Gruppo politico 
di Pernumia (PD)

 

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Salviamo le Valli Selvatiche
e progettiamo il futuro di Pernumia

LE POTENZIALITA' 
TERMALI DI PERNUMIA



IL GAZZETTINO
Martedì, 6 Febbraio 2007
Battaglia Terme Tornano a far ...

Battaglia Terme
Tornano a far discutere le Valli Selvatiche . Il progetto ha subito una piccola botta d'arresto con la sentenza del Tar Veneto che ha respinto il ricorso presentato dalla società immobiliare "San Carlo" di Arcugnano (Vi) contro il Comune di Battaglia. Il paese termale, aveva infatti rispedito al mittente il progetto edilizio da 90 mila metri cubi, chiedendo che venissero apportate alcune modifiche. L'immobiliare vicentina aveva invece tentato di spuntarla presentando un ricorso. Ora il progetto è ancora fermo, ma presto diventerà un grosso problema da risolvere, in quanto non c'è ancora una linea comune sul progetto finale. Dovrebbero essere creati edifici con finalità termali, ma il dubbio di tutta la comunità del territorio è che dietro ai buoni intenti, si possa celare una massiccia colata di cemento. Le Valli Selvatiche conservano infatti un patrimonio ambientale di grande valore. Al loro interno vivono anche specie protette come la rana di Lataste. «Il sindaco Velia Bevilacqua è troppo vaga sul progetto delle valli commenta Paolo Bonaldi, capogruppo degli Ulivisti per Battaglia ci vuole maggiore coraggio nel mettere in pratica la inversione di tendenza che coinvolge la Regione e il Parco Colli. Chiediamo che vengano ripristinata la destinazione termale che era stata individuata dalla precedente amministrazione. Il progetto attuale prevede un termalismo fasullo che in realtà porterà solo nuova zona residenziale». Bonaldi, interviene anche sulla situazione delle opere pubbliche di Battaglia: «Bevilacqua ha detto di essere fiera dei sottopassi del nostro paese, vogliamo ricordare che sulle opere dei sottopassi l'attività del sindaco è stata quella del taglio del nastro. La scelta progettuale, i finanziamenti e gli appalti furono gestiti dalla precedente amministrazione. L'unica scelta che ci trova d'accordo con il sindaco, è la difesa della Nuova Magrini Galileo per la salvaguardia dei lavoratori».
Emanuele Masiero

 

Le Valli Selvatiche –  l’alternativa per uno sviluppo urbano sostenibile   

 Di Silvio Francescon
LANCIAMO un appello affinché non si attui nelle valli selvatiche la nefasta urbanizzazione che segnerebbe irreparabilmente il territorio. Abbiamo assistito in questi giorni ad uno scontato scambio di accuse tra gruppi ambientalisti ed amministrazione civica, senza mai che alla necessità urbane del Comune di Battaglia, venissero proposte alternative concrete.
Da sempre Battaglia ha dovuto fare i conti con una limitazione fisica, senza mai affrontare il vero problema: la progettualità integrata con i comuni contermini.
Dopo il fallimento dell’economia locale, chiusura dello stabilimento termale dell’INPS, la gravissima crisi della Galileo, la mancanza di strategie imprenditoriali che vedesse l’ambiente e il territorio al centro degli interessi, hanno portato a sporadiche e quantomai pesanti ed inutili soluzioni nell’uso del territorio: vedasi ad esempio  la zona artigianale di Cà Grimani; i rifiuti della C&C, hanno coronato l’epilogo.
Ma quale futuro per un comune che prevede negli strumenti di pianificazione come soluzione, l’uso indiscriminato del territorio e l’apertura di ferite non rimarginabili nell’ambito del parco japelliano di Villa Selvatico?
L’opinione pubblica ha focalizzato l’attenzione su Valli e C&C, giustamente, ma dimentica che quello di Battaglia e Pernumia è un territorio che non può considerarsi diviso da un semplice segno su carte topografiche. Sono intimamente collegati economicamente, socialmente e storicamente sono stati “progettati”.
Proprio tra Canale Battaglia, Cà Grimani, C&C e Centro Storico, Pernumia dal canto suo prevede nel suo piano regolatore una zona artigianale di dimensioni enormi, sembra fatta per contrapporre al cemento termale delle valli, quello artigianale di enormi strutture. Basta vedere la Zona artigianale di Cà Grimani per capire che si tratta anche per Pernumia in un progetto spropositato ed inutile. Pochi insediamenti e uno scheletro orrendo, questo è stato il risultato delle politiche economiche di Battaglia. A pochi passi, restano informi, i capannoni della Ex Galileo compresi i rifiuti tossico nocivi che incombono sulla salute dei cittadini di entrambe i comuni + quelli di Due Carrare nella zona chiodare. 
E’ RIDICOLO  perdere tempo nella certificazione ambientale per dimostrare che il Comune è di qualità!!!!!!!!!! Diciamo che è tempo di piantarla con le chiacchiere!

Quale Capo Gruppo di Pernumia delle Libertà e referente consiliare della Lega Nord, chiediamo che le Amministrazioni di Battaglia Terme e Pernumia, su un unico tavolo analizzino le strategie comuni per lo sviluppo urbano perché i due territori sono intimamente legati più di quanto si possa pensare. Bisogna togliere le barriere di competenze legati a vincoli sulla carta e attivare quanto necessario per impedire da una parte e dell’altra l’indiscriminato uso del territorio.
Proponiamo una soluzione per distogliere l’attenzione speculativa dalle valli selvatiche rivedendo completamente l’assetto urbanistico dei due comuni, valorizzando le risorse ambientali ed intervenendo per riprogettare la zona industriale di Pernumia-Battaglia. 
L’idea è la seguente:

  • Cancellazione della previsione urbana del progetto termale, a favore della ricostruzione della visuale paesaggistica e del sistema agrario come risorsa nell’ambito Valli Selvatiche, mediante specifici interventi di recupero ambientale;
  • Cancellazione della  lottizzazione artigianale-commerciale di via Granze a Pernumia,  e al suo posto individuazione di nuova lottizzazione termale-residenziale-ricettiva analoga a quella già prevista per le valli selvatiche;
  • Riconversione del complesso della C&C, previa bonifica dell’area (anche attraverso la partecipazione di privati) destinazione compatibile con la residenza (esempio commerciale o terziario avanzato) progettazione di ricuciture per tutelare l’ambiente del Vigenzone, inglobando anche la zona residenziale Casette;
  • Proposta di riconversione del complesso Ex Magrini Galileo, andando a ricercare nelle parti dimesse nuove potenzialità per possibili complessi produttivi non necessariamente industriali o artigianali ma anche commerciali;
  • Sviluppo del parco dell’INPS e stabilimento;
  • Individuazione del centro storico di Battaglia come sede commerciale e direzionale;

Le ricadute positive sul centro di Battaglia sono indubbie. La nuova area che s’integrerà con la parte storica di Battaglia, consentirebbe di ricercare quelle attività commerciali ora perdute, fungendo da polo di attrazione del nuovo sistema costruito. 
Se effettivamente si ricerca lo sviluppo di Battaglia questa è una proposta, alternativa e controcorrente, senz’altro la più rispettosa dello sviluppo del paese e  fattibile senza troppi intoppi.
In sintesi, non proponiamo altro che eliminare le strutture inutili e speculative, da una parte o dall’altra,  a favore di una progettualità intercomunale con vantaggi enormi per i Comuni di Battaglia Terme e Pernumia. 
Sul progetto della lottizzazione termale-residenziale nel territorio di Pernumia, noi crediamo nella costruzione di un sistema insediativo che tenga conto della tradizione e identità tipica delle zone rurali.  No a capannoni inutili ma nuovo ridisegno urbano e una nuova Pernumia, restituendo il ruolo di Battaglia Terme come centro d’interesse economico e sociale.
Quanto è stato proposto, per sommi capi, è frutto di analisi territoriali e di proposte di fattibilità su dati concreti.
La Lega Nord di Pernumia, ha fatto propria la proposta  provvedendo  ad attivare i canali di collegamento regionali affinchè possano essere ricercate nuove strategie per le politiche del territorio a est e ad ovest del canale di Battaglia.


