi, disposti perfino a tagliare
il terzo piano se proprio non se ne potrà fare a meno. Ma se pensate che
recupererebbero nell'interrato vi sbagliate: è già previsto. Vero è che
potrebbero sempre spingersi a -2. Farà più fresco e si potranno tenere i
salami (no, poca aria, farebbero la muffa; meglio il vino).
Altri protagonisti. Questa storia è piena di personaggi già visti. Uno è
l'architetto Vicenzo Fabris, l'uomo che Tommaso Riccoboni voleva come
rappresentante della Regione quando organizzava incontri pubblici su Veneto
City, in quel di Dolo. Un altro è l'architetto Guglielmo Monti, l'austero capo
della Soprintendenza del Veneto, che il 23 luglio 1993 con una lettera di 9
righe e mezza autorizzava l'attraversamento stradale del giardino di Villa
Selvatico e adesso, con raccomandata dell'ottobre 2005, cerca disperatamente di
fare marcia indietro. Poi c'è l'Ente Parco, nella persona del presidente Simone
Campagnolo e del direttore Silvio Bartolomei, che hanno un ruolo centrale nella
costruzione del falso (avete letto bene: un falso) avallato dalla Regione, sul
quale si regge questa storia. Infine, nel ruolo di cantore del paesaggio Veneto,
c'è il presidente della giunta regionale Giancarlo Galan, aiutato dal portavoce
Franco Miracco che anche l'altro ieri indicava le linee maestre del governo
regionale ad un convegno intitolato "Restauro del paesaggio verso il terzo
Veneto". Qualche prolusione in meno e qualche controllo in più
sull'operato degli uffici non guasterebbero. Fuori campo, ma tutt'altro che
fuori gioco, ci sono le associazioni degli ambientalisti che urlano allo
scandalo dal 2003 e la procura della repubblica di Padova che ha aperto
un'inchiesta (pm Roberto D'Angelo).
Il falso. Eccolo qua: "Negli intorni delle emergenze architettoniche,
riconosciuti nella tavola di piano, è escluso ogni intervento che possa
pregiudicare la loro leggibilità e riconoscibilità o il loro apprezzamento
paesistico. In particolare ciò comporta (la conservazione dei grandi connotati
naturali, delle masse arboree e degli spazi aperti, e) l'esclusione di
interventi edilizi (e infrastrutturali di nuova costruzione od ampliamento di
strutture esistenti, nonché di ogni intervento, anche agroforestale,) che
modifichi significativamente l'aspetto visibile dei luoghi o il loro rapporto
cori le emergenze interessate". Questo è l'articolo 33 secondo comma del
piano ambientale del Parco. Le parti messe tra parentesi in corsivo sono omesse.
Per far correre il discorso, il verbo modifichi diventa modifichino. Chi fa
l'operazione è il direttore del Parco Silvio Bartolomei, in un lettera spedita
in Regione (Direzione urbanistica e beni ambientali) il 13 gennaio 2004, per
attestare la compatibilità della variante adottata dal Comune di Battaglia con
il piano ambientale del Parco.
Il risultato. Ne consegue che dove non si poteva piantare un albero, si
possono tirare su 90.000 metri cubi di cemento. Non solo: lo strappo funziona a
cascata per tutti gli intorni delle emergenze architettoniche, come sono
definite le ville storiche. Gli ambientalisti parlano di "abbellimenti al
paesaggio" in corso un po' dovunque: un villaggio turistico con 50.000
metri cubi attorno a Villa Emo Maldura, a Rivella; costruzioni per 25.000 metri
cubi addosso alla villa del Catajo, sempre a Battaglia Terme; un palazzetto
dello sport nell'intorno di villa Lugli, a Bresseo di Teolo.
Jappelli Street. Il giardino di Villa Selvatico, attraverso cui dovrebbe
passare la strada per arrivare alla lottizzazione (altro modo non c'è) è una
pertinenza protetta da un secondo articolo del piano ambientale, il 32, comma 9,
che consente solo "la manutenzione, il restauro e il risanamento
conservativo, statico ed architettonico, filologicamente guidato ed eseguito con
materiali tradizionali". Ci vuole un professore con il camice e i guanti
bianchi. Altro che la ruspa. Se n'è reso conto anche il soprintendente Monti,
che vuole conoscere "l'ingombro e l'esatto tracciato" della strada
"perché la nuova viabilità non potrà interferire con l'ambito vincolato
di Villa Selvatico". Ma Arvalli, riassumiamo con parole nostre, gli ha
risposto: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, io non mi scordo il
passato. Allude all'autorizzazione del 1993. Ha torto?