Lettera presentata durante 
il Consiglio Comunale del 31 marzo 2006

 
 
Il Capo Gruppo
 
Silvio Francescon

 





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CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO 
SETTIMA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA  N.  262 

NO ALLA VARIANTE DEL COMUNE DI BATTAGLIA TERME CHE PREGIUDICA GRAVEMENTE L'AREA DENOMINATA "LE VALLI SELVATICHE" 
presentata il 21 maggio 2002 dai Consiglieri Gallo, Zanonato, Frigo, Miotto, Conte, Padrin e Braghetto 

              Premesso che:
-      l'area denominata Le Valli Selvatiche, sita nel Comune di Battaglia Terme si estende tra villa Selvatico e Rivella, dal canale di Battaglia fino a Lispida;
-      in una mappa d'archivio del 1534 è visibile la situazione ambientale di quest'area prima delle grandi bonifiche della metà del Cinquecento operate dalla Serenissima;
-      l'intera valle che da Battaglia Terme - Monselice s'incunea verso i Colli è dominata dalla presenza di stagni, paludi e corsi d'acqua;
-      il paesaggio è segnato dalla presenza dello storico canale costruito più di tre secoli prima, in piena epoca comunale, tra il 1189 e il 1201, per collegare Padova con Battaglia e Monselice: uno dei manufatti più antichi e più importanti presenti nel nostro territorio;
-      è evidente lo stretto rapporto dello storico canale con le località di Mulini-Mezzavia, Battaglia, Rivella, Monselice. Ma anche con la collina di Lispida che porta i segni vistosi dell'attività estrattiva già allora in atto: è questa una attività che qui si svolgeva da secoli, gestita dai monaci, di vari ordini, insediati ai piedi del colle, a ovest, nel convento di Santa Maria di Lispida, ora villa Italia;
-      si nota anche la collina di S. Elena, con le aree paludose che la circondano;
-      gli interventi di bonifica avviati dalla Serenissima, cui è seguita l'istituzione nel 1557 del Retratto do Monselice, si estendono anche alle valli pedecollinari tra Monselice ed Este (e al retratto di Monselice faranno subito seguito quelli di Lozzo e del Gorzone che investono tutta la Bassa Padovana). Questa imponente operazione ha trasformato il territorio dandogli quell'assetto che ancora oggi rappresenta la sua caratteristica dominante, facendo di questo luogo uno dei più significativi esempi di paesaggio agrario della nostra Regione;
-      il confronto tra la mappa del 1534 e la realtà attuale mostra la sostanziale conservazione nell'assetto idraulico e agrario della valle dell'impianto progettuale cinquecentesco;
-      tra i più antichi manufatti che la valle conserva , quello della botte è certamente tra i più importanti. Particolarmente significativa è la lunga descrizione che di questo luogo fa il Montaigne, che di qui passa nel 1580, nel suo Viaggio in Italia;
-      alle operazioni di bonifica fa seguito la costruzione della villa sulla collinetta di Sant'Elena: la inizia nel 1580 Bartolomeo Selvatico. Poco lontano, a Rivella, su progetto dello Scamozzi sorge villa Emo;
-      tutto questo "sistema ambientale" (il canale, la rete di corsi d'acqua minori, i terreni bonificati, la sistemazione agraria, le ville con i relativi parchi e il loro contesto…) è ancora, ai nostri giorni, miracolosamente conservato: sono chiaramente individuabili villa Selvatico col suo parco (progettato dallo Jappelli nel 1816/17), villa Emo, col giardino ripristinato in anni recenti, la villa Italia, tra il colle, il parco e campi coltivati;
-      proprio nel cuore di questo "sistema", la variante al PRG di Battaglia adottata nel gennaio 2002 dal Consiglio comunale e ora in Regione, prevede di realizzare una lottizzazione termale-residenziale di circa 70.000 metri cubi che avrà effetti disastrosi per il territorio e il paesaggio circostante;
-      sono già avviate concrete iniziative di valorizzazione turistico-culturale delle ville e del canale di Battaglia, sia dal punto di vista della sua navigabilità che dell'uso ciclabile e pedonale degli argini, che testimoniano come l’area in oggetto abbia una diversa vocazione e destinazione rispetto alle proposte contenute nella variante sopramenzionata;
-      a queste realtà va ad aggiungersi, in una prospettiva che tutti ci si augura prossima, la rinascita del complesso delle terme ex INPS, da anni in desolante, pressoché completo abbandono.

              I sottoscritti consiglieri 

interrogano la Giunta regionale 

per sapere:
-      se sia a conoscenza delle gravissime conseguenze che la variante al PRG adottata nel giugno 2001 dal Consiglio comunale di Battaglia (PD) produrrà al territorio in oggetto e alla cittadinanza;
-      se non ritenga di respingere la prevista lottizzazione, dannosa sia dal punto di vista ambientale che urbanistico, optando invece per la valorizzazione di un patrimonio che rappresenta una risorsa straordinaria per tutta la comunità.

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Volantino distribuito dal gruppo "PERNUMIA delle libertà"
domenica 02 aprile 2006 

DIFENDIAMO  IL FUTURO DEL PAESE 

Diciamo no all’urbanizzazione indiscriminata delle valli selvatiche a Battaglia Terme perché l’ambiente va difeso e valorizzato come risorsa economica;
Diciamo no alla zona artigianale prevista in via Granze a Pernumia perché inutile economicamente e devastante per il paesaggio;

Diciamo no ai rifiuti della C&C e agli scheletri rimasti dei capannoni non utilizzati dell’Ex Magrini Galileo.
 

E LO SVILUPPO DEL TERRITORIO 

Ø  Ricostruzione della visuale paesaggistica e il sistema agrario come risorsa, interventi di recupero ambientale delle VALLI SELVATICHE;

Ø  Previsione turistico-residenziale nella zona di VIA GRANZE al posto dell’attuale individuazione della Zona artigianale che ad oggi ha solo sottratto soldi di tasse da parte dei cittadini e proprietari,  inglobando anche la zona residenziale Casette;

Ø  Riconversione del complesso della C&C in zona di diversa destinazione,  previa bonifica dell’area (anche attraverso la partecipazione di privati);

Ø  Proposta di riconversione del complesso Ex Magrini Galileo, andando a ricercare nelle parti dimesse nuove potenzialità per possibili complessi produttivi;

Ø  Sviluppo del parco dell’INPS e stabilimento;

Ø  Individuazione del centro storico di Battaglia come sede commerciale e direzionale.

Visita la pagina:
LE POTENZIALITA' TERMALI DI PERNUMIA

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I testi della rubrica, sono liberamente tratti dal  sito internet www.lavespa.biz

  L’Associazione  ambientalista “La Vespa” di Battaglia Terme, da anni è attiva  nelle politiche in difesa del territorio, dell’ambiente e della salute. Sull’argomento Valli Selvatiche ha raccolto moltissimo materiale per il quale facciamo un rimando ai nostri lettori, senza con ciò assumere responsabilità in ordine all’attendibilità, veridicità o compiutezza delle informazioni.

Come  Gruppo “Pernumia delle libertà” è nostra convinzione credere che su argomenti di tale spessore, tutte le forze debbano convergere su unico tavolo di discussione, affinché non si ripetano quegli  errori “storici” che hanno avuto ricadute gravissime per  i Comuni di Pernumia e Battaglia Terme.

Alcuni brani riguardano attività politica di esponenti ambientalisti locali che riportiamo con lo scopo di consentire di leggere il problema da diverse angolazioni. Prendiamo le debite distanze da coloro che  ritengono  “…i veri valori del rispetto ambientale stanno solo nel centrosinistra…”! 

 

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IL PARERE DEL SOPRINTENDENTE SUL CAMPEGGIO A LISPIDA

Le Valli selvatiche: in scuro l’area dove è prevista la costruzione di un campeggio.

  Con riferimento alle "Modifiche Norme Tecniche di attuazione" elaborato 2 n.ta. modificate, inviateci il 30.5.2005 e pervenuteci il 13.6.2005, dopo un esame della variante, si evidenzia che all'art. 33 comma 6 viene riportata e permessa la realizzazione "nei siti appositamente identificati nelle tavole di Piano Ambientale" di aree di campeggio (...) 
Da una verifica delle aree destinate ai suddetti eventuali campeggi risulta inserita l'attuale area agricola compresa tra villa Selvatico e villa Emo Capodilista di Rivella, questo ambito, come è noto, è gravato da un provvedimento di tutela ambientale ai sensi del D. L.vo 42/2004 parte III tit. I ed è connotato da uno specifico valore paesistico e storico in rapporto alle due importanti presenze architettoniche, oltre che dotato di una intrinseca importanza paesaggistica come testimonianza e documento di quella bonifica agraria che sta alla base del fenomeno di villa nel Veneto in generale e in quest'area in particolare. 
In vista della conservazione della integrità dei caratteri del paesaggio nonché nel rispetto degli stessi presupposti che il documento sopraccitato riporta al comma 1 dello stesso articolo 33, con la piena coscienza dei valori storici e paesaggistici in gioco, si ritiene che l'area debba mantenere il suo carattere agrario, le partiture e i segni territoriali che la connotano non alterando i rapporti interni né tanto meno quelli con le architetture storiche delle quali rappresenta "la vista" e, in un rapporto di integrazione imprescindibile, insieme costituiscono un brano irrinunciabile di paesaggio veneto. 
Nell'area agricola denominata “Valli Selvatiche” si confrontano fatti geografici che rappresentano allo stesso tempo elementi della evoluzione storica del territorio nonché elementi molto importanti della cultura della villa veneta, fusi in una stratificazione che oggi costituisce un bene da conservare e da tutelare nell’interesse primario delle comunità insediate, costituendo infatti uno dei più significativi esempi di paesaggio agrario della regione.
 
Pertanto con la presente, per quanto di competenza di questo Istituto e per quanto consentito dalla vigente normativa in materia paesaggistica, nel novero delle intese e della cooperazione richiamata all'articolo 132 del D. Lvo 42/2004 si invitano le SS.LL a rivedere il comma 6 dell'art. 33 escludendo in modo chiaro e inequivocabile la possibilità di realizzare un "campeggio termale" nelle zone in questione. 
Di conseguenza si invitano le SS.LL a promuovere un tavolo di confronto tra gli Enti e i vari soggetti interessati onde meglio chiarire i termini della salvaguardia e della tutela dell'area.
 
Si rimane in attesa di un vostro cortese cenno di riscontro.

IL SOPRINTENDENTE
Arch. Guglielmo Monti

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PAOLO BONALDI 
CONSIGLIERE COMUNALE DI BATTAGLIA TERME CONSIGLIERE DELL'ENTE PARCO REGIONALE DEI COLLI EUGANEI.
 

Battaglia, marzo 2006 

LE VALLI SELVATICHE DI BATTAGLIA TERME OSSERVATE CON LA "NUOVA VISIONE" DEL PRESIDENTE GALAN SULLA URBANIZZAZIONE DI LUOGHI IMPORTANTI DEL VENETO 

In parecchie occasioni, durante i nostri frequenti dialoghi con i rappresentanti della maggioranza consigliare di Battaglia e dell'Ente Parco, abbiamo ricordato che - per quanto conta la nostra esperienza in campo ambientale ed urbanistico - la vicenda della lottizzazione del Sassonegro in Arquà Petrarca, posta sotto sequestro recentemente dalla Autorità Giudiziaria, presenta minori incongruenze e dubbi normativi rispetto a quanto sta succedendo per la nostra piccola/grande storia delle Valli Selvatiche di Battaglia Terme. 
Recentemente dalle pagine dei quotidiani locali abbiamo letto dichiarazioni del Pres. Galan sul tema del "Bello e Brutto" in Urbanistica e sui "Mostri" da demolire.
 
Si augurava il presidente un 2006 carico di "suggestioni evocative" e di desideri, tra questi "la difesa del paesaggio Veneto alla stregua di opere d'arte".
 
Riteniamo utile incoraggiare il Governatore: egli parla di nuova sensibilità culturale per il paesaggio che ha portato al Codice Nazionale per i BBAA ed alla nuova e recente legge Urbanistica Regionale la n. 11/2004. Queste norme prevedono una più matura considerazione del territorio e dell'ambiente. Il "Terzo Veneto" che sta nei suoi sogni si costruisce anche assecondando una trasformazione culturale che chiede qualità sul tipo di interventi e rispetto per i valori paesaggistici.
Queste ultime considerazioni vengono espresse ragionando ed intervenendo in merito alla lottizzazione del Sassonegro di Arquà: quella che possiamo osservare sul pianoro di fronte alla casa del Petrarca. Aggiunge ancora Galan: "prendiamo atto tutti che il sentire estetico e culturale è mutato e salviamo anche l'integrità dell'ambiente di Arquà. Evitiamo altri guai di cui poi pentirci per le future generazioni". Appunto! Tanto è vero che nei primi giorni di marzo la Commissione Regionale e la Giunta riprenderanno in mano tutto l'iter autorizzativi per ridurre di tre quarti la cubatura consentita come prevedeva la Variante originaria del Piano Ambientale del Parco! 
Il presidente parla un linguaggio nuovo, molto vicino alla lingua parlata dalle Associazioni Ambientaliste.
 E va pure oltre: "la vicenda del complesso urbanistico sul Sassonegro ha un valore simbolico enorme. Siamo di fronte ad un'area unica dal punto di vista storico, paesaggistico e persino sentimentale, l'epicentro di un itinerario letterario europeo nel cuore dei nostri Colli Euganei".
 
Conclude poi, dicendo: "la politica non dovrebbe temere di esprimere le proprie utopie, soprattutto se danno fiducia per il nuovo".
 
Noi vogliamo ricordare al Consiglio Comunale della nostra comunità e a tutti i soggetti coinvolti a partire dalla Regione per finire alla Soprintendenza, che epicentro di un altro itinerario letterario di valore europeo è quello rappresentato dalle Valli Selvatiche di Battaglia Terme.
 
Area - come oramai divulgato in tutte le occasioni - fortemente segnata dalle bonifiche veneziane del 1500; area al centro di emergenze architettoniche di valore immenso: la villa Selvatico, la villa Emo-Maldura e la villa Lispida . Area "marcata" fin dal 1200 dal canale della Battaglia. 
Oggi quest'area è al centro di interessi speculativi, con la previsione di 90.000metri cubi di fabbricati in totale disarmonia con il territorio circostante. Ricordiamo che l'indirizzo urbanistico nasce attraverso "spericolate" interpretazioni di norme vigenti ed approvate dalla stessa Regione di cui Galan è presidente. 
E' logico pensare che tutto quanto descritto dal Presidente dovrebbe valere anche per le Valli Selvatiche. Allora cosa aspetta a rispondere alle numerose interrogazioni circostanziate presentate da cittadini, da consiglieri comunali, da Associazioni Ambientaliste, da Parlamentari e da Consiglieri Regionali? Aspetta forse, il presidente, che intervenga prima la Magistratura o il Corpo Forestale dello Stato? Ovviamente sarebbe un'altra brutta storia! 
Ma anche noi - per una volta - vogliamo andare oltre alle mere disquisizioni tecnico urbanistiche per ricordare la grande specificità rappresentata dagli "Itinerari letterari delle Valli Selvatiche". Se Arquà -come la definisce pure il nostro Governatore - rappresenta un epicentro europeo grazie al Petrarca, anche Battaglia Terme non è da meno. 
Le ville, i castelli e le terme hanno richiamato letterati e viaggiatori fin dal 1600. Tempo addietro un ottimo convegno, ha ricordato come Battaglia fosse al centro del cosiddetto "Grand Tour" cioè quel momento culturale-esistenziale che servì a poeti e scrittori europei per la loro formazione e maturazione artistica. 
Ovviamente Francesco Petrarca viene prima di tutti e tra tutti è il più importante. Poi Montaigne nel 1580
annota nel suo diario di viaggio le magnifiche opere idrauliche della Rivella e della potenza curativa delle nostre terme. 
A metà del 1700 C. De Brosses, storico franco-belga, lasciò testimonianza scritta sulle nostre Ville.
All'inizio del 1800 venne lo Jappelli e segnò queste terre progettando per la villa dei Selvatico una serie
di laghetti nel giardino ispirati all'Eneide. 
Poi venne l'abate Barbieri, allievo del Cesarotti, accademico nella Università patavina e poeta Bassanese
che visse tra Padova e Torreggia. Visitò l'opera dello Jappelli e lasciò a noi il poemetto romantico dal titolo i "Bagni di S.Elena". 
Venne Chateaubriand che nel suo diario di viaggio parla dell'ambiente, ma anche del popolo di queste
terre euganee. 
Sempre in quel periodo venero Byron e Shelley: i maggiori rappresentanti del movimento dei poeti
romantici del primo '800 inglese. Contribuirono a fare di questi luoghi un "santuario della letteratura europea". 
Poi venne Goethe ed anche egli raccontò nel suo diario vicende ed impressioni. Più avanti ancora nella
villa Selvatico-Wimpffen dormì una notte verso il 1840, il poeta germanico H.Heine, poeta e scrittore romantico amico di K. Marx ed amato da personaggi "mitici" degli imperi dell'epoca come Elisabetta d'Austria e Ludwig di Baviera. 
Poi nel 1874 venne il Carducci a commemorare il quinto centenario della morte del Petrarca.
 
Passò e si fermò da queste parti anche il Foscolo e ne passarono tanti altri, lasciando segni fecondi.
 