La
foto illustra parzialmente la distesa di Valli Selvatiche, un'area termale
vastissima, conservata com'era 400 anni fa. Il nome di Valli Selvatiche deriva
da Villa Selvatico, che nella foto si scorge appena in lontananza sulla destra:
Benché quest'area sia vincolata, la giunta regionale ha approvato una variante
che autorizza la costruzione di edifici per 90.000 metri cubi, basandosi su un
attestato di compatibilita ambientale rilasciato dal Parco Colli Euganei con un
documento costruito col sistema taglia-incolla: un falso grossolano, di cui gli
uffici non intendono prendere atto. La società che costruisce è la Immobiliare
San Carlo di Arcugnano.
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Da Padova a
Venezia, come funziona la catena di comando dei rimpalli
PADOVA. Vuoi
vedere che adesso sarà tutta colpa di Silvio Bartolomei, direttore del Parco
Colli e del suo presidente Simone Campagnolo, che come i due piccoli scrivani
padovani dal 2004 mandano in giro carte su carte avallando la falsa versione
dell'articolo 33? Dov'erano i dirigenti regionali ai quali le lettere erano
indirizzate e cui competeva l'obbligo dei riscontri? Sono due i modi nei quali
Palazzo Balbi ha la possibilità di accertare il falso e non
lo fa: 1) nel 2004 quando gli uffici approvano la variante urbanistica del
Comune di Battaglia,
ritenendola compatibile con il piano ambientale solo sulla base della lettera
di Bartolomei; 2) nel 2005 quando l'architetto Vincenzo Fabris viene messo
personalmente al corrente che si tratta da una delegazione di ambientalisti
capeggiata dall'ingegner Franco Sandon. Nel mezzo c'è un'interpellanza al
presidente
Galan firmata da 19 consiglieri regionali, di maggioranza e opposizione, in cui
la vicenda viene ricostruita per filo e per segno. Ma si sa come vanno le
interpellanze in Regione: ti rispondono quando vogliono; non si sa chi fa
l'istruttoria; in aula arriva una paginetta che l'assessore di collegamento
legge pensando ad altro. La prova è che se l'interpellante fa una domanda
supplementare, 9 volte su 10 non trova risposte. Raro che si esca da questa
schema.
Ma se viene una persona in carne e ossa nel tuo ufficio, a dimostrarti carte
alla mano che hai
fatto un errore e ti suggerisce di applicare il principio di autotutela e
correggerlo spontaneamente finché sei in tempo, è un altro paio di maniche.
Così va con Valli Selvatiche: il 3 ottobre 2005 il gruppetto capeggiato da
Sandon si presenta nell'ufficio di Fabris, che solo pochi giorni dopo sarà
nominato commissario regionale all'urbanistica. Ricostruisce Sandon: «Fabris ci
ha dato subito ragione. Questa norma è chiarissima, ha detto: abbiamo,
approvato una cosa sbagliata, se ce lo segnalate ufficialmente, non potremo non
attivarci e correggerla. L'interrogazione dei consiglieri? Non basta, quella
segue una via politica».
Il gruppetto torna a casa e l'11 ottobre manda una raccomandata, a Vincenzo
Fabris, al segretario regionale Roberto Casarin, all'assessore Renzo Marangon e
al presidente GianCarlo Galan. Nessuna risposta. Fabris tempestato di telefonate
è introvabile. Nuova raccomandata il 22 dicembre per di re: ci rispondete o no?
Non succede nulla. A seguire una petizione al Difensore Civico della Provincia
di Padova perché interponga i buoni uffici. Nada
de nada. Cercano
di far capire l'errore anche al Parco Colli: ma il direttore non si fa trovare;
il presidente risponde che «le scelte sono state adottate applicando la norma
così com'è scritta, punteggiatura inclusa». Va da sé che tocca alla
magistratura.
Nel frattempo, è ovvio che possono iniziare i lavori. Tanto si fa sempre in
tempo a fermarli perché, come ha detto il presidente Galan per Sassonegro, «non
serve a nulla additare i colpevoli, i probabili o improbabili distratti:
importante è far crescere la cultura della difesa del paesaggio», (r.m.)
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Il Mattino,
13 marzo 2006
A
Battaglia Terme si allarga il fronte contrario alla lottizzazione che prevede
sei condomini e un albergo. Dal municipio la proposta di un piano urbanistico
che comprenda anche la villa e l'ex Inps
Il
sindaco: "No al cemento"
Bevilacqua contro il progetto da 90 mila metri cubi
di Gianni Biasetto
BATTAGLIA
TERME. "Il sito è pregiato. Il progetto non piace a me, come non piace
agli ambientalisti". Il sindaco di Battaglia, Velia Bevilacqua, vuole a
tutti i costi evitare il nuovo scempio che si sta consumando sui Colli. Un'altra
colata di cemento questa volta nel grande parco delle Valli Selvatiche, dov'è
prevista un'urbanizzazione per 90 mila metri cubi con la costruzione di sei
condomini e un albergo. Bevilacqua ha già presentato una proposta alla Regione,
che prevede un unico piano urbanistico anche per la villa e l'edificio ex Inps e
ora attende per il sopralluogo dei tecnici.