Si potrebbe continuare, considerando anche coloro che non avevano fama. Tutti allo stesso modo
convinti che in questi luoghi, nelle nostre valli, sui nostri colli, nei nostri centri storici è possibile ritemprare e riposare lo spirito in armonia con la natura. 
Con molto rispetto, va ribadito che quanto sopra descritto altro non rappresenta che una serie di spunti per riflessioni più ampie e strutturate.
 
In merito a questo argomento - che parte dalla salvaguardia delle Valli Selvatiche inserendole nel contesto storico e culturale fino al punto di considerarle come opera da salvaguardare - proponiamo al Consiglio Comunale ed alla Giunta Comunale di sottoscrivere un documento da conservare come impegno verso le generazioni future di Battaglia e da inviare al Presidente Galan a sostegno della riconsiderazione del rispetto per il territorio Veneto ed Euganeo. 

  
           Paolo Bonaldi

 

Sei fabbricati di 1000 metri quadrati ciascuno e un albergo di 2900 di superficie coperta. Queste le dimensioni della lottizzazione presentata da «Veneto Engineering»

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Il Mattino, 12 marzo 2006

Storia di una lottizzazione progettata dai soliti noti e aiutata da carte falsificate 
L'"Atti1a dei Colli Berici" si è spostato ad Est e si appoggia ai professionisti di Veneto City

Ecco altri 90.000 metri cubi per abbellire il paesaggio
 di Renzo Mazzaro

PADOVA. Chi si rivede: l'architetto Alberto Arvalli, socio di Luigi Endrizzi in mille e una progettazione, da Padova Est a Veneto City. E l'ingegner Tommaso Riccoboni, che faceva l'assessore comunale quando servivano i permessi per l'Ikea a Padova Est.
E poi, non rieletto nel 2004, si è messo nell'avventura di Veneto City tenendo i collegamenti con la Regione. E negando di farlo, chissà perché (dov'era il problema?). Adesso i due presentano insieme il progetto di una "Lottizzazione area termale di Battaglia Terme", che detto così non significa nulla. Proviamo a tradurre: edifici per 90.000 metri cubi nelle Valli Selvatiche, una piana rimasta libera da 400 anni, irraggiungibile senza una camionabile che taglierà a metà il giardino di Villa Selvatico progettato da Giuseppe Jappelli nel 1816. Anche la strada si dovrà fare. 
Gli ispiratori.
Sarà perché Arvalli comincia come Alvar Aàlto, ma uno si aspetterebbe di ritrovare nel progettazione qualcosa che ricordi il famoso architetto finlandese. Un tratto nuovo, invenzioni, stupore. Caschiamo male, cari. Arvalli ha due lauree e in lui si combattono due professionisti: l'architetto e l'ingegnere. Purtroppo vince sempre l'ingegnere. D'altra parte il suo committente è l'Immobiliare San Carlo il cui titolare, un geometra di Arcugnano, è conosciuto anche come l'Attila dei Colli Berici. Si sta spostando verso Est. 
Il progetto.
Prevede un tappeto di casermoni a tre piani, incastrati come i Lego, senza offesa per l'inventore del gioco. Presi uno a uno potrebbero essere capannoni di carrozzerie industriali con finestre di aerazione al terzo piano. Oppure un complesso di caserme per militari di leva, commissionato fuori tempo massimo. Colonie montane stile anni sessanta con alberelli di falsa pineta. Case popolari di un improbabile piano Fanfani anni 2000. Soggiorni per anziani con sfruttamento intensivo dello spazio, perché i vecchietti non hanno voglia di camminare. Perfino la Soprintendenza ha avuto un moto di ribrezzo e ha detto: signori, no, questo progetto non si può fare. Motivo: gli edifici si vedono anche da lontano (testuale!). Retropensiero: almeno fossero bassi, nascosti. Insomma, avete ideato una sconcezza. 
Il terzo piano.
Colpiti nell'orgoglio, gli impavidi progettisti hanno fatto finta di niente e stanno prendendo per il collo il Comune di Battaglia Terme (raccomandata del 6 febbraio 2006, per conoscenza alla Soprintendenza di Venezia) perché convochi la conferenza dei servizi, disposti perfino a tagliare il terzo piano se proprio non se ne potrà fare a meno. Ma se pensate che recupererebbero nell'interrato vi sbagliate: è già previsto. Vero è che potrebbero sempre spingersi a -2. Farà più fresco e si potranno tenere i salami (no, poca aria, farebbero la muffa; meglio il vino). 
Altri protagonisti.
Questa storia è piena di personaggi già visti. Uno è l'architetto Vicenzo Fabris, l'uomo che Tommaso Riccoboni voleva come rappresentante della Regione quando organizzava incontri pubblici su Veneto City, in quel di Dolo. Un altro è l'architetto Guglielmo Monti, l'austero capo della Soprintendenza del Veneto, che il 23 luglio 1993 con una lettera di 9 righe e mezza autorizzava l'attraversamento stradale del giardino di Villa Selvatico e adesso, con raccomandata dell'ottobre 2005, cerca disperatamente di fare marcia indietro. Poi c'è l'Ente Parco, nella persona del presidente Simone Campagnolo e del direttore Silvio Bartolomei, che hanno un ruolo centrale nella costruzione del falso (avete letto bene: un falso) avallato dalla Regione, sul quale si regge questa storia. Infine, nel ruolo di cantore del paesaggio Veneto, c'è il presidente della giunta regionale Giancarlo Galan, aiutato dal portavoce Franco Miracco che anche l'altro ieri indicava le linee maestre del governo regionale ad un convegno intitolato "Restauro del paesaggio verso il terzo Veneto". Qualche prolusione in meno e qualche controllo in più sull'operato degli uffici non guasterebbero. Fuori campo, ma tutt'altro che fuori gioco, ci sono le associazioni degli ambientalisti che urlano allo scandalo dal 2003 e la procura della repubblica di Padova che ha aperto un'inchiesta (pm Roberto D'Angelo). 
Il falso.
Eccolo qua: "Negli intorni delle emergenze architettoniche, riconosciuti nella tavola di piano, è escluso ogni intervento che possa pregiudicare la loro leggibilità e riconoscibilità o il loro apprezzamento paesistico. In particolare ciò comporta (la conservazione dei grandi connotati naturali, delle masse arboree e degli spazi aperti, e) l'esclusione di interventi edilizi (e infrastrutturali di nuova costruzione od ampliamento di strutture esistenti, nonché di ogni intervento, anche agroforestale,) che modifichi significativamente l'aspetto visibile dei luoghi o il loro rapporto cori le emergenze interessate". Questo è l'articolo 33 secondo comma del piano ambientale del Parco. Le parti messe tra parentesi in corsivo sono omesse. Per far correre il discorso, il verbo modifichi diventa modifichino. Chi fa l'operazione è il direttore del Parco Silvio Bartolomei, in un lettera spedita in Regione (Direzione urbanistica e beni ambientali) il 13 gennaio 2004, per attestare la compatibilità della variante adottata dal Comune di Battaglia con il piano ambientale del Parco. 
Il risultato.
Ne consegue che dove non si poteva piantare un albero, si possono tirare su 90.000 metri cubi di cemento. Non solo: lo strappo funziona a cascata per tutti gli intorni delle emergenze architettoniche, come sono definite le ville storiche. Gli ambientalisti parlano di "abbellimenti al paesaggio" in corso un po' dovunque: un villaggio turistico con 50.000 metri cubi attorno a Villa Emo Maldura, a Rivella; costruzioni per 25.000 metri cubi addosso alla villa del Catajo, sempre a Battaglia Terme; un palazzetto dello sport nell'intorno di villa Lugli, a Bresseo di Teolo. 
Jappelli Street.
Il giardino di Villa Selvatico, attraverso cui dovrebbe passare la strada per arrivare alla lottizzazione (altro modo non c'è) è una pertinenza protetta da un secondo articolo del piano ambientale, il 32, comma 9, che consente solo "la manutenzione, il restauro e il risanamento conservativo, statico ed architettonico, filologicamente guidato ed eseguito con materiali tradizionali". Ci vuole un professore con il camice e i guanti bianchi. Altro che la ruspa. Se n'è reso conto anche il soprintendente Monti, che vuole conoscere "l'ingombro e l'esatto tracciato" della strada "perché la nuova viabilità non potrà interferire con l'ambito vincolato di Villa Selvatico". Ma Arvalli, riassumiamo con parole nostre, gli ha risposto: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, io non mi scordo il passato. Allude all'autorizzazione del 1993. Ha torto?

La foto illustra parzialmente la distesa di Valli Selvatiche, un'area termale vastissima, conservata com'era 400 anni fa. Il nome di Valli Selvatiche deriva da Villa Selvatico, che nella foto si scorge appena in lontananza sulla destra: Benché quest'area sia vincolata, la giunta regionale ha approvato una variante che autorizza la costruzione di edifici per 90.000 metri cubi, basandosi su un attestato di compatibilita ambientale rilasciato dal Parco Colli Euganei con un documento costruito col sistema taglia-incolla: un falso grossolano, di cui gli uffici non intendono prendere atto. La società che costruisce è la Immobiliare San Carlo di Arcugnano.

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Da Padova a Venezia, come funziona la catena di comando dei rimpalli 
PADOVA.
Vuoi vedere che adesso sarà tutta colpa di Silvio Bartolomei, direttore del Parco Colli e del suo presidente Simone Campagnolo, che come i due piccoli scrivani padovani dal 2004 mandano in giro carte su carte avallando la falsa versione dell'articolo 33? Dov'erano i dirigenti regionali ai quali le lettere erano indirizzate e cui competeva l'obbligo dei riscontri? Sono due i modi nei quali Palazzo Balbi ha la possibilità di accertare il falso e  non lo fa: 1) nel 2004 quando gli uffici approvano la variante urbanistica del Comune di Battaglia, ritenendola compatibile con il piano ambientale solo sulla base della lettera di Bartolomei; 2) nel 2005 quando l'architetto Vincenzo Fabris viene messo personalmente al corrente che si tratta da una delegazione di ambientalisti capeggiata dall'ingegner Franco Sandon. Nel mezzo c'è un'interpellanza al presidente Galan firmata da 19 consiglieri regionali, di maggioranza e opposizione, in cui la vicenda viene ricostruita per fi­lo e per segno. Ma si sa come vanno le interpellanze in Regione: ti rispondono quando vogliono; non si sa chi fa l'istruttoria; in aula arriva una paginetta che l'assessore di collegamento legge pensando ad altro. La prova è che se l'interpellante fa una domanda supplementare, 9 volte su 10 non trova risposte. Raro che si esca da questa schema.

Ma se viene una persona in carne e ossa nel tuo ufficio, a dimostrarti carte alla mano che hai

fatto un errore e ti suggerisce di applicare il principio di autotutela e correggerlo spontaneamente finché sei in tempo, è un altro paio di maniche. Così va con Valli Selvatiche: il 3 ottobre 2005 il gruppetto capeggiato da Sandon si presenta nell'ufficio di Fabris, che solo pochi giorni dopo sarà nominato commissario regionale all'urbanistica. Ricostruisce Sandon: «Fabris ci ha dato subito ragione. Questa norma è chiarissima, ha detto: abbiamo, approvato una cosa sbagliata, se ce lo segnalate ufficialmente, non potremo non attivarci e correggerla. L'interrogazione dei consiglieri? Non basta, quella segue una via politica».
Il gruppetto torna a casa e l'11 ottobre manda una raccomandata, a Vincenzo Fabris, al segretario regionale Roberto Casarin, all'assessore Renzo Marangon e al presidente GianCarlo Galan. Nessuna risposta. Fabris tempestato di telefonate è introvabile. Nuova raccomandata il 22 dicembre per di re: ci rispondete o no? Non succede nulla. A seguire una petizione al Difensore Civico della Provincia di Padova perché interponga i buoni uffici. Nada de nada. Cercano di far capire l'errore anche al Parco Colli: ma il direttore non si fa trovare; il presidente risponde che «le scelte sono state adottate applicando la norma così com'è scritta, punteggiatura inclusa». Va da sé che tocca alla magistratura.

Nel frattempo, è ovvio che possono iniziare i lavori. Tanto si fa sempre in tempo a fermarli perché, come ha detto il presidente Galan per Sassonegro, «non serve a nulla additare i colpevoli, i probabili o improbabili distratti: importante è far crescere la cultura della difesa del paesaggio»,
(r.m.)

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Il Mattino, 13 marzo 2006

A Battaglia Terme si allarga il fronte contrario alla lottizzazione che prevede sei condomini e un albergo. Dal municipio la proposta di un piano urbanistico che comprenda anche la villa e l'ex Inps 

Il sindaco: "No al cemento" 
Bevilacqua contro il progetto da 90 mila metri cubi

di Gianni Biasetto 

BATTAGLIA TERME. "Il sito è pregiato. Il progetto non piace a me, come non piace agli ambientalisti". Il sindaco di Battaglia, Velia Bevilacqua, vuole a tutti i costi evitare il nuovo scempio che si sta consumando sui Colli. Un'altra colata di cemento questa volta nel grande parco delle Valli Selvatiche, dov'è prevista un'urbanizzazione per 90 mila metri cubi con la costruzione di sei condomini e un albergo. Bevilacqua ha già presentato una proposta alla Regione, che prevede un unico piano urbanistico anche per la villa e l'edificio ex Inps e ora attende per il sopralluogo dei tecnici. 
Il presidente del Parco Colli, Simone Campagnolo, dice che comunque nessun progetto è arrivato al suo ente. Ma l'ambientalista Gianni Sandon rincara: "Un insediamento residenziale che figura come intervento termale". 
La zona di urbanizzazione controllata delle Valli Selvatiche, quand'è stata approvata dal consiglio comunale di Battaglia, prevedeva un'edificazione di circa 200 mila metri cubi. Negli anni le amministrazioni che si sono succedute (compresa quella in carica) hanno modificato il Piano regolatore riducendo l'indice di cubatura fino a portarlo agli attuali 88 mila metri cubi. "Ma anche questo non basta perché il sito è di grande pregio ambientale e merita una particolare attenzione - afferma il sindaco Velia Bevilacqua - Siamo sensibili al problema ambientale e proprio per questo abbiamo apportato parecchie modifiche alle vecchie previsioni di Piano e stiamo trattando con i proprietari delle aree per ridurre ulteriormente la volumetria. La bozza di progetto di massima che ci è stata presentata francamente non ci piace. Così come non piace agli ambientalisti. 
Abbiamo già formalizzato una proposta in Regione - continua il primo cittadino - perché venga considerata in un unico studio urbanistico l'intera area che comprende, oltre alle Valli Selvatiche, il complesso ex Inps, di proprietà della Regione Veneto, e Villa Selvatico con il suo storico giardino disegnato dallo Jappelli. Il 22 marzo prossimo saranno a Battaglia i tecnici della Regione proprio per valutare la fattibilità di questa proposta. Non vogliamo che succeda quello che è successo recentemente sul Sassonegro. Stiamo cercando di dare una soluzione globale ai problemi che ha il paese. Quello del recupero del complesso ex Inps e del relativo parco e quello dell'espansione turistico-termale. Va anche detto che per quanto concerne la zona di urbanizzazione controllata delle Valli Selvatiche una prescrizione, che è stata inserita nel Prg, prevede che tutti gli interventi urbanistici su quell'area debbano essere concordati con l'Ente Parco Colli e la Sovrintendenza". 
La prima bozza di progetto presentata al Parco Colli e alla Sovrintendenza, quella con i fabbricati a tre piani che non piacciono al sindaco Velia Bevilacqua, non ha incontrato il parere favorevole dal punto di vista paesaggistico né della commissione tecnica del Parco e tanto meno della Sovrintendenza. "Puntualizzo che si tratta solo di proposte preliminari e che al protocollo dell'Ente ad oggi non è giunto alcun progetto inerente a quell'intervento - afferma il presidente del Parco Colli, Simone Campagnolo - La zona di urbanizzazione controllata delle Valli Selvatiche è stata inserita così com'è nel piano ambientale del Parco Colli nel 1998, quand'era presidente Antonio Berengan". Campagnolo non lo dice apertamente, ma lascia intendere che il polverone che è stato sollevato sul progetto di urbanizzazione nel comune di Battaglia ha il sapore di uno spot elettorale.