Il presidente del Parco Colli, Simone Campagnolo, dice che comunque nessun
progetto è arrivato al suo ente. Ma l'ambientalista Gianni Sandon rincara:
"Un insediamento residenziale che figura come intervento termale".
La zona di urbanizzazione controllata delle Valli Selvatiche, quand'è stata
approvata dal consiglio comunale di Battaglia, prevedeva un'edificazione di
circa 200 mila metri cubi. Negli anni le amministrazioni che si sono succedute
(compresa quella in carica) hanno modificato il Piano regolatore riducendo
l'indice di cubatura fino a portarlo agli attuali 88 mila metri cubi. "Ma
anche questo non basta perché il sito è di grande pregio ambientale e merita
una particolare attenzione - afferma il sindaco Velia Bevilacqua - Siamo
sensibili al problema ambientale e proprio per questo abbiamo apportato
parecchie modifiche alle vecchie previsioni di Piano e stiamo trattando con i
proprietari delle aree per ridurre ulteriormente la volumetria. La bozza di
progetto di massima che ci è stata presentata francamente non ci piace. Così
come non piace agli ambientalisti.
Abbiamo già formalizzato una proposta in Regione - continua il primo cittadino
- perché venga considerata in un unico studio urbanistico l'intera area che
comprende, oltre alle Valli Selvatiche, il complesso ex Inps, di proprietà
della Regione Veneto, e Villa Selvatico con il suo storico giardino disegnato
dallo Jappelli. Il 22 marzo prossimo saranno a Battaglia i tecnici della Regione
proprio per valutare la fattibilità di questa proposta. Non vogliamo che
succeda quello che è successo recentemente sul Sassonegro. Stiamo cercando di
dare una soluzione globale ai problemi che ha il paese. Quello del recupero del
complesso ex Inps e del relativo parco e quello dell'espansione
turistico-termale. Va anche detto che per quanto concerne la zona di
urbanizzazione controllata delle Valli Selvatiche una prescrizione, che è stata
inserita nel Prg, prevede che tutti gli interventi urbanistici su quell'area
debbano essere concordati con l'Ente Parco Colli e la Sovrintendenza".
La prima bozza di progetto presentata al Parco Colli e alla Sovrintendenza,
quella con i fabbricati a tre piani che non piacciono al sindaco Velia
Bevilacqua, non ha incontrato il parere favorevole dal punto di vista
paesaggistico né della commissione tecnica del Parco e tanto meno della
Sovrintendenza. "Puntualizzo che si tratta solo di proposte preliminari e
che al protocollo dell'Ente ad oggi non è giunto alcun progetto inerente a
quell'intervento - afferma il presidente del Parco Colli, Simone Campagnolo - La
zona di urbanizzazione controllata delle Valli Selvatiche è stata inserita così
com'è nel piano ambientale del Parco Colli nel 1998, quand'era presidente
Antonio Berengan". Campagnolo non lo dice apertamente, ma lascia intendere
che il polverone che è stato sollevato sul progetto di urbanizzazione nel
comune di Battaglia ha il sapore di uno spot elettorale.
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LA
DENUNCIA DI SANDON
"Sulle
carte figura come intervento termale" Approvata la strada d'accesso,
l'insediamento è possibile
BATTAGLIA.
"Sul progetto edilizio da 90 mila metri cubi nelle Valli Selvatiche c'è
un'ambiguità di fondo. Stando alle carte figura essere un intervento termale,
come prevede in quell'area il piano ambientale del Parco Colli Euganei, ma in
realtà ha tutti i connotati per diventare un insediamento residenziale e
nemmeno tanto di modesto impatto ambientale", afferma l'ingegner Gianni
Sandon che da anni, con un gruppo di ambientalisti, si batte contro le varianti
urbanistiche che hanno, in varie fasi, interessato la spianata delle Valli
Selvatiche. Secondo Sandon l'obiettivo della proprietà, l'Immobiliare San Carlo
di Vicenza, sarebbe quello di portare a casa i pareri favorevoli sul progetto di
massima da parte degli enti preposti (Comune, Parco Colli, Regione Veneto e
Sovrintendenza) per poi piazzare l'area al miglior offerente. "Ed è facile
ipotizzare che, col progetto approvato, le cifre cambino di parecchio - prosegue
l'ambientalista - La "chiave" per consentire quell'intervento resta la
strada d'accesso senza la quale nulla si sarebbe potuto realizzare. Strada che
è stata approvata in quelli che il piano ambientale considera "gli intorni
delle emergenze architettoniche". In questo caso di Villa Selvatico, che è
contornata da un giardino progettato da Giuseppe Jap-pelli nel 1816. La nostra
opposizione all'urbanizzazione di quell'area è sempre stata netta proprio per
l'interesse storico e ambientale che riveste. Purtroppo negli anni, col
susseguirsi delle amministrazioni, si è trovato l'escamotage per farla
passare". Gianni Sandon, che conosce bene la realtà del paese di Battaglia
Terme, si domanda perché non si sia pensato, prima di piazzare così tanta
cubatura nelle Valli Selvatiche, terreni di bonifica della Serenissima, di
recuperare il vecchio stabilimento dell'Inps. "Il completo
disinteressamento sulla sorte di quella struttura, da anni in disuso,
costituisce un delitto imperdonabile - rincara Sandon - Il complesso ha una
capienza di circa 400 posti letto ed è contornato da un immenso polmone verde
che confina proprio con l'area delle Valli Selvatiche". (g.b.)