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LA DENUNCIA DI SANDON

"Sulle carte figura come intervento termale" Approvata la strada d'accesso, l'insediamento è possibile

BATTAGLIA. "Sul progetto edilizio da 90 mila metri cubi nelle Valli Selvatiche c'è un'ambiguità di fondo. Stando alle carte figura essere un intervento termale, come prevede in quell'area il piano ambientale del Parco Colli Euganei, ma in realtà ha tutti i connotati per diventare un insediamento residenziale e nemmeno tanto di modesto impatto ambientale", afferma l'ingegner Gianni Sandon che da anni, con un gruppo di ambientalisti, si batte contro le varianti urbanistiche che hanno, in varie fasi, interessato la spianata delle Valli Selvatiche. Secondo Sandon l'obiettivo della proprietà, l'Immobiliare San Carlo di Vicenza, sarebbe quello di portare a casa i pareri favorevoli sul progetto di massima da parte degli enti preposti (Comune, Parco Colli, Regione Veneto e Sovrintendenza) per poi piazzare l'area al miglior offerente. "Ed è facile ipotizzare che, col progetto approvato, le cifre cambino di parecchio - prosegue l'ambientalista - La "chiave" per consentire quell'intervento resta la strada d'accesso senza la quale nulla si sarebbe potuto realizzare. Strada che è stata approvata in quelli che il piano ambientale considera "gli intorni delle emergenze architettoniche". In questo caso di Villa Selvatico, che è contornata da un giardino progettato da Giuseppe Jap-pelli nel 1816. La nostra opposizione all'urbanizzazione di quell'area è sempre stata netta proprio per l'interesse storico e ambientale che riveste. Purtroppo negli anni, col susseguirsi delle amministrazioni, si è trovato l'escamotage per farla passare". Gianni Sandon, che conosce bene la realtà del paese di Battaglia Terme, si domanda perché non si sia pensato, prima di piazzare così tanta cubatura nelle Valli Selvatiche, terreni di bonifica della Serenissima, di recuperare il vecchio stabilimento dell'Inps. "Il completo disinteressamento sulla sorte di quella struttura, da anni in disuso, costituisce un delitto imperdonabile - rincara Sandon - Il complesso ha una capienza di circa 400 posti letto ed è contornato da un immenso polmone verde che confina proprio con l'area delle Valli Selvatiche". (g.b.)

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Il Mattino, 14 marzo 2006

Lo scempio delle valli selvatiche 
«Solo la regione può intervenire» 
La proposta del sindaco e le contraddizioni del Parco

di Gianni Biasetto

BATTAGLIA TERME. L'area delle Valli Selvatiche dove dovrebbe sorgere il mega complesso edilizio di 88 mila metri cubi, con destinazione per il 20 per cento a centro termale e per il restante 80 per cento a strutture ricettive di supporto, insiste in una zona che è stata classificata «Biotipo di primario interesse faunistico» dal progetto «Flora e Fauna» dell'Ente Parco Colli Euganei.
Una classificazione che il consiglio dell'Ente ha appro­vato ancora il 17 luglio del 1997, e poi ha riconfermato nel giugno del 2003. Un particolare questo, non di secondaria importanza che, secondo gli ambientalisti, sarebbe stato ignorato dal Parco Colli in fase di parere sulla variante al Piano regolatore.
E anche un particolare che va ad aggiungersi a quello degli «intorni delle emergenze architettoniche» laddove il Piano ambientale prescrive testualmente: «la conservazione dei grandi connotati naturali, delle masse arboree e l'esclusione di interventi edilizi e infrastrutturali di nuova costruzione o ampliamento di strutture esistenti, nonché di ogni intervento, anche agroforestale, che modifichi significativamente l'aspetto visibile dei luoghi o il loro rapporto con le emergenze interessa­te». Nella fattispecie Villa Selvatico.
Il comune di Battaglia, a seguito del polverone che si è alzato in questi ultimi giorni sulla vicenda, corre ai ripari per evitare che il caso delle «Valli Selvatiche» diventi un secondo «Sassonegro». Il sindaco Velia Bevilacqua insiste sul fatto che per evitare lo sfregio del pregiato sito necessiti percorrere la strada del «progetto d'area» che comprenda anche l'ex complesso da anni abbandonato dell'Inps, che è di proprietà per il 90 per cento della Regione e per il 10 per cento del Comune. «L'ideale sarebbe che la Regione acquistasse tutta l'area delle Valli Selvatiche che peraltro confina con un bene già suo — afferma il sindaco — Andrebbe studiato un piano di interesse pubblico che tenga conto di ciò che Battaglia oggi ha bisogno. Cioè di una giusta espansione che permetta in qualche modo di rivitalizzare dal punto di vista termale e turistico il paese. E' questo il motivo primario delle varie varianti urbanistiche che si sono succedute in quell'area, che mi preme ricordare essere l'unica disponibile se teniamo conto che il territorio del comune di Battaglia è stretto tra la strada statale e la ferrovia».

La Regione Veneto invierà a Battaglia i propri tecnici per valutare questa proposta del primo cittadino, concordata con la maggioranza che go­verna il paese, mercoledì della prossima settimana. «L'alternativa che ci resta, nel caso non si possa prendere in considerazione il «progetto d'area» — aggiunge Velia Be­vilacqua — è quella di trattare con i proprietari dei terreni una riduzione della cubatura e l'abbassamento di un piano (da tre a due) dei fabbricati per limitare in questo modo l'impatto ambientale. Strada questa che, per ovvii motivi, si presenta altrettanto difficile. La società costruttrice, una immobiliare di Arcugnano (Vicenza), pressa nel frattempo il comune affinché si faccia carico della convocazione della conferenza dei servizi in maniera da sbloccare la situazione che si è venuta a creare con il parere negativo sul progetto da parte della So­vrintendenza e del Parco Colli. Conferenza che certamente non posso indire finché non si saranno chiarite le problematiche che hanno indotto l'architetto Monti ad esprimere quel parere». 

 

 

«Non consentiremo quella colata di cemento» 
Ma ricorda che l'iter è stato portato avanti dalle «sinistre»
 
 

BATTAGLIA TERME. In difesa dell'area delle Valli Selvatiche interviene anche il presidente della giunta regionale, Giancarlo Galan. «Non consentiremo mai che quella zona dei Colli venga deturpata da una colata di cemento, come pure che il giardino di Jappelli sia tagliato in due da una camionabile — attacca il governatore del Veneto — Vorrei, però, ricordare a chi oggi grida allo scandalo che l'iter di quella lottizzazione nasce circa trent'anni fa e che è stato portato avanti prevalentemente da amministrazioni di sinistra. Comunque nessuno scandalismo, anche perché soprattutto in questo caso mi sento di dire "chi è senza peccato scagli la prima pietra"». Il presidente della Regione, così com'è intervenuto di recente sulla vicenda della lottizzazione «Sassonegro», chiama a raccolta le truppe di destra e di sinistra e gli ambientalisti per trovare una soluzione al problema. 
«Invito tutti coloro che si sentono depositari di un corretto punto di vista sulla questione a segnalarcelo — aggiunge — In questo momento dobbiamo remare tutti per lo stesso verso, senza demonizzare alcuno, per rimediare alle malefatte che potrebbero recare danno all'ambiente. Lo dobbiamo fare di concerto con le Sovrintendenze. Quello che sta succedendo sul Sassonegro e nelle Valli Selvatiche a Battaglia non deve succedere mai più. Come Regione Veneto dobbiamo, usando i nostri tecnici più preparati, stare più attenti sulle varianti che ci vengono sottoposte. In merito alla tutela del paesaggio è in atto un cambio epocale di mentalità. Tocca a noi incentivare questo cambio». Galan conclude il suo intervento con un consiglio all'ambientalista Gianni Sandon. «Nei suoi interventi cerchi di essere più preciso, non tutto quello che denuncia corrisponde a verità» (g.b.) 

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«Area messa a rischio dal mega-campeggio»  

BATTAGLIA TERME. Non basta il complesso termale e residenziale da 90 mila metri cubi. Nel Comune di Battaglia Terme è in atto anche il tentativo di realizzare, sempre nell'area della Valli Selvatiche, un mega-campeggio termale. Più precisamente nel territorio di confine del comune di Battaglia con quello di Monselice. Tra Villa Maldura a Rivella e Villa Italia a Lispida. Su una superficie di circa 20 ettari classificata anche questa dal Piano ambientale del Parco «Intorno di emergenze architettoniche». Ad un tiro di schioppo c'è anche Villa Emo. La richiesta di un parere preliminare è stata presentata dalla ditta proprietaria dell'area all'Ente Parco Colli il 21 giungo del 2004. Il progetto prevedrebbe, oltre a strutture di tipo direzionale e commerciale, circa 300 piazzole per caravan, roulotte e tende. Il camping a pieno regime potrebbe accogliere fino ad un migliaio di persone. Si parla di centomila pernottamenti annui previsti. 
Il consiglio comunale di Battaglia ha adottato il 28 febbraio dello scorso anno una varante parziale che modifica le norme tecniche del Piano regolatore generale. In buona sostanza all'articolo 33 di tali norme è stato aggiunto un comma che riguarda esplicitamente la realizzazione di campeggi in area agricola. Con indice di edificabilità di 0,12 mq per ogni mq di area, con un'altezza massima di 3,50 metri. La variante non è ancora stata inviata alla Regione Veneto perché ha già avuto parere negativo dalla Sovrintendenza e dal Parco Colli. «Se anche questo progetto trovas­se la strada per essere attuato sarebbe un ulteriore scempio ambientale, lontano un centinaio di metri dalla mega lottizzazione intorno a Villa Selvatico — afferma l'ingegner Patrizio Quntili del comitato «Difesa Valli Selvatiche» — Contro questo intervento che ritenia­mo spropositato abbiamo raccolto oltre 1.500 firme. Abbiamo organizzato manifestazioni di protesta. Anche perché così com'è stato concepito in quell'area che va fino a ridosso di Villa Emo e del laghetto e del colle di Lispida, si potrebbero realizzare almeno altri 50 mila metri cubi di piccoli fabbricati. Ancora cemento in un sito tra i più belli dei Colli Euganei». (g.b.) 