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Il Mattino,
14 marzo 2006
Lo
scempio delle valli selvatiche
«Solo la regione
può intervenire»
La proposta del sindaco e le contraddizioni del Parco
di Gianni Biasetto
BATTAGLIA
TERME. L'area delle
Valli
Selvatiche
dove dovrebbe sorgere il mega complesso edilizio di 88 mila metri cubi, con
destinazione per il 20 per cento a centro termale e per il restante 80 per cento
a strutture ricettive di supporto, insiste in una zona che è stata classificata
«Biotipo di primario interesse faunistico» dal progetto «Flora e Fauna»
dell'Ente Parco Colli Euganei.
Una classificazione che il consiglio dell'Ente ha approvato ancora il 17
luglio del 1997, e poi ha riconfermato nel giugno del 2003. Un particolare
questo, non di secondaria importanza che, secondo gli ambientalisti, sarebbe
stato ignorato dal Parco Colli in fase di parere sulla variante al Piano
regolatore.
E anche un particolare che va ad aggiungersi a quello degli «intorni
delle emergenze architettoniche» laddove il Piano ambientale prescrive
testualmente: «la conservazione dei grandi connotati naturali, delle masse
arboree e l'esclusione di interventi edilizi e infrastrutturali di nuova
costruzione o ampliamento di strutture esistenti, nonché di ogni intervento,
anche agroforestale, che modifichi significativamente l'aspetto visibile dei
luoghi o il loro rapporto con le emergenze interessate». Nella fattispecie
Villa Selvatico.
Il comune di Battaglia, a seguito del polverone che si è alzato in questi
ultimi giorni sulla vicenda, corre ai ripari per evitare che il caso delle «Valli
Selvatiche» diventi un secondo «Sassonegro». Il sindaco Velia Bevilacqua
insiste sul fatto che per evitare lo sfregio del pregiato sito necessiti
percorrere la strada del «progetto d'area» che comprenda anche l'ex complesso
da anni abbandonato dell'Inps, che è di proprietà per il 90 per cento della
Regione e per il 10 per cento del Comune. «L'ideale sarebbe che la Regione
acquistasse tutta l'area delle Valli Selvatiche che peraltro confina con un bene
già suo — afferma il sindaco — Andrebbe studiato un piano di interesse
pubblico che tenga conto di ciò che Battaglia oggi ha bisogno. Cioè di una
giusta espansione che permetta in qualche modo di rivitalizzare
dal punto di vista termale e turistico il paese. E' questo il motivo primario
delle varie varianti urbanistiche che si sono succedute in quell'area, che mi
preme ricordare essere l'unica disponibile se teniamo conto che il territorio
del comune di Battaglia è stretto tra la strada statale e la ferrovia».
La
Regione Veneto invierà a Battaglia i propri tecnici per valutare questa
proposta del primo cittadino, concordata con la maggioranza che governa il
paese, mercoledì della prossima settimana. «L'alternativa che ci resta, nel
caso non si possa prendere in considerazione il «progetto d'area» —
aggiunge Velia Bevilacqua — è quella di trattare con i proprietari dei
terreni una riduzione della cubatura e l'abbassamento di un piano (da tre a
due) dei fabbricati per limitare in questo modo l'impatto ambientale. Strada
questa che, per ovvii motivi, si presenta altrettanto difficile. La società
costruttrice, una immobiliare di Arcugnano (Vicenza), pressa nel frattempo il
comune affinché si faccia carico della convocazione della conferenza dei
servizi in maniera da sbloccare la situazione che si è venuta a creare con il
parere negativo sul progetto da parte della Sovrintendenza e del Parco
Colli. Conferenza che certamente non posso indire finché non si saranno
chiarite le problematiche che hanno indotto l'architetto Monti ad esprimere
quel parere».