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IL PARERE DEI VERDI 
«Necessario un intervento urgente dei giudici e della giunta veneta»

«Si punta il dito su una vicenda che rischiava di finire nel dimenticatoio, nonostante le tante prese di posizione contrarie al progetto, le visite in loco di consiglieri regionali e dello stesso presidente della VII Commissione regionale e nonostante l'interpellanza promossa dai Verdi e sottoscritta da tutti i gruppi consiliari del centrosinistra il 6/7/2005 che chiedeva un'inchiesta interna della Giunta sull'iter avuto dalla pratica negli uffici tecnici. E' evidente come la concessione ruoti attorno ad una sostanziale riscrittura della norma del Piano ambientale da parte del direttore del Parco Colli, in sede di espressione del proprio parere alla Regione, e all'accettazione da parte degli uffici tecnici regionali di questa modifica della norma, o omissione di una parte di essa, al fine di poterne dare un senso diverso e quindi esprimere quel parere positivo che ha consentito alla Giunta di dare il via libera alla lottizzazione. Valli Selvatiche merita la stessa attenzione del Sassonegro, sia da parte della magistratura, di cui auspichiamo un interessamento urgente per scongiurare cantieri devastanti, sia da parte della Giunta regionale». 
Gianfranco Bettin e Paolo De Marchi
Consiglieri regionali Verdi 

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COMUNE DI BATTAGLIA TERME 
Provincia di Padova

UFFICIO TECNICO 
ORDINANZA N.  29 

Pratica Edilizia n. .                                                    Battaglia Terme, 04.08.2005 

Prot.   n.  6553 

ORDINANZA DI SOSPENSIONE LAVORI 
IL RESPONSABILE DELL'U.T.C. 

  •   RICHIAMATA la relazione di sopralluogo del Corpo Forestale dello Stato - Comando Stazione di Torreglia (PD) in data 16.04.2005 prot. 694 pervenuta presso il Comune di Battaglia Terme il 13.05.2005 prot. 4188, dalla quale si evince che la ditta "Immobiliare San Carlo s.r.l." con sede a Arcugnano (VI), Via Breganzola n. 2, P.I. 02646070249, ha eseguito i seguenti interventi: Parziale interramento con materiale terro-lapideo di una zona umida sita in località "Valli Selvatiche" di Battaglia Terme;

  •  VISTA la relazione di sopralluogo redatta dall'Ufficio Tecnico Comunale in data 04.08.2005 Prot. 6543, nella quale si conferma quanto riscontrato dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato e da cui risulta che la medesima ditta ha eseguito i lavori in assenza di Permesso a Costruire o Denuncia Inizio Attività Edilizia;

  •  ACCERTATO che sul posto non sono stati individuati altri soggetti responsabili dei lavori quali Impresa esecutrice e Direttore dei Lavori;

  • PRECISATO che da una verifica degli atti d'ufficio la proprietà dell'immobile risulta essere di:  "Immobiliare San Carlo s.r.l." con sede a Arcugnano (VI), Via Breganzola n. 2, P.I. 02646070249;

  • RILEVATO che catastalmente il terreno insiste su un'area censita all'U.T.E. di Padova Foglio 6 mappali 19 e 20 in Z.t.o. DT2 (zona termale di espansione) del vigente Piano Regolatore Generale nonché in area soggetta a vincolo ambientale ai sensi del D.Lgs. 42/2004;

  • VISTO l'art. 15 della Legge 28/01/1977 n. 10; 

  • VISTO l'art. 4 della Legge 28/02/1985 n. 47;

  • VISTO l'art. 91 della L.R. 27/06/1985 n. 61;

  • VISTI gli artt. 37-41-69-70 del D.P.R. 06.06.2001 n. 380;

  • RAVVISATA la necessità di ordinare, ai fini cautelari, l'immediata sospensione dei lavori sopraindicati con riserva dei successivi provvedimenti definitivi;

ORDINA 
Alla ditta "Immobiliare San Carlo s.r.l." l'immediata sospensione dei lavori in premessa indicati con effetto dalla notifica della presente, con riserva dei provvedimenti conseguenti ai sensi dell'art. 4 della Legge 47/85 e art. 91 della L.R. 61/85 e art. 37-41-69-70 del D.P.R. 06.06.2001 n. 380. 

DISPONE

- l'affissione della presente ordinanza all'albo pretorio di questo Comune;

- la notifica della presente alla ditta "Immobiliare San Carlo s.r.l." con sede a Arcugnano (VI), Via Breganzola n. 2, P.I. 02646070249;

Si avverte che la presente ordinanza decade qualora non siano stati adottati provvedimenti definitivi entro 60 (sessanta) giorni dalla data di notifica della presente e senza pregiudizio delle sanzioni penali.

Si avverte inoltre che contro il presente provvedimento può essere proposto, entro sessanta giorni dalla notifica, ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto competente nonché, entro cento venti giorni dalla stessa data, ricorso straordinario al Capo dello Stato.

Il Responsabile dell’U.T.C.

                                                                                                                       Geom. Diego Minelle

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PARCO REGIONALE DEI COLLI EUGANEI 
Prot. n.
6313/05/1013 

Al Signor Sindaco del Comune di BATTAGLIA TERME PD 

Alla Ditta IMMOBILIARE SAN CARLO
C/O DOTT. AGR. PAVONI CLAUDIA
Via A. Boito, 14
35100 PADOVA

Alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Veneto Orientale 
 
P. Cappello - S.Croce, 770 30125 VENEZIA 

 Al Corpo Forestale dello Stato Comando Stazione di Torreglia 
 
Via Romana, 7/B 35038 TORREGLIA 

OGGETTO: Comune di: BATTAGLIA TERME - Ditta: IMMOBILIARE SAN CARLO. Lavori di: ripristino area umida oggetto di manomissione non autorizzata.  

IL PRESIDENTE

VISTO l'art. 16, 2° comma, della L.R. 10.10.1989 n. 38;
VISTI
gli artt. 146 e 151 del D.Lgs. 29.10.1999 n. 490, ora artt. 146 e 159 del D.Lgs. 22.01.2004 n.42, nonché il D.P.R. 06.06.2001 n. 380, come modificato con D.Lgs. 27.12.2002 n.301;
VISTO
il Piano Ambientale del Parco Regionale dei Colli Euganei, le relative Norme d'Attuazione nonché il Regolamento dell'Ente;
VISTE le direttive 92/43/CEE e 79/497/CEE;
VISTA
la L. n. 357/97, il DPR n. 120/2003, i D.G.R. 448 e 449/2003;
VISTA
la richiesta della ditta in oggetto, pervenuta in data 04/07/2005, prot. n° 6313, intesa ad ottenere il parere ambientale in ordine all'intervento in oggetto, ubicato nel Comune di Battaglia Terme, in Loc. Valli Selvatiche;
VISTA la scheda istruttoria redatta in data 09/08/2005;

AUTORIZZA
1.  ai sensi e per gli effetti dell'ari. 159 del D.Lgs. n.42/2004, la realizzazione delle opere di ripristino area umida, con le seguenti prescrizioni:
a)   il materiale da asportare dovrà essere depositato in luogo autorizzato;
b)   dovrà essere ricostituito l'habitat florovegetazionale preesistente.
2. L'intervento di cui al presente provvedimento, non comporta incidenza ambientale.
3. Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nel termine di 120 giorni, o al T.A.R. del Veneto nel termine di 60 giorni a decorrere dalla data di notifica dello stesso.

 Este, 1 7 AGO. 2005                                                         Il Presidente Simone CAMPAGNOLO

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PARCO REGIONALE dei COLLI EUGANEI

Este 02/09/2005 Protocollo n. 0007874/05

OGGETTO : risposta ad interpellanza scritta del Consigliere Bonaldi sull'ìnterpretazione degli articoli 32 e 33 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Ambientale e conseguenti pareri di compatibilità espressi.