«Non
consentiremo quella colata di cemento»
Ma ricorda che l'iter è stato portato avanti dalle «sinistre»
BATTAGLIA
TERME. In difesa dell'area delle Valli Selvatiche interviene anche il
presidente della giunta regionale, Giancarlo Galan. «Non consentiremo mai che
quella zona dei Colli venga deturpata da una colata di cemento, come pure che il
giardino di Jappelli sia tagliato in due da una camionabile — attacca il
governatore del Veneto — Vorrei, però, ricordare a chi oggi grida allo
scandalo che l'iter di quella lottizzazione nasce circa trent'anni fa e che è
stato portato avanti prevalentemente da amministrazioni di sinistra. Comunque
nessuno scandalismo, anche perché soprattutto in questo caso mi sento di dire
"chi è senza peccato scagli la prima pietra"». Il presidente della
Regione, così com'è intervenuto di recente sulla vicenda della lottizzazione
«Sassonegro», chiama a raccolta le truppe di destra e di sinistra e gli
ambientalisti per trovare una soluzione al
problema.
«Invito tutti coloro che si sentono depositari di
un corretto punto di vista sulla questione a segnalarcelo — aggiunge — In
questo momento dobbiamo remare tutti per lo stesso verso, senza demonizzare
alcuno, per rimediare alle malefatte che potrebbero recare danno all'ambiente.
Lo dobbiamo fare di concerto con le Sovrintendenze. Quello che sta succedendo
sul Sassonegro e nelle Valli Selvatiche a Battaglia non deve succedere mai più.
Come Regione Veneto dobbiamo, usando i nostri tecnici più preparati, stare più
attenti sulle varianti che ci vengono sottoposte. In merito alla tutela del
paesaggio è in atto un cambio epocale di mentalità. Tocca a noi incentivare
questo cambio». Galan conclude il suo intervento con un consiglio
all'ambientalista Gianni Sandon. «Nei suoi interventi cerchi di essere più
preciso, non tutto quello che denuncia corrisponde a verità» (g.b.)
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«Area
messa a rischio dal mega-campeggio»
BATTAGLIA
TERME. Non basta il complesso termale e residenziale da 90 mila metri cubi. Nel
Comune di Battaglia Terme è in atto anche il tentativo di realizzare, sempre
nell'area della Valli Selvatiche, un mega-campeggio termale. Più precisamente
nel territorio di confine del comune di Battaglia con quello di Monselice. Tra
Villa Maldura a Rivella e Villa Italia a Lispida. Su una superficie di circa 20
ettari classificata anche questa dal Piano ambientale del Parco «Intorno di
emergenze architettoniche». Ad un tiro di schioppo c'è anche Villa Emo. La
richiesta di un parere preliminare è stata presentata dalla ditta proprietaria
dell'area all'Ente Parco Colli il 21 giungo del 2004. Il progetto prevedrebbe,
oltre a strutture di tipo direzionale e commerciale, circa 300 piazzole per
caravan, roulotte e tende. Il camping a pieno regime potrebbe accogliere fino ad
un migliaio di persone. Si parla di centomila pernottamenti annui previsti.
Il consiglio comunale di Battaglia ha adottato il 28 febbraio dello
scorso anno una varante parziale che modifica le norme tecniche del Piano
regolatore generale. In buona sostanza all'articolo 33 di tali norme è stato
aggiunto un comma che riguarda esplicitamente la realizzazione di campeggi in
area agricola. Con indice di edificabilità di 0,12 mq per ogni mq di area, con
un'altezza massima di 3,50 metri. La variante non è ancora stata inviata alla
Regione Veneto perché ha già avuto parere negativo dalla Sovrintendenza e dal
Parco Colli. «Se anche questo progetto trovasse la strada per essere attuato
sarebbe un ulteriore scempio ambientale, lontano un centinaio di metri dalla
mega lottizzazione intorno a Villa Selvatico — afferma l'ingegner Patrizio
Quntili del comitato «Difesa Valli Selvatiche» — Contro questo intervento
che riteniamo spropositato abbiamo raccolto oltre 1.500 firme. Abbiamo
organizzato manifestazioni di protesta. Anche perché così com'è stato
concepito in quell'area che va fino a ridosso di Villa Emo e del laghetto e del
colle di Lispida, si potrebbero realizzare almeno altri 50 mila metri cubi di
piccoli fabbricati. Ancora cemento in un sito tra i più belli dei Colli Euganei».
(g.b.)
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IL
PARERE DEI VERDI
«Necessario un intervento urgente dei giudici e della giunta veneta»
«Si
punta il dito su una vicenda che rischiava di finire nel dimenticatoio,
nonostante le tante prese di posizione contrarie al progetto, le visite in loco
di consiglieri regionali e dello stesso presidente della VII Commissione
regionale e nonostante l'interpellanza promossa dai Verdi e sottoscritta da
tutti i gruppi consiliari del centrosinistra il 6/7/2005 che chiedeva
un'inchiesta interna della Giunta sull'iter avuto dalla pratica negli uffici
tecnici. E' evidente come la concessione ruoti attorno ad una sostanziale
riscrittura della norma del Piano ambientale da parte del direttore del Parco
Colli, in sede di espressione del proprio parere alla Regione, e
all'accettazione da parte degli uffici tecnici regionali di questa modifica
della norma, o omissione di una parte di essa, al fine di poterne dare un senso
diverso e quindi esprimere quel parere positivo che ha consentito alla Giunta di
dare il via libera alla lottizzazione. Valli Selvatiche merita la stessa
attenzione del Sassonegro, sia da parte della magistratura, di cui auspichiamo
un interessamento urgente per scongiurare cantieri devastanti, sia da parte
della Giunta regionale».
Gianfranco Bettin e Paolo De Marchi Consiglieri
regionali Verdi
_______________________________________________
COMUNE
DI BATTAGLIA TERME
Provincia di Padova
UFFICIO
TECNICO
ORDINANZA N. 29
Pratica
Edilizia n. .
Battaglia Terme, 04.08.2005
Prot.
n. 6553
ORDINANZA
DI SOSPENSIONE LAVORI
IL RESPONSABILE DELL'U.T.C.
-
RICHIAMATA la relazione di sopralluogo del Corpo Forestale dello
Stato - Comando Stazione di Torreglia (PD) in data 16.04.2005 prot. 694
pervenuta presso il Comune di Battaglia Terme il 13.05.2005 prot. 4188,
dalla quale si evince che la ditta "Immobiliare San Carlo s.r.l."
con sede a Arcugnano (VI), Via Breganzola n. 2, P.I. 02646070249, ha
eseguito i seguenti interventi: Parziale interramento con materiale
terro-lapideo di una zona umida sita in località "Valli
Selvatiche" di Battaglia Terme;
-
VISTA
la relazione di sopralluogo redatta dall'Ufficio Tecnico Comunale in data
04.08.2005 Prot. 6543, nella quale si conferma quanto riscontrato
dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato e da cui risulta che la
medesima ditta ha eseguito i lavori in assenza di Permesso a Costruire o
Denuncia Inizio Attività Edilizia;
-
ACCERTATO
che sul posto non sono stati individuati altri soggetti responsabili dei
lavori quali Impresa esecutrice e Direttore dei Lavori;
-
PRECISATO
che da una verifica degli atti d'ufficio la proprietà dell'immobile risulta
essere di: "Immobiliare
San Carlo s.r.l." con sede a Arcugnano (VI), Via Breganzola n. 2, P.I.
02646070249;
-
RILEVATO
che catastalmente il terreno insiste su un'area censita all'U.T.E. di Padova
Foglio 6 mappali 19 e 20 in Z.t.o. DT2 (zona termale di espansione)
del vigente Piano Regolatore Generale nonché in area soggetta a vincolo
ambientale ai sensi del D.Lgs. 42/2004;
-
VISTO
l'art. 15 della Legge 28/01/1977 n. 10;
-
VISTO
l'art. 4 della Legge 28/02/1985 n. 47;
-
VISTO
l'art. 91 della L.R. 27/06/1985 n. 61;
-
VISTI
gli artt. 37-41-69-70 del D.P.R. 06.06.2001 n. 380;
-
RAVVISATA
la necessità di ordinare, ai fini cautelari, l'immediata sospensione dei
lavori sopraindicati con riserva dei successivi provvedimenti definitivi;
ORDINA
Alla ditta "Immobiliare San Carlo s.r.l." l'immediata
sospensione dei lavori in premessa indicati con effetto dalla notifica della
presente, con riserva dei provvedimenti conseguenti ai sensi dell'art. 4 della
Legge 47/85 e art. 91 della L.R. 61/85 e art. 37-41-69-70 del D.P.R. 06.06.2001
n. 380.
DISPONE
-
l'affissione della presente ordinanza all'albo pretorio di questo Comune;
-
la notifica della presente alla ditta "Immobiliare San Carlo s.r.l."
con sede a Arcugnano (VI), Via Breganzola n. 2, P.I. 02646070249;
Si
avverte che la presente ordinanza decade qualora non siano stati adottati
provvedimenti definitivi entro 60 (sessanta) giorni dalla data di notifica della
presente e senza pregiudizio delle sanzioni penali.
Si
avverte inoltre che contro il presente provvedimento può essere proposto, entro
sessanta giorni dalla notifica, ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale
del Veneto competente nonché, entro cento venti giorni dalla stessa data,
ricorso straordinario al Capo dello Stato.
Il
Responsabile dell’U.T.C.
Geom. Diego Minelle
______________________________
PARCO REGIONALE DEI COLLI EUGANEI
Prot. n. 6313/05/1013
Al
Signor Sindaco del Comune di BATTAGLIA TERME PD
Alla
Ditta IMMOBILIARE SAN CARLO
C/O DOTT. AGR. PAVONI CLAUDIA
Via A. Boito, 14 35100
PADOVA
Alla
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Veneto
Orientale
P. Cappello - S.Croce, 770 30125 VENEZIA
Al
Corpo Forestale dello Stato Comando Stazione di Torreglia
Via Romana, 7/B 35038 TORREGLIA
OGGETTO:
Comune di: BATTAGLIA TERME - Ditta: IMMOBILIARE SAN CARLO. Lavori di: ripristino
area umida oggetto di manomissione non autorizzata.