RACCOMANDATA R.R. Al Consigliere Paolo Bonaldi e p.c. Consiglieri e Sindaci del Parco Regionale dei Colli Euganei

In riferimento alla richiesta di risposta scritta ad interrogazione presentata dal Consigliere Bonaldi, e successivo invito del Consigliere Borile di divulgare tale risposta a tutti i consiglieri e Sindaci dell'Ente, colgo l'occasione per esprimere alcune considerazioni su una questione che, pur meritevole di attenzione, ha assunto toni decisamente forti ed in taluni casi anche fuorvianti almeno per chi non sia a completa conoscenza dei fatti. Gli art. 32 e 33 delle Norme Tecniche di Attuazione del nostro Piano ambientale sono i due articoli che individuano le modalità e possibilità di intervento per i beni di particolare e specifico interesse storico individuati nelle tavole di Piano e delle aree ad essi contigue. Molti dei nostri comuni hanno al loro interno simili realtà e quasi tutte le amministrazioni interessate hanno avuto modo di toccare con mano la portata di tali articoli all'atto dell'adeguamento dei loro piani regolatori al Piano Ambientale o all'atto del rilascio di autorizzazioni edilizie. Sappiamo però come sia difficile avere investimenti importanti per il recupero ed il riutilizzo di tali proprietà e di come l'assenza del "Progetto Ville" non abbia aiutato i privati proprietari a programmare investimenti importanti. Logica conseguenza è che pochi sino ad ora sono stati gli interventi nelle aree di pertinenza e negli intorni delle emergenze architettoniche. Con la Variante Generale del piano regolatore del comune di Battaglia Tenne, ad oggi vigente in quanto già licenziata dalla Regione Veneto, è emersa la necessità, forse unica, di esprimere un parere di compatibilità rispetto ad un precedente parere già espresso su specifica richiesta da parte della C.T.R.U. A fronte di questa seconda richiesta il Direttore, organo deputato al rilascio del parere, ha ritenuto opportuno meglio precisare i contenuti degli articoli in questione al fine dì rendere chiaro il significato del primo parere espresso, senza tra l'altro entrare nel merito delle scelte adottate ma applicando la norma, così come scritta, punteggiatura inclusa, in quanto non interpretabile dall'organo tecnico. A tal riguardo è bene ricordare che i pareri espressi dal Direttore, sono e restano pareri di compatibilità dello strumento urbanistico comunale e non pareri autorizzatori di progetti o lottizzazioni, in quanto questi, in base alla legge, sono di mia competenza sentita la commissione tecnica preposta. In fine, prima di passare alla puntuale risposta al consigliere, mi preme evidenziare che le previsioni urbanistiche più volte citale per le valli selvatiche esistano da più di vent'anni, che vengono parzialmente riprese dal nostro Piano Ambientale e che in sede di variante il comune di Battaglia Terme ha ritenuto opportuno adeguarsi alle previsione del Piano Ambientale senza richiederne variante.
Risposta scritta ad interrogazione espressa dal Consigliere Bonaldi in seno all'ultimo Consiglio: a) CONOSCENZA DEL PROCEDIMENTO L'obbligatorio parere di compatibilità dello strumento regolatore comunale rispetto al Piano Ambientale, espresso dalla Direzione dell'Ente in ottemperanza a quanto previsto dalla LR 38/89 istitutiva del Parco, assolve alla richiesta presentata dall'Amministrazione Comunale di Battaglia Terme. Tale parere di compatibilità della Direzione dell'Ente Parco è certamente conosciuto e condiviso dalla Presidenza e dal Comitato Esecutivo nel rispetto però delle singole competenze previste dalla legge e dal regolamento per gli organi dell'Ente.
b) REVISIONE DEI PARERI ESPRESSI DAL DIRETTORE DA PARTE DEL PRESIDENTE E/O COMITATO ESECUTIVO RISPETTO "ALL'AUTENTICO SIGNIFICATO" Non è possibile per gli altri organi dell'Ente "rivedere" i pareri espressi dal Direttore in ottemperanza ad un obbligo che la legge gli assegna specificatamente, ma ciononostante è opportuno specificare che prima della conclusione dell'iter di variante proposto dal comune, il PRG del Comune di Battaglia Terme ed il Piano Ambientale prevedono che: 1) l'area in questione denominata "Valli Selvatiche" è indicata nel PRG e nel PA con l'attuale estensione del retino di color grigio, ed in entrambi gli strumenti permane potenzialità edificatoria sin dal 1994; 2) in merito alla strada d'accesso lungo ferrovia essa è consentita dallo strumento di PRG approvato e in vigore nonché dal parere della Sovrintendenza BBAA del 23.07.1993 prot. N. 4617; 3) non vanno dimenticate la completa, lettura degli articoli 33 e 38 delle NTA del PA congiuntamente con l'intera impostazione delle norme spesso ridondanti e contraddittorie. In particolare l'art. 33 comma 2 (P), ma anche altri articoli nell'impostazione complessiva del PA, non vietano in modo assoluto gli interventi negli intorni delle emergenze architettoniche e nei relativi ambiti delle ville; 4) dal 1994 anno dì approvazione del PA da parte
del Consiglio del Parco e dal 1998, anno di approvazione del PA da parte del Consiglio Regionale, ad oggi non sono state apportate, per l'area in esame, modifiche al PA ed al PRO di Battaglia Tenne se non l'ultimo adeguamento di quest'ultimo al PA; 5) il parere di compatibilità espresso è solo di ausilio all'istruttoria degli uffici regionali preposti (Commissione Tecnica Regionale Urbanistica - CTRU), che hanno competenza finale dì merito nella valutazione tecnica delle varianti ai piani regolatori proposte dai singoli comuni.
e) COMPATIBILITA' CON I PROGETTI FLORA E FAUNA A tal riguardo rammentiamo che ai sensi dell'ari. 5 delle NTA, i progetti tematici previsti dall'ari. 34 (I) sono da considerarsi indicazioni operative alle norme di PA e non ulteriori vincoli (comma 3). Qualora le indicazioni dei progetti tematici dovessero invece modificare le previsioni di PA (comma 2), le specifiche varianti dovrebbero essere adottate ai sensi dell'art 7 della LR 38/89, procedimento mai adottato ne come variante parziale ne come variante generale al PA.
d) SEGNALAZIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO SU ATTIVITÀ NON CONCESSIONATA ALL'INTERNO DELLE VALLI Si rammenta l'attenta attività di vigilanza espletata da questo Ente sulle attività edilizie e dì modifica del territorio, oltre alla riconosciuta disponibilità ad accertare, su segnalazione quanto non direttamente verificato, al fine di garantire un corretto ma soprattutto omogeneo controllo del territorio.
Certo che non rispondendo alle allusioni contenute nell'interrogazione possa contribuire a un proficuo e corretto rapporto tra forze politiche al fine di migliorare realmente questo Ente, porgo distinti saluti.

IL PRESIDENTE 
           Simone Campagnolo

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IL GAZZETTINO
Martedì, 6 Giugno 2006
BATTAGLIA TERME

La rana di Lataste nelle valli Selvatiche
(E.M.) Torna a tenere banco la questione Valli Selvatiche. Questa volta si tratta di un problema legato alla fauna. Sembra infatti che l'area in questione ospiti un esemplare particolare di rana. Le Valli sono situate in un'area interna al Parco dei Colli Euganei, ed sono delimitate ad est dal Canale Battaglia, ad ovest dalla collina di Lispida, a nord dallo stabilimento termale dell'ex Inps e a sud dal giardino di villa Emo. In quest'area incombe una lottizzazione residenziale e termale di circa 90 mila metri cubi, prevista da una variante del Prg approvata in Regione nel luglio del 2004. Nelle Valli Selvatiche però, è stato individuato un Biotopo di primario interesse faunistico, come recita il Progetto Flora e Fauna dell'Ente Parco. Una revisione del progetto ha confermato la presenza della Rana di Lataste. Questo esemplare è una delle specie protette, la cui conservazione richiede l'individuazione di zone speciali. Per questo l'opposizione consigliare di battaglia ha chiesto subito delle verifiche all'Ufficio Tecnico per evitare eventuali sanzioni a carico del comune. Se venisse confermata la presenza della rana, si potrebbero verificare ulteriori rallentamenti al progetto delle Valli. Sembra insomma che si arrivi presto ad una nuova battuta d'arresto.

 

giacomo@pernumiadelleliberta.it

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