IL PRESIDENTE
VISTO
l'art. 16, 2° comma, della L.R. 10.10.1989 n. 38;
VISTI gli artt. 146 e 151 del D.Lgs. 29.10.1999 n. 490, ora artt.
146 e 159 del D.Lgs. 22.01.2004 n.42, nonché il D.P.R. 06.06.2001 n. 380, come
modificato con D.Lgs. 27.12.2002 n.301;
VISTO il Piano Ambientale del Parco Regionale dei Colli Euganei, le
relative Norme d'Attuazione nonché il Regolamento dell'Ente;
VISTE le direttive 92/43/CEE e 79/497/CEE;
VISTA la L. n. 357/97, il DPR n. 120/2003, i D.G.R. 448 e 449/2003;
VISTA la richiesta della ditta in oggetto, pervenuta in data
04/07/2005, prot. n° 6313, intesa ad ottenere il parere ambientale in ordine
all'intervento in oggetto, ubicato nel Comune di Battaglia Terme, in Loc. Valli
Selvatiche;
VISTA la scheda istruttoria redatta in data 09/08/2005;
AUTORIZZA
1. ai sensi e
per gli effetti dell'ari. 159 del D.Lgs. n.42/2004, la realizzazione delle opere
di ripristino area umida, con le seguenti prescrizioni:
a) il
materiale da asportare dovrà essere depositato in luogo autorizzato;
b) dovrà
essere ricostituito l'habitat florovegetazionale preesistente.
2. L'intervento di cui al presente provvedimento, non comporta incidenza
ambientale.
3. Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso straordinario al
Presidente della Repubblica nel termine di 120 giorni, o al T.A.R. del Veneto
nel termine di 60 giorni a decorrere dalla data di notifica dello stesso.
Este, 1 7 AGO. 2005
Il Presidente Simone
CAMPAGNOLO
__________________________________________
PARCO
REGIONALE dei COLLI EUGANEI
Este
02/09/2005 Protocollo n. 0007874/05
OGGETTO
: risposta ad interpellanza scritta del Consigliere Bonaldi sull'ìnterpretazione
degli articoli 32 e 33 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Ambientale e
conseguenti pareri di compatibilità espressi.
RACCOMANDATA
R.R. Al Consigliere Paolo Bonaldi e p.c. Consiglieri e Sindaci del Parco
Regionale dei Colli Euganei
In
riferimento alla richiesta di risposta scritta ad interrogazione presentata dal
Consigliere Bonaldi, e successivo invito del Consigliere Borile di divulgare
tale risposta a tutti i consiglieri e Sindaci dell'Ente, colgo l'occasione per
esprimere alcune considerazioni su una questione che, pur meritevole di
attenzione, ha assunto toni decisamente forti ed in taluni casi anche fuorvianti
almeno per chi non sia a completa conoscenza dei fatti. Gli art. 32 e 33 delle
Norme Tecniche di Attuazione del nostro Piano ambientale sono i due articoli che
individuano le modalità e possibilità di intervento per i beni di particolare
e specifico interesse storico individuati nelle tavole di Piano e delle aree ad
essi contigue. Molti dei nostri comuni hanno al loro interno simili realtà e
quasi tutte le amministrazioni interessate hanno avuto modo di toccare con mano
la portata di tali articoli all'atto dell'adeguamento dei loro piani regolatori
al Piano Ambientale o all'atto del rilascio di autorizzazioni edilizie. Sappiamo
però come sia difficile avere investimenti importanti per il recupero ed il
riutilizzo di tali proprietà e di come l'assenza del "Progetto Ville"
non abbia aiutato i privati proprietari a programmare investimenti importanti.
Logica conseguenza è che pochi sino ad ora sono stati gli interventi nelle aree
di pertinenza e negli intorni delle emergenze architettoniche. Con la Variante
Generale del piano regolatore del comune di Battaglia Tenne, ad oggi vigente in
quanto già licenziata dalla Regione Veneto, è emersa la necessità, forse
unica, di esprimere un parere di compatibilità rispetto ad un precedente parere
già espresso su specifica richiesta da parte della C.T.R.U. A fronte di questa
seconda richiesta il Direttore, organo deputato al rilascio del parere, ha
ritenuto opportuno meglio precisare i contenuti degli articoli in questione al
fine dì rendere chiaro il significato del primo parere espresso, senza tra
l'altro entrare nel merito delle scelte adottate ma applicando la norma, così
come scritta, punteggiatura inclusa, in quanto non interpretabile dall'organo
tecnico. A tal riguardo è bene ricordare che i pareri espressi dal Direttore,
sono e restano pareri di compatibilità dello strumento urbanistico comunale e
non pareri autorizzatori di progetti o lottizzazioni, in quanto questi, in base
alla legge, sono di mia competenza sentita la commissione tecnica preposta. In
fine, prima di passare alla puntuale risposta al consigliere, mi preme
evidenziare che le previsioni urbanistiche più volte citale per le valli
selvatiche esistano da più di vent'anni, che vengono parzialmente riprese dal
nostro Piano Ambientale e che in sede di variante il comune di Battaglia Terme
ha ritenuto opportuno adeguarsi alle previsione del Piano Ambientale senza
richiederne variante.
Risposta scritta ad interrogazione espressa dal Consigliere Bonaldi in seno
all'ultimo Consiglio: a) CONOSCENZA DEL PROCEDIMENTO L'obbligatorio parere di
compatibilità dello strumento regolatore comunale rispetto al Piano Ambientale,
espresso dalla Direzione dell'Ente in ottemperanza a quanto previsto dalla LR
38/89 istitutiva del Parco, assolve alla richiesta presentata
dall'Amministrazione Comunale di Battaglia Terme. Tale parere di compatibilità
della Direzione dell'Ente Parco è certamente conosciuto e condiviso dalla
Presidenza e dal Comitato Esecutivo nel rispetto però delle singole competenze
previste dalla legge e dal regolamento per gli organi dell'Ente.
b) REVISIONE DEI PARERI ESPRESSI DAL DIRETTORE DA PARTE DEL PRESIDENTE E/O
COMITATO ESECUTIVO RISPETTO "ALL'AUTENTICO SIGNIFICATO" Non è
possibile per gli altri organi dell'Ente "rivedere" i pareri espressi
dal Direttore in ottemperanza ad un obbligo che la legge gli assegna
specificatamente, ma ciononostante è opportuno specificare che prima della
conclusione dell'iter di variante proposto dal comune, il PRG del Comune di
Battaglia Terme ed il Piano Ambientale prevedono che: 1) l'area in questione
denominata "Valli Selvatiche" è indicata nel PRG e nel PA con
l'attuale estensione del retino di color grigio, ed in entrambi gli strumenti
permane potenzialità edificatoria sin dal 1994; 2) in merito alla strada
d'accesso lungo ferrovia essa è consentita dallo strumento di PRG approvato e
in vigore nonché dal parere della Sovrintendenza BBAA del 23.07.1993 prot. N.
4617; 3) non vanno dimenticate la completa, lettura degli articoli 33 e 38 delle
NTA del PA congiuntamente con l'intera impostazione delle norme spesso
ridondanti e contraddittorie. In particolare l'art. 33 comma 2 (P), ma anche
altri articoli nell'impostazione complessiva del PA, non vietano in modo
assoluto gli interventi negli intorni delle emergenze architettoniche e nei
relativi ambiti delle ville; 4) dal 1994 anno dì approvazione del PA da parte
del Consiglio del Parco e dal 1998, anno di approvazione del PA da parte del
Consiglio Regionale, ad oggi non sono state apportate, per l'area in esame,
modifiche al PA ed al PRO di Battaglia Tenne se non l'ultimo adeguamento di
quest'ultimo al PA; 5) il parere di compatibilità espresso è solo di ausilio
all'istruttoria degli uffici regionali preposti (Commissione Tecnica Regionale
Urbanistica - CTRU), che hanno competenza finale dì merito nella valutazione
tecnica delle varianti ai piani regolatori proposte dai singoli comuni.
e) COMPATIBILITA' CON I PROGETTI FLORA E FAUNA A tal riguardo rammentiamo che ai
sensi dell'ari. 5 delle NTA, i progetti tematici previsti dall'ari. 34 (I) sono
da considerarsi indicazioni operative alle norme di PA e non ulteriori vincoli
(comma 3). Qualora le indicazioni dei progetti tematici dovessero invece
modificare le previsioni di PA (comma 2), le specifiche varianti dovrebbero
essere adottate ai sensi dell'art 7 della LR 38/89, procedimento mai adottato ne
come variante parziale ne come variante generale al PA.
d) SEGNALAZIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO SU ATTIVITÀ NON CONCESSIONATA
ALL'INTERNO DELLE VALLI Si rammenta l'attenta attività di vigilanza espletata
da questo Ente sulle attività edilizie e dì modifica del territorio, oltre
alla riconosciuta disponibilità ad accertare, su segnalazione quanto non
direttamente verificato, al fine di garantire un corretto ma soprattutto
omogeneo controllo del territorio.
Certo che non rispondendo alle allusioni contenute nell'interrogazione possa
contribuire a un proficuo e corretto rapporto tra forze politiche al fine di
migliorare realmente questo Ente, porgo distinti saluti.
IL
PRESIDENTE
Simone Campagnolo
